Grammatica francese

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La grammatica francese presenta numerose analogie con la grammatica italiana, nonché con quelle della lingua spagnola e della lingua portoghese: con tutte, divide la comune appartenenza alla famiglia delle lingue romanze, anche dette lingue neo-latine, a loro volta appartenenti al più ampio gruppo linguistico romanzo, lo stesso posto occupato dalla lingua inglese, all'interno della famiglia linguistica germanica. Il francese e l'inglese si sono infatti incontrati nel cosiddetto anglo-normanno, termine con cui si indica una fase linguistica di passaggio, durata una cinquantina d'anni, che si colloca, cronologicamente, tra la fase anglosassone della lingua inglese - anche e più comunemente nota come inglese antico - e la cosiddetta fase dell'inglese medio, termine con cui si indica invece la lingua scritta e, presumibilmente parlata, dallo scrittore inglese Geoffrey Chaucer nei suoi scritti, il più famoso e rappresentativo dei quali è senza dubbio I racconti di Canterbury (nell'originale, The Canterbury Tales). Durante questo periodo, relativamente breve dal punto di vista cronologico, ma sufficientemente lungo da un punto di vista linguistico, affinché avvengano delle mutazioni di una certa consistenza all'interno del sistema grammaticale di una lingua, l'inglese e il francese dell'epoca si sono influenzati a vicenda.

Dall'incontro-scontro, che ha avuto luogo nel corso dell'invasione normanna dell'Inghilterra nell'XI secolo, e quindi con la lingua francese degli invasori assai predominante rispetto all'altra, l'inglese esce indubbiamente, per così dire, "sconfitto", nel senso che, vista la situazione, la lingua indigena non può che avere la peggio e soccombere, di fronte alla prestigiosa lingua degli invasori, che si porta dietro tutta un'eredità secolare di grammatica e letteratura latina. L'inglese, che aveva appena iniziato a fiorire dal punto di vista culturale, grazie al sovrano illuminato locale, Re Alfredo il Grande, viene stroncato sul nascere, schiacciato dal francese, e di fatto eliminato dalle situazioni ufficiali, restando soltanto sulla bocca del popolino illetterato ed incolto. Terminata l'invasione, quando l'inglese riaffiora, non si può già più parlare di anglosassone (in effetti già scomparso in precedenza, vista la terminologia di anglo-normanno), e l'inglese medio che ne risulta, è una lingua completamente diversa, che ha acquisito un grandissimo numero di elementi latini o romanzi, oltre il 70% (comprese alcune parti del discorso, più strettamente appartenenti alla grammatica propriamente detta, che solitamente si conservano, anche di fronte alle invasioni più brute), perdendo quasi del tutto il suo lessico originario. Ma anche il francese risulta piuttosto modificato dal contatto col popolo conquistato, tanto da mutare anch'esso al livello di alcune strutture grammaticali, quali, prime su tutte, l'inversione del soggetto e del verbo nelle domande, e l'obbligo, tipicamente germanico, di esprimere il soggetto davanti al verbo, a causa dell'indebolimento del sistema delle desinenze, che porta al livellamento della parte finale dei verbi, adibita alla specificazione del soggetto, e quindi alla necessità di introdurre nuovi espedienti per supplire a tale perdita.

Per dirla con un'equazione matematica, il francese sta alle lingue romanze come l'inglese sta alle lingue germaniche, o anche, il francese sta alle lingue germaniche come l'inglese sta alle lingue romanze dato lo statuto di entrambe quasi di lingue-ponte tra un gruppo linguistico e l'altro, con il francese che rimane una lingua di base romanza, ma acquisisce importanti strutture grammaticali germaniche e, viceversa, l'inglese che resta fondamentalmente una lingua germanica (pur snaturandosi molto di più dell'altra), acquistando tuttavia fondamentali strutture grammaticali neo-latine (nonché la stragrande maggioranza del lessico, talvolta senza perdere il corrispondente locale, il che porta alla creazione di un gran numero di doppioni, del tipo freedom/liberty ("libertà", di cui la prima è di origine germanica e la seconda di origine romanza), con una spiccata tendenza ad utilizzare l'elemento locale in un registro più umile e colloquiale, riservando il termine forestiero per usi formali ed ufficiali.

Fonologia[modifica | modifica sorgente]

L'alfabeto francese contiene 26 lettere ed è quasi uguale a quello italiano; le lettere assenti nell'alfabeto italiano la ç (c con cediglia) e œ. "Compitare" in francese si dice épeler /epə'le/. Le lettere dell'alfabeto francese sono di genere maschile.

Ecco l'alfabeto francese con il nome delle lettere secondo i simboli dell'Alfabeto fonetico internazionale: A [a], B [be], C [se], D [de], E [ə], F [εf], G [ʒe], H [aʃ], I [i], J [ʒi], K [ka], L [εl], M [εm], N [εn], O [o], P [pe], Q [ky], R [εʁ], S [εs], T [te], U [y], V [ve], W [dublə've], X [iks], Y [i'gʁεk], Z [zεd].

Le lettere b, d, g, p, s, t, x e z in finale di parola, tranne eccezioni, non si pronunciano mai.

