Gravina in Puglia

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Gravina in Puglia
comune
Gravina in Puglia – Stemma Gravina in Puglia – Bandiera
Gravina in Puglia – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Bari – stemma Bari
Sindaco Ciro Trotta (commissario prefettizio) dal 13-10-2011
Territorio
Coordinate 40°49′14″N 16°25′24″E / 40.82056°N 16.42333°E / 40.82056; 16.42333 (Gravina in Puglia)Coordinate: 40°49′14″N 16°25′24″E / 40.82056°N 16.42333°E / 40.82056; 16.42333 (Gravina in Puglia)
Altitudine 338 m s.l.m.
Superficie 396,1721 km²
Abitanti 44 383[1] (31-12-2010)
Densità 112,03 ab./km²
Frazioni Murgetta, Dolcecanto, Pantanella
Comuni confinanti Altamura, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Spinazzola (BT), Genzano di Lucania (PZ), Grottole (MT), Irsina (MT), Matera (MT)
Altre informazioni
Cod. postale 70024
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072023
Cod. catastale E155
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti gravinesi
Patrono San Michele Arcangelo, San Filippo Neri (copatrono)
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Gravina in Puglia è posizionata in Italia
Gravina in Puglia
Posizione del comune di Gravina in Puglia all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Gravina in Puglia all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale
« Grana dat et vina; urbs opulenta Gravina... hortus deliciarum... »

Gravina in Puglia (Sidis in peuceta, Σιλβìον e successivamente Σιδìον in greco, Silvium in latino, Gravèin in dialetto gravinese) è un comune italiano di 44.383 abitanti[1] della provincia di Bari, in Puglia. Ospita la sede del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

Il toponimo "Gravina" proviene dalle gravine: spaccature della crosta terrestre simili a canyon. Sul motto riportato sul gonfalone cittadino vi è scritto “Grana dat et vina" (trad. "offre grano e vino"), attribuito alla città da Federico II del Sacro Romano Impero, il quale amava questa città tanto da definirla "giardino di delizie". Egli, infatti, fece realizzare in loco un castello, del quale restano oggi soltanto i ruderi, che aveva la funzione di ospitare lui ed i suoi uomini, prima e dopo le battute di caccia svolte nel territorio murgiano.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Versante Bradanico Territorio di Gravina
Area Murgiana- Rocca Garagnone

Il comune di Gravina è situato all'estrema propaggine dell'entroterra barese e delimita a sud-ovest il confine tra Puglia e Basilicata. Ha un'estensione territoriale di 396,1721 chilometri quadrati che ne fanno il 23° comune italiano per estensione territoriale.

Dal punto di vista orografico, fa parte della Murgia occidentale (7,587 km²), con altitudine media minima di metri 338 e massima di 672 (Torre Disperata). Parte della città si estende sulle sponde di un crepaccio profondo, molto simile ai canyon, scavato nella roccia calcarea da un fiumiciattolo, il torrente Gravina, affluente del Bradano, da cui prendono il nome le famose gravine della Murgia, in un territorio caratterizzato dalla presenza di numerose cavità carsiche, come il profondo Pulicchio di Gravina.

La vegetazione comprende numerosissime specie (pseudo steppe mediterranea - sulla Murgia) a cui si contrappongono interminabili uliveti e vigneti, ma anche la coltivazione del grano duro è tra le peculiarità del territorio. Il Bosco comunale Difesa Grande con i suoi 2.000 ettari è uno dei più importanti complessi boscati dell'intera Puglia. Situato a 6 km dal centro abitato di Gravina, nel medio bacino idrografico del fiume Bradano.

[modifica] Clima

Il clima è tipicamente mediterraneo: gli inverni sono relativamente miti, con temperature che solitamente non scendono mai sotto gli zero gradi centigradi; le estati sono, invece, calde e secche, con temperature che nei mesi più caldi (luglio - agosto) sfiorano i 40 °C. Queste particolari condizioni climatiche determinano l'alternarsi di due stagioni favorevoli alla vegetazione, quali primavera ed autunno.


[2] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12 13 15 18 22 26 28 28 25 21 17 14 13 18,3 27,3 21 19,9
T. min. mediaC) 5 5 7 9 13 17 19 19 17 13 9 6 5,3 9,7 18,3 13 11,6
Precipitazioni (mm) 51 57 52 47 37 32 27 39 62 65 54 63 171 136 98 181 586
Umidità relativa (%) 77 74 72 68 68 65 64 65 68 72 76 78 76,3 69,3 64,7 72 70,6
Vento (direzione-m/s) NNW
16
NNW
16
E
16
E
16
E
16
E
16
E
16
E
16
E
16
NNE
9
S
9
WNW
16
16 16 16 11,3 14,8

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Puglia.

