Grecia contemporanea
La creazione del moderno Stato greco [modifica]
Gli Ottomani dominarono l'intera Grecia fino ai primi decenni del XIX secolo. Nel 1821, i Greci si ribellarono e, con la Guerra d'indipendenza greca, dichiararono l'indipendenza del paese (a cui, in realtà, si arrivò ufficialmente solo nel 1829). Le élite delle maggiori potenze europee guardarono alla guerra d'indipendenza greca sotto una luce romantica, anche a causa delle atrocità perpetrate dai turchi (è il caso, per esempio, del quadro di Eugène Delacroix del 1824 che rappresenta Il massacro di Scio). Fu così che molti volontari europei decisero di battersi per la causa ellenica: del resto, fu solo grazie alla minaccia dell'intervento militare delle potenze europee (Francia, Russia e Inghilterra) che la lotta del popolo greco si concluse in modo positivo.
Il ministro degli Esteri russo, Ioannis Kapodistrias, egli stesso di etnia greca, rientrò in patria divenendo Presidente della neonata Repubblica greca.
Il regno di Ottone I [modifica]
| Per approfondire, vedi Ottone I di Grecia. |
Dal 1860 alla prima guerra mondiale [modifica]
Prima guerra mondiale e guerra greco-turca [modifica]
Nella prima guerra mondiale, la Grecia si schierò con le potenze dell'Intesa contro l'Impero Ottomano e gli altri poteri centrali. In seguito alla guerra, le grandi potenze assegnarono parti dell'Asia Minore alla Grecia, inclusa la città di Smirne (oggi nota come Izmir), che aveva una popolazione greca di dimensioni significative.
Tuttavia, i nazionalisti turchi, guidati da Mustafa Kemal Atatürk, rovesciarono il governo ottomano, organizzarono un attacco militare contro le truppe greche e le sconfissero. Subito dopo, oltre un milione di greci nativi della Turchia furono costretti a trasferirsi in Grecia come scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia.
Il periodo tra le due guerre mondiali [modifica]
Seconda guerra mondiale [modifica]
Nonostante le forze armate numericamente piccole e mal equipaggiate, la Grecia diede un contributo decisivo agli sforzi degli Alleati nella seconda guerra mondiale. All'inizio della guerra si schierò con gli Alleati e si rifiutò di cedere alle richieste italiane. L'Italia invase la Grecia passando dall’Albania il 28 ottobre 1940, ma le truppe greche respinsero gli invasori dopo un'aspra lotta (vedi guerra greco-italiana). Questo ha segnato la prima vittoria degli Alleati nella guerra. In primo luogo per rendere sicuro strategicamente il confine meridionale, il dittatore tedesco Adolf Hitler intervenne a malincuore e lanciò la campagna di Grecia. Truppe provenienti da Germania, Bulgaria e Italia invasero con successo la Grecia, passando per la Jugoslavia, superando numericamente le truppe di greci, inglesi, australiani e neozelandesi.
Il 20 maggio 1941, i tedeschi tentarono di impadronirsi Creta con un grande attacco di paracadutisti, con l'obiettivo di ridurre la minaccia di una controffensiva da parte delle forze alleate in Egitto, ma la resistenza fu tenace. La campagna di Grecia potrebbe aver ritardato i piani militari tedeschi contro l'Unione Sovietica, e si sostiene che l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica avrebbe dovuto avere inizio il 20 maggio 1941, invece del 22 giugno 1941, e che senza questo ritardo l’attacco nazista contro l'Unione Sovietica sarebbe potuto riuscire. Le alte perdite di paracadutisti portarono i tedeschi a evitare di intraprendere altre invasioni aeree su larga scala. Durante gli anni di occupazione della Grecia da parte della Germania nazista, migliaia di greci sono morti nei combattimenti diretti, nei campi di concentramento, o di fame. Gli occupanti uccisero la maggior parte della comunità ebraica, nonostante gli sforzi della Chiesa greco-ortodossa e di molti altri cristiani Greci di mettere al riparo gli ebrei. L'economia della Grecia è stata devastata.
Quando l'esercito sovietico ha iniziato la sua avanzata attraverso la Romania nel mese di agosto 1944, l'esercito tedesco in Grecia ha iniziato il ritiro a nord e a nord-ovest dalla Grecia, in Jugoslavia e in Albania per evitare di essere tagliati fuori in Grecia. Di conseguenza, l'occupazione tedesca della Grecia si è conclusa nel mese di ottobre 1944. Le Resistenza ELAS ha preso il controllo di Atene il 12 ottobre 1944. Le truppe britanniche erano già sbarcate il 4 ottobre a Patrasso, ed entrarono ad Atene il 14 ottobre 1944.
