Granaglione

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Granaglione
comune
Granaglione – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Bologna-Stemma.png Bologna
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Nanni (lista civica Indipendenti per Granaglione) dal 15/04/2008
Territorio
Coordinate 44°07′00″N 10°58′00″E / 44.116667°N 10.966667°E44.116667; 10.966667 (Granaglione)Coordinate: 44°07′00″N 10°58′00″E / 44.116667°N 10.966667°E44.116667; 10.966667 (Granaglione)
Altitudine 493 m s.l.m.
Superficie 39,71 km²
Abitanti 2 266[1] (31-12-2010)
Densità 57,06 ab./km²
Frazioni Biagioni, Borgo Capanne, Casa Calistri, Casa Forlai, Lustrola, Madognana, Molino del Pallone, Ponte della Venturina, Vizzero
Comuni confinanti Castel di Casio, Pistoia (PT), Porretta Terme, Sambuca Pistoiese (PT)
Altre informazioni
Cod. postale 40030 - 40045
Prefisso 0534
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 037029
Cod. catastale E135
Targa BO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti granaglionesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Granaglione
Posizione del comune di Granaglione nella provincia di Bologna
Posizione del comune di Granaglione nella provincia di Bologna
Sito istituzionale

Granaglione (Granajån in dialetto bolognese montano alto[2]) è un comune italiano di 2.261 abitanti, in provincia di Bologna, nell'Emilia-Romagna.

Centro montano dell'Appennino tosco-emiliano, posto al confine con la provincia di Pistoia, Granaglione è un comune sparso, avendo la sede municipale nella frazione di Molino del Pallone.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 170 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Granaglione[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Granaglione capoluogo[modifica | modifica wikitesto]

Il centro abitato di Granaglione ebbe origini verso il X secolo, appartenne al territorio della signoria degli Stagnesi; vi sorge un castello costruito in epoca piuttosto recente ed utilizzato durante il Medioevo come torretta di segnalazione in coordinamento con altre postazione sui crinali dell'Appennino[senza fonte]. Il paese, posto a 780 m s.l.m. è suddiviso in alcune borgate riconoscibili, la cui denominazione può essere ricondotta alla loro posizione morfologica: Valli, Villa, Rio, Malsasso, Montagna, Barbacano, Poggiolo, Bovecchia e Valle. Fino agli anni sessanta Granaglione era paese di pastori transumanti che, durante la fresca stagione estiva, riportavano le greggi a pascolare in montagna dalle pianure toscane.

Nella borgata denominata Bovecchia è possibile ammirare la cosiddetta Piazza Navona, una piazzetta situata nel cuore della borgata stessa circondata da case con una particolare e caratteristica volta.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Biagioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biagioni.

Borgo Capanne[modifica | modifica wikitesto]

Antichissima questa Pieve e il suo territorio. Un tempo si chiamava Monte Leonese, poi Castiglione o Succida; infine territorio e Pieve si nominarono come oggi le Capanne. Il nome di Succida si pensa possa derivare dal latino "succidere" tagliare. Tutto perché da una grande boscaglia si ottennero pascoli e campi. In seguito per custodire il bestiame si costruirono tettoie e "cavanne "(case basse coperte di giunchi e paglia); ancora oggi nel paese "cavanne " è sinonimo di fienile. Fino al 1300 gli abitanti di questo territorio conservano ancora il nome di succidiani (Calindri). Era territorio separato da Granaglione; nel x secolo il territorio della Pieve di Succida era soggetto al feudatario Guidoguerra. Quando Pistoiesi e Bolognesi(tredicesimo secolo) iniziarono a combattersi i Capannesi si allearono ai Bolognesi(21 luglio 1205 registro nuovo pubbl. Arch.) prima vincitori ma poi sconfitti. Il pontefice Onorio terzo mediò la pace (16 giugno1219) e il territorio di Succida passò definitivamente soggetto ai Bolognesi. Dopo i Capannesi vissero vita tranquilla fino al 1325 quando i Conti di Panico si diedero al saccheggio di queste zone. Distrussero il forte di Castel Martino a mezzo chilometro dal paese, sul monte che ora viene individuato come Monte della Croce (D Lorenzini).