Proprio grazie alla posizione strategica, Gravina può vantare una storia antichissima; il suo territorio risulta essere stato abitato già nel Paleolitico antico, mentre i resti più consistenti risalgono al Neolitico, sin dal VII secolo a.C. (Casa S.Paolo) (Casa Ciccotto)

Gli insediamenti più antichi sono stati individuati nelle contrade di Botromagno, S.Paolo, Vagnari, S.Stefano e S.Staso (paleocristiano). I toponimi: Sidis, Silbion, Sidion, Silvium, Petramagna, Botromagno e i nomi degli antichi indigeni, Sidini, Silvini, attestano che la città subì la colonizzazione greca e, in seguito, la conquista romana, come confermato anche dalle evidenze archeologiche, necropoli e i relativi corredi funerari.

Il percorso della Via Appia che, da Benevento, si diramava nella cosiddetta "Appia antica", in basso, che conduceva a Brindisi passando da Taranto, ed "Appia Traiana", tracciato in alto

Prima influenzata dai Greci, poi occupata da Roma, fu facile preda dei visigoti di Alarico e dei vandali di Genserico nel V secolo a.C. Distrutto il centro abitato, uno sulla pianura di Botromagno e l'altro sul ciglio del burrone, la popolazione si trasferì nel sottostante burrone, dove alle grotte preesistenti aggiunsero altre abitazioni.

Fu polis con diritto di coniare monete (Sidinon) all'epoca di Alessandro il Molosso. Dopo la terza guerra sannitica (305 a.C.) fu municipium romano, toccato dal tracciato della via Appia.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, seguì le vicende dell'intera Italia, passata attraverso l'effimero dominio dell'erulo Odoacre, il regno goto e, infine, all'inizio del V secolo, la riconquista dell'Impero ad opera di Giustiniano. Durante lo stesso secolo fu inglobata nel dominio dei nuovi invasori Longobardi, sino all'avvento dei Normanni. Intorno al 1006 fu contea con Accardo, padre di Umfrido.

Questi nel 1091 ricostituì la diocesi e consentì la costruzione della cattedrale presso il castello, sul ciglio della "Gravina" tra i rioni, Piaggio e Fondovito. Gli Aleramici e i De Say la elevarono a Marchesato; Federico II del Sacro Romano Impero con Gilberto d'Aigle la mise a capo del Giustizierato di Terra di Bari, ponendola in primo piano tra le città di Puglia per le sue ricchezze e bellezze naturali. Dal 1267 al 1380 fu feudo degli Angioini ora d'Angiò, ora d'Ungheria. In questo stesso periodo Gravina in Puglia divenne città demaniale e feudale. Conobbe il Cristianesimo nel I secolo d.C. e fu evangelizzata da Basiliani, Benedettini, Francescani, Domenicani. Nel XIII secolo giunsero i monaci degli ordini cavallereschi: Templari e Cavalieri Gerosolomitani, che furono possessori di case e territori di grandi estensione. Nel XIV secolo divennero feudatari gli Orsini di Roma, successivamente si avvicendarono i discendenti delle case Del Balzo e Anguillara, di Taranto e Solofra. Francesco Orsini, prefetto di Roma, elevò il feudo di Gravina in Puglia a ducato.

Gli Orsini furono signori dal 1380 al 1816. In questo lungo arco di tempo la città subì le prepotenze feudali, dell'alto clero, della oligarchia locale, tra l'altro la città diede i natali a Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini) nel 1649. La situazione si aggravò durante il periodo borbonico, quando aumentarono angherie e violazioni di elementari diritti umani, tanto che Gravina in Puglia contò molti rivoluzionari e patrioti dal 1789 sino all'Unità d'Italia, con una "vendita" carbonara. Protagonista delle vicende storiche di fine Ottocento ed inizio Novecento, contribuì all'Unità d'Italia con patrioti e martiri delle guerre d'indipendenza e della prima guerra mondiale. La città fu in parte danneggiata dai bombardamenti degli aerei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale. Ancora oggi nella città di Gravina prende luogo la Fiera San Giorgio, che si ripete ogni anno dal 1294 (in aprile). Essa è una delle più antiche fiere d'Italia e del mondo: infatti nel 2010 è giunta alla 716ª edizione.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

