Granville Bantock

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sir Granville Ransome Bantock

Sir Granville Ransome Bantock (Londra, 7 agosto 1868Londra, 16 ottobre 1946) è stato un compositore inglese, di musica classica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre era un medico di origine scozzese[1] che aveva destinato il figlio alla carriera amministrativa in India, ma lui nel 1889 si iscrisse alla Royal Academy of Music.

Il suo primo insegnante fu Gordon Saunders al Trinity College of Music. Successivamente studiò con Frederick Corder alla Royal Academy of Music. Ben presto si mise in evidenza in un concerto dell'Accademia con l'ouverture intitolata The Fire Worshippers (1892) oltre all'opera Caedmar.

Fondò una rivista musicale intitolata The New Quarterly Music Review[1].

Negli anni 1896 e 1897 diresse e organizzò concerti per orchestra e musica da camera, con la predilezione per la musica britannica contemporanea. In quegli anni fondò anche un'orchestra e una società corale e assunse la direzione della scuola musicale Birmingham and Midland Institute.

Dal 1908 assunse il ruolo di insegnante di musica alla Università di Birmingham, che tenne fino al 1934. [1] [2].

La sua musica è stata influenzata dalla musica folk song e dalle opere di Richard Wagner. Una parte dei suoi lavori comprendono un elemento "esotico", come ad esempio la epica corale Omar Khayyám .

Tra le sue opere meglio conosciute vi è l'overture The Pierrot of the Minute (1908) e la Pagan Symphony (1928).

Composizioni principali[modifica | modifica wikitesto]

Opera[modifica | modifica wikitesto]

  • The Pearl of Iran, *Caedmar, opera romantica (1892)
  • The Seal Woman, opera folk celtica (libretto di Majorie Kennedy Fraser)
  • Eugene Aram opera in quattro atti (1892)
  • The Pearl of Iran

Corale[modifica | modifica wikitesto]

  • The Fire Worshippers, dramma cantato per coro e orchestra (1892)
  • The Time Spirit, rapsodia per coro e orchestra (dedicato a Herbert Brewer);
  • Sea Wanderers, poema per coro e orchestra (1907)
  • The Song of Liberty per coro e orchestra (1914)
  • The Burden of Babylon per coro, (1927, testo:biblico)
  • Prometheus Unbound per coro e orchestra (1936, testo di Shelley)

Voce maschile[modifica | modifica wikitesto]

  • Mass in B flat majo*Mass in B flat major (liturgical, 1903)
  • Choral Suite, (1926)
  • Seven Burdens of Isaiah, (1927)
  • Three Sea Songs, (1920)
  • Three Cavalier Tunes, (1920)
  • Three Browning Songs, (1929)
  • Lucifer in Starlight

Sinfonie[modifica | modifica wikitesto]

  • Hebridean Symphony (1913)
  • Pagan Symphony (motto: et ego in Arcadia vixi, 1927)
  • The Cyprian Goddess: Sinfonia N. 3 (1938/39)
  • Celtic Symphony (1940)

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

  • Elegiac Poem per orchestra (1898)
  • Sapphic Poem per orchestra (1906)
  • Celtic Poem per orchestra (1914)
  • Hamabdil per arpa (1919)
  • Dramatic Poem per orchestra (1941)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Keith Anderton, slevenotes, Hebridean Symphony, Naxos 8.555473,1989
  2. ^ Buzz Online Issue 21

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 66651051 LCCN: n81140125