Gran Premio d'Italia 1977

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Italia Gran Premio d'Italia 1977
294º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 14 di 17 del Campionato 1977
Monza 1976.jpg
Data 11 settembre 1977
Nome ufficiale XLVIII Gran Premio d'Italia
Circuito Monza
Distanza 52 giri, 301,600 km
Clima Soleggiato
Risultati
Pole position Giro più veloce
Regno Unito James Hunt Stati Uniti Mario Andretti
McLaren-Ford Cosworth in 1'38"08 Lotus-Ford Cosworth in 1'39"10
(nel giro 31)
Podio
1. Stati Uniti Mario Andretti
Lotus-Ford Cosworth
2. Austria Niki Lauda
Ferrari
3. Australia Alan Jones
Shadow-Ford Cosworth

Il Gran Premio d'Italia 1977 è stata la quattordicesima prova della stagione 1977 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 11 settembre 1977 sul Circuito di Monza. La gara è stata vinta dallo statunitense Mario Andretti, su Lotus-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del sesto successo nel mondiale. Andretti ha preceduto sul traguardo l'austriaco Niki Lauda su Ferrari e l'australiano Alan Jones su Shadow-Ford Cosworth. Con questo risultato la Scuderia Ferrari vinse la Coppa Costruttori, per la quinta volta, la terza consecutiva.

Vigilia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

All'indomani del Gran Premio d'Olanda la Scuderia Ferrari comunicò l'interruzione, per la stagione successiva, del rapporto con Niki Lauda. Lauda aveva disputato 57 gran premi validi per il mondiale col Cavallino, conquistando 15 vittorie (oltre a un'altra vittoria in una gara non valida per il mondiale), 23 pole, 12 giri veloci e il titolo mondiale piloti nel 1975. Aveva inoltre chiuso secondo nella classifica piloti nel 1976. Tra i vari piloti che si avvicinarono alla scuderia italiana per la stagione 1978 vi furono Jody Scheckter, Patrick Tambay ed Emerson Fittipaldi.[1]

Il giorno seguente Lauda, che era ormai vicino al secondo titolo mondiale, spiegò:

« Lavoro con la Ferrari dal 1973, ho vinto 15 Grandi Premi e un titolo, sono vicino a conquistarne un altro. Insieme abbiamo fatto il massimo possibile. Non ho più motivazioni valide per proseguire con Maranello. È venuto meno quel qualcosa che ti spinge, che ti stimola a fare. Mi sono trovato davanti ad un bivio: continuare nella attività di pilota o smettere, dedicarmi a mia moglie Marlene, alla casa e intraprendere un altro genere di lavoro. Ho deciso di non ritirarmi, perché correre mi piace. Ho anche stabilito, però, di farlo in modo nuovo, cioè lasciando la Ferrari e ripartendo da zero, in un altro ambiente, in un altro "team", con altra gente. È un'avventura, lo so, ma penso che valga la pena di viverla. Non ci sono altre ragioni. Non è colpa di nessuno se lascio la Ferrari né esistono problemi di natura economica. Diciamo che è accaduto un fatto naturale, come due persone che non si vogliono più bene. Sono stati insieme per anni, poi il rapporto non suscita più gli stessi entusiasmi. La donna cerca di farsi più desiderabile, va in Svizzera per una cura di bellezza. Ma è inutile, se l'amore è svanito.[2] »

La Commissione Sportiva Internazionale bocciò l'idea, proposta da Bernie Ecclestone, di creare una sorta di campionato europeo, dedicato a quei piloti che non trovavano posto nel mondiale, per l'alto numero di iscritti. Venne annunciata inoltre l'abolizione della libertà di iscrizione a un gran premio.[3]

Analisi per il campionato piloti[modifica | modifica wikitesto]

Niki Lauda poteva diventare campione del mondo piloti per la seconda volta nella carriera, qualora avesse vinto e Jody Scheckter non fosse terminato tra i primi quattro.

Analisi per la coppa costruttori[modifica | modifica wikitesto]

La Scuderia Ferrari poteva conquistare la Coppa Costruttori per la quinta volta qualora la sua migliore vettura fosse giunta a podio, oppure se la sua migliore vettura fosse giunta a punti con la Lotus non vincente. Se la Ferrari non avesse ottenuto punti allora nessuna Lotus sarebbe dovuta giungere nei primi due posti della classifica.

Aspetti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

L'Apollon presentò il modello Fly, che di fatto era una Williams FW03 modificata con l'apporto dell'ingegnere italiano Giacomo Caliri. La Wolf ripresentò il modello WR1.