In complesso ai 26 segni grafici corrispondono 37 suoni (in italiano sono 30):

16 suoni (in italiano sono 7) per le cinque voyelles (vocali)
[a] come in arbre,
[ɑ:] come in pâte (suono desueto nel francese moderno, che lo semplifica nella comune /a/ breve; è però possibile sentirlo in una pronuncia molto curata e nel francese del Québec),
[ε] come in père,
[e] come in beauté
[œ] come in peur,
[ø] come in peu,
[ə] come in le,
[ɔ] come in sol (tende però a perdere l'elemento labiale, diventando /ʌ/),
[o] come in mot,
[u] come in mou,
[y] come in mur,
[i] come in oui,
[ɑ̃] come in an, lent,
[ɛ̃] come in fin (tende però ad aprirsi in /æ̃/),
[ɔ̃] come in on (tende però sempre di più a chiudersi in /õ/),
[œ̃] come in un (oggi tende però, sotto l'influsso dell'accento di Parigi, ad assimilarsi a /ɛ̃/)
3 per le semi-voyelles o glides /glid/ (semiconsonanti)
[j] come in yeux (occhi),
[w] come in oui (sì),
[ɥ] come in huit (otto)
18 (in italiano sono 23) per le consonnes (consonanti)
[p] come in pas,
[b] come in bas,
[t] come in tu,
[d] come in du,
[k] come in car,
[g] come in gare,
[f] come in fils,
[v] come in vous,
[s] come in sel,
[z] come in zèle,
[ʃ] come in chant,
[ʒ] come in gent, joue,
[l] come in lire,
[ʁ] come in rire,
[m] come in moi,
[n] come in nous,
[ɲ] come in ligne,
[ŋ] come in parking

Una menzione particolare merita invece la lettera h. Di fatto non trascrive nessun suono e ha un valore puramente etimologico. Tuttavia, se iniziale di parola, è importante distinguere fra h muta e h aspirata. L'h muta non presenta problemi, ed è trattata come in italiano. L'h aspirata, invece, pur non avendo suono, si comporta come una consonante vera e propria, impedendo quindi sia l'elisione che la liaison. Non esiste un criterio valido per riconoscere l'h aspirata, e l'unico sistema per essere certi della natura di un'h iniziale resta sempre consultare il vocabolario. Alcuni esempi:

  • les haricots (i fagioli) /leaʁi'ko/
  • le héro (l'eroe) /ləe'ʁo/, ma l'héroïne (l'eroina) /leʁo'in/
  • la halle (mercato coperto) /la'al/
  • la haine (l'odio) /la'ɛn/, haïr (odiare) /a'iʁ/
  • la hache (l'ascia) /la'aʃ/
  • le hérisson (il riccio) /ləeʁi'sɔ̃/
  • haut (alto) /o/, la hauteur (l'altezza) /lao'tœʁ/
  • le hasard (il caso, il fato) /ləa'zaʁ/
  • hors (fuori) /ɔʁ/
  • la harpe (l'arpa) /la'aʁp/
  • le hoquet (il singhiozzo) /ləɔ'kɛ/

Gli accenti e i segni ortografici[modifica | modifica sorgente]

Gli accenti in francese svolgono un ruolo importantissimo: l'utilizzo di un accento piuttosto che un altro compromette il significato di una parola, oltre che la sua correttezza dal punto di vista grammaticale.
L'accento acuto, accent aigu, (é) viene utilizzato solamente sulla vocale e. Ad esempio: écrire (scrivere), étudiant (studente).
L'accento grave, accent grave, (è) si utilizza sulle tre vocali a, e, u. Ad esempio: Je vais à l'école (vado a scuola).
L'accento circonflesso, accent circonflexe, (ê) viene usato su tutte le vocali a, e, i, o, u. La pronuncia tradizionale standard vorrebbe che la vocale che porta l'accento circonflesso sia allungata, ma la pronuncia tesa (mode tendu: le vocali sono tutte tendenzialmente brevi tranne quella che porta l'accento del gruppo fonico) delle sillabe in francese moderno ha ormai uniformato la lunghezza vocalica. Spesso la presenza di questo accento denota l'antica esistenza di una s, oggi scomparsa, dopo la vocale: fenêtre /fə'nɛˑtʁ/ (finestra), île /il/ (isola), même /mɛm/ (stesso, pure; condivide l'etimologia con medesimo), pâte /pat/ (pasta; in realtà, la vocale â si dovrebbe pronunciare /ɑ:/, quindi, la pronuncia corretta di questa parola, anche se oggi desueta, sarebbe /pɑ:t/), etc. In altri casi disambigua forme altrimenti omografe: du (del), (dovuto), entrambi pronunciati /dy/.
La dieresi (ë), detta tréma (le tréma, maschile in francese) si utilizza sulle vocali e, i, u nei casi di vocali vicine che devono essere entrambe pronunciate, ad esempio: Noël /nɔ'ɛl/ (Natale), oppure per separare sillabicamente la desinenza -e del femminile negli aggettivi che terminano in -gu: ambiguë /ɑ̃bi'gy/ (ambigua; maschile: ambigu /ɑ̃bi'gy/); senza il tréma, la pronuncia sarebbe erroneamente /ɑ̃b'ig/.
La cediglia (cédille, in francese), ç, si usa solo con la lettera c (c cédille /sese'dij(ə)/, in francese) si pronuncia sempre /s/. Ad esempio: français /fʁɑ̃'sɛ/, garçon /gaʁ'sɔ̃/.

Figure del discorso[modifica | modifica sorgente]

In francese, come in italiano, esistono le stesse 9 figure del discorso: sostantivo, articolo, aggettivo, pronome, verbo, avverbio, preposizione, congiunzione e interiezione.