La Gravina di Botromagno con il ponte - viadotto Madonna della Stella
Criptatota-Affresco del XIII sec (?)-opera andata perduta,foto inedita
Chiesa di S.Lucia Rione Piaggio

[modifica] Basilica Cattedrale S.Maria Assunta XV Sec (piazza Benedetto XIII)

È il duomo e la chiesa principale della città

[modifica] Chiese antiche e rupestri

  • Chiesa S.Maria delle domenicane XVI Sec (piazza Benedetto XIII)
  • Chiesa di Santa Teresa XIV Sec (via V.Veneto)
  • Chiesa d S.Sebastiano XIV Sec (via S.Sebastiano)
  • Chiesa di S.Agostino XVI Sec (piazza S.Agostino)
  • Chiesa di S.Sofia XVI Sec (via S.Sofia)
  • Chiesa di S.Francesco XV Sec (Larghetto S.Francesco)
  • Chiesa S.Nicola XVIII Sec (via Cassese)
  • Chiesa S.Domenico XVII Sec (piazza S.Domenico)
  • Chiesa Madonna delle Grazie XVI Sec (via Madonna delle Grazie)
  • Chiesa del Purgatorio o S.Maria del Suffragio XVI Sec (piazza NotarDomenico)
  • Chiesa di Santa Lucia XVI Sec (Calata S.Lucia)
  • Chiesa di Santa Cecilia XVI Sec (via Fighera)
  • Chiesa dell'Annunciazione XIV Sec
  • Chiesa Lamia dei Morti, soccorpo della Cattedrale XV Sec (piazza Benedetto XIII)
  • Chiesa di San Giorgio XIII Sec (via S.Giorgio)
  • Chiesa di San Giovanni Battista XV Sec (Calata S.Giovanni)
  • Chiesa di San Bartolomeo (Calata S.Michele)
  • Chiesa Mater Gratiae
  • Chiesa S. Donato della Selva
  • Chiesa S.Felice XVI Sec (via Carso)
  • Chiesa del Gesù XVI Sec (via Borgo)
  • Cripta di San Basilio (via Madonna la Stella)
  • Chiesa rupestre Madonna della Stella (C.da Madonna la Stella)
  • Chiesa rupestre San Michele delle Grotte (calata S.Michele)
  • Cripta S.Marco (calata S.Michele)
  • Cripta di San Vito Vecchio (ricostruita nella Fondazione E. Pomarici Santomasi)
  • Cripta Tota (via S.Vito Vecchio)
  • Cripta Santa Maria degli Angeli
  • Cripta Sant'Andrea
  • Cripta Santa Maria della Neve
  • Cripta Santo Stefano
  • Cripta del Padre Eterno (C.da Madonna la Stella)
Rione Fondovito e Civita

[modifica] Architetture civili

[modifica] Castello federiciano

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castello di Gravina.
Rovine del castello federiciano di Gravina
Sotterraneo del Castello

Sorto sulla sommità di una piccola collina che domina l'intera cittadina e la maggior parte del territorio circostante, il castello venne fatto edificare attorno al 1231 dall'imperatore Federico II di Svevia.

Il castello, a pianta rettangolare con 4 torri, constava di tre piani, di cui oggi restano soltanto parte dei muri perimetrali e del basamento.Misteriosa la presenza,sotto il piano di calpestio,di un enorme vano privo di ingresso con volta a botte e con graffiti sulle pareti.

Palazzo de Gemmis Pellicciari

[modifica] Palazzo de Gemmis Pellicciari

Settecentesco palazzo edificato dai nobili Pellicciari. È un ampio elegante palazzo nobiliare ad archi che presenta a nord e a sud due torri. È sovrastato da una veranda coperta.

[modifica] Gravina sotterranea

Piccolo mondo sotterraneo venuto alla luce grazie alla passione di un piccolo imprenditore edile della zona: Michele Parisi; appassionato di speleologia, ha per anni studiato e scoperto insieme ad altri volontari numerosi tesori sotterranei; esso è ricco di opere interamente scavate dall’uomo nella “calcarenite di Gravina”. I primi anfratti risalgono al Paleolitico, che vide la nascita dei primi habitat rupestri sulle sponde del torrente della Gravina; ad oggi, la Gravina Sotterranea vanta un patrimonio ipogeo costituito da chiese, habitat rupestri, cantine, foggiane, cunicoli, acquedotti, cisterne, fogne ed ossari, tutti cavati nel tufo ed in parte visitabili.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.343 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

A Gravina vi sono otto scuole dell'infanzia e altrettante scuole primarie, quattro scuole Secondarie di 1º grado e tre istituti superiori di istruzione e formazione: il Liceo Scientifico Giuseppe Tarantino (con indirizzi Classico, Tecnologico, Linguistico, Scienze Applicate), l'Istituto Tecnico Commerciale Vittorio Bachelet e l'Istituto Professionale Industria e Artigianato Galileo Galilei.