Casa Calistri[modifica | modifica wikitesto]

Capoluogo del cosiddetto "Quinto" gruppo di frazioni della parte più a monte della valle del Randaragna culminanti nella cima del Monte Orsigna comprendenti: C. Calistri -Lazzaroni - Begorri - Maremmani - Pacchioni - Pugioli - Moschini - Gnocco - Trogoni e Roversi. Si trova a 830 metri sul livello del mare ed è circondato da boschi di castagni e più in alto da faggi, carpini e abeti. Nei sentieri boschivi ci si può imbattere in antichi ruderi di casoni mulini e essiccatoi per le castagne o in antiche piazze del carbone in cui il terreno si mostra ancora annerito (carbonaia). Sulla piazza del paese si affaccia la chiesa di San Pellegrino fatta edificare alla fine del Seicento dalla famiglia Calistri come indicato su una iscrizione in pietra nel fronte della stessa. La festa del Patrono si tiene il 1º agosto con caratteristica processione per le vie del paese con la statua del Santo.
Altra importante festa è la Sagra della Polenta organizzata dalla "Proloco il quinto" che si tiene da ormai 50 anni la 1ª o 2ª domenica d'agosto in cui si possono gustare le specialità della valle: (polenta, tortelloni, necci, funghi, cinghiale, ecc.). Il personaggio più illustre è Giuseppe Bartolomeo Evangelisti O.f.m. missionario e vescovo in India nella diocesi di Meerut[senza fonte]

Casa Forlai[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo borgo che sorge tra i castagneti a 900 metri d'altitudine. Pochi abitanti, una decina d'inverno, si ripopola d'estate con i villeggianti. Tipicità di Casa Forlai:

  • Il cognome Forlai.
  • I funghi: Porcini e Galletti (Cantharellus cibarius), ma anche il "Barbagino" (Polyporus frondosus).
  • I Necci, alimento a base di farina di castagne.
  • La festa del Patrono, sant'Agostino, il 28 agosto. Tanti i momenti ludici: il gioco delle anelle, il gioco del coniglio e la lotteria. Al termine della messa pomeridiana, la statua del Santo viene portata in processione.
  • La Bottega della Divina, già Bottega di Aurelio, negozio storico della montagna

Lustrola[modifica | modifica wikitesto]

Lustrola è un piccolo borgo, posto sul pendio a valle del Sasso della Corona, rivolto verso sud est a monte della valle del Reno. Le case sono prevalentemente costruite in sasso, a monte della Strada Provinciale, attraversato dalla via Mezzola che passa attraverso un'antica volta (chiamata il Borghino) e sotto un piazzale erboso su cui sorge la Chiesa di San Lorenzo. Il borgo è attorniato dai castagneti, e come panorama ha crinali e piccoli abitati, immersi nel verde delle montagne circostanti. Il borgo, proprio per il fatto di non essere attraversato dalla strada principale, ha conservato caratteristiche non comuni rispetto ad altri luoghi del territorio. Ad esempio, pur essendo molto piccolo, è formato da diverse contrade (o rioni), che, in estate nel periodo della Festa del Patrono, espongono le bandiere della contrada, tutte diverse tra loro, insieme a quella del borgo. Per alcuni anni, nel periodo estivo, si è svolto il Palio delle Contrade, un'accesa sfida tra rioni.

Il patrono del paese è San Lorenzo: durante la ricorrenza si svolge una sagra il 9 e 10 agosto.

