Grigori

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I Grigori (dal Greco "oi gregoroi", οι Γρήγοροι, "custodi" o "guardiani") costituiscono, in una versione popolare, un gruppo di angeli caduti citati negli Apocrifi dell'Antico Testamento che si sarebbero accoppiati con donne mortali, dando origine a una razza di ibridi nota come Nephilim, descritti come "giganti", in Genesi 6:4 o "eroi caduti da secoli" (Ez 32:27).

I riferimenti ai Grigori angelici sono riscontrabili nei fogli che compongono il Libro di Enoch e nei Giubilei. In Ebraico essi sono chiamati Irin, "Guardiani" e si trovano menzionati nell'Antico Testamento (Libro di Daniele, capitolo 4).

Secondo il Libro di Enoch[1], i Grigori assommano a 200 ma sono ricordati solo i nomi dei loro principali esponenti: Samyaza, che fu il loro capo, Urakabaramil, Akibeel, Tamiel, Ramuel, Dânêl, Chazaqiel (Ezekiel), Saraknyal, Asael, Armers, Batraal, Anane, Zavebe, Samsavil, Ertael, Turel, Yomyael, Azazyel (noto anche come Azazel). "Questi sono i prefetti dei duecento angeli, e i restanti erano tutti con costoro". (Enoch 7:9)

Nel Libro di Enoch, i Guardiani sono angeli inviati in apparenza sulla Terra semplicemente per sorvegliare la gente. Essi presero subito a nutrire concupiscenza per le donne che vedevano e, su incoraggiamento del loro capo Samyaza, disertarono in massa per sposarsi e vivere fra gli uomini. I figli nati da queste relazioni sono i Nefilim (nĕfîlîm ), giganti selvaggi che misero a soqquadro la Terra e angariarono l'umanità. Samyaza, Azazel e altri ancora fra loro divennero corrotti e insegnarono ai loro ospiti umani a fabbricare armi metalliche, cosmetici e altri prodotti tipici della civiltà, di cui essi s'erano segretamente impadroniti. Ma la gente cominciò a morire e a invocare aiuto dal Cielo. Dio inviò allora il Diluvio Universale per liberare la Terra dai Nefilim, inviando tuttavia Uriel ad avvertire Noè così da non far perire l'intera razza umana. I Grigori furono confinati nelle "valli della Terra" fino al giorno del Giudizio Universale. (Si veda Giuda 1:6)

La storia dei Guardiani in Enoch deriva da Gen. 6:1-4 in cui si descrive l' "Origine dei Nephilim" e si ricordano i "figli di Dio" che li generarono:

Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell'uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni». C'erano sulla terra i giganti (Nephilim) a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, uomini famosi. (Gen. 6:1-4)[2]

Qui, i "figli del Cielo" sono ricordati senza nomi specifici, né funzioni; si può trattare di angeli caduti o semplicemente esseri celesti che si sono accoppiati con donne.

Il Libro dei Giubilei aggiunge ulteriori dettagli sui Guardiani. Mentre "Guardiani" o "Sentinelle" sono menzionati accanto ai "soli santi" nel Libro di Daniele, si disputa che essi abbiano alcuna correlazione con i Grigori. Gli angeli furono abbastanza popolari nel folklore ebraico, che sovente li descrive come giganteschi esseri umani che non dormono mai e rimangono sempre zitti. Mentre ci sono Guardiani buoni e cattivi, molte storie riguardano solo quelli malvagi che decadono dal loro stato di grazia allorché prendono "le figlie dell'uomo" come loro partner sessuali.

Riferimenti ad altri Grigori[modifica | modifica sorgente]

In alcuni sistemi di credenze relative alla stregoneria e alla pratica Wiccan i Grigori sono esseri posti a custodia dei portali che uniscono tra loro i mondi. In questi sistemi essi sono visti come una razza di esseri spirituali, un insieme di divinità, oppure come spiriti dei quattro elementi. Essi sono spesso associati anche ai quattro punti cardinali e anche ai solstizi ed agli equinozi, così come a singole e specifiche stelle del firmamento.