[modifica] Media

[modifica] Cinema

Nel 1967 è stato girato il film C'era una volta... di Francesco Rosi con Sofia Loren, Omar Sharif. Girato in parte nelle terre della masseria Pellicciari tra Gravina e Irsina.

Nel 1975 è stato girato Qui comincia l'avventura di Carlo Di Palma con Monica Vitti e Claudia Cardinale (alcune scene, come la stireria dove lavora la Cardinale, sono state girate nel rione Giulianello, quartiere periferico di Gravina.

Nel 2007 è stata girata la fiction su papa Paolo VI a trent'anni dalla morte, la RAI ha celebrato papa Montini con una fiction in due puntate dal titolo Paolo VI. Le riprese sono state effettuate nel chiostro di San Sebastiano.

Nel 2008 è stato girato a Gravina il film tedesco Indovina chi sposa mia figlia (Maria! Non gli piace!) con Lino Banfi, storia di un oriundo italiano in Germania che torna in Italia per organizzare le nozze della propria figlia con un uomo tedesco.

Nel 2009 è stata girata gran parte della fiction di Raiuno Pane e libertà, che racconta la vita del sindacalista e politico e sindacalista Giuseppe Di Vittorio, interpretato da Pierfrancesco Favino.

Nel 2010 è stato girato Appartamento ad Atene con Laura Morante.

Nel 2011 è stato girato Genesi con Alberto Rubini e Roberto Herlitzka.Regia della gravinese Donatella Altieri

Il fischietto Cola-Cola
La Cola-Cola gravinese

La còula-còule è il nome dello strumento a fiato, dal suono monotono, a forma di Galletto. Ma è anche il nome di un volatile sostituto del gallo, ossia la gazza (Pica Caudata) abituale frequentatrice dei boschi dell'agro gravinese. Ricordiamo che SILVIUM era l'antico nome di Gravina e perciò il simbolo della città è le gazza, còula-còule, totem Primordiale sopravvissuto fino ai nostri giorni nella coscienza collettiva. Ancora oggi si usa nella festività della Madonna di Picciano, nel mese di maggio. E' simbolo della nascita della terra, della Primavera, ma anche della resurrezione dei morti, animale intermediario, solare, della rinascita e della risalita dagli inferi. I vari colori con cui è dipinto lo strumento significano i colori della terra a primavera, ma anche il basso sotterraneo. Come Arlecchino. Prende la forma spesso di un gallo, animale sacro ad Esculapio, a sua volta legato al culto di Ercole, dio-eroe morto e risorto. E a S. Michele che prese posto in Puglia del culto misterico di Esculapio. Anche l'Arcangelo è dominatore vittorioso degli inferi. E Gravina lo ha per protettore, da quando essa risorse. Dunque coula-coule simbolo di Gravina risorta dalla distruzione barbarica, nella fede cristiana, speranza di resurrezione e rinascita spirituale, oltre che materiale. La Cola-Cola è il tipico fischietto bitonale in terracotta prodotto a Gravina e può a buona ragione considerarsi l'erede diretto dei giocattoli e dei tintinnabula fittili prodotti in loco a partire dal V secolo a.C. La forma in cui si presenta è quella di un iridescente uccello, anche se, dichiaratamente, è la stilizzazione di un animale meno variopinto, la gazza o, in dialetto, la cola cola appunto. I suo colori, dunque, assurgono a un significato più profondo, legato al culto ancestrale della Natura e della sua vitalità che si rinnova nella ciclica esplosione della primavera. La sua originaria struttura ovoidale (anche qui non sono fuori luogo i riferimenti all'evocazione della fertilità), pur mantenendosi integra, si evolve nei decenni associandosi a un piedistallo di forma troncoconica. Da tre sfere d'argilla preventivamente predisposte vengono ottenute altrettante masse coniche le quali, a loro volta, opportunamente modellate e connesse, danno corpo al magico oggetto. Segue l'asciugatura all'aria, la coloritura e quindi il passaggio nel fuoco, il sacro dono di Prometeo. Gli elementi della natura si legano così indissolubilmente nell'oggetto che, a questo punto, diviene "soprannaturale".