Bruno Giacomelli fece il suo esordio in Formula 1 con la McLaren.

Aspetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La McLaren iscrisse nuovamente una terza vettura, questa volta affidata al pilota di casa Bruno Giacomelli, al suo esordio nel mondiale di Formula 1. Giacomelli, che aveva vinto lo Shellsport F3, uno dei campionati della Formula 3 inglese nel 1976, era impegnato nel 1977 nel Campionato europeo di F2 con la March. Fecero il loro esordio nel mondiale anche altri due piloti italiani: Giorgio Francia, sulla terza Brabham (era stato ipotizzato anche Eddie Cheever[4]), e Lamberto Leoni, che prese il posto di Vern Schuppan alla Surtees.

Fece l'esordio anche l'Apollon, con una vettura gestita dal Jolly Club Switzerland, e affidata a Loris Kessel, pilota anch'egli svizzero, che aveva già affrontato sei gran premi validi per il mondiale nel 1976. Fu per l'ultima volta presente la BRM, che non prese parte agli ultimi tre gran premi stagionali. La casa britannica, dopo 23 stagioni, un mondiale costruttori (nel 1962), uno piloti (sempre nel 1962 con Graham Hill) 17 vittorie iridate, 11 pole, 15 giri veloci in gara e 61 podi, e 197 gran premi disputati, abbandonò il mondiale dopo la gara di Monza. Anche per la Boro fu l'ultima apparizione. Non si presentò invece al gran premio la RAM.

Arturo Merzario aveva annunciato a luglio la volontà di far debuttare una propria vettura nel Gran Premio d'Italia. Merzario affermò di sperare di ottenere un propulsore dall'Alfa Romeo, che già riforniva la Brabham. Il comasco utilizzò invece ancora una March.[5]

A causa dell'elevato numero di iscritti si ripropose il problema di come far disputare le prove di qualificazione alla gara. Gli organizzatori proposero di dividere in due gruppi i piloti (ammettendo alla gara i migliori 12 di ognuno dei due gruppi), ma tale soluzione venne bocciata dall'Associazione dei costruttori, in quanto avrebbe portato a vari problemi in merito alla suddivisione dei piloti nei due gruppi.[6]

L'organizzazione mise in vendita 78.000 biglietti, i cui prezzi variavano dalle 30.000 lire per la tribuna principale la domenica alle 3.500 lire per le prove del venerdì.[6]

Nelle prove libere dei giorni precedenti il miglior tempo fu fatto da Jean-Pierre Jabouille su Renault in 1'40"4, nuovo record ufficioso della pista monzese.[7]

Qualifiche[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Carlos Reutemann durante le prove del gran premio.

Nelle prove del venerdì (condizionate anche da un vento teso[8]) il miglior tempo assoluto fu di Niki Lauda, ottenuto nell'ultimo tentativo della sessione mattutina, in 1'38"97. L'austriaco della Ferrari precedette il compagno di scuderia Carlos Reutemann, poi John Watson e Mario Andretti. Jacques Laffite subì lo scoppio di una pneumatico che lo condusse a un'uscita di pista. Vi furono dei problemi anche sulla Brabham di Hans-Joachim Stuck, tanto che il tedesco utilizzò la vettura assegnata inizialmente a Giorgio Francia, che così fu relegato all'ultima posizione, a cause del poco tempo a disposizione per far segnare un tempo valido. Nella sessione pomeridiana solo Andretti e Hunt riuscirono a migliore i proprio tempi del mattino.[9] Non prese parte alle prove Arturo Merzario: il pilota si ritirò per protesta vista l'assenza di un box per la sua scuderia e per il trattamento che la Goodyear, fornitrice degli pneumatici, riservava ai team privati.[10] La casa statunitense forniva infatti tre mescole diverse ai team legati alla FOCA e solo due agli altri.[11] Anche Loris Kessel non completò le prove, dopo pochi giri, a causa della scarsa competitività della sua Apollon e di un incidente, decise di ritirarsi.[12]

Al termine delle prove vi fu una riunione dei piloti in merito alla situazione del traffico in pista durante le qualifiche, visto l'alto numero di piloti iscritti. Non si erano registrati particolari problemi con un numero medio di vetture in pista che oscillava tra le 16 e le 18 unità, con una punta massima di 24 vetture.[9]

