Gran Premio d'Italia 2000

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Italia Gran Premio d'Italia 2000
660º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 14 di 17 del Campionato 2000
Monza track map.svg
Data 10 settembre 2000
Circuito Autodromo di Monza
Percorso 5.792 km
circuito permanente
Distanza 53 giri, 306,976 km
Clima Sereno
Risultati
Pole position Giro più veloce
Germania Michael Schumacher Finlandia Mika Häkkinen
Ferrari in 1'23"770 McLaren - Mercedes in 1'25"595
(nel giro 50)
Podio
1. Germania Michael Schumacher
Ferrari
2. Finlandia Mika Häkkinen
McLaren - Mercedes
3. Germania Ralf Schumacher
Williams - BMW

Il Gran Premio di Monza 2000 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato sul circuito di Monza il 10 settembre 2000. La gara fu vinta da Michael Schumacher su Ferrari.

Vigilia[modifica | modifica sorgente]

Aspetti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Alla vigilia del Gran Premio la Jaguar annunciò l'ingaggio di Luciano Burti al posto di Johnny Herbert come secondo pilota del team, al fianco di Eddie Irvine.[1]

Qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

La Ferrari dominò le qualifiche e monopolizzò la prima fila, con Schumacher in pole position seguito ad appena 27 millesimi di secondo da Barrichello. Un po' in ombra la McLaren, con Häkkinen terzo e Coulthard quinto, superato anche da Villeneuve, abile a sfruttare la potenza del motore Honda da qualifica. Mostrarono una buona competitività anche le Jordan, con Trulli sesto e Frentzen ottavo separati da Ralf Schumacher su Williams, e anche la Arrows, che piazzò De la Rosa e Verstappen rispettivamente in decima ed undicesima posizione.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Pos No Pilota Costruttore Tempo Distacco
1 3 Germania Michael Schumacher Ferrari 1'23"770
2 4 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 1'23"797 +0"027
3 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 1'23"967 +0"197
4 22 Canada Jacques Villeneuve BAR - Honda 1'24"238 +0"468
5 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 1'24"290 +0"520
6 6 Italia Jarno Trulli Jordan - Mugen Honda 1'24"447 +0"707
7 9 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW 1'24"516 +0"746
8 5 Germania Heinz-Harald Frentzen Jordan - Mugen Honda 1'24"786 +1"016
9 11 Italia Giancarlo Fisichella Benetton - Supertec 1'24"789 +1"019
10 18 Spagna Pedro de la Rosa Arrows - Supertec 1'24"814 +1"044
11 19 Paesi Bassi Jos Verstappen Arrows - Supertec 1'24"820 +1"050
12 10 Regno Unito Jenson Button Williams - BMW 1'24"907 +1"137
13 12 Austria Alexander Wurz Benetton - Supertec 1'25"150 +1"380
14 7 Regno Unito Eddie Irvine Jaguar - Ford 1'25"251 +1"481
15 17 Finlandia Mika Salo Sauber - Petronas 1'25"322 +1"552
16 16 Brasile Pedro Diniz Sauber - Petronas 1'25"324 +1"554
17 23 Brasile Ricardo Zonta BAR - Honda 1'25"337 +1"567
18 8 Regno Unito Johnny Herbert Jaguar - Ford 1'25"388 +1"618
19 14 Francia Jean Alesi Prost - Peugeot 1'25"558 +1"788
20 15 Germania Nick Heidfeld Prost - Peugeot 1'25"625 +1"855
21 20 Spagna Marc Gené Minardi - Fondmetal 1'26"336 +2"556
22 21 Argentina Gaston Mazzacane Minardi - Fondmetal 1'27"360 +3"590

Gara[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

Il pit stop di Michael Schumacher durante la gara.

Alla partenza, Barrichello fece slittare le ruote e fu passato dalle due McLaren e da Trulli. Più indietro, Salo e Irvine si scontrarono, coinvolgendo nell'incidente anche Diniz. Il nordirlandese si ritirò, mentre i due piloti della Sauber continuarono la propria gara, pur subendo danni alle proprie vetture.

Poco più avanti, alla variante della Roggia, Barrichello cercò di sopravanzare Trulli, ma fu centrato da Frentzen, che sbagliò completamente la frenata e diede il via ad una carambola paurosa, che coinvolse anche Coulthard e de la Rosa, la cui vettura toccò le ruote posteriori della BAR di Zonta, decollò, si cappottò più volte centrando anche la Jaguar di Herbert, a sua volta costretto al ritiro. I piloti coinvolti nell'incidente non riportarono ferite fisiche importanti, ma un commissario di gara, Paolo Gislimberti, fu colpito al torace ed al volto da una ruota e da un pezzo di sospensione staccatisi dalla Jordan di Frentzen. Trasportato rapidamente in ospedale, morì poco dopo.

