Granatiere (cacciatorpediniere 1907)
| Granatiere | |
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| Descrizione generale | |
| Tipo | cacciatorpediniere (1907-1921) torpediniera (1921-1927) |
| Classe | Soldato |
| Proprietario/a | |
| Identificazione | GR |
| Costruttori | Ansaldo, Genova |
| Impostata | 24 luglio 1905 |
| Varata | 27 ottobre 1906 |
| Entrata in servizio | 5 giugno 1907 |
| Radiata | 3 novembre 1927 |
| Destino finale | demolito |
| Caratteristiche generali | |
| Dislocamento | normale 395 t a pieno carico 415 |
| Lunghezza | tra le perpendicolari 64,4 m fuori tutto 65 m m |
| Larghezza | 6,1 m |
| Pescaggio | 2,1 m |
| Propulsione | 3 caldaie Thornycroft 2 motrici alternative potenza 5.000 HP 2 eliche |
| Velocità | 28,5 nodi |
| Autonomia | 1500 miglia a 12 nodi |
| Equipaggio | 56 tra ufficiali, sottufficiali e marinai |
| Armamento | |
| Armamento | |
| Note | |
| dati riferiti presi da Warships 1900-1950, Navypedia Il Granatiere e aspx Sito ufficiale della Marina Militare | |
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| voci di navi presenti su Wikipedia | |
Il Granatiere è stato un cacciatorpediniere della Regia Marina.
Storia[modifica]
L’apparato motore dell'unità era originariamente alimentato a carbone (95 tonnellate), ma venne modificato in modo da essere alimentato a nafta (65 tonnellate)[1][2].
Il 18 maggio 1908 la nave risalì il Tevere fino a Roma per ricevere, al porto di Ripa Grande, al cospetto del re, la bandiera di combattimento offerta dai Granatieri[3].
Assegnato alla III Squadriglia Cacciatorpediniere (Dipartimento dell’Alto Tirreno), il Granatiere trascorse un primo periodo di addestramento nelle acque di La Spezia[3].
Il 1º gennaio 1909 il cacciatorpediniere, insieme alla nave ausiliaria Volta, venne inviato a Messina, distrutta qualche tempo prima da un devastante terremoto, per partecipare alle operazioni di soccorso[4][3].
Nel 1909 l'unità operò in Medio Oriente, per difendere gli italiani dalle violenze anticristiane che sarebbero infine sfociate nel genocidio armeno[3].
Nel 1910 il Granatiere fu inviato a Monaco per presenziare all’inaugurazione del locale Museo Oceanografico e, nel corso del medesimo anno, scortò in Sicilia e Sardegna la nave reale Trinacria[3].
Partecipò alla guerra italo-turca in Mar Rosso ed in Libia (1911), mentre nel 1912 operò in Grecia e Turchia e nel Dodecaneso[3].
Nel 1914 il cacciatorpediniere fu sottoposto ad un periodo di lavori di manutenzione nell’Arsenale di Taranto[3].
All’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale il Granatiere apparteneva alla II Squadriglia Cacciatorpediniere, di base a Taranto, che componeva insieme ai cacciatorpediniere Insidioso, Impavido ed Irrequieto[5]. Comandava la nave il capitano di corvetta Landi[5].
Nel corso del conflitto l'unità fu impiegata nelle scorte ai convogli per l’Albania, in funzione antisommergibile nel Tirreno settentrionale e nell’Adriatico meridionale, per scorte e collegamenti tra Gibilterra, Marsiglia, Malta e la Sicilia[3].
Il 1º dicembre 1917 il Granatiere recuperò 160 superstiti dell'incrociatore ausiliario Città di Sassari, silurato ed affondato al largo di Borghetto Santo Spirito dal sommergibile tedesco U 64[6].
Il 1º luglio 1921 l'unità fu declassata a torpediniera[7]. Tra il 1921 ed il 1924 fu impiegata nel Dodecaneso e fu stazionaria a Rodi, in qualità di nave di bandiera del locale Comandante Superiore Navale[3].
Il Granatiere trascorse quindi gli ultimi anni (1925-1927) come nave scuola della Scuola Meccanici di Venezia: radiato il 3 novembre 1927[3], fu avviato alla demolizione.
Note[modifica]
- ^ Marina Militare
- ^ a b c d e f g h i j http://www.granatieridisardegna.it/03_granatiere_ott_dic_05.pdf
- ^ http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=22822&st=100 e http://www.betasom.it/forum/index.php?showtopic=22822&st=250
- ^ a b Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, pp. 96
- ^ Sport7 Diving Club - I nostri Relitti
- ^ Navi da guerra | RN Granatiere 1906 cacciatorpediniere classe Soldato in navigazione 1914
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