Grande carestia del 1315-1317

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dall'Apocalisse di un Biblia Pauperum miniato a Erfurt all'epoca della Grande carestia. La morte ("Mors") siede a cavalcioni di un leone la cui lunga coda finisce con una palla di fuoco (Inferno). La carestia ("Fames") indica la sua bocca affamata.

La Grande carestia del 1315-1317 (per alcuni fino al 1322) fu la prima di una serie di crisi che su vasta scala colpirono il Nord Europa agli inizi del XIV secolo, causando milioni di morti per molti anni e ponendo fine al precedente periodo di crescita e prosperità che durava dall'undicesimo al tredicesimo secolo. Cominciando con il cattivo tempo nella primavera del 1315, il periodo di cattivi raccolti durò per tutto il 1316 fino all'estate del 1317; l'Europa non si riprese completamente fino al 1322. Fu un periodo segnato da estremi livelli di attività criminale, malattie e morte diffusa, infanticidio e cannibalismo. Ebbe conseguenze sulla Chiesa, sullo Stato, sulla società europea e sulle calamità che ebbero a seguire nel quattordicesimo secolo.

Il periodo storico[modifica | modifica wikitesto]

La carestia nel contesto dell'Europa medievale significava che le persone morivano d'inedia in grandi quantità. Per brutali che fossero, le carestie erano accadimenti familiari. Come esempio, delle carestie ebbero luogo in Francia durante il XIV secolo nel 1304, 1305, 1310, 1315-1317 (la Grande carestia), 1330-1334, 1349-1351, 1358-1360, 1371, 1374-1375 e nel 1390. L'Inghilterra, il regno più prospero colpito dalla Grande carestia, fu colpita da carestie nel 1315-1317, 1321, 1351, 1369, e oltre. Poiché la maggior parte della popolazione solitamente non aveva abbastanza da mangiare, sopravvivere era un affare brutale e relativamente breve, per cui ci si poteva considerare vecchi già a 30 anni. Secondo gli archivi ufficiali della famiglia reale britannica, la parte più agiata della società, l'aspettativa di vita media nel 1276 era di 35,28 anni. Tra il 1301 e il 1325, durante la Grande carestia, si era ridotta a 29,84, mentre tra il 1348 e il 1378, durante la Morte Nera scese a 17,33.

La Grande carestia fu ristretta all'Europa settentrionale, dalla Russia a est all'Irlanda all'ovest, dalla Scandinavia a nord al limite meridionale costituito dalle Alpi e dai Pirenei.

Durante il periodo caldo medioevale (precedente al 1350) la popolazione europea era cresciuta a dismisura, raggiungendo livelli che non si sarebbero riscontrati nuovamente, in alcuni luoghi, fino al diciannovesimo secolo (alcune parti della Francia sono ancora oggi meno popolose di quanto lo fossero all'inizio del XIV secolo). Tuttavia l'effettiva quantità di farina disponibile per sfamare un singolo individuo era andata diminuendo dal 1280 e i prezzi del cibo erano molto aumentati. Durante le buone stagioni il numero di semi che si ottenevano per ciascun seme piantato era di 7 a 1, mentre durante le cattive stagioni si riduceva a 2 a 1 — cioè uno veniva conservato per la semina successiva, uno era disponibile come cibo. A paragone il rapporto con l'agricoltura moderna è di 200 a 1 o più.

Ci fu tuttavia un catastrofico peggioramento del tempo durante il periodo caldo medioevale, che coincise con l'inizio della Grande carestia. Tra il 1310 e il 1330 l'Europa del nord vide alcuni dei peggiori e più prolungati periodi di cattivo tempo di tutto il Medioevo, caratterizzati da inverni rigidi e piovosi ed estati fredde. Con il cambiare delle condizioni climatiche, l'incapacità dei governi medievali a gestire le crisi e il livello della popolazione più elevato che mai fecero sì che fossero tempi in cui era concesso un margine di errore veramente piccolo.

La Grande carestia[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 1315 una pioggia inusualmente pesante cominciò a cadere in tutta Europa. Per tutta la primavera e l'estate la pioggia continuò a cadere e le temperature rimasero basse. Sotto queste condizioni il grano non poté maturare; esso fu portato in casa in urne e vasi. In Inghilterra il cibo che era stato venduto a 20 scellini in primavera venne venduto a 40 scellini a giugno. Il sale, il principale ingrediente usato per conservare la carne, divenne difficile da ottenere perché era difficile ricavarlo per evaporazione nel clima umido; aumentò da 30 a 40 scellini. In Lorena i prezzi della farina crebbero del 320% rendendo il pane non più acquistabile dai popolani. I magazzini di grano per le emergenze di lungo periodo erano riservati a signori e nobili. A causa della accresciuta pressione sulla popolazione, raccolti sotto la media significavano persone affamate, con ben poco margine per cattivi raccolti. La popolazione cominciò a raccogliere radici commestibili spontanee, piante, erbe, noci e bacche nelle foreste.

C'è un numero di incidenti documentati che mostrano l'estensione della carestia. Edoardo II d'Inghilterra si fermò a Saint Albans il 10 agosto 1315 e non si poté trovare pane per lui ed il suo seguito; fu una di quelle rare occasioni in cui il re d'Inghilterra, la più prospera nazione europea dell'epoca, non poté mangiare. La Francia, sotto Luigi X, tentò di invadere le Fiandre, ma, facendo esse parte delle terre sottratte al mare come i paesi bassi dell'Olanda, i campi furono allagati e le armate così impantanate furono costrette a ritirarsi, bruciando le provviste che avevano rubato quando non erano in grado di portarsele dietro.