In città ci sono due monumenti che omaggiano il fischietto autoctono murgiano: uno all'interno dell'area fiera "San Giorgio", l'altro, sulla collinetta che costeggia la bretella di entrata in città (via Bari, in prossimità dell'incrocio tra la strada provinciale 27 "Tarantina" e Viale dei giudici Falcone e Borsellino).

Fra i diversi convegni sul tradizionale fischietto, quello del 2005 era intitolato "Cola-Cola: uno dei simboli della creatività popolare gravinese".

[modifica] Cucina

L'agroalimentare gravinese offre pietanze che rappresentano unicità e salubrità nel genere culinario. Cenni storiografici indicano Gravina come città del grano e del vino ("Grana Dat et Vina": "offre grano e vino") come scritto nello stemma araldico cittadino. La flora dell'Alta Murgia offre una vasta gamma di verdure selvatiche autoctone che caratterizzano la cucina gravinese nella sua completezza. Nei manoscritti presenti presso la Fondazione Ettore Pomarici Santomasi, lo scrittore Domenico Nardone citava l'agro di Gravina come uno dei terreni più fertili della provincia che offre in ogni genere di prodotti abbondanza ed eccellenza.

Prodotto di pregio è il Cardoncello, fungo selvatico che cresce nella Murgia gravinese. Lo si può aggiungere a sughi per accompagnare primi con pasta fatta in casa; ottimi come contorni per carni o anche da mangiare da soli come sottolio o al forno gratinati. La sua coltivazione si è diffusa negli ultimi anni anche attraverso pani da impiantare nel terreno.

La filiera lattiero-casearia rappresenta una punta di eccellenza grazie ai latticini a pasta filata ed ai formaggi sia freschi che stagionati, fra i quali il Pallone[3] e il Fallone. È praticata la trasformazione del latte bovino, caprino e pecorino, grazie alla diffusione di pascoli allo stato semi-brado su tutto il territorio della Murgia Alta.

Gli estesi vigneti garantiscono una produzione ampia e diversificata, nell'ambito della quale spicca un vino autoctono quale la verdeca, oggi GRAVINA DOP.

Fra i prodotti da forno, si ricorda il Sasanello gravinese, il tarallo piccilatiedd', la focaccia di San Giuseppe: u'ruccl preparato con l'impasto della focaccia in tanto olio extravergine d'oliva e ripieno con acciughe, cipolla lunga, uva sultanina. U'ruccl assieme ad altre pietanze come i calzoni alla ricotta dolce e il pollo ripieno dolce rappresentano il sapore agro-dolce della cucina gravinese nella propria autenticità.

Anche le carni, inoltre, offrono altre specificità culinaria d'eccellenza: quali la salsiccia tagliata a punta di coltello con seme di finocchio, la soppressata, la salsiccia pizzintella e la ventresca.

[modifica] Piatti locali

Calzoni alla ricotta dolce: preparati in maniera simile ai ravioli con ripieno di ricotta zucchero cannella e scorza di limone grattugiato. Vengono serviti come primo piatto con sugo di ragù o semplice, solitamente durante il banchetto domenicale.

Calariello: è un unicum di verdure e carne di agnello, che viene fatto rosolare in olio extravergine di oliva, aglio, peperoncino, cipolla con una spruzzata di vino bianco. Successivamente vengono aggiunte le verdure murgiane a scelta: senape, cime di rape, bietole selvatiche, finocchietto selvatico, cicoria ed un gambo di sedano. Fungeva da piatto unico per i pastori della Murgia, che oltre ad agnello utilizzavano verdure, funghi ed erbe spontanee.

Pane Cotto: È un misto di verdure e pane raffermo. Vengono fatte bollire le verdure quali: bietole, cime di rape e cicorie. In seguito aggiungere un uovo per ogni banchettante e pane raffermo. Tolta l'acqua in eccesso viene aggiunto aglio fritto in olio extravergine di oliva e peperoncino.

Marro ed Involtino: Il primo si differenzia dal secondo solo quanto a dimensione, essendo il primo un involtino gigante. È un involtino di animelle di capretto alla brace condito con sale e pepe cotto a fuoco lento alla brace.