La storia del borgo è molto antica. Attorno all'anno mille, i Bolognesi fusero i borghi di Granaglione e Sùccida, l'odierna Borgo Capanne, in un unico comune, al quale aggiunsero poi Boschi e Lustrola, allora chiamata "Buscola". il governo del luogo era concentrato nelle mani di poche famiglie, tra le più ricche della comunità. La sede comunale era in paese, come prova un affresco nella "Galleria delle carte geografiche" nei Musei Vaticani, dove è rappresentata la zona del Bolognese in cui si può scorgere un borgo comunale di nome Lustrola. Alcune fonti affermano la presenza, a circa 100 metri verso il fiume Reno, di alcuni resti di un abitato, che si dice fosse Rimaiola, la prima Lustrola. Verso le Capanne, sul monte, alcuni sassi svelano la presenza in quel luogo di un castello fortificato: Castel Martino, possedimento di Matilde di Canossa. Nel 1307 i conti di Panico alleati a quelli di Montecucolo, distrussero il forte allora difeso dalla gente di Gaggio; una leggenda che ancora circola attribuisce invece il fatto ad un attacco con catapulte da parte di Federico Barbarossa. A cavallo dei secoli XI e XII, nella parte alta di Lustrola, sorge la chiesa di San Lorenzo, di cui si ha la prima documentazione nel Duecento; dopo il Trecento fu unita alla pieve di Sùccida (Capanne), in età moderna riottenne la sua autonomia, e la mantenne anche dopo il concordato del 1985. L'attuale impianto della chiesa risale al XVII secolo, quando fu modificato l'originario impianto architettonico dell'edificio con aggiunte e rimaneggiamenti. Il campanile, come in molte altre chiese della zona, è staccato dall'edificio. All'interno, il vecchio altare di pietra è scolpito con figure e simboli; il fonte battesimale in pietra è grazioso, opera di un locale scalpellino. Di fronte alla Chiesa di trova la vecchia Canonica, nella quale per un certo periodo fu collocata la scuola del borgo. Solo nel 1914 Lustrola poté essere collegata agli altri borghi ed al capoluogo di Granaglione con una strada carrozzabile. Prima di allora i vari villaggi erano raggiungibili solo grazie a sentieri e mulattiere.[senza fonte]

Madognana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Madognana.

Molino del Pallone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Molino del Pallone.

Ponte della Venturina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ponte della Venturina.

Vizzero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vizzero.

Borgate[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Strelli, frazione di 7 abitanti circa. L'attuale toponomastica la riconduce ai recenti insediamenti di case sparse, risalenti al 1961. Essa è la sede dell'ex scuola elementare con annesso piccolo parco giochi. In effetti la cartografia dei primi del 900 (vedi carta IGM in scala 1:25000, foglio "Lizzano in Belvedere") identifica con il nome di Casa Rastrelli un piccolo borgo formato da due edifici situato all'interno di un secolare castagneto a poche centinaia di metri a sud di Casa Nasci. Attualmente la toponomastica, revisionata intorno al 2000, ha erroneamente considerato queste due costruzioni come facenti parte di Casa Bernoro (o Brunoro): la sopraccitata cartografia peraltro identifica con precisione anche Casa Bernoro. Sotto Casa Strelli si trova il bosco "Rondonaia"
  • Le Dogane, è un luogo immerso tra i boschi di castagno alle pendici del Monte Cavallo, appena fuori Casa Forlai. A Le Dogane si trova il Centro sportivo del paese: campo da calcio a sette, tennis, basket, ping pong, biliardino. Il Centro, intitolato a Giuseppina Fumagalli, ospita la sede della Pro Loco
  • Casa Nasci, borgata risalente alla seconda metà del milleseicento, anche se le case sono state rimaneggiate nel dopoguerra vi si possono intravedere ancora vecchie coloniche rurali. È possibile visitare diversi sentieri ed un vecchio pozzo lavatoio, in località La Fora, recentemente restaurato dagli abitanti in regime di economia autofinanziata.
  • Borgate di Molino del Pallone
  • Borgate di Vizzero

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Sul poggio che affaccia sulla vallata del Reno sorge una chiesa dedicata a Sant'Agostino dei Boschi. Il territorio del Comune di Granaglione ha avuto, nel corso degli anni, tante parrocchie quante sono le frazioni. Attualmente ne sono attive 5.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]