Grey goo

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Il Grey goo (alternativamente scritto gray goo) è uno scenario ipotetico da fine del mondo in cui è implicata la nanotecnologia molecolare dove i robot fuori controllo e auto-replicanti consumano tutta la materia della Terra mentre si riproducono moltiplicandosi,[1][2] uno scenario noto come ecofagia ("che divora l'ambiente").[3]

Le macchine auto-replicanti di tipo macroscopico sono state originariamente descritte dal matematico John von Neumann e sono a volte indicate come macchine von Neumann. Il termine grey goo venne coniato da pioniere della nanotecnologia Eric Drexler nel suo libro del 1986 Engines of Creation.[4]

Fantascienza[modifica | modifica sorgente]

Il termine "grey goo" (letteralmente poltiglia grigia o sostanza appiccicosa grigia) viene spesso usato in un contesto futuristico o di fantascienza, dato che le tecnologie adatte non esistono ancora. Negli scenari peggiori postulati (che richiedono macchine di grandi dimensioni e uno spazio adeguato), la materia al di là della Terra viene trasformata in una poltiglia (ovvero goo nel senso di una grande massa macchine auto-replicanti che mancano di una struttura su grande scala, potendo o no apparire effettivamente simili a goo). Il disastro viene supposto come il risultato di un deliberato ordigno dell'apocalisse, o da una mutazione accidentale avutasi in una nanomacchina auto-replicante utilizzata per ben altri scopi, ma progettata per funzionare in un ambiente naturale.

Esempi notevoli di una tale opera possono essere trovati nel romanzo di Michael Crichton Preda (2002 ) e in Accelerando di Charles Stross.

Il racconto Autofac del 1955 di Philip K. Dick è un esempio di Grey goo di tipo Ecofago;

Nel film Ultimatum alla Terra (film 2008), il Generatore Organico Robo-Tecnologico (GORT), può considerarsi un Grey Goo.

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Gli attacchi DOS nel mondo virtuale di Second Life, che operano per mezzo di oggetti che si replicano all'infinito fino a quando i server vanno in crash, sono indicati come attacchi di tipo grey goo.[5] Questo riferimento si relaziona agli aspetti auto-replicanti del grey goo e non implica alcuna relazione con le nanomacchine.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Grey Goo is a Small Issue, Center for Responsible Nanotechnology, 14 dicembre 2003. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  2. ^ (EN) Nanotechnology pioneer slays “grey goo” myths in Nanotechnology, Institute of Physics, 6 luglio 2006. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  3. ^ (EN) Freitas Jr., Some Limits to Global Ecophagy by Biovorous Nanoreplicators, with Public Policy Recommendations, 0 aprile 2000. URL consultato il 28 dicembre 2009.
  4. ^ (EN) Lawrence E. Joseph, Apocalypse 2012, New York, Broadway, 2007, p. 6, ISBN 978-0767924481.
  5. ^ (EN) Robert Lemos, Second life plagued by 'grey goo' attack in The Register, 24 dicembre 2006. URL consultato il 28 dicembre 2009.

Ulteriori letture[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]