Il femminile e il maschile[modifica | modifica sorgente]

In generale il femminile di sostantivi, aggettivi qualificativi e participi passati si forma aggiungendo una e. Tuttavia è possibile formare il femminile in vari altri modi:

  • I maschili terminanti in -e rimangono invariati. Ci sono però sostantivi nei quali la e finale viene sostituita dal suffisso -esse. Ad esempio: prince (principe) princesse (principessa).
  • I maschili terminanti in -i, -u, anche se aggiungono una e al femminile scritto restano invariati alla pronuncia. Ad esempio: bordé, bordée, joli, jolie, ardu, ardue.
  • I maschili terminanti in -f trasformano la -f in -ve. Ad esempio: veuf (vedovo) veuve (vedova).
  • I maschili terminanti in -x trasformano la -x in -se. Ad esempio: époux (sposo) épouse (sposa).
  • I maschili terminanti in -er trasformano -er in ère. Ad esempio: infirmier (infermiere) infirmière (infermiera).

Altre irregolarità sono quando alcuni maschili terminano in -as e più raramente in -os che raddoppiano la s. Ad esempio: bas, basse o gros, grosse.
Anche alcuni aggettivi terminanti in -et raddoppiano la t. Ad esempio: coquet, coquette (civetta).
E quelli in -ien o -on possono raddoppiare la n (italien, italienne; mignon, mignonne), e in -el diventare -elle (actuel, actuelle, tel, telle).
Quelli che terminano in -eur possono aggiungere la e (supérieur, supérieure), oppure trasformare eur in rice (amateur, amatrice) o in euse (menteur, menteuse).
Alcuni aggettivi terminanti in -c diventano al femminile -que (public, publique). Un'eccezione è grec, che, per mantenere la pronuncia aperta della e, al femminile si scrive grecque.

Il plurale[modifica | modifica sorgente]

Le parti variabili del discorso (articolo, nome, aggettivo, verbo) sono caratterizzate oltre che dal genere anche dal numero. In generale, in francese, il plurale dei nomi e degli aggettivi si forma aggiungendo una -s al singolare. Dal punto di vista fonetico non sempre la pronuncia cambia; talvolta il plurale è percepibile grazie alla liaison.

I nomi e gli aggettivi che al singolare terminano in -s, -x o -z rimangono invariati al plurale.
I nomi e gli aggettivi che al singolare terminano in -al (e qualcuno anche in -ail) formano il plurale in -aux. Ad esempio: journal (giornale), journaux (giornali); travail (lavoro), travaux (lavori).
I nomi e gli aggettivi che terminano in -au, -eu, -eau (o -ou), prendono una -x al plurale. Ad esempio: feu (fuoco), feux (fuochi).
Più rari sono altri plurali irregolari, come per esempio œil (occhio) - yeux (occhi), ail (aglio) - aulx /o/ (agli; la forma regolare ails, di nuova formazione, è comunque più comune) e altri.

L'articolo[modifica | modifica sorgente]

L'articolo determinativo francese (article défini) determina genere e numero del nome a cui si riferisce. Quest'ultimo è posto dopo il suo articolo.
Al singolare l'articolo determinativo maschile è: le /lə/, il femminile è la /la/.
L'articolo determinativo plurale è identico al maschile e al femminile: les /le/.

Unendo le due preposizioni à e de agli articoli determinativi si ottengono le preposizioni articolate (articles contractés):

  • du (de+le) = del;
  • de la = della;
  • des (de+les) = delle/dei/degli;
  • au (à+le) = al;
  • à la = alla;
  • aux (à+les) = ai/alle/agli;

Diversamente dall'italiano, solamente le due preposizioni à e de possono fondersi con alcune forme dell'articolo determinativo creando un'unica parola; tutte le altre si mantengono separate: dans le, pour la, vers le, avec les, etc.

L'articolo indeterminativo (article indéfini) si usa davanti a un nome che indica una cosa o una persona non determinata. Al singolare l'articolo indeterminativo maschile è un /œ̃/, il femminile une /yn(ə)/. L'articolo indeterminativo plurale è identico per il maschile e per il femminile des /de/.

L'articolo partitivo indica parte di una quantità ed è obbligatorio in francese:

  • du (m) = J'achète du pain (m/s)
  • de la (f) = Tu manges de la viande (f/s)
  • de l' (m-f) si usa davanti a parole maschili e femminili che iniziano per vocale o h muta = Tu bois de l' eau (m-f/s)
  • des (m-f/p) = Tu manges des fruits

ATTENZIONE! il partitivo ha la forma de:

  • dopo gli avverbi di quantità: beaucoup (molto), peu (poco), trop (troppo) ecc.
  • Nelle frasi negative. Ad esempio:
    • Tu ne manges pas d'épinards
    • Je n'achète pas de fruits
    • Encore un peu de vin (ancora un po' di vino).

La regola più rigida vuole che si impieghi de anche quando il nome è preceduto da un aggettivo.
Ad esempio: J'ai de beaux enfants / Manger de bonne viande. L'uso familiare, tuttavia, non tiene conto di questa regola (che è invece osservata nel linguaggio più sostenuto). Bisogna comunque fare una distinzione tra Apportez-nous de meilleur vin (cioè migliore di quello che abbiamo appena bevuto) e Apportez-nous du meilleur vin (cioè il miglior vino che avete)[1].

