Grimani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Grimani
Grimani.png
Palato d'argento e di rosso di otto pezzi[1][2].
Fondatore Servadio Grimani
Data di fondazione X secolo
Etnia italiana

I Grimani furono una nobile famiglia di Venezia, del cui patriziato fecero ancora parte dopo la Serrata del Maggior Consiglio del 1297, venendo compresi fra i Curti. La famiglia diede tre dogi alla Serenissima.

I cronisti sono discordi riguardo alle loro origini. Sembra però che il primo Grimani documentato, un Servadio, fosse tornato a Venezia all'inizio X secolo, dove i suoi avi, di origine lombarda, avevano già trovato domicilio. Ad essere ammesso al Maggior Consiglio fu il figlio Teodosio, nel 940.

Girolamo Grimani, padre del doge Marino, fece costruire nel XVI secolo un Palazzo presso la calle Grimani, su disegno del Sanmicheli. Qui avvenne la solenne incoronazione di Morosina Morosini, moglie del Doge Marino Grimani.

Presso Santa Maria Formosa si trova il ramo Grimani chiamato così perché conduce al grandioso palazzo, fondato da Giovanni Grimani, Patriarca di Aquileia nel 1545. Il Grimani era un appassionato di archeologia e arte antica e conservava nell'edificio una ricca collezione oggi in gran parte dispersa.

La nobiltà dei Grimani fu confermata l'8 febbraio 1819 dall'Impero Austriaco.

Nel XVII secolo, con il matrimonio tra Antonio Grimani ed Elena Gonzaga, figlia di Ludovico Francesco Gonzaga, quarto marchese di Palazzolo, nacque la famiglia Grimani-Gonzaga.[3]

Membri illustri[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili, italiane estinte e fiorenti; G.B. Crollanzo – Arnaldo Forno Editore
  • Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Venezia, Filippi Editore [1863], 2009.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Guelfi Camaiani, Dizionario araldico, Milano, Hoepli, 1940, p. 400.
  2. ^ Fabrizio di Montauto, Manuale di araldica, Firenze, Edizioni Polistampa, 1999, p. 146.
  3. ^ Treccani.it. Vincenzo Grimani. URL consultato il 14 dicembre 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]