Graziano il Vecchio

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Graziano il Vecchio

Graziano (latino: Gratianus; floruit 320-351; Cibalae, anni 280 – ...) fu un noto generale dell'Impero romano vissuto nel IV secolo. È detto Graziano il Vecchio per distinguerlo da suo nipote, l'imperatore romano Graziano.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Graziano proveniva da un'oscura famiglia cristiana originaria della città di Cibalae o Cibalis, nel sud della Pannonia (l'attuale Vinkovci, Croazia). Qui Graziano sembra aver sposato una donna del posto, da cui ebbe due figli: Valentiniano (321-375) e Valente (328-378).

La Pannonia forniva all'esercito romano molti soldati ed ufficiali, e Graziano intraprese la carriera militare, la quale permetteva anche a chi non proveniva da una famiglia importante di salire la scala sociale, se dotato di capacità. Da giovane si era guadagnato il soprannome di Funarius quando aveva impedito a cinque soldati di strappargli una fune dalle mani; anche successivamente Graziano curò questa sua immagine di uomo estremamente forte, sfidando chiunque a strappargli delle mele dalle mani, come faceva il lottatore Milone di Crotone. La sua forza e la sua capacità nella lotta lo aiutarono ad essere scelto per i protectores domestici, la guardia imperiale, all'inizio degli anni 320.

Poco dopo l'ingresso nei protectores, fu promosso al rango di comes Africae; la nomina deve essere avvenuta tra la nascita di Valentiniano e quella di Valente, dato che il primogenito seguì Graziano in Africa. Graziano fu accusato di peculato, e rimosso dall'incarico; tornò allora in Pannonia, dove acquistò una proprietà. Ad ogni modo, al momento dell'ascesa al trono di Costante I (337), Graziano fu riabilitato.

Fu probabilmente nel 343, in occasione della visita di Costante in Britannia, che Graziano fu nominato comes Britanniae, con l'incarico di ricostruire le fortificazioni e controllare la frontiera.

È noto che nel 351 Graziano aveva già terminato il proprio incarico ed era tornato in Pannonia: in quell'anno, infatti, la regione fu coinvolta nella guerra civile tra Costanzo II (fratello di Costante) e Magnenzio (che aveva ucciso Costante l'anno prima), e la sua proprietà fu devastata.

Morì prima del 367, anno in cui il vicario d'Africa gli dedicò una statua alla memoria[1] e dopo il 364, anno in cui Valentiniano e Valente salirono al trono.[2] A Costantinopoli fu eretta una statua in suo onore.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CIL VIII, 7014
  2. ^ E come Augusti sono citati nell'iscrizione sulla base della statua.
  3. ^ Temistio, Orazioni, VI 81D.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lenski, Noel Emmanuel (2002). Failure of empire: Valens and the Roman state in the fourth century A.D.. University of California Press. pp. 46-47. ISBN 9780520233324