Grado d'arco

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Un grado d'arco o grado sessagesimale, normalmente indicato dal simbolo ° (in apice), è l'unità di misura dell'angolo piano, o di un punto lungo la circonferenza maggiore di una sfera (come la Terra o la sfera celeste); rappresenta l'angolo spaziato dall'arco che misura 1/360 della circonferenza di un cerchio o una sfera. Quando si usano i gradi, vengono utilizzati anche dei sottomultipli: i minuti (1/60 di grado, angolo spaziato da 1/21600 di circonferenza, indicato dal simbolo ′ ) e i secondi (1/60 di minuto, angolo spaziato da 1/1296000 di circonferenza, indicato dal simbolo ″ ). Quindi, 40° 12′ 13″ indica 40 gradi, 12 minuti, 13 secondi, cioè all'incirca l'angolo che viene formato da 11/100 di circonferenza.

Nella figura qui sotto vediamo una circonferenza suddivisa in spicchi di diverse grandezze: dividendo la circonferenza in 360 spicchi uguali, un grado è l'angolo formato da ognuna di queste suddivisioni.

Gradi.png

In un contesto matematico, gli angoli vengono normalmente misurati in radianti invece che in gradi. Un grado è pari a π/180 radianti (Si rimanda alla pagina sul radiante per ulteriori informazioni).

Esistono tuttavia altri tipi di grado:

  • l'ora, ottenuta dalla suddivisione dell'angolo giro in 24 parti e utilizzato per indicare la direzione.
  • il grado centesimale, indicato come gon o grad. o, più raramente, col simbolo c, si ottiene dalla suddivisione dell'angolo giro in 400 parti.
  • il grado sessadecimale che, come il grado sessagesimale, si ottiene dividendo l'angolo giro in 360 parti, ma i sottomultipli di ognuna di esse viene espressa in forma decimale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La divisione in gradi e l'uso del sistema sessagesimale sono convenzioni introdotte dalle civiltà Sumerica e Babilonese migliaia di anni fa.

Molti esperti ritengono che la convenzione di introdurre il sistema sessagesimale fu usata (e tuttora adottata) per la facilità di creare sottomultipli delle misure: infatti possiamo notare che il numero 60 è divisibile per numeri come 2, 3, 4, 5, 6. Ciò porta a creare molti sottomultipli che, proprio nel caso di unità di misura che usano il sistema sessagesimale come la misura degli angoli e l'avanzare del tempo, risultano molto utili per esprimere tali grandezze.

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