La composta di peperoni dolci: è una conserva ottenuta da peperoncini dolci tagliati a pezzettini piccoli, che dopo l'asciugatura sotto pressa vengono conservati in vasi di vetro in abbondante olio extra-vergine di oliva, aglio, seme di finocchio. Vengono serviti come contorno o come companatico.

[modifica] Personalità legate a Gravina

Canio Musacchio primo sindacalista meridionale

[modifica] Eventi

[modifica] Festività religiose

  • Ss. Crocifisso: si svolge l'ultima domenica di maggio o la prima domenica di giugno.
  • Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno presso la chiesa sita nel centro storico di S. Francesco.
  • San Giuseppe: cade il 19 marzo, giorno in cui si accendono falò in alcune vie cittadine.
  • Santa Lucia: si svolge il 13 dicembre.
  • San Michele Arcangelo e San Filippo Neri: festa del patrono e del compatrono della città. Si svolge il 28, 29 e 30 settembre.
  • San Michele delle Grotte: si svolge l'8 maggio.
  • Settimana Santa: celebrata tramite la processione del legno sacro.
  • Madonna della Grazia: preceduta da una novena, si svolge l'8 settembre, concludendosi portando in processione la statua di Maria con in braccio Gesù, entrambi incoronati da Papa Giovanni Paolo II in Piazza S.Pietro a Roma.

[modifica] Fiera di San Giorgio

La Fiera Regionale di San Giorgio è un'importante kermesse che si svolge di solito nella quarta settimana di aprile nel nuovo quartiere fieristico in via Spinazzola. Questa fiera dà la possibilità ad operatori nel settore dell'agricoltura, artigianato, enogastronomia e, da pochi anni, anche tecnologia di esporre i propri prodotti ad un pubblico che ogni anno va sempre aumentando. Gli operatori, negli ultimi anni, arrivano, oltre che dalla Puglia e dalla Basilicata, anche dalle altre regioni del Centro Sud e alcune addirittura dal Nord Italia.In questi giorni, l'intera città rivive i fasti di questa fiera che quest'anno arriverà alla settecentoquindicesima edizione.

In concomitanza con la secolare fiera, l'associazione "Conte Giovanni di Montfort" rievoca la I edizione della fiera, con una sfilata di figuranti con abiti dell'epoca e la lettura del Regio Editto con la quale si sanciva l'apertura della stessa fiera.

Nonostante un'imponente struttura; che la porta all'interno delle fiere regionali pugliesi con gli oltre 25 000 m² di area espositiva; oggi non esiste una governance che dia un indirizzo alla gestione delle varie manifestazioni fieristiche. L'organizzazione è stata lasciata a dipendenti comunali prima, ad alcuni consiglieri poi che hanno fatto assumere un assetto di mostra mercato più che una fiera di vero espressione economico, vetrina del territorio murgiano.

[modifica] Murgia Film Festival

[modifica] Raduno internazionale del folclore

[modifica] Raduno internazionale dei Cortei Storici Medioevali

[modifica] Economia

Le attività produttive gravinesi sono da sempre state vocate all'agricoltura e ai suoi derivati. La capacità imprenditoriale non è stata nella maggior parte dei casi capace di andare nella direzione di una trasformazione totale della materia prima che non è riuscita a creare alto valore aggiunto, se non quello relativo alla mera manodopera. Oggi, tuttavia, in generale, l'agricoltura risulta soffrire molto nella catena della produzione, rilegata al primo passaggio debole della catena. Pertanto, non è quasi più capace di creare grande ricchezza da distribuire agli individui. La capacità artigianale gravinese è piuttosto ampia soprattutto se legata all'edilizia, al manifatturiero e all'agro-alimentare, ma resta intrapresa da imprese caratterizzate da ridotto numero di operatori e con fatturati tutto sommato modesti in confronto a parigrado in altre aree della regione.

Il mobile imbottito resta una delle vocazioni dell'area, nonostante una crisi sostenuta è ancora capace di creare ancora qualche posto di lavoro, certo non agli stessi livelli dei primi anni 2000.

