Gran Premio d'Italia 1984

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Italia Gran Premio d'Italia 1984
402º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 14 di 16 del Campionato 1984
Monza 1976.jpg
Data 9 settembre 1984
Nome ufficiale LV Gran Premio d'Italia
Circuito Monza
Percorso 5.800 km
Distanza 51 giri, 295.800 km
Clima Soleggiato
Risultati
Pole position Giro più veloce
Brasile Nelson Piquet Austria Niki Lauda
Brabham-BMW in 1:26.584 McLaren-TAG in 1:31.912
(nel giro 42)
Podio
1. Austria Niki Lauda
McLaren-TAG
2. Italia Michele Alboreto
Ferrari
3. Italia Riccardo Patrese
Alfa Romeo

Il Gran Premio d'Italia 1984 è stata la quattordicesima gara del Campionato mondiale di Formula 1 1984. Svoltosi il 9 settembre sul Circuito di Monza, è stato vinto da Niki Lauda su McLaren-TAG, seguito da Michele Alboreto e Riccardo Patrese.

Vigilia[modifica | modifica sorgente]

Aspetti tecnici[modifica | modifica sorgente]

Per l'appuntamento in terra brianzola, la Ferrari presentò un'evoluzione della 126 C4,[1] nota come versione M2, caratterizzata da pance laterali allungate e da modifiche alla presa d'aria del motore.[2] La monoposto venne, però, utilizzato solamente nelle prove, mentre in gara si preferì utilizzare il modello precedente, più affidabile.[3] Anche la Ligier mise a disposizione di Andrea De Cesaris una nuova vettura,[2] mentre l'Alfa Romeo utilizzò una nuova carrozzeria[2] e una nuova sospensione anteriore.[4]

Aspetti sportivi[modifica | modifica sorgente]

La Toleman sospese il proprio pilota Ayrton Senna per una gara, in quanto aveva firmato un contratto con la Lotus per la stagione seguente, rendendo noto il tutto al termine del Gran Premio d'Olanda.[5] Il team inglese, infatti, non aveva apprezzato il comportamento del proprio pilota, che voleva mantenere in squadra pure l'anno seguente al fine di garantirsi l'appoggio di nuovi sponsor.[5] Al suo posto venne sostituito da Stefan Johansson, mentre fece il proprio esordio Pierluigi Martini, sempre alla Toleman, utilizzando la vettura dell'infortunato Johnny Cecotto. All'ATS si rivide Gerhard Berger, al quale venne affidata la seconda vettura dopo l'esordio in Austria.

La Benetton, poi, rinnovò per altri due anni l'accordo di sponsorizzazione con l'Alfa Romeo, fissando le entrate per il team italiano in base ai punti conseguiti l'anno successivo.[6]

In vista della gara, gli organizzatori decisero di aumentare di settemila posti, di cui duemila coperti,[7] la capienza dell'autodromo.

Qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

La Ferrari 126 C4-M2 che la Ferrari portò a Monza per la gara.

Nella prima sessione del venerdì Elio De Angelis ottenne il miglior tempo, precedendo Nelson Piquet e Teo Fabi. Il pilota romano realizzò anche il record del circuito,[8] venendo poi applaudito dal pubblico.[8] Le prove, svoltesi inizialmente su pista bagnata, andata via via asciugandosi,[8] hanno visto anche le Alfa Romeo mostrare una maggiore competitività, con Patrese classificatosi tra i primi dieci. I due candidati al titolo, Lauda e Prost, invece, non forzarono le loro vetture, limitandosi a classificarsi settimo e quinto, con l'austriaco scontento, però, del rendimento del motore.[8] Davanti a Prost si classificò Alboreto, vittima di vari guasti, che lo costrinsero ad utilizzare la monoposto di riserva.[8]