La direzione gara mandò in pista la safety car, che rimase davanti alle vetture per ben dieci giri per permettere la pulizia della pista ed i soccorsi a Gislimberti. Poco prima della ripartenza della corsa, Michael Schumacher cominciò ad effettuare brusche accelerazioni e frenate. Ne fece le spese Button, che, colto di sorpresa, fu costretto ad uscire di pista per non tamponare Fisichella che lo precedeva, rischiando di investire alcuni commissari e dovendosi poi ritirare. Quando la vettura di sicurezza uscì di scena, Michael Schumacher conduceva davanti ad Häkkinen, Villeneuve, Ralf Schumacher, Fisichella, Wurz e Verstappen. Il ferrarista aumentò senza particolari difficoltà il proprio vantaggio sul rivale, potendo quindi controllare agevolmente la gara. Alle spalle del duo di testa Villeneuve fu costretto al ritiro al 14º passaggio per la rottura del cambio della sua BAR; si scatenò quindi la lotta per la terza posizione, animata soprattutto da Verstappen e da Zonta, le cui vetture erano dotate di un'ottima velocità di punta. Il brasiliano, inoltre, era partito con una strana strategia a due soste nel tentativo di rimediare a delle qualifiche non esaltanti, e si rese protagonista di una lunga serie di sorpassi.

Dopo le soste ai box Michael Schumacher continuò ad amministrare il proprio vantaggio su Häkkinen, autore del giro più veloce in gara ma mai in grado di impensierire il rivale. Più indietro Ralf Schumacher ebbe la meglio sui suoi diretti avversari nella lotta per il terzo gradino del podio. Fisichella sembrò in grado di conquistare la quarta posizione, ma un problema alla frizione nel corso del suo pit stop gli fece perdere un giro; quarto concluse quindi Verstappen, seguito da Wurz, che conquistò così i primi punti della stagione, e da Zonta. In Campionato, Schumacher e la Ferrari si riavvicinarono ad Häkkinen ed alla McLaren, portandosi rispettivamente a meno due punti e a meno quattro. La Benetton conquistò i primi punti dal Gran Premio del Canada, rimanendo però molto lontana dalla Williams, saldamente al terzo posto. La Arrows, grazie al quarto posto di Verstappen, superò la Sauber alla settima posizione in classifica.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Partenza Punti
1 3 Germania Michael Schumacher Ferrari 53 1h27'31"638 1 10
2 1 Finlandia Mika Häkkinen McLaren - Mercedes 53 +3"810 3 6
3 9 Germania Ralf Schumacher Williams - BMW 53 +52"432 7 4
4 19 Paesi Bassi Jos Verstappen Arrows - Supertec 53 +59"938 11 3
5 12 Austria Alexander Wurz Benetton - Supertec 53 +1'07"426 13 2
6 23 Brasile Ricardo Zonta BAR - Honda 53 +1'09"293 17 1
7 17 Finlandia Mika Salo Sauber - Petronas 52 + 1 giro 15
8 16 Brasile Pedro Diniz Sauber - Petronas 52 + 1 giro 16
9 20 Spagna Marc Gené Minardi - Fondmetal 52 + 1 giro 21
10 21 Argentina Gaston Mazzacane Minardi - Fondmetal 52 + 1 giro 22
11 11 Italia Giancarlo Fisichella Benetton - Supertec 52 + 1 giro 9
12 14 Francia Jean Alesi Prost - Peugeot 51 + 2 giri 19
Rit 15 Germania Nick Heidfeld Prost - Peugeot 15 Testacoda 20
Rit 22 Canada Jacques Villeneuve BAR - Honda 14 Cambio 4
Rit 10 Regno Unito Jenson Button Williams - BMW 10 Uscita di pista 12
Rit 8 Regno Unito Johnny Herbert Jaguar - Ford 0 Incidente 18
Rit 7 Regno Unito Eddie Irvine Jaguar - Ford 0 Incidente 14
Rit 6 Germania Heinz-Harald Frentzen Jordan - Mugen Honda 0 Incidente 6
Rit 5 Italia Jarno Trulli Jordan - Mugen Honda 0 Incidente 8
Rit 18 Spagna Pedro de la Rosa Arrows - Supertec 0 Incidente 10
Rit 2 Regno Unito David Coulthard McLaren - Mercedes 0 Incidente 5
Rit 4 Brasile Rubens Barrichello Ferrari 0 Incidente 2

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos. Team Punti
1 Regno Unito McLaren - Mercedes 131[2]
2 Italia Ferrari 127
3 Regno Unito Williams - BMW 34
4 Italia Benetton - Supertec 20
5 Regno Unito BAR - Honda 13
6 Irlanda Jordan - Mugen Honda 13
7 Regno Unito Arrows - Supertec 7
8 Svizzera Sauber - Petronas 6
9 Regno Unito Jaguar - Ford 3

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Franco Panariti, Nereo Balzarin, È Burti il sostituto di Herbert alla Jaguar in Rombo, 12 settembre 2000, p. 10.
  2. ^ I dieci punti ottenuti da Häkkinen nel Gran Premio d'Austria non vengono conteggiati nel Campionato Costruttori perché sulla vettura del finlandese era stato rimosso un sigillo da una delle centraline; pur non trovando alcuna manomissione nei software in essa contenuti, la FIA aveva deciso di penalizzare la scuderia britannica, ma non il pilota.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., Autosprint n.37, Conti Editore, 13 settembre 2000.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 2000
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Edizione precedente:
1999
Gran Premio d'Italia
Edizione successiva:
2001
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