Grace Slick

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Grace Slick
Grace Slick nel 1977
Grace Slick nel 1977
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rock psichedelico[1]
Folk rock[1]
Periodo di attività 1965-1990
Strumento voce
Gruppi The Great Society
Jefferson Airplane
Jefferson Starship
Album pubblicati 7
Studio 4
Raccolte 3

Grace Barnett Wing coniugata Slick (Evanston, 30 ottobre 1939) è una cantante statunitense.

Oltre a seguire la carriera solista, fece parte come vocalist dei gruppi The Great Society, Jefferson Airplane e Jefferson Starship.

Fu, insieme a Janis Joplin, la figura femminile di punta della scena musicale californiana, e un’icona della musica rock della seconda metà degli anni sessanta e settanta[2].

Chiusa la carriera musicale, si è dedicata alle arti visive.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica sorgente]

Grace Wing (secondo quanto lei stessa dichiara, il cognome originale – di origini norvegesi – è Venia[3], altrove trascritto Vinje[4]) nacque a Evanston, e per i primissimi anni di vita abitò a Highland Park, una zona residenziale sul lago Michigan che si trova a una trentina di chilometri a nord del centro di Chicago[5].

Quando Slick aveva tre anni, suo padre fu trasferito per lavoro a Los Angeles prima e successivamente a San Francisco, e il resto della famiglia lo seguì nei suoi spostamenti. A San Francisco nel 1949 nacque il fratello Chris e Grace all’età di dieci anni ebbe i primi contatti con l’arte dedicandosi al balletto ma senza grande fortuna, in parte per la corporatura paffuta e in parte per la innata creatività che le impediva di eseguire le parti di danza attenendosi ai passi prescritti[6].

Nei primi anni cinquanta la famiglia lasciò San Francisco per sistemarsi a una quarantina di chilometri a sud in un’accogliente villa a Palo Alto. Nella città californiana, Grace Slick frequentò la Senior High School e poi la Castilleja High School, finché nel 1957 decise di trasferirsi al Finch College di New York. Qui si avvicinò alla musica, soprattutto per il tramite delle folk singer di colore allora in auge – Miriam Makeba e in particolare Odetta, che la Slick riteneva più vicina di altre alle proprie caratteristiche vocali e che vide in un concerto al Greenwich Village. Terminato il college, la Slick si iscrisse all’Università di Miami, Florida, e lì seguì un corso di arte[7].

Ritornò in California incuriosita da un articolo del San Francisco Chronicle che dava una descrizione di quanto si muoveva sulla sponda del Pacifico, in particolare nella Bay Area di San Francisco[8]. Seguendo le convenzioni del tempo, svolse alcuni lavori temporanei, fra i quali quello di modella per un negozio di moda, e nel 1961 sposò uno studente di cinematografia, Jerry Slick, fratello di Darby, futuro autore di Somebody to Love [9]. In quegli anni maturava il germe della Grace Slick artista originale e trasgressiva ed esponente della scena musicale e controculturale della Bay Area: incoraggiata dai trascorsi di cantante della madre, rispose a un annuncio partecipando senza successo a un’audizione per il reclutamento di una vocalist[10]. Nello stesso periodo scrisse la sua prima canzone come colonna sonora di un film amatoriale, e con un gruppo di amici a bordo di un pulmino prese a compiere incursioni oltre confine in territorio messicano, adottando comportamenti da “hippy” quando il termine non era ancora diffuso[11].

La carriera musicale[modifica | modifica sorgente]

The Great Society[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Great Society.

Nel 1965, con Jerry Slick e il cognato Darby si trovò una sera ad assistere a un concerto dei Jefferson Airplane al Matrix Club, e fu in quel preciso momento che i tre decisero di formare un gruppo musicale, reclutando David Minor alla voce e chitarra, Peter Van Gelder al sax e Bard Dupont al basso. Scartato il nome “The Acid Fraction”, il gruppo decise di battezzarsi The Great Society, e assieme alla carriera musicale iniziò per Grace l’esperienza con l’LSD[12]. The Great Society si esibì come formazione di spalla di gruppi più famosi al Fillmore Auditorium, spesso in concomitanza con i Trip Festival ideati e patrocinati da Ken Kesey, e firmò un contratto con la Columbia incidendo e pubblicando White Rabbit, brano composto da Grace Slick da sempre appassionata alla cultura e alla musica spagnola, che nell’occasione per le musiche si ispirò al Bolero di Ravel e a Sketches of Spain di Miles Davis[13] e per i testi si richiamò ad Alice nel Paese delle Meraviglie, con espliciti riferimenti all’uso delle droghe[4].