Al sabato, poi, Piquet riuscì ad ottenere la miglior prestazione, abbassando ulteriormente il record del circuito e portandosi in pole position. Dietro al brasiliano si classificò Prost, seguito da De Angelis e da Lauda. Brusco il peggioramento dei piloti Ferrari, con Alboreto arretrato all'undicesimo posto e Arnoux quattordicesimo. Il francese, al termine della sessione di qualifica, dichiarò alla stampa di non riuscire a capire il comportamento della vettura e di non contare troppo su eventuali progressi la domenica.[9] Per la prima volta dal 1951 le Alfa Romeo si classificarono davanti alle Ferrari.[9]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Pos Pilota Costruttore Tempo Distacco
1 1 Brasile Nelson Piquet Brabham 1:26.584
2 7 Francia Alain Prost McLaren-TAG 1:26.671 +0.087
3 11 Italia Elio De Angelis Lotus 1:27.538 +0.954
4 8 Austria Niki Lauda McLaren-TAG 1:28.533 +1.949
5 2 Italia Teo Fabi Brabham-BMW 1:28.587 +2.003
6 6 Finlandia Keke Rosberg Williams-Honda 1:28.818 +2.234
7 12 Regno Unito Nigel Mansell Lotus-Renault 1:28.969 +2.385
8 15 Francia Patrick Tambay Renault 1:29.253 +2.669
9 22 Italia Riccardo Patrese Alfa Romeo 1:29.382 +2.798
10 12 Stati Uniti Eddie Cheever Alfa Romeo 1:29.797 +3.213
11 27 Italia Michele Alboreto Ferrari 1:29.810 +3.226
12 16 Regno Unito Derek Warwick Renault 1:30.113 +3.529
13 5 Francia Jacques Laffite Williams-Honda 1:30.578 +3.994
14 28 Francia René Arnoux Ferrari 1:30.695 +4.111
15 17 Svizzera Marc Surer Arrows-BMW 1:31.108 +4.524
16 26 Italia Andrea de Cesaris Ligier-Renault 1:31.198 +4.614
17 19 Svezia Stefan Johansson Toleman-Hart 1:31.203 +4.619
18 25 Francia François Hesnault Ligier-Renault 1:31.274 +4.690
19 18 Belgio Thierry Boutsen Arrows-BMW 1:31.342 +4.758
20 31 Austria Gerhard Berger ATS-BMW 1:31.549 +4.965
21 14 Germania Ovest Manfred Winkelhock ATS-BMW 1:32.866 +6.282
22 24 Italia Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo 1:33.456 +6.872
23 9 Francia Philippe Alliot RAM-Hart 1:34.120 +7.536
24 30 Austria Jo Gartner Osella-Alfa Romeo 1:34.472 +7.888
25 21 Paesi Bassi Huub Rothengatter Spirit-Hart 1:34.719 +8.135
26 10 Regno Unito Jonathan Palmer RAM-Hart 1:35.412 +8.828
NQ 20 Italia Pierluigi Martini Toleman-Hart 1:35.840 +9.256

Gara[modifica | modifica sorgente]

Resoconto[modifica | modifica sorgente]

La McLaren MP4/2 di Alain Prost. A Monza il francese fu costretto al ritiro dopo pochi giri per la rottura del propulsore.

Alla partenza Piquet e Prost mantennero le relative posizioni, mentre Lauda, scattato male, ne perse due, scivolando al sesto posto. Già al quarto giro, però, il francese della McLaren venne costretto al ritiro per la rottura del motore e fu pesantemente fischiato dalla folla, esplosa di gioia.[10] Teo Fabi, intanto, era riuscito a portarsi in terza piazza, ma un testacoda lo fece retrocedere di diverse posizioni, mentre Lauda aveva iniziato una lenta rimonta. Anche Piquet al quindicesimo giro fu costretto ad abbandonare la corsa e Patrick Tambay, autore di un'ottima partenza,[10] riuscì così a portarsi in testa. Contemporaneamente Alboreto, autore di una gara molto regolare,[10] si portò al quarto posto, sfruttando anche i ritiri dei piloti che lo precedevano. La classifica vedeva quindi Tambay, Lauda e Fabi occupare le prime tre posizioni. Il pilota milanese, autore di un lungo duello con il rivale austriaco della McLaren,[10] però a poco meno di dieci giri dalla fine cominciò ad accusare problemi alla sua vettura e nel giro di breve fu costretto al ritiro, così come Tambay, bloccato dall'acceleratore. Lauda era quindi avviato verso la vittoria, la ventiquattresima, che gli permise di eguagliare Juan Manuel Fangio, mentre Alboreto aveva un grande margine su Cheever, terzo. L'americano, però, rimase senza benzina e fu costretto al ritiro, così come Ghinzani, che era riuscito a portare la sua Osella in zona punti. Patrese si portò quindi al terzo posto, concludendo davanti a Johansson, Gartner e Berger.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti
1 8 Austria Niki Lauda McLaren-TAG 51 1:20:29.065 4 9
2 27 Italia Michele Alboreto Ferrari 51 + 24.249 11 6
3 22 Italia Riccardo Patrese Alfa Romeo 50 + 1 Giro 9 4
4 19 Svezia Stefan Johansson Toleman-Hart 49 + 2 Giri 17 3
5 30 Austria Jo Gartner Osella-Alfa Romeo 49 + 2 Giri 24 0*[11]
6 31 Austria Gerhard Berger ATS-BMW 49 + 2 Giri 20 0*[12]
7 24 Italia Piercarlo Ghinzani Osella-Alfa Romeo 48 Mancanza di benzina 22  
8 21 Paesi Bassi Huub Rothengatter Spirit- Hart 48 + 3 Giri 25  
9 23 Stati Uniti Eddie Cheever Alfa Romeo 45 Mancanza di benzina 10  
10 18 Belgio Thierry Boutsen Arrows-BMW 45 + 6 Giri 19  
Rit 15 Francia Patrick Tambay Renault 43 Acceleratore 8  
Rit 2 Italia Teo Fabi Brabham-BMW 43 Motore 5  
Rit 17 Svizzera Marc Surer Arrows-BMW 43 Motore 15  
Rit 16 Regno Unito Derek Warwick Renault 31 Pressione dell'olio 12  
Rit 10 Regno Unito Jonathan Palmer RAM-Hart 20 Pressione dell'olio 26  
Rit 1 Brasile Nelson Piquet Brabham-BMW 15 Motore 1  
Rit 11 Italia Elio de Angelis Lotus-Renault 14 Cambio 3  
Rit 12 Regno Unito Nigel Mansell Lotus-Renault 13 Testacoda 7  
Rit 5 Francia Jacques Laffite Williams-Honda 10 Turbo 13  
Rit 6 Finlandia Keke Rosberg Williams-Honda 8 Turbo 6  
Rit 26 Italia Andrea de Cesaris Ligier-Renault 7 Motore 16  
Rit 25 Francia François Hesnault Ligier-Renault 7 Testacoda 18  
Rit 9 Francia Philippe Alliot RAM-Hart 6 Probl. Elettrici 23  
Rit 28 Francia René Arnoux Ferrari 5 Cambio 14  
Rit 7 Francia Alain Prost McLaren-TAG 3 Motore 2  
NP 14 Germania Manfred Winkelhock ATS-BMW 0 Cambio[13] 21  
NQ 20 Italia Pierluigi Martini Toleman-Hart        

