Gradlon

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La fuite du roi Gradlon di E. V. Luminais, 1884 (Musée des Beaux-Arts, Quimper)

Gradlon fu un leggendario re della Cornovaglia, figlio di Conan Meriadoc e fratello di Gadeon, nonché uno dei personaggi della leggenda bretone di Ys.

La leggenda[modifica | modifica sorgente]

In quei tempi, Gradlon il Grande, re della Cornouaille, nel sud-ovest della Bretagna, fece costruire per sua figlia Dahut la meravigliosa città di Ys. Trovandosi sotto il livello del mare, Ys era protetta da una moltitudine di dighe. Una chiave chiudeva le porte della diga e solo Gradlon avrebbe potuto decidere di aprirle o chiuderle, permettendo agli abitanti di pescare.

La giovane Dahut, molto devota al culto degli antichi dèi celti, accusò Correntin, vescovo di Quimper, di aver reso la città triste e noiosa. Lei sognava una città dove regnava ricchezza, libertà e gioia di vivere.

Così, Dahut donò alla città un dragone che osservava tutte le navi mercantili. In questo modo, Ys divenne la città più ricca e potente di tutte le città brétoni. Dahut vi regnò con assoluta maestria in nome dell'antica religione dei celti. Ogni sera, ella faceva venire un nuovo amante al palazzo che a sua volta portava una maschera di seta. Ma la maschera era incantata ed, all'alba, l'amante si trasformava in unghie di ferro, uccidendo così i suoi amanti i cui corpi venivano gettati in una scogliera dell'oceano.

Un bel mattino, un principe vestito tutto di rosso arrivò in città. Dahut si innamorò immediatamente dello straniero. Ma era il diavolo che Dio inviò per distruggere la città di pescatori. Per amore per lui, gli donò la chiave che rubò al padre mentre dormiva. Il principe aprì le dighe e l'oceano distrusse con furia la città passando per le strade e soffocando ogni grido di paura degli abitanti.

Solo, il re Gradlon riuscì a scappare da quell'inferno grazie all'aiuto di san Gwenole. Sul suo cavallo marino, si mise a cavalcare nel vago, con un peso che non era altro che sua figlia. Con il permesso di san Gwenole, abbandonò il corpo di sua figlia e riuscì a raggiungere la riva.

Ancora oggi, quando il mare è calmo, dei pescatori ascoltano le campane che dicono che Ys un giorno tornerà, più bella che mai.

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