Al sabato ben dieci piloti furono capaci di abbassare il tempo limite stabilito da Lauda al venerdì. Il poleman fu James Hunt su McLaren che conquistò così la tredicesima partenza al palo nel mondiale. In prima fila si qualificò Carlos Reutemann, mentre la seconda fila fu ottenuta da Jody Scheckter e Mario Andretti. Lauda chiuse quinto, a circa mezzo secondo da Hunt; a far compagnia a Lauda in terza fila vi fu Riccardo Patrese su Shadow. Lauda venne penalizzato da un'uscita di pista durante le prove libere del sabato mattino, che fece danneggiare la sua vettura, rompendo una sospensione. Andretti invece terminò il carburante negli ultimi minuti e non fu capace di tornare ai box per l'ultimo tentativo. Un incidente più serio toccò a Patrick Tambay, sempre nelle libere: la sua Ensign finì contro il guardrail alla Seconda di Lesmo, la vettura effettuò dei testacoda e terminò con le ruote verso l'alto, tanto che il casco del pilota toccò terra. Non vi furono conseguenze per il pilota.[13] A seguito dell'incidente di Tambay vennero sospese le prove libere; la Ferrari chiese di posticipare le prove ufficiali di qualche minuto per recuperare il tempo perduto per il prolungarsi delle libere, ma tale posticipo non venne concesso.[14] A Giorgio Francia, che al venerdì aveva potuto provare solo per 4 giri, non venne concesso di effettuare nessun giro dalla Brabham, in quanto la scuderia britannica preferì salvaguardare la sua vettura quale muletto per Hans-Joachim Stuck.[15]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Nella sessione di qualifica[16] si è avuta questa situazione:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 1 Regno Unito James Hunt Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'38"08 1
2 12 Argentina Carlos Reutemann Italia Ferrari 1'38"15 2
3 20 Sudafrica Jody Scheckter Canada Wolf-Ford Cosworth 1'38"29 3
4 5 Stati Uniti Mario Andretti Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'38"37 4
5 11 Austria Niki Lauda Italia Ferrari 1'38"54 5
6 16 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 1'38"68 6
7 22 Svizzera Clay Regazzoni Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 1'38"68 7
8 26 Francia Jacques Laffite Francia Ligier-Matra 1'38"77 8
9 2 Germania Jochen Mass Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'38"86 9
10 19 Italia Vittorio Brambilla Regno Unito Surtees-Ford Cosworth 1'38"92 10
11 8 Germania Hans-Joachim Stuck Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 1'39"05 11
12 3 Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'39"17 12
13 4 Francia Patrick Depailler Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 1'39"18 13
14 7 Regno Unito John Watson Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 1'39"21 14
15 14 Italia Bruno Giacomelli Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'39"42 15
16 17 Australia Alan Jones Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 1'39"50 16
17 10 Sudafrica Ian Scheckter Regno Unito March-Ford Cosworth 1'39"62 17
18 34 Francia Jean-Pierre Jarier Stati Uniti Penske-Ford Cosworth 1'39"63 18
19 6 Svezia Gunnar Nilsson Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 1'39"85 19
20 15 Francia Jean-Pierre Jabouille Francia Renault 1'40"03 20
21 23 Francia Patrick Tambay Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 1'40"19 21
22 30 Stati Uniti Brett Lunger Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'40"26 22
23 24 Regno Unito Rupert Keegan Regno Unito Hesketh-Ford Cosworth 1'40"28 23
24 27 Belgio Patrick Nève Regno Unito March-Ford Cosworth 1'40"51 24
NQ 9 Brasile Alex-Dias Ribeiro Regno Unito March-Ford Cosworth 1'40"79 NQ
NQ 28 Brasile Emerson Fittipaldi Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth 1'40"97 NQ
NQ 18 Italia Lamberto Leoni Regno Unito Surtees-Ford Cosworth 1'41"03 NQ
NQ 38 Regno Unito Brian Henton Paesi Bassi Boro-Ford Cosworth 1'41"13 NQ
NQ 36 Spagna Emilio de Villota Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 1'41"21 NQ
NQ 25 Regno Unito Ian Ashley Regno Unito Hesketh-Ford Cosworth 1'41"22 NQ
NQ 29 Belgio Teddy Pilette Regno Unito BRM 1'41"92 NQ
NQ 33 Austria Hans Binder Stati Uniti Penske-Ford Cosworth 1'43"10 NQ
NQ 41 Svizzera Loris Kessel Svizzera Apollon-Ford Cosworth 1'46"68 NQ
NQ 21 Italia Giorgio Francia Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 1'49"67 NQ

Gara[modifica | modifica wikitesto]

Resoconto[modifica | modifica wikitesto]

Una fase della gara.

Al mattino crollò un tabellone pubblicitario posto all'altezza della prima chicane, sul quale si erano appesi diversi spettatori. A causa del crollo perse la vita un ragazzo quattordicenne di Lissone e vennero ferite altre 23 persone.[17]

Alla partenza Jody Scheckter prese il comando, seguito da Clay Regazzoni, James Hunt, Mario Andretti, Carlos Reutemann, Niki Lauda e Jochen Mass. Già nel corso del primo giro Regazzoni venne passato da Hunt e Andretti, con l'italoamericano che si pose secondo passando lo stesso Hunt. Nel giro seguente Regazzoni cedette la sua posizione anche a Carlos Reutemann e Niki Lauda, poi anche a Mass e Stuck. Al sesto giro Stuck passò Mass. La classifica vedeva così in testa Jody Scheckter, seguito da Mario Andretti, James Hunt, poi il duo della Scuderia Ferrari, seguito da Hans-Joachim Stuck.

Al decimo giro Andretti prese il comando della gara passando Scheckter. Due giri dopo Hunt fu autore di un testacoda che lo fece retrocedere in ottava posizione. Stava nel frattempo rinvenendo Alan Jones che passò Mass per la sesta posizione al giro 14. Quattro giri dopo Mass venne sorpassato anche dal compagno di scuderia Hunt.

Al ventiquattresimo giro Scheckter fu costretto al ritiro per la rottura del motore. Nel medesimo giro Jones passò anche Hans-Joachim Stuck. Anche James Hunt fu costretto a ritirarsi, pochi giri dopo, per un guasto all'impianto frenante, così come Stuck, per la rottura del suo motore. La classifica vedeva sempre in testa Andretti, seguito da Reutemann, Lauda, Jones, Mass, Regazzoni e Ronnie Peterson.

Al giro 40 Bruno Giacomelli fu vittima della rottura del suo propulsore: l'accaduto inondò d'olio la pista alla prima chicane. Carlos Reutemann scivolò sull'olio, e la sua vettura finì nella sabbia. Ne approfittò Lauda che così passò secondo. Anche Riccardo Patrese uscì di pista per l'olio; nell'uscita venne coinvolto un commissario di gara che si fratturò una gamba.[17] Mario Andretti conquistò la sesta vittoria nel mondiale, davanti a Lauda, Alan Jones (settimo e ultimo podio per la Shadow). Con il podio di Niki Lauda la Scuderia Ferrari fece propria, per la quinta volta, la Coppa Costruttori.[18]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

I risultati del gran premio[19] furono i seguenti:

Pos No Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Pos. Griglia Punti
1 5 Stati Uniti Mario Andretti Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 52 1h27'50"30 4 9
2 11 Austria Niki Lauda Italia Ferrari 52 + 16"96 5 6
3 17 Australia Alan Jones Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 52 + 23"63 16 4
4 2 Germania Jochen Mass Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 52 + 28"48 9 3
5 22 Svizzera Clay Regazzoni Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 52 + 30"11 2 2
6 3 Svezia Ronnie Peterson Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 52 + 1'19"22 12 1
7 27 Belgio Patrick Nève Regno Unito March-Ford Cosworth 50 + 2 giri 24  
8 26 Francia Jacques Laffite Regno Unito Ligier-Matra 50 + 2 giri 8  
9 24 Regno Unito Rupert Keegan Regno Unito Hesketh-Ford Cosworth 48 + 4 giri 23  
Rit 10 Sudafrica Ian Scheckter Regno Unito March-Ford Cosworth 41 Trasmissione 17  
Rit 12 Argentina Carlos Reutemann Italia Ferrari 39 Testacoda 2  
Rit 16 Italia Riccardo Patrese Regno Unito Shadow-Ford Cosworth 39 Testacoda 6  
Rit 14 Italia Bruno Giacomelli Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 38 Motore 15  
Rit 8 Germania Hans Joachim Stuck Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 31 Motore 11  
Rit 1 Regno Unito James Hunt Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 26 Testacoda 1  
Rit 4 Francia Patrick Depailler Regno Unito Tyrrell-Ford Cosworth 24 Motore 13  
Rit 20 Sudafrica Jody Scheckter Canada Wolf-Ford Cosworth 23 Motore 3  
Rit 15 Francia Jean-Pierre Jabouille Francia Renault 23 Motore 20  
Rit 34 Francia Jean-Pierre Jarier Stati Uniti Penske-Ford Cosworth 19 Motore 18  
Rit 23 Francia Patrick Tambay Regno Unito Ensign-Ford Cosworth 9 Motore 21  
Rit 19 Italia Vittorio Brambilla Regno Unito Surtees-Ford Cosworth 5 Incidente 10  
Rit 6 Svezia Gunnar Nilsson Regno Unito Lotus-Ford Cosworth 4 Sospensione 22  
Rit 30 Germania Brett Lunger Regno Unito McLaren-Ford Cosworth 4 Motore 19  
Rit 7 Regno Unito John Watson Regno Unito Brabham-Alfa Romeo 3 Incidente 14  
NQ 9 Brasile Alex-Dias Ribeiro Regno Unito March-Ford Cosworth        
NQ 28 Brasile Emerson Fittipaldi Brasile Fittipaldi-Ford Cosworth        
NQ 18 Italia Lamberto Leoni Regno Unito Surtees-Ford Cosworth        
NQ 38 Regno Unito Brian Henton Regno Unito Boro-Ford Cosworth        
NQ 36 Spagna Emilio de Villota Regno Unito McLaren-Ford Cosworth        
NQ 25 Regno Unito Ian Ashley Regno Unito Hesketh-Ford Cosworth        
NQ 29 Belgio Teddy Pilette Regno Unito BRM        
NQ 33 Austria Hans Binder Stati Uniti Penske-Ford Cosworth        
NQ 41 Svizzera Loris Kessel Svizzera Apollon-Ford Cosworth        
NQ 21 Italia Giorgio Francia Regno Unito Brabham-Alfa Romeo        
NPR 37 Italia Arturo Merzario Regno Unito March-Ford Cosworth   Ritirato prima delle prove    

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Michele Fenu, Divorzio tra lauda e Ferrari in La Stampa, 30-8-1977, p. 15.
  2. ^ Michele Fenu, Lauda: "Perché me ne vado" in La Stampa, 31-8-1977, p. 1-2.
  3. ^ Csi contro Ecclestone in La Stampa, 11-9-1977, p. 19.
  4. ^ (ES) Giacomelli sí, Cheever no in El Mundo Deportivo, 4-9-1977, p. 24. URL consultato il 7-6-2012.
  5. ^ (ES) Arturo Merzario construirá su proprio monoplaza in El Mundo Deportivo, 13-7-1977, p. 29. URL consultato il 19-5-2012.
  6. ^ a b Ercole Colombo, Tutto esaurito a Monza mentre non si sa come far svolgere le prove ufficiali di F.1 in La Stampa, 7-9-1977, p. 15.
  7. ^ (ES) El "Renault-Turbo" batio el record oficioso de Monza in El Mundo Deportivo, 9-9-1977, p. 28. URL consultato il 7-6-2012.
  8. ^ Ercole Colombo, Andretti prepara la replica per oggi in La Stampa, 10-9-1977, p. 19.
  9. ^ a b Cristiano Chiavegato, Ferrari dà subito spettacolo in La Stampa, 10-9-1977, p. 19.
  10. ^ Merzario si ritira in La Stampa, 10-9-1977, p. 19.
  11. ^ (ES) Lauda y Reutemann, los mas rapidos en Monza in El Mundo Deportivo, 10-9-1977, p. 12. URL consultato il 7-6-2012.
  12. ^ (ES) Italia F-1: Hunt y Reutemann, favoritos in El Mundo Deportivo, 11-9-1977, p. 28. URL consultato il 7-6-2012.
  13. ^ Cristiano Chiavegato, Che sfida nel gran premio d'Italia in La Stampa, 11-9-1977, p. 19.
  14. ^ Cristiano Chiavegato, Monza non accoglie una richiesta di Ferrari in La Stampa, 11-9-1977, p. 19.
  15. ^ Ercole Colombo, Patrese entusiasima a Monza- Francia, delusione cocente in La Stampa, 11-9-1977, p. 19.
  16. ^ Risultati delle qualifiche
  17. ^ a b Giorgio Viglino, Tabellone cede sotto il peso degli spettatori a Monza: un morto, cinque in fin di vita in Stampa Sera, 12-9-1977, p. 1-2.
  18. ^ Giorgio Viglino, Andretti, quasi una passeggiata in Stampa Sera, 12-9-1977, p. 17.
  19. ^ Risultati del gran premio
  20. ^ La Scuderia Ferrari è matematicamente la vincitrice della Coppa Costruttori per la stagione 1977.
Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1977
Flag of Argentina.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of the United States.svg Flag of Spain (1977 - 1981).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of Sweden.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of Japan.svg
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Edizione precedente:
1976
Gran Premio d'Italia
Edizione successiva:
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