Grande marcia nel ghiaccio siberiano

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L'esercito di Vladimir Kappel, 1919.

La Grande marcia nel ghiaccio siberiano in russo: Великий Сибирский Ледяной поход, Velikij sibirskij ledjanoj pochod? fu la ritirata invernale delle truppe dell'Armata Bianca di Vladimir Kappel nel corso della Guerra civile russa, tra il gennaio e il febbraio del 1920.

Dopo che l'esercito Bianco, comandato dall'ammiraglio Aleksandr Vasil'evič Kolčak, abbandonò Tomsk e Omsk e fuggì verso est lungo la ferrovia Transiberiana, si stanziò sulle rive del Lago Baikal, nei pressi di Irkutsk. Con l'Armata Rossa che l'incalzava, i Bianchi furono costretti a fuggire verso la Cina, attraversando il lago ghiacciato con temperature sottozero. All'incirca 30.000 soldati dell'Armata Bianca (metà dei quali malati o feriti), le loro famiglie e tutto quello che possedevano, insieme all'oro dello zar che custodivano, si diressero allora sulla superficie ghiacciata verso la Transbaikalia.

Poiché i venti artici soffiavano ininterrottamente sopra il lago, molti dei soldati e delle loro famiglie morirono congelati. I loro corpi rimasero in tale stato per tutto l'inverno finché, con l'avvento della primavera, scomparvero nelle profondità del Baikal.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

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