Nella primavera del 1316 la pioggia continuò a cadere su una popolazione europea privata di energie e incapace di sostentarsi. Furono colpiti tutti i segmenti della società, soprattutto i contadini che rappresentavano il 95% della popolazione e non avevano reti di salvezza. Per ottenere un minimo di sollievo il futuro fu ipotecato uccidendo gli animali da tiro, mangiando le sementi da semina, abbandonando i bambini a cavarsela da soli (vedi Hansel e Gretel), i vecchi rifiutavano volontariamente il cibo nella speranza di consentire ai giovani di sopravvivere. I cronisti del tempo scrissero di molti casi di cannibalismo.

Il culmine della carestia fu raggiunto nel 1317 mentre il tempo piovoso perdurava. Finalmente, durante l'estate, il tempo tornò alla normalità; ma la popolazione era così indebolita dalle polmonite, bronchite, tubercolosi ed altre malattie, e la maggior parte delle riserve di semi era stata mangiata, che fu non prima del 1325 che le forniture di cibo tornarono a condizioni relativamente normali e la popolazione ricominciò a crescere. Gli storici dibattono sull'ammontare, ma si stima che tra il 10% e il 25% della popolazione di città e villaggi morì. Anche se la Morte Nera (1347-1352) ne avrebbe uccisi di più, per molti la Grande carestia fu peggiore: mentre la peste imperversava in un'area per alcuni mesi soltanto, la Grande carestia persistette per anni, portando sofferenze per coloro che s'indebolirono fino a morire, dovettero fronteggiare il cannibalismo, l'infanticidio e il crimine crescente.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La carestia è chiamata la "Grande carestia" non soltanto a causa del numero di persone che morirono, o per la vasta area geografica interessata, o per la sua durata, ma anche per le sue conseguenze.

La prima conseguenza fu per la Chiesa cattolica. Nessun numero di preghiere sembrarono efficaci contro le cause della tragedia. In una società dove la soluzione finale di tutti i problemi era la religione, l'inefficacia delle preghiere minò l'autorità istituzionale della Chiesa, che tuttavia sopravvisse.

La seconda fu un incremento dell'attività criminale. L'Europa medievale del XIII secolo era caratterizzata da una cultura assai violenta, nella quale rapine e omicidi erano dimostrabilmente più comuni che nei tempi moderni. Con la carestia anche i non criminali dovettero ricorrere a ogni mezzo per sfamare sé stessi e le loro famiglie. Dopo la carestia il clima che si viveva in Europa si fece più duro e violento; divenne ancora meno accogliente che durante il XII e il XIII secolo. L'effetto si poté vedere in tutte le fasce sociali; forse ciò che più colpisce fu il modo in cui fu condotta la guerra nel XIV secolo durante la sanguinosa Guerra dei cent'anni, a confronto con i secoli precedenti nei quali i nobili avevano più probabilità di morire nei tornei che nei campi di battaglia.

La terza fu l'incapacità dei governi medievali a gestire la crisi. Così come Dio sembrava che non volesse o potesse rispondere alle preghiere, i poteri terreni erano parimenti impotenti, il che erodeva e minava il loro prestigio e la loro autorità.

La quarta fu la fine di un periodo senza precedenti di crescita demografica che era iniziata attorno al 1050; sebbene taluni credano che avesse già cominciato a ridursi da alcuni decenni, non c'è dubbio che la Grande carestia mise fine a quell'alto tasso di crescita della popolazione.

Infine la Grande carestia avrebbe avuto conseguenze su eventi futuri come la Morte Nera, che colpì il continente quando la popolazione era già indebolita.

Controversia sul cannibalismo[modifica | modifica wikitesto]

L'evidenza di casi di cannibalismo durante la Grande carestia è ambigua e controversa per gli storici. Ci sono rapporti dalla Livonia all'Estonia, così come in Irlanda e nella maggior parte dell'Europa. Molti storici la negano indicando che non è possibile che, in un periodo nel quale il Rinascimento era appena iniziato e Dante stava creando uno dei più grandi capolavori della letteratura, le persone in Europa si mangiassero l'un l'altra. Ciò forse dice di più sui valori moderni, che attribuiscono il cannibalismo "agli altri", che sulla realtà con la quale le persone dell'epoca si dovettero confrontare per sopravvivere.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teofilo Ruiz, Medieval Europe: Crisis and Renewal, ISBN 1-56585-863-8

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William C. Jordan, The Great Famine: Northern Europe in the Early Fourteenth Century, editore Princeton UP, 1996 ISBN 0-691-05891-1. Il primo libro sull'argomento, è quello che lo tratta più a fondo.
  • Henry S. Lucas, "The great European Famine of 1315-7", Speculum, Vol. 5, N. 4. (ottobre 1930), pp. 343–377. Disponibile online su JSTOR. Il primo libro in Inglese e il più citato.
  • I. Kershaw, "The Great Famine", Past and Present, 59 (1973). Disponibile online su JSTOR. Il secondo più citato.
  • B.M.S. Campbell, ed., Before the Black Death, ISBN 0-7190-3927-4
  • A.R. Bridbury, "Before the Black Death", Economic History Review, 30 (1977). Disponibile online su JSTOR.
  • John Aberth, From the Brink of the Apocalypse: Confronting Famine, Plague, War and Death In the Later Middle Ages, 2000, ISBN 0-415-92715-3 - Il primo capitolo, che tratta della Grande carestia, è disponibile online.
Catastrofi Portale Catastrofi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Catastrofi