Il turismo, nonostante l'ampia offerta paga l'incapacità di programmazione. Per tale assenza gli operatori procedono in ordine sparso, spesso improvvisando. Nel 2009 a Gravina sono state registrate 2.596 presenze con una forte presenza di stranieri.[4]

[modifica] Reddito

I dati sul reddito gravinese diffusi dalla CCIAA di Bari dell'anno 2010 sul reddito delle persone fisiche hanno mostrato un dato di € 14.512,00[5] per abitante, mentre i dati elaborati dal GAL Murgia Più su base dati ANCITEL ed Osservatorio Banche Imprese hanno mostrato un reddito per abitante (pil per capita nominale) gravinese indiscriminato non superiore ai 14.000 euro, pertanto la città di Gravina appare avere un reddito ben distante anche dalla media del reddito del sud Italia pari a 17.000 euro PIL per capita nominale, a fronte di poco più di 20.000 euro annui per l'intero Paese Italia.[6] Attraverso questi dati è comprensibile che ci sia una grande sofferenza nello stimolo ai consumi soprattutto delle famiglie, molto sottodimensionate rispetto al reddito.

[modifica] Settore primario

Il vastissimo territorio di Gravina è solo in una modesta parte caratterizzato dal carsismo, mentre la frazione più significativa dell'agro gravinese si presta in maniera molto efficace all'agricoltura. Per lo più esso è destinato alla cerealicoltura. Estesi sono comunque i vigneti e gli oliveti. Questi ultimi hanno una caratterizzazione mista con le cultivar coratina, nostrana, ecc. In città sono presenti 9 frantoi di macinazione e trasformazione per la produzione dell'olio Extravergine di Oliva DOP Terra di Bari, qualità Castel Del Monte.

Il territorio di Gravina, dà inoltre, nome alla Verdeca di Gravina, famoso vino bianco. Interessante, è inoltre il comparto della trasformazione del latte, con la presenza di numerose produzioni della tipicità autoctona al cui apice troviamo il formaggio Pallone. Praticata la produzione dei prodotti da forno come il tarallo all'uovo, il sasanello.

[modifica] Settore secondario

È concentrato soprattutto nell'area artigianale P.I.P. molto vasta. Le attività principali sono il manifatturiero legato al mobile imbottito, alle forniture d'arredamento, la trasformazione dei prodotti alimentari nella fattispecie da vite, da latte e da cereali.

Interessante è l'indotto dell'edilizia, che gravita attorno alle cave per l'estrazione della pietra calcarea gravinese: il tufo. Numerose sono le aziende che oparano nel comparto, tuttavia, questo attivismo non ha fatto rientrare il tufo all'interno dei Patti Integrati di Filera pugliese.

Ad ogni modo, gli artigiani che gravitano attorno al settore dell'edilizia apportano un contributo importante al reddito cittadino, con ampia specializzazione nei vari settori: elettrico, idraulico, del parquet, e dell'impiantistica in genere.

Il metalmeccanico e il siderurgico vedono la presenza di alcune aziende con fatturati superiori ai 10 milioni annui, con mercato transnazionale.

[modifica] Servizi

Inespresso appare essere ancora il settore del turismo nonostante le enormi potenzialità del locus: habitat rupestre, parco archeologico, musei, centri culturali, numerose chiese, castello federiciano testimoniano l'importanza della città nel corso degli anni. Le attività nella ristorazione sono piuttosto sviluppate, le quali fanno di Gravina un'importante attrattore per il turismo eno-gastronomico e legato ai prodotti tipici della Murgia.

Le attività bancarie e finanziarie gravitano soprattutto per la presenza di una realtà bancaria coopertativa che nata in loco, ha saputo darsi una struttura trans-regionale prima e nazionale poi. È presente, inoltre, a Gravina un'azione nel campo della tecnologia avanzata nei sistemi di comunicazione e geolocalizzazione che ha sviluppato un'indotto con prospettive interessanti grazie alla sua posizione di leadership nazionale nel comparto specifico.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

[modifica] Ferrovie

I collegamenti ferroviari sono assicurati sia con Bari che con Potenza attraverso le FAL (ferrovie Appulo-Lucane). Le Ferrovie dello Stato collegano Gravina attraverso la tratta Gioia del Colle-Rocchetta S. Antonio.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Ciro Trotta (commissario prefettizio) dal 13-10-2011

[modifica] Sport

La principale attività sportiva della città è sicuramente il calcio, rappresentato da numerose società:

