Grande Compagnia

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La Grande Compagnia è un'importante compagnia di ventura formata prevalentemente da mercenari stranieri, attiva nell'Italia del XIV secolo.

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

La Grande Compagnia, detta anche Compagnia della Corona o Compagnia dei Tedeschi, venne fondata nel 1342 da Guarnieri d'Urslingen, insieme ad Ettore da Panigo e Mazarello da Cusano, su imitazione dell'esperienza della Compagnia di San Giorgio di Lodrisio Visconti, di cui fece parte uno dei tre fondatori, il duca di Urslingen, in occasione della Battaglia di Parabiago. Alla sua creazione, il comando di questa compagnia venne assunto proprio dall'Urslingen, il quale era un grande promotore delle compagnie di ventura. In questa compagnia di ventura vi prese subito parte Rainaldo d'Urslingen, fratello maggiore di Guarnieri, ma anche il condottiero tedesco Rinaldo di Giver, detto Malerba, e tanti altri. Nel 1345 a questa compagnia si unì un altro condottiero francese, Moriale d'Albarno, detto Fra' Moriale, e nel 1348, il tedesco Corrado di Landau, detto il Conte Lando. Questa compagnia di ventura era costituita per la maggior parte da mercenari tedeschi e magiari.

La Grande Compagnia di Guarnieri d'Urslingen[modifica | modifica sorgente]

La prima Grande Compagnia, guidata da Guarnieri d'Urslingen, nel 1342, contava circa 3.500 "barbute" tedesche, cioè gli stessi uomini che furono impiegati nell'assedio di Lucca, e nella vittoriosa battaglia contro Firenze, quando erano agli stipendi di Pisa. Come compagnia di ventura è ricordata principalmente per le sue violenze, saccheggi e devastazioni varie compiute dall'Urslingen e dai suoi militari, nei territori da loro attraversati. A subire tali attacchi furono in quel periodo, Firenze, Siena, Perugia e Bologna. In seguito a ciò, le signorie locali, cioè gli Estensi, gli Scaligeri, i Gonzaga, i Visconti e i Pepoli, si coalizzarono per difendersi dagli attacchi della Grande Compagnia. Questo spinse il duca Guarnieri a evitare di attaccare quei territori e decise invece di attaccare i domini dei Malatesta. Nella Grande Compagnia oltre alle 3.500 barbute erano presenti anche altri 1.000 componenti, costituiti da avventurieri, mercanti, giocatori e meretrici. Ma è nell'agosto 1347, che la Grande Compagnia compì la spedizione più importante, quando l'Urslingen venne assoldato dal re Luigi d'Ungheria per combattere il regno di Napoli guidato dalla cognata e cugina Giovanna d'Angiò, responsabile dell'uccisione di suo marito Andrea. Il mese successivo, il duca Guarnieri a capo di 500 uomini puntò L'Aquila, e qui si scontrò duramente con gli Angioini, causando numerose perdite al nemico. Poi toccò Sulmona, e gli uomini a disposizione divennero 1.000. In seguito puntò su Napoli, e nell'arco di 80 giorni, dopo una serie di scontri, conquistò il regno angioino, infliggendo una pesante sconfitta al nemico, che costrinse la regina e il suo nuovo marito Luigi di Taranto alla fuga.

La Grande Compagnia di Fra' Moriale e del Conte Lando[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 1354, alla morte di Guarnieri d'Urslingen, la Grande Compagnia venne rifondata e ammodernata da Fra' Moriale, il quale ne assunse il comando. Nella compagnia di ventura, costituita prevalentemente da tedeschi, affluirono anche numerosi condottieri provenzali e italiani. Sotto la guida del condottiero francese, vennero devastati i territori dei Malatesta e della Toscana. Nel mese di agosto, il comando della compagnia di ventura venne assunto dal Conte Lando, dopo la morte di frà Moriale, suppliziato a Roma, ed entrò a far parte della Lega antiviscontea. Il conte Lando ebbe il merito di ingrandire la propria compagnia con l'afflusso di nuovi venturieri, tra i quali spiccava Anichino di Bongardo, raggiungendo quasi 4.000 unità e inoltre vi presero parte anche numerose donne. Nel luglio 1358, la compagnia fu ridimensionata a causa dell'attacco subito nella Valle del Lamone dagli abitanti locali, come risposta alle violenze perpetrate ai danni delle popolazioni delle località attraversate dai venturieri del Lando, dove vennero uccisi 300 suoi uomini e più di 1.300 vennero spogliati delle proprie armi e cavalcature, e delle loro ruberie. Nel 1359, la Grande Compagnia arrivò a raggiungere i 20.000 uomini nelle battaglie contro Rimini, Fabriano, Camerino, lo Stato della Chiesa e Firenze. Nel mese di giugno di quell'anno, contro le truppe fiorentine guidate da Pandolfo Malatesta, la compagnia del Lando subì una grave sconfitta a Campo delle mosche. Nel gennaio 1363, passati al soldo dei Visconti, affrontò la Compagnia Bianca di Alberto Sterz alleata del marchese di Monferrato, dopo averla sconfitta un anno prima, in una battaglia durata tre mesi, che vide la sconfitta e la distruzione della Grande Compagnia e l'uccisione del Conte Lando avvenuta in uno scontro con gli avversari al ponte Canturino nei pressi di Novara.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Claudio Rendina - I capitani di ventura - Roma, Newton, 1999, ISBN 8882890562
  • Ercole Ricotti - Storia delle compagnie di ventura in Italia - ed. Giuseppe Pompa, Torino, 1847