Guerra civile greca (1946-1949) [modifica]
| Per approfondire, vedi Guerra civile greca. |
Dal 1949 al regime dei Colonnelli [modifica]
Dittatura dei colonnelli (1967-1974) [modifica]
| Per approfondire, vedi Dittatura dei colonnelli. |
Ritorno alla democrazia [modifica]
Il 23 luglio 1974 la giunta militare capeggiata dal generale Ioannidis si dissolse in seguito al fallimento del colpo di stato a Cipro che mirava all'annessione di quell'isola alla Grecia. Il giorno seguente Konstantinos Karamanlis fece ritorno in patria dal suo esilio parigino prestando giuramento come primo ministro e con l'incarico di condurre il paese alle prime elezioni libere. Il mese successivo tornò anche Andreas Papandreou che fondò il Movimento Socialista Panellenico mentre Karamanlis diede vita il 4 ottobre 1974 al partito di Nea Dimocratia dal carattere conservatore. In agosto la Grecia uscì dalla NATO per protesta contro l'operazione Attila a Cipro che portò alla creazione di uno stato fantoccio nella zona settentrionale di Cipro riconosciuto dalla sola Turchia che lo aveva occupato militarmente. Le elezioni del 17 novembre 1974 arrisero a Karamanlis: il suo partito Nuova Democrazia riportò la maggioranza assoluta con 220 seggi in parlamento mentre all'Unione di Centro andavano 60 seggi, al partito di Andreas Papandreou appena 12 e alla Sinistra 6. Nel dicembre successivo il popolo fu chiamato ad esprimersi se darsi una forma monarchica o repubblicana. In seguito al risultato del referendum popolare la monarchia veniva abrogata definitivamente l'8 dicembre 1974. Fu varata una nuova costituzione e Presidente della repubblica fu nominato K. Tsatsos. Nel maggio del 1975 i rappresentanti del regime militare furono condannati a morte ma la pena fu poi commutata in ergastolo. Il tribunale speciale continuò le sue sessioni fino al 1977. Il 23 dicembre l'organizzazione terroristica 17 Noemvri uccise ad Atene Richard Wells un ufficiale statunitense che militava nei ranghi della CIA.
Le elezioni del 20 novembre 1977 segnarono una perdita di seggi per il partito di Karamanlis che, nonostante ciò, rimase al governo. Il partito socialista di Andreas Papandreou segnò invece un'ascesa considerevole conquistando 92 seggi in parlamento e una percentuale del 25%. Seguiva il partito EDIK di Mavros con 15 seggi mentre al Partito comunista andavano 11 seggi e 5 all'estrema destra.
Il 28 maggio 1979 viene firmato il trattato per regolare l'ingresso del paese nel Mercato Comune Europeo. La Grecia sarebbe diventato membro effettivo il 1 gennaio 1981. Il 5 maggio 1981 Karamanlis lasciò la carica di primo ministro e la guida del partito da lui fondato a Giorgio Rallis per essere eletto presidente della Repubblica Ellenica.
L'epoca Papandreou [modifica]
| Per approfondire, vedi Andreas Papandreou. |
Le elezioni del 18 ottobre 1981 furono vinte dal partito socialista che conquistò il 48% dei voti. Il leader socialista Andreas Papandreou divenne primo ministro mentre Nuova Democrazia passava all'opposizione.
Nel 1982 il parlamento greco approvò una serie di progetti di legge volti a modernizzare la società civile. Veniva sancita l'uguaglianza tra i due sessi. Era abolito l'obbligo del grembiule per le ragazze a scuola. Il matrimonio poteva essere celebrato con il solo rito civile ma pochi avrebbero approfittato dell'opportunità, dato l'attaccamento assoluto del popolo ai principi dell'ortodossia e lo stesso Papandreou non avrebbe rinunciato al rito religioso in occasione delle sue terze nozze con la bella hostess Dimitra Liani di 26 anni più giovane di lui. La dracma sarebbe stata svalutata ben due volte nel 1983 e nel 1985 soprattutto a causa di sussidi e aumento delle pensioni sociali. Alle elezioni del 2 giugno 1985 il PASOK riconquistò la maggioranza assoluta dei voti. Il secondo mandato di Papandreou fu caratterizzato da un'escalation dell'attività terroristica, soprattutto ad opera dell'organizzazione rivoluzionaria "17 novembre". Nel luglio del 1987 le temperature particolarmente elevate in combinazione con gli alti valori dell'inquinamento atmosferico causarono la morte di ben 1287 Ateniesi, soprattutto anziani.
Il 1988 fu segnato dallo scoppio dello scandalo Koskotas che avrebbe comportato la sconfitta del PaSoK all'appuntamento elettorale successivo e il rinvio a giudizio di Andreas Papandreou.
L'intervallo Mitsotakis [modifica]
| Per approfondire, vedi Costantino Mitsotakis. |
Dopo una serie di governi transitori, il potere tornò al partito conservatore e il suo leader Costantino Mitsotakis avrebbe governato il paese nel triennio 1990-1993 sia pur con una maggioranza risicata. Nel 1989 fecero apparizione in Grecia i primi canali privati, Mega Channel, realizzato da una cordata di editori guidata dall'armatore Vardis Vardinoyannis e Antenna 1 di proprietà dell'armatore Minos Kiriakou. In politica estera la Grecia si riavvicinò agli Stati Uniti d'America. Fu varato un programma di austerità in accordo al trattato di Maastricht e si avviò la privatizzazione delle industrie di stato. Fu però solo un intervallo perché alle elezioni del 10 ottobre 1993 il partito socialista riprese il potere e Papandreou, che nel frattempo era stato assolto dal tribunale per le sue implicazioni nello scandalo Koskotas, ricevette il suo terzo mandato dalle mani del presidente della Repubblica.
Ritorno del Partito socialista al potere [modifica]
| Per approfondire, vedi Costas Simitis. |
Il terzo mandato di Andreas Papandreou fu caratterizzato dal blocco economico imposto alla neonata Repubblica di Macedonia, colpevole di essersi appropriata di un nome che i Greci vedono di loro esclusiva pertinenza. Il vecchio leader socialista era però affetto da una malattia che lo avrebbe costretto a dare le dimissioni nel 1996. Gli successe Costas Simitis.
Trionfo di Nuova Democrazia [modifica]
| Per approfondire, vedi Costas Karamanlis. |
Bibliografia [modifica]
- Richard Clogg, Storia della Grecia moderna, Bompiani, Milano 1996
Voci correlate [modifica]
- Capi di Stato della Grecia
- Creta (stato)
- Regno di Grecia
- Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg (Grecia)