  • Associazione Sportiva Gravina Calcio, partecipa attualmente al Campionato Dilettantistico di Prima Categoria, giocando le partite interne al Campo Sportivo Comunale;
  • Settore Giovanile: A.S.D. Silvium Gravina (ex Polisportiva) A.S.D Stelle Del Calcio e Scuola Calcio Milan partecipano ai Campionati Regionali di Categoria Allievi e Giovanissimi;
  • altre società: Promotion Gravina, Olimpia Gravina, Terra dello Sport
  • Pallavolo: Tree Gravina, partecipa al Campionato di Serie C Sez. Puglia;
  • Basket: New Basket Gravina, con un passato anche in serie B;
  • Calcio a 5: Tris Gravina, partecipa al Campionato di Serie C1;

Le principali strutture sportive cittadine includono

  • Campo Sportivo Comunale in via Spinazzola, presso l'area fieristica.
  • Campo Sportivo Grottesolagne in corso Giuseppe Di Vittorio.
  • Palestra Comunale di via Dante, nei pressi del quartiere fieristico.

[modifica] Note

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte tabella: ilmeteo.it
  3. ^ http://issuu.com/antucco/docs/pallonedigravina
  4. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 aprile 2011 pag. 26 "SPECIALE GRAVINA" a cura di M. Pizzillo
  5. ^ http://issuu.com/antucco/docs/la_citt__produttiva
  6. ^ http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2010/02/weodata/index.aspx

[modifica] Bibliografia

  • Nardone Domenico, Notizie storiche sulla città di Gravina dalle sue origini all'unità italiana (455 - 1870).
  • Calderoni Martini Gravina e l'antica Silvio Gravina 1920
  • Ciancio Angela, Silbion. Una città tra greci e indigeni: La documentazione archeologica dal territorio di Gravina in Puglia dall'ottavo al quinto secolo a.C. Levante Editori, Bari, 1997. 282 p.: ill. + 4 tav.; 30 cm.
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", Archeologia del paesaggio . Conoscenza del patrimonio storico archeologico e ambientale di Gravina ai fini dell'insegnamento scolastico. Matera. Modulex, 2000. Opera in 3 volumi.
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi", Gravina e il Cinquecento. Edizioni a stampa e manoscritti del XVI secolo: Catalogo delle Edizioni del XVI secolo. Le Capitulazioni (1560) ed altri documenti (1559 - 1637). a cura di Mina Cacciapaglia e Nicola di Noia - Tobia Granieri. Taranto: Brizio, 2000.
  • Small Alastair, Il contesto economico e sociale di Vagnari dal I sec. a.C. al V sec. d.C. : I risultati di due anni di ricerca. Altamura (Bari): Tipografia Castellano, 2001.
  • Small Alastair, Il Grano dell'Apulia Gravina 2004
  • S.P.Vinson Scavi a Casa S.Paolo Altamura 1980
  • Ciancio A., La Peucezia in età romana: Il quadro archeologico e topografico. Bari: Progedit, 2002.
  • Franco Amodio (a cura di) Apprezzo della Città di Gravina di Virgilio De Marino Palo del Colle 1979
  • Franco Amodio Santa Dunella vestita di nero...Nascita, matrimonio e morte in un paese del Sud Venosa 1994
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" - Comune di Gravina in Puglia, Canti popolari della città di Gravina in Puglia: ricerca etnomusicologica. a cura di Emilia Marvulli. Gravina in Puglia (Bari): Xerostampa Carbone, 2002.
  • Fondazione "Ettore Pomarici Santomasi" - Gravina in Puglia, Alcune terrecotte figurate della Collezione “Ettore Pomarici Santomasi”. A cura di Maria Turturo. Altamura (Bari): [s.n.], 2003 (Altamura: Tipografia Castellano).
  • Di Mattia Vincenzo, La lunga guerra col pane. Ristampa a cura della Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi” di Gravina in Puglia (Bari). Bari: ZEMA, 2004.
  • De Simone Samantha, Gli Orsini di Solofra e la pittura a Gravina fra XVII e XVIII secolo.Bari: Mario Adda Editore, 2005.
  • Ciancio A., Il Museo Civico Archeologico. Gravina (Bari): [s.n.], 2003. (Gravina. Xerostampa).
  • Boraccesi Giovanni, Gli Argenti del Museo Capitolare d'Arte Sacra di Gravina in Puglia. Bari: Uniongrafica Corcelli, 2003.
  • Carmen Morra Alla Scuola di Angelo Solimena in Gravina:Francesco Santulli Gravina 2003
  • AAVV,Quattro Fiabe Gravinesi Raccolte da Felice Altieri Tip. Mare Bari 1983
  • Giuseppe Schinco,GRAVINA tra tardo neolitico e tardo romano Centro Ricerche di storia religiosa in puglia Bari 2011

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