I Jefferson Airplane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Jefferson Airplane.
La formazione dei Jefferson Airplane nel giugno 1967

Ben presto il gruppo, incrinato da due defezioni e con Darby Slick e Peter van Gelder intenzionati ad andare in India a studiare il sitar, decise di sciogliersi. Nello stesso periodo, Signe Anderson, cantante degli Airplane, dopo aver partorito aveva deciso di spostarsi in Oregon per dedicarsi alla neonata e alla famiglia. Grace Slick all’Avalon Ballroom nel 1966 fu avvicinata da Jack Casady, bassista degli Airplane, che le offrì di subentrare alla Anderson, proposta che la Slick accettò senza battere ciglio[14] e così a ottobre[15] esordì come vocalist del nuovo gruppo, nei concerti live e in sala di registrazione[16]. Bill Graham fu per il primo periodo il manager dei Jefferson Airplane, ma in seguito venne sostituito da Bill Thompson, e la Grace con gli Airplane partì per un tour negli Stati Uniti, ed ebbe occasione di prendere contatto con realtà assai diverse dalla scena colorata ed elettrizzante di San Francisco[17].

Nel 1967 – mentre si accresceva la frattura generazionale con i suoi genitori – Grace Slick cominciò a frequentare i musicisti che si concentravano nel Laurel Canyon. Lì ebbe modo di familiarizzare fra gli altri con David Crosby, Stephen Stills, Graham Nash, Joni Mitchell e Frank Zappa[18]. Quell’anno assieme al suo gruppo partecipò al Monterey Pop Festival, dove venne a contatto con la musica di Jimi Hendrix[19], due anni dopo fu la volta del raduno di Woodstock, quando si esibì all’alba coi Jefferson Airplane e dove rimase particolarmente impressionata dalle evoluzioni chitarristiche di Hendrix e dalla estrema professionalità del gruppo Crosby Stills & Nash. Woodstock fu per la Slick un evento che lei stessa considera un’esperienza basata sullo spirito di comunione e un punto di cesura fra gli anni cinquanta e quelli che sarebbero seguiti[20]. E infine fu la volta di Altamont, un concerto organizzato nella Bay Area e di cui Grace Slick volle definire la fisionomia volando a Londra assieme a Paul Kantner per discuterne con Mick Jagger, che coi Rolling Stones sarebbe stato la maggiore attrattiva del festival. Dopo vari spostamenti, il luogo del raduno fu individuato nella brulla piana di Altamont, e dell’avvenimento la Slick conserva dei ricordi foschi: il litigio di Balin con un Hell’s Angel e – durante l’esecuzione di Sympathy for the Devil da parte degli Stones – la rissa davanti al palco, che la cantante scorse dall’alto mentre si allontanava in elicottero assieme agli altri Jefferson Airplane. Come ebbe a scrivere a proposito Ralph Gleason sul San Francisco Chronicle, «In un giorno si erano concentrati in un luogo solo tutti i problemi della nostra società: ressa, violenza e disumanizzazione. Il nome del gioco era danaro, potere ed ego.»[21]

Cerimonia d’apertura del Festival di Woodstock

Dopo la registrazione del terzo album, After Bathing at Baxter’s, nel 1967 andò in tournée in Europa, toccando Francoforte, Londra, Copenhagen e Amsterdam assieme ai Jefferson Airplane che nei concerti si alternavano ai Doors di Jim Morrison. Fu in una di quelle occasioni che Morrison, imbottito di droga, durante l’esibizione degli Airplane entrò inaspettatamente in scena danzando freneticamente, ma collassò e dovette essere portato in ospedale[22]. Al ritorno dal tour europeo Grace Slick andò a vivere con altri membri dei Jefferson Airplane in una grande casa in stile vittoriano ai margini del quartiere di Haight-Ashbury che avevano acquistato facendola diventare il loro quartier generale[23], e che avevano battezzato “The Big House”[24]. La Slick, assieme ad altri componenti del gruppo, partecipò alla realizzazione di un film del regista francese Jean Luc Godard[25]. La pellicola, An American Movie, li immortalò mentre si esibivano sul tetto di un albergo di Manhattan[26]. In quel periodo andò incontro anche a problemi di salute: la qualità dei microfoni e degli altoparlanti dell’epoca infatti costringeva l’artista a cantare con un volume di voce molto alto, e questo con l’andare del tempo le procurò dei noduli alla gola che dovettero essere rimossi in tre operazioni chirurgiche[27].

David Crosby la chiamò a far parte di un ampio gruppo di musicisti provenienti da gruppi californiani (e anche solisti, come Joni Mitchell) per partecipare all’incisione del suo primo lavoro da solista, If I Could Only Remember My Name[28], e fra il 1971 e il 1973 assieme a Kantner – con cui era andata a vivere – registrò due album, Sunfighter e Baron Von Tollbooth and the Chrome Nun (prendendo a prestito il soprannome di David Crosby e accostandolo al proprio)[29]. Negli stessi anni, dopo un incidente di auto che rischiò di avere serie conseguenze per la sua incolumità, registrò