Grani di Baily

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I grani di Baily.

In astronomia, i grani di Baily sono degli effetti ottici-luminosi che avvengono naturalmente durante una eclissi solare totale, osservabili solo per pochi istanti, nel secondo contatto - o primo contatto interno - e nel terzo contatto - o secondo contatto interno, nella corona solare in prossimità del bordo lunare. Il fenomeno, così come lo osservò e studiò l'astronomo inglese Francis Baily per la prima volta durante l'eclissi del 15 maggio 1836 presso Roxburghshire, in Scozia, si presenta anche nelle eclissi anulari, sebbene meno accentuato. I "grani" si presentano come piccoli brillamenti luminosi, simili a perle di luce sparse sul bordo del disco lunare, ma non sono da confondersi coi brillamenti (o flares) solari, di tutt'altra causa e caratteristica.

La topografia irregolare della superficie lunare, quindi del bordo stesso del disco lunare osservato dalla Terra, genera dei grani o perle luminose dovute al passaggio della luce solare, che splende attraverso alcuni luoghi della Luna (in prevalenza depressioni come mari e crateri) e non attraverso altri (ad esempio i rilievi montuosi).
Nel caso particolare di un "grano" di Baily di dimensioni importanti, si ha il fenomeno conosciuto come anello di diamante.

Oggi, in seguito alle più accurate conoscenze della superficie lunare, si possono calcolare con buona previsione i punti dove potranno apparire esattamente i grani sulla circonferenza del disco lunare, in funzione del punto di osservazione dalla superficie terrestre.

Il fenomeno è visibile a occhio nudo, tuttavia:

  • se ne sconsiglia una visione diretta senza l'ausilio di filtri ottici, perché le radiazioni della fotosfera solare sono ancora pericolose per l'occhio anche durante la totalità.
  • i grani sono maggiormente apprezzabili se osservati con zoom o telescopio.
  • il fenomeno dura solo alcuni secondi e la durata di tempo di osservazione dei grani di Baily aumenta se l'osservatore terrestre si trova in prossimità dei bordi (e non al centro) del percorso del cono d'ombra dell'eclissi sul suolo terrestre.
  • il termine non appartiene alle "eclissi" solari artificiali, cioè quelle prodotte attraverso studi della corona solare con i recenti telescopi astronomici provvisti di coronografo, costituito invece da un disco artificiale oscurante di forma circolare perfetta, che non produce, quindi, grani di luce.


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