L'aggettivo[modifica | modifica sorgente]

Gli aggettivi concordano in genere e numero con il sostantivo a cui si riferiscono. In genere l'aggettivo segue il nome. Se si vuole porre maggiore enfasi all'aggettivo lo si scrive prima del nome. Fanno eccezione gli aggettivi courants che in genere vengono prima del nome (petit, grand, gros, beau, vilain, bon, joli, mauvais e vieux), se non sono preceduti da espressioni come très, trop, plutôt, assez ecc. Ad esempio: Il a un gros nez (ha un grande naso), diventa Il a un nez très grand (ha un naso molto grande). A volte la posizione dell'aggettivo cambia il senso all'espressione. Ad esempio un petit garçon (un bambino piccolo d'età) è diverso da un garçon petit (un bambino di piccola taglia), o un ancien appartement (da ristrutturare) da un appartement ancien (prezioso per la presenza di elementi antichi). Diversi aggettivi derivano dal participio passato del verbo. Ad esempio: connu (conosciuto) da connaître (conoscere), inhabitée (disabitata) da habiter (abitare).

Aggettivi alterati[modifica | modifica sorgente]

  • maggiorativo: si appone très all'aggettivo
  • diminutivo: si appone un peu all'aggettivo
  • vezzeggiativo: si appone joli petit all'aggettivo
  • dispregiativo: si appone vilain all'aggettivo

Gradi dell'aggettivo[modifica | modifica sorgente]

  • comparativo di maggioranza: soggetto + verbo + plus + aggettivo + que + nome
  • comparativo di uguaglianza: soggetto + verbo + aussi + aggettivo + que + nome
  • comparativo di minoranza: soggetto + verbo + moins + aggettivo + que + nome
  • superlativo relativo: soggetto + verbo + articolo determinativo (le, la) + comparativo di maggioranza o di minoranza (plus, moins) + de + secondo termine di paragone o sottinteso.
  • superlativo assoluto: soggetto + verbo + avverbio (très, fort, bien, tout à fait, infiniment) + aggettivo.

Aggettivi possessivi[modifica | modifica sorgente]

Indicano un vincolo di appartenenza e concordano in genere e numero col nome cui si riferiscono. Non sono mai preceduti, come invece accade in italiano, da un articolo: mon livre = il mio libro; nel caso dell'articolo indeterminativo (un mio libro) non si utilizza l'aggettivo ma si fa seguire il sostantivo, preceduto dall'articolo indeterminativo, dall'espressione à + pronome personale: un livre à moi = un mio libro. A volte l'espressione à + pronome personale può anche seguire il gruppo aggettivo possessivo + sostantivo per indicare un'enfatizzazione: mon livre à moi = il mio (proprio) libro.

Persona singolare plurale
maschile femminile maschile/femminile
1º sing.
2º sing.
3º sing.
1º plur.
2º plur.
3º plur.
je
tu
il/elle
nous
vous
ils/elles
mon
ton
son
notre
votre
leur
ma
ta
sa
notre
votre
leur
mes
tes
ses
nos
vos
leurs

Davanti a sostantivi femminili che iniziano per vocale o h muta si utilizza l'aggettivo maschile per poter fare la liaison: son amie /sɔ.na.'mi/.

Aggettivi dimostrativi[modifica | modifica sorgente]

  • maschile singolare: ce, cet (questo, quello). Cet si usa davanti a nomi maschili che incominciano con una vocale o una h muta. Ce si usa davanti a nomi maschili che iniziano con una consonante o h aspirata.
  • femminile singolare: cette (questa, quella).
  • plurale: ces (questi, queste, quelli, quelle).

Aggettivi interrogativi ed esclamativi[modifica | modifica sorgente]

Vengono usati per formulare domande circa l'identità, la qualità della cosa o della persona alla quale si riferiscono, e si usano nelle proposizioni interrogative dirette e indirette. Possono assumere un valore esclamativo quando indicano stupore, sorpresa, ammirazione o disapprovazione rispetto all'oggetto o alla persona di cui si parla.

  • maschile singolare = quel (che, quale)
  • femminile singolare = quelle (che, quale)
  • maschile plurale = quels (che, quali)
  • femminile plurale = quelles (che, quali)

Aggettivi numerali[modifica | modifica sorgente]

Diversamente dall'italiano, la cui numerazione è unicamente a base decimale, quella del francese fa uso di basi decimali, vigesimali (cioè a base 20) e sessagesimali (a base 60). La particolarità si limita però alle sole decine 70 (soixante-dix, cioè sessanta-[più] dieci, a base sessagesimale), 80 (quatre-vingts, cioè quattro [volte]-venti, vigesimale) e 90 (quatre-vingt-dix, cioè quattro [volte]-venti-[più] dieci, ancora vigesimale). Ovviamente la numerazione di queste decine prosegue nello stesso modo: 71 = soixante-onze (sessanta-undici), 75 = soixante-quinze (sessanta-quindici), 82 = quatre-vingt-deux (quattro-venti-due), 98 = quatre-vingt-dix-huit (quattro-venti-diciotto). La Svizzera e il Belgio francofoni non conoscono però queste forme e utilizzano in loro vece i regolari septante (70), octante/huitante (80) e nonante (90).

Si dividono in cardinali e ordinali.