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos. Team Punti
1 Regno Unito McLaren-TAG Porsche 116,5
2 Italia Ferrari 46,5
3 Regno Unito Lotus-Renault 45
4 Francia Renault 34
5 Regno Unito Brabham-BMW 33
6 Regno Unito Williams-Honda 25,5
7 Regno Unito Toleman-Hart 12
8 Italia Alfa Romeo 10
9 Francia Ligier-Renault 3
10 Regno Unito Arrows-Ford 3
11 Regno Unito Arrows-BMW 3
12 Italia Osella-Alfa Romeo 2

Note[modifica | modifica sorgente]

Salvo indicazioni diverse le classifiche sono tratte da The Official Formula 1 website.

  1. ^ È proprio diventata un'alfetta, Repubblica, 6 settembre 1984. URL consultato il 4-5-2009.
  2. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Monza promette tante novità insieme a due nuove Ferrari in La Stampa, 06 settembre 1984, p. 21.
  3. ^ Cristiano Chiavegato, Alla Ferrari è tornato l'ottimismo in Stampa Sera, 10 settembre 1984, p. 20.
  4. ^ Cristiano Chiavegato, Patrese felice ringrazia i nuovi tecnici Alfa in Stampa Sera, 10 settembre 1984, p. 20.
  5. ^ a b Cristiano Chiavegato, Senna cacciato dalla Toleman in La Stampa, 5 settembre 1984, p. 21.
  6. ^ E l'Alfa festeggia il suo mini-trofeo in Repubblica, 09 settembre 1984, p. 26.
  7. ^ Monza pronta all'assalto, Repubblica, 5-9-1984. URL consultato il 4-5-2009.
  8. ^ a b c d e Cristiano Chiavegato, De Angelis (1º) consola Monza in La Stampa, 08 settembre 1984, p. 22.
  9. ^ a b Carlo Marincovich, Un pomeriggio poco italiano in Repubblica, 09 settembre 1984, p. 25.
  10. ^ a b c d Cristiano Chiavegato, Tante nuvole di fumo gli hanno aperto la via in Stampa Sera, 10 settembre 1984, p. 20.
  11. ^ Avendo iscritto una sola vettura a inizio campionato l'Osella non può contare i punti fatti dalla seconda vettura, che non valgono nemmeno per la classifica piloti.
  12. ^ Avendo iscritto una sola vettura a inizio campionato l'ATS non può contare i punti fatti dalla seconda vettura, che non valgono nemmeno per la classifica piloti.
  13. ^ Manfred Winkelhock ritirato nel giro di formazione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Bologna, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1984
Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Belgium.svg Flag of San Marino.svg Flag of France.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of the United States.svg Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Portugal.svg
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Edizione precedente:
1983
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Edizione successiva:
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