Nei primi culti delle stelle dell'antica Mesopotamia esistevano quattro stelle "reali" (note come Signori) chiamati i Guardiani. Ognuna di esse governava su uno dei quattro punti cardinali noti all'astrologia di ogni tempo. Questa particolare visione del mondo e del cielo risale a circa 3.000 anni fa. La stella di Aldebaran, quando segnava il suo passaggio nell'equinozio di primavera, assumeva la posizione del Guardiano dell'Oriente. Regolo, durante il solstizio d'estate, assumeva il ruolo di Guardiano del Meridione, così come Antares, nell'equinozio d'autunno, quello del Guardiano dell'Occidente, e infine Fomalhaut, durante il solstizio d'inverno, quello del Guardiano del Settentrione.

Nel celebre libro di magia di Charles Leland Aradia; Gospel of the Witches, l'autore narra il racconto dei "Figli di Diana, ovvero come nacquero le fate", nel quale asserisce che la dea Diana creò "i grandi spiriti delle stelle". In un'altra leggenda dal titolo "Come Diana creò le stelle e la pioggia" Leland sostiene che Diana dialogò "con i padri del Principio, con le madri, gli spiriti che furono prima del primo spirito". In Italia alcune credenze tra le streghe sostenevano che i Grigori (ovvero i Sorveglianti) fossero una antica razza.

Dopo circa mezzo secolo dall'opera di Leland, Gerald Gardner scrisse anch'egli sui Grigori e sulla loro connessione con la religione Wicca. In quest'ultima i Grigori sono evocati in qualità come Guardiani con lo scopo di sorvegliare e assistere ai riti celebrati al loro cospetto.

I primi movimenti mistici ebraici organizzarono i Guardiani in una gerarchia di Arcangeli. In base a questo sistema, i Guardiani erano governati da quattro grandi Guardiani, noti col nome di Michele, Gabriele, Raffaele e Uriele. Nell'Antico Testamento (Daniele 4:13-17) ci si riferisce a loro col termine di Irin, o Guardiani, facendo pensare a un preciso ordine angelico. Nelle prime tradizioni ebraiche, gli Irin erano un ordine superiore di angeli che erano assisi nel supremo Consiglio del Giudizio della Corte Celeste. Nei libri apocrifi di Libro di Enoch e nel Libro dei Giubilei, i Guardiani furono inviati sulla Terra per insegnare la legge e la giustizia al genere umano. Le più comuni associazioni che si trovano in vari testi medievali di magia trattano i Guardiani al modo seguente: Chazaqiel' (Aramaico: זיקיאל, Greco: Εζεκιήλ), ma anche Êzêqêêl, fu l'8° Guardiano dei 20 capi dei 200 angeli caduti che sono ricordati in un antico lavoro chiamato Libro di Enoch. Il nome significa "nuvola di Dio", per il fatto che si dice che Chazaqiel avesse trasmesso agli uomini la conoscenza delle nuvole, cioè la meteorologia. Micheal Knibb,[3] traduce il nome di quest'angelo "Stella cadente di Dio".

Riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  1. Araqiel: insegnò i "segni della terra" (geomanzia).
  2. Armaros: insegnò come respingere gli incantesimi.
  3. Azazel: insegnò l'arte dei cosmetici.
  4. Barqel: insegnò l'astrologia.
  5. Ezequeel: trasmise la conoscenza delle nuvole.
  6. Gadreel: insegnò come fabbricare armi da guerra.
  7. Kokabeel: insegnò il mistero delle stelle.
  8. Penemue: insegnò la scrittura.
  9. Sarie: insegnò a conoscere la Luna.
  10. Semjaza: insegnò incantesimi tramite erbe.
  11. Shamshiel: insegnò a conoscere il Sole.

Sono questi stessi gli angeli cui ci riferisce come ai "Figli degli dèi" nel Libro del Genesi. Secondo la mitologia cristiana (che si rifà a quella ebraica) i loro "peccati" avrebbero riempito con violenza la Terra e il mondo sarebbe stato distrutto dal Diluvio Universale come risultato del loro intervento maligno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si vuole che Enoch fosse il nonno di Noè, e quindi buon testimonio dell'età pre-noaica e pre-diluviana.
  2. ^ Traduzione CEI.
  3. ^ Michael A. Knibb, The Ethiopic Book Of Enoch, Oxford, Clarendon Press, 1978, repr. 1982.

I Grigori sono anche nominati nella saga fantasy "Fallen", definiti I Veglianti del Paradiso. Lo stesso Daniel Grigori è il protagonista maschile della storia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Karel van der Toorn, Bob Becking e Pieter W. van der Horst, Dictionary of Deities and Demons in the Bible, Leyda, E.J. Brill, 1995

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]