Aggettivi numerali cardinali[modifica | modifica sorgente]

0 zéro, 1 un, une, 2 deux, 3 trois, 4 quatre, 5 cinq, 6 six /sis/, 7 sept /sɛt/, 8 huit /ɥit/, 9 neuf, 10 dix /dis/, 11 onze, 12 douze, 13 treize, 14 quatorze, 15 quinze, 16 seize, 17 dix-sept, 18 dix-huit /di'zɥit/, 19 dix-neuf /diz'nœf/, 20 vingt /vɛ̃/, 30 trente, 40 quarante, 50 cinquante, 60 soixante /swa'sɑ̃nt/, 70 soixante-dix, 80 quatre-vingts, 90 quatre-vingt-dix, 100 cent, 1000 mille /mil/, 1 000 000 un million /œ̃ mi'ljɔ̃/, 1 000 000 000 un milliard /œ̃ mi'ljaʁ/.

Da notare che:

  • Un, quando indica proprio il numero uno, rifiuta elisione e liaison: quatre-vingt-un /katʁvɛ̃'œ̃/.
  • Cinq mantiene la /k/ finale solo in caso di liaison o prima di una pausa: cinq amis /sɛ̃ka'mi/, cinq personnes /sɛ̃ pɛʁ'sɔn/, cinq /sɛ̃k/.
  • La x di six, che suona s, si pronuncia solo prima di una pausa o in caso di liaison: six /sis/, six personnes /si pɛʁ'sɔn/, six amis /siza'mi/.
  • Sept nella pronuncia elimina la p ma mantiene la t: /sɛt/.
  • Huit mantiene la pronuncia della t finale prima di una pausa e in caso di liaison, e inoltre ha l'acca aspirata, ma nonostante ciò permette la liaison nella formazione di altri numeri: les huit amis /le ɥita'mi/, dix-huit /di'zɥit/, huit maisons /ɥi mɛzɔ̃/.
  • Dix si comporta come six.
  • Onze non ammette mai elisione e liaison: le onze février /lə ɔ̃z fe'vʁje/, quatre-vingt-onze /katʁvɛ̃'ɔ̃z/.
  • Dix-neuf si pronuncia /diz'nœf/, cioè con pronuncia della consonante finale di dix.
  • Vingt nella pronuncia perde le consonanti finali, ma fa liaison con la t: vingt /vɛ̃/, vingt amis /vɛ̃ta'mi/.
  • Soixante si scrive con x ma si pronuncia come se ci fossero due s, di cui infatti la x è un'antica grafia: /swa'sɑ̃t/.
  • Vingt e cent aggiungono una s di plurale quando sono preceduti, ma non seguiti, da un altro numero: quatre-vingts, cinq cents.
  • La prima unità di ogni decina compresa fra venti e sessantuno inserisce et fra i due numeri: vingt et un, quarante et un.
  • I numeri composti inferiori a cento si uniscono con un trattino (tranne nel caso della prima unità, come detto): dix-huit, trente-neuf.

Aggettivi numerali ordinali[modifica | modifica sorgente]

Gli aggettivi premier (primo) e second /s(ə)gɔ̃/ (secondo ed ultimo; contrapposto a deuxième, che presume invece una prosecuzione della numerazione) si flettono in genere e numero come quelli italiani: premier (m/s), première (f/s), premiers (m/p), premières (f/p); second (m/s), seconde (f/s), seconds (m/p), secondes (f/p). Gli altri possono solo flettersi in numero, ma non in genere: troisième (terzo/a), troisièmes (terzi/e), dixième (decimo/a), dixièmes (decimi/e). L'indicazione in apice più rigorosa vorrebbe riportate le ultime tre lettere dell'aggettivo, identiche per tutti (es. 3ème), ma è molto comune trovare anche solo una e (es. 3e); premier e première, diversi, portano in apice er o ère a seconda del caso.

1er/1ère premier/première, 2e deuxième/second, 3e troisième, 4e quatrième, 5e cinquième, 6e sixième /si'zjɛm/, 7e septième /sɛ'tjɛm/, 8e huitième, 9e neuvième, 10e dixième /di'zjɛm/, 11e onzième, 12e douzième, 13e treizième, 14e quatorzième, 15e quinzième, 16e seizième, 17e dix-septième, 18e dix-huitième /dizɥi'tjɛm/, 19e dix-neuvième /diznœ'vjɛm/, 20e vingtième /vɛ̃'tjɛm/, 30e trentième, 40e quarantième, 50e cinquantième, 60e soixantième /swasɑ̃'tjɛm/, 70e soixante-dixième, 80e quatre-vingtième, 90e quatre-vingt-dixième, 100e centième, 1000e millième /mi'ljɛm/.

  • Frazioni: aggettivo numerale cardinale + aggettivo numerale ordinale. Esempio 3/12 = trois douzièmes.

Aggettivi indefiniti[modifica | modifica sorgente]

Il pronome[modifica | modifica sorgente]

Pronomi personali[modifica | modifica sorgente]

Sostituiscono un gruppo nominale. In francese si distinguono diverse forme di pronomi personali: soggetto atoni, tonici, riflessivi, complemento oggetto diretto, complemento indiretto, complemento di termine, particelle pronominali.

Je e nous (se minimo due persone) per chi parla, tu e vous per colui a cui si parla, il, elle, ils, elles per coloro di cui si parla. Ils può rappresentare un numero imprecisato di persone. Esempio (À la radio ils ont dit qu'il va faire froid = Alla radio hanno detto che farà freddo). Spesso al posto di nous si usa on. In questo caso chi parla potrebbe non far parte del gruppo. Esempio (Qu'est ce qu'on fait? = Qu'est-ce que nous faisons? = che si fa? = che facciamo? oppure En Allemagne on parle allemand = In Germania si parla tedesco). I pronomi possono essere rinforzati per una sorta di raddoppiamento: moi je, toi te, lui il, elle elle, nous on, nous nous, vous vous, eux ils, elles elles. Nell'indirizzarsi a qualcuno con cui non vi è confidenza, invece della terza persona singolare come in italiano, si usa la seconda persona plurale. Esistono i verbi vouvoyer e tutoyer rispettivamente per darsi del voi e darsi del tu.

Pronomi interrogativi[modifica | modifica sorgente]

Si distinguono in variabili e invariabili.

  • Variabili:

maschile singolare: lequel. femminile singolare: laquelle. maschile plurale: lesquels. femminile plurale lesquelles.

Particelle pronominali en e y[modifica | modifica sorgente]

Sono invariabili. Ad esempio:

  • egli me ne ha parlato Il m'en a parlé
  • non ci ho pensato Je n'y ai pas pensé

Come si può notare en e y rivestono la funzione di complemento indiretto e di pronomi avverbiali di luogo. Attenzione a non confondere ci = noi/a noi (pronome personale) e ci = lì/là (avverbio di luogo). Il francese contrariamente all'italiano possiede due forme diverse: nous per il primo caso (pronome personale) e y per il secondo caso (avverbio di luogo). Ad esempio:

  • voi ci (= noi) avete accompagnati Vous nous avez accompagnés
  • sei stato a Parigi? Sì, ci (= là) sono andato l'estate scorsa Tu as été à Paris? Oui, j'y suis allé l'été dernier (da notare che estate in francese è maschile)

Pronomi possessivi[modifica | modifica sorgente]

I pronomi possessivi si declinano al maschile/femminile e singolare/plurale secondo chi possiede e cosa, esattamente come in italiano.

Persona singolare plurale
maschile femminile maschile femminile
1º sing.
2º sing.
3º sing.
1º plur.
2º plur.
3º plur.
je
tu
il/elle
nous
vous
ils/elles
le mien
le tien
le sien
le nôtre
le vôtre
le leur
la mienne
la tienne
la sienne
la nôtre
la vôtre
la leur
les miens
les tiens
les siens
les nôtres
les vôtres
les leurs
les miennes
les tiennes
les siennes
les nôtres
les vôtres
les leurs

Differenza tra c'est e il est[modifica | modifica sorgente]

In francese il verbo être (essere) non si trova mai da solo all'inizio di una frase, a differenza di quanto accade in italiano. La frase italiana senza soggetto introdotta dal verbo essere viene resa, in francese, anteponendo al verbo être un soggetto rappresentato, a seconda dei casi, da ce o da il.

Uso di c'est (ce + être):

  • nome determinato (preceduto da un determinante). Ad esempio: è la moto che mi piacerebbe comprare = c'est la moto que j'aimerais acheter. Sono i miei libri = ce sont mes livres.
  • pronome. Ad esempio: sono io = c'est moi. È quello che voglio = c'est celui que je veux.
  • nome proprio. Ad esempio: è Gérard Depardieu = c'est Gérard Depardieu.
  • indicatori di tempo. Ad esempio: è domenica = c'est dimanche.
  • aggettivo usato in senso neutro. Ad esempio: è esatto = c'est exact!
  • avverbio o proposizione. Ad esempio : è troppo = c'est trop. Non è abbastanza = ce n'est pas assez.
  • verbo être tra due infiniti. Ad esempio: volere è potere = vouloir c'est pouvoir

Uso di il est (il + être):

  • nome non determinato. Ad esempio: è sposato = il est marié. È italiana = elle est italienne.
  • espressioni di tempo riferite all'ora. Ad esempio: sono le otto = il est huit heures. È tardi = il est tard.
  • aggettivo + de + infinito soggetto. Ad esempio: è vietato fumare = il est interdit de fumer.
  • aggettivo + que + congiuntivo. Ad esempio: è necessario che tu lavori = il est nécessaire que tu travailles.

L'avverbio[modifica | modifica sorgente]

Gli avverbi francesi sono delle particelle invariabili del discorso, come in italiano. Come l'aggettivo serve a modificare un sostantivo, l'avverbio serve a modificare un verbo o un aggettivo. Alcuni avverbi si formano aggiungendo il suffisso ment all'aggettivo. Ad esempio: vero - veramente = vrai - vraiment. Alcuni avverbi si ripetono per rafforzamento. Ad esempio: è buono, è molto buono, è molto molto buono = c'est bon, c'est très bon, c'est très très bon. Nel linguaggio famigliare capita sovente sentire per avverbi espressioni come super o hyper.

Avverbi o aggettivi interrogativi

  • comment = come
  • = dove
  • quand = quando
  • combien = per quanto tempo (durata)
  • pourquoi = perché (causa)

A pourquoi interrogativo si risponde con parce que affermativo. Ad esempio:

  • Pourquoi est-ce que tu n'es pas venu hier? = perché non sei venuto ieri?
  • Parce que j'étais malade = perché ero malato.

Avverbi o aggettivi di tempo

  • alors = allora
  • après = dopo
  • après-demain = dopodomani
  • aujourd'hui = oggi
  • autrefois = una volta, un tempo
  • avant = prima
  • bientôt = presto
  • de temps en temps = ogni tanto
  • déjà = già
  • demain = domani
  • depuis = da allora
  • désormais = ormai
  • ensuite = in seguito
  • hier = ieri
  • jadis = un tempo
  • jamais = mai
  • maintenant = adesso
  • parfois = a volte
  • puis = poi
  • quelquefois = qualche volta
  • souvent = spesso
  • tard = tardi
  • toujours = sempre
  • tout à l'heure = poco fa, fra poco
  • tout de suite = subito

Avverbi o aggettivi di luogo

  • ailleurs = altrove
  • auprès = vicino
  • autour = intorno
  • au loin = in lontananza
  • ci = qui
  • dedans = dentro
  • dehors = fuori
  • derrière = dietro
  • dessous = sotto
  • dessus = sopra
  • devant = davanti
  • ici = qui
  • loin = lontano
  • = dove
  • partout = dappertutto
  • près = vicino

Il verbo[modifica | modifica sorgente]

Il verbo francese può essere diviso in due parti: radice e desinenza. La radice è la parte invariabile del verbo, mentre la desinenza varia a seconda del tempo e del modo in cui il verbo viene coniugato.

Come quelli italiani, ma con desinenze diverse, i verbi francesi possono essere divisi in tre gruppi di coniugazione, a seconda della desinenza del verbo stesso coniugato all'infinito presente.

  • Verbi in -er appartenenti al primo gruppo: indicativo presente. Ad esempio: parler
    • je parl-e
    • tu parl-es
    • il parl-e
    • nous parl-ons
    • vous parl-ez
    • ils parl-ent
  • Verbi in -ir appartenenti al secondo gruppo: indicativo presente. Ad esempio: finir
    • je fin-is
    • tu fin-is
    • il fin-it
    • nous fin-issons
    • vous fin-issez
    • ils fin-issent
  • Verbi in -re,-oir,-dre,-tre appartenenti al terzo gruppo.

I primi sono di gran lunga i più diffusi.

Soltanto le coniugazioni dei verbi in -er come parler (tranne aller) ed in -ir come finir possono considerarsi regolari. Tutti gli altri verbi sono irregolari per i cambiamenti che presentano nella radice o per le desinenze.
I modi dei verbi francesi possono essere finiti o indefiniti. Esiste un'ottima corrispondenza tra modi, tempo, azione e aspetto dei verbi francesi e i corrispettivi italiani.
Il paradigma dei verbi francesi è costituito da cinque tempi primari dai quali è possibile ricavare, per i tempi regolari, tutti gli altri tempi, detti tempi derivati.

Tempi primari

  • Infinito presente da cui si ricava il futuro e il condizionale.
  • Participio presente da cui si ricava indicativo presente (persone del plurale), imperativo (persone del plurale), indicativo imperfetto e congiuntivo presente.
  • Participio passato da cui si ricavano i tempi composti come il passé composé.
  • Indicativo presente (prima persona singolare) da cui si ricava l'indicativo presente (persone del singolare) e imperativo (singolare)
  • Passato remoto (prima persona singolare) da cui si ricava il passato remoto e il congiuntivo imperfetto.

Le preposizioni[modifica | modifica sorgente]

Le preposizioni sono particelle invariabili usate per introdurre complementi indiretti. Esse forniscono informazioni sul valore, il ruolo e la funzione del termine davanti al quale si pongono.

Per esprimere circostanze e condizioni (dato che) si può usare anche comme = siccome o alors = nel momento in cui. Per spiegare una finalità pour (per) oppure de façon à con l'infinito.

  • etant donné = datosi che
  • mais = ma, però
  • puisque = dato che (verificabile da chi ascolta)

Esempi più semplici di preposizioni francesi sono:

  • à = a
  • après = dopo
  • avant = prima
  • avec = con
  • chez = presso, da
  • contre = contro
  • dans = in
  • de = di, da
  • depuis = da (tempo)
  • derrière = dietro a
  • dès = fin da
  • devant = davanti
  • en = a, in
  • entre = tra, fra (in espressioni duali)
  • jusque / jusqu'à / jusqu'à ce que = fino a
  • outre = oltre
  • par = per, attraverso, da
  • parmi = fra, tra
  • pendant = durante
  • pour = per
  • sans = senza
  • sous = sotto
  • sur = sopra, su
  • vers / envers = verso, nei riguardi di
  • à moin que = a meno che
  • sauf / sauf si = salvo, a meno che
  • même si / quand même = persino se
  • malgré = malgrado, nonostante
  • voici = ecco qui !
  • voilà = ecco là, ecco!

Le congiunzioni[modifica | modifica sorgente]

Le principali congiunzioni di coordinazione tra parole o frasi francesi sono:

  • mais = ma
  • ou = o, oppure
  • et = e, eppure
  • donc = dunque
  • or = tuttavia
  • ni = né
  • car = poiché

Occasionalmente molte altre parole posso svolgere la funzione di congiungimento, soprattutto gli avverbi. Ad esempio:

  • à peine = appena
  • à savoir = vale a dire
  • alors = allora
  • ainsi que = così come/come anche
  • aussi / aussi bien que = anche, come pure
  • c'est-à-dire = cioè
  • c'est pourquoi = perciò
  • cependant = però
  • comme = siccome
  • de même que = allo stesso modo di
  • du moins = almeno
  • de sorte que = cosicché
  • encore = ancora
  • ensuite = in seguito
  • en vain = invano
  • malgré = nonostante, malgrado
  • même = stesso
  • peut-être = forse
  • pourtant = pure, eppure[2]
  • puis = poi
  • quoique = sebbene
  • si = se
  • soit = sia, ossia
  • voire = addirittura

I gallicismi[modifica | modifica sorgente]

Col termine gallicismi vengono indicate tre forme perifrastiche, dette anche progressive, usate per esprimere diverse sfumature temporali:

  • passé récent si costruisce con venir de + infinito ed indica un'azione appena conclusa rispetto al momento in cui si parla. Ad esempio: Il vient d'arriver (È appena arrivato).
  • présent progressif si costruisce con être en train de + infinito ed indica un'azione in corso di svolgimento nel momento in cui si parla o in un dato momento del passato o del futuro. Ad esempio: il est en train d'écrire un roman = sta scrivendo un romanzo.
  • futur proche si costruisce con aller + infinito ed indica un'azione che è sul punto di compiersi od un'azione che stava per compiersi in un certo momento del passato, ma che è rimasta in sospeso. Ad esempio: il va partir pour la Corse = sta per partire per la Corsica.

Faux amis[modifica | modifica sorgente]

I faux amis (falsi amici) sono parole che possono essere facilmente confuse nel passaggio da una lingua all'altra. Infatti il loro significato è spesso diverso da quello che sembrano avere in apparenza.

Alcuni esempi di uso comune:

  • fermer non significa fermare (arrêter) ma chiudere
  • gare non significa gara (compétition) ma stazione
  • pourtant non significa pertanto (donc) ma tuttavia o eppure
  • salir non significa salire (monter) ma sporcare
  • tache non significa tasca (poche) ma macchia; con l'accento circonflesso, tâche, significa incarico, compito (ma compiti per la scuola: les devoirs.)
  • argent non significa solo argento ma anche soldi, denaro
  • personne significa persona, ma è anche un pronome indefinito che significa nessuno. Ad esempio: Je ne connais personne = non conosco nessuno.
  • averse non significa avverso (adverse) ma acquazzone
  • cantine non significa cantina (cave) ma mensa

Altri casi di falsi amici sono i falsi francesismi, cioè parole o espressioni francesi che però nella lingua francese non esistono.

La forma interrogativa[modifica | modifica sorgente]

La forma interrogativa si può costruire in tre modi:

1. Con la semplice intonazione In questo caso si mantiene la stessa costruzione della forma affermativa e si aggiunge soltanto un punto interrogativo. La frase interrogativa così ottenuta va pronunciata con tono ascendente.
tu as faim? = hai fame?

2. Anteponendo la locuzione est-ce que al soggetto La costruzione della frase è quella della frase affermativa. È una forma corrente usata sia nella lingua scritta sia nella lingua parlata.
Est-ce que tu as faim? = hai fame?

3. Con l'inversione del soggetto Si tratta di una forma tipica di un registro più sostenuto e può essere usata sia nella lingua scritta sia nella lingua parlata. Occorre distinguere due casi:

  • se il soggetto è costituito da un pronome personale oppure da ce e on, il pronome segue il verbo (se si tratta di un tempo semplice) o l'ausiliare (se si tratta di un tempo composto). Il pronome ed il verbo o l'ausiliare vanno uniti mediante un trattino.

As-tu faim? = hai fame?

  • se il soggetto è costituito da un nome proprio di persona, da un sostantivo o da un pronome che non sia un pronome personale, tale soggetto rimane davanti al verbo (se si tratta di un tempo semplice) o davanti all'ausiliare (se si tratta di un tempo composto). In tal caso è necessario aggiungere il pronome personale di terza persona, corrispondente al soggetto, dopo il verbo o l'ausiliare, unendolo al verbo mediante un trattino.

Pierre veut-il manger avec nous? = Piero vuole mangiare con noi?
Vos amies sont-elles parties? = le vostre amiche sono partite?
Ceux-ci sont-ils en vente? = questi qui sono in vendita?

ATTENZIONE!
Per ragioni di fonetica, è necessario aggiungere una t eufonica tra il verbo o l'ausiliare ed il pronome personale soggetto quando c'è un incontro di vocali (ciò accade soprattutto con i verbi del primo gruppo). Si osservi che la t è preceduta e seguita da trattini.
Ton frère va-t-il souvent au stade? = tuo fratello va spesso allo stadio?

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dictionnaire des difficultés de la langue française, Larousse, 1971.
  2. ^ La voce francese è così vicina all'italiano 'pertanto' che si è tentati di attribuirle il significato di quest'ultimo, che va tradotto invece par conséquent, donc, par suite, aussi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Tagliavini, Le origini delle lingue neolatine, Pàtron, Bologna 1949
  • W. D. Elcock, Le lingue romanze, Japadre, Roma 1975
  • Domenico Pezzini, Storia della lingua inglese, La Scuola, Brescia 1981
  • Paolo Ramat, Introduzione alla linguistica germanica, Il Mulino, Bologna 1986
  • Enea Balmas, Grammatica essenziale francese , De Agostini, Novara 2007
  • L. Parodi, M. Vallaco, "Nuovelle Grammaire savoire-faire", CIDEB, ISBN 978-88-530-0972-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]