Gregoris Lambrakis

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Gregoris Lambrakis in un francobollo commemorativo del 1990

Gregoris (o Grigoris) Lambrakis (in greco Γρηγόρης Λαμπράκης) (Kerasitsa, 3 aprile 1912Salonicco, 27 maggio 1963) è stato un politico, medico e atleta greco.

Partigiano durante la seconda guerra mondiale e in seguito attivista per la pace, Lambrakis fu tra i principali oppositori del governo di destra e del primo ministro Konstantinos Karamanlis. Fu assassinato a Salonicco il 27 maggio 1963 da estremisti di destra, durante un comizio politico. La sua morte scosse l'opinione pubblica greca e ispirò lo scrittore Vassilis Vassilikos per il suo romanzo politico "Z" (1967).

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Gregoris Lambrakis
Dati biografici
Nazionalità Grecia Grecia
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Salto in Lungo
Ritirato 1949
 

Nacque nel villaggio di Kerasitsa nel distretto di Tegea (in Arcadia, nel Peloponneso). Dopo aver terminato il liceo nella sua città natale, si trasferì ad Atene per entrare alla Scuola di Medicina presso l'Università di Atene. Lambrakis fu un grande atleta per tutta la vita. Ha detenuto il record greco per il salto in lungo per ventitré anni (1936-1959). Ha inoltre conseguito diverse medaglie d'oro nei giochi dei Balcani, che si svolgono ogni anno, con concorrenti provenienti da Grecia, Jugoslavia, Bulgaria, Romania e Turchia. Durante l'occupazione della Grecia da parte dell'Asse (1941-1944), Lambrakis ha partecipato attivamente alla Resistenza greca . Nel 1943 ha fondato "l'Unione degli atleti greci" ("Ένωση των Ελλήνων Αθλητών") e organizzò regolari competizioni. Ha usato le entrate derivanti da questi giochi per finanziare i siti di distribuzione di derrate alimentari alla popolazione affamata.

L'attivismo nel dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra completò gli studi di medicina e nel 1950 divenne professore assistente di ostetricia-ginecologia presso l'Università di Atene. Ha continuato ad aiutare i poveri esercitando in una piccola clinica privata per i pazienti che non potevano permettersi cure mediche.

Pur non essendo un comunista, il suo orientamento politico e ideologico era vicino alla sinistra. È stato attivamente coinvolto nel Movimento pacifista di quegli anni che esprimeva una forte opposizione alla guerra del Vietnam . La sua piattaforma politica è stato Sinistra Democratica Unita (in greco: Ενιαία Δημοκρατική Αριστερά - Eniaia Democratiki Aristera - EDA), l'unico partito politico di sinistra legale nel paese dopo la guerra civile del 1946-1949 e fino al colpo di stato del 1967.

È stato eletto al Parlamento Ellenico nelle elezioni legislative del 1961 nel collegio del Pireo.

Lo stesso anno (1961), sotto la sua iniziativa, venne istituita in Grecia la "Commissione internazionale per la distensione e la pace" (Eπιτροπή για την Διεθνή Ύφεση και Ειρήνη - Epitropi già ti Diethni Yfesi kai Eirini - EDYE). Nella sua qualità di Vice Presidente della EDYE, Lambrakis ha partecipato a riunioni e manifestazioni pacifiste internazionali, nonostante le frequenti minacce contro la sua vita. Il 21 aprile 1963, il movimento pacifista in Grecia organizzò la prima manifestazione pacifista da Maratona ad Atene . La polizia intervenne, impedendo la manifestazione e arrestando numerosi manifestanti (tra di loro c'era anche Mikis Theodorakis ). Lambrakis, protetto dalla sua immunità parlamentare, marciò da solo e arrivò alla fine del percorso tenendo la bandiera con il simbolo della pace, la stessa che aveva già portato durante la marcia di Aldermaston in Regno Unito, mentre protestavano nei pressi del Atomic Weapons Research Establishment (AWRE). Poco dopo anche lui fu arrestato dalla polizia.

L'omicidio[modifica | modifica sorgente]

Nel pomeriggio del 22 maggio 1963 Lambrakis intervenne a una conferenza che si teneva a Salonicco per il "Comitato greco per la pace e la distensione internazionale". Ancor prima dell'inizio, una grande folla si era assiepata sui marciapiedi fuori dal teatro dove si teneva l'incontro, gridando slogan e insulti a tutti coloro che venivano a prenderne parte. I poliziotti e i soldati, pur essendo presenti in gran numero non assunsero alcuna iniziativa per far sgomberare quelle persone, nonostante le proteste degli organizzatori.

Conclusasi la conferenza, Lambrakis lasciò l'aula accompagnato solo da due compagni: in quel momento due estremisti di destra, Emannouel Emannouilides e Spyro Gotzamanis, alla guida di un veicolo a tre ruote, gli si avvicinarono e lo colpirono alla testa con un oggetto metallico (presumibilmente una spranga di ferro) di fronte a un gran numero di persone e agli agenti di polizia, i quali non fecero nulla per fermare il veicolo, o anche soltanto per aiutare la vittima che giaceva a terra sanguinante. Venne portato in ospedale già in coma e, nonostante fosse subito chiaro che non c'erano speranze, furono chiamati molti medici anche dall'estero per tentare di salvarlo.

Morì in ospedale a seguito delle lesioni cerebrali riportate cinque giorni dopo, il 27 maggio.

Il suo corpo fu inviato ad Atene in treno. Il giorno dopo nella capitale il suo funerale divenne una manifestazione di massa. Più di 500.000 persone si radunarono per protestare contro il governo di destra e la Casa Reale, visti da molti come complici delle attività degli estremisti di destra.

Il processo e le conseguenze politiche[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente gli avvenimenti furono presentati come un incidente stradale. Il primo ministro Konstantinos Karamanlis arrivò a dire che: "Questi incidenti possono verificarsi nella maggior parte dei paesi democratici senza che il governo sia resa responsabile" Le indagini successive, condotte dal giudice istruttore Christos Sartzetakis e dal Procuratore Generale P. Delaportas portarono a conclusioni ben diverse: stabilirono che Lambrakis fu deliberatamente aggredito da due uomini appartenenti a movimenti di estrema destra. La cattura dei due esecutori e le dichiarazioni da loro rilasciate dimostrarono la complicità dei membri della gendarmeria e della polizia, tra cui il capo della polizia di Salonicco e il generale Mitsou, comandante della gendarmeria della Grecia del Nord. Tutto ciò provocò uno scandalo che colpì duramente il governo di Karamanlis, che, pur non essendo il diretto mandante dell'attentato, rivelò che egli era senza autorità su larga parte dei servizi e delle forze armate.

La lettera Z, che sta per "Zei!" che vuol dire "E' vivo!" in greco. Questa lettera apparve come graffito sui muri di tutta la Grecia dopo l'attentato. Presto divenne simbolo della lotta all'oppressione della dittatura. Da essa trasse ispirazione Vassilis Vassilikos per il titolo del suo romanzo.

Karamanlis si dimise nel mese di luglio, alle elezioni del novembre 1963 vinse l' Unione di Centro con la maggioranza relativa del 40% dei voti (l'EDA di Karamanlis ottenne il 15%); Georgios Papandreou, segretario dell'Unione, divenne primo ministro, ma non volendo governare con l'EDA mancò della maggioranza assoluta in parlamento e poco dopo si dimise. Nelle successive elezioni del 1964 Papandréu riuscì a ottenere più del 50% dei voti e poté formare il governo con un programma politico di rinnovamento democratico. Pur avendo il governo una vasta popolarità ebbe forti contrasti con re Costantino II che costrinse Papandréu alle dimissioni. Il re nominò quindi un nuovo governo formato dalla destra e dai centristi uniti, che però non ebbe mai l'appoggio popolare. La prospettiva di un'altra sconfitta elettorale delle destre alle elezioni del 1967, portarono al colpo di Stato del 21 aprile 1967. Papandréu fu arrestato e morì agli arresti domiciliari nel 1968. Christos Sartzetakis venne espulso dalla magistratura, perseguitato, torturato e imprigionato. Sarà rilasciato solo nel 1971 a seguito di pressioni dell'opinione pubblica internazionale (con il ritorno alla democrazia sarà eletto Presidente della repubblica dal 1985 al 1990).

L'eredità[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio Comunale di Kallithea intitolato a Gregoris Lambrakis

Lambrakis rimane nei cuori del popolo greco come simbolo nazionale della democrazia, che rappresenta la lotta contro la repressione politica, l' autoritarismo, e la dipendenza dagli stati stranieri. Pochi giorni dopo la sua morte, viene creato un nuovo movimento, guidato da Mikis Theodorakis, chiamato Movimento democratico Giovanile Grigoris Lambrakis (Δημοκρατική Κίνηση Νέων Γρηγόρης Λαμβράκης [ΔΚΝΓΛ] ). Dopo il golpe del 21 aprile 1967, la Gioventù Lambrakis e tutti i movimenti giovanili non governativi sono stati sciolti ed è stato decretato un divieto totale sulla musica di Theodorakis e sui canti del "Komsomol", vale a dire la Gioventù Lambrakis. Dopo la caduta della dittatura militare nel 1974, numerosi luoghi, tra cui uno stadio di calcio a Kallithea, strade e piazze in tutto il paese, sono state rinominate in onore di Grigoris Lambrakis.

La vita e la morte di Grigoris Lambrakis ha ispirato l'autore Vassilis Vassilikos a scrivere il romanzo "Z" . Il titolo sta per la lettera iniziale della parola greca "Zei" ( "[Egli] vive!" ), un famoso graffito, che cominciò ad apparire sui muri degli edifici delle città greche dopo l'omicidio, a simboleggiare la protesta crescente contro il potere politico che ha consentito l'assassinio di Lambrakis.

Nel 1969, il regista greco-francese Costa-Gavras ha tratto dal libro il film Z - L'orgia del potere, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero, con Yves Montand nel ruolo di Lambrakis, Jean-Louis Trintignant nel giudice Sartzetakis e Irene Papas nella vedova di Lambrakis.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vassilis Vassilikos, Z, Athènes, Themelion, 1966.
  • Bernard Liegme, Le Soleil et la mort, Lausanne, Cité éditions, coll. « Théâtre populaire roman », 1966, 176 p. . Avec une introduction sur Grigoris Lambrakis. Notice SUDOC
  • Georges Contogeorgis, Histoire de la Grèce, Paris, Hatier, coll. « Nations d'Europe », 1992, p. 403-405 et 419-423.
  • Constantin Tsoucalas, La Grèce de l'indépendance aux colonels, Paris, Maspéro, « Petite collection Maspéro », 1970, p. 151-164.
  • Catherine Saint-Martin, Histoire de la Jeunesse Lambrakis (Grèce 1963-1967), thèse de 3ème cycle sous la direction de Constantin Tsoucalas, université Paris 8, 1981, 313 f. (ronéotypée, prêt entre bibliothèques) Notice SUDOC
  • Gérard Pierrat, Théodorakis Le roman d'une musique populaire, Paris, Albin Michel, coll. « Rock & Folk », 1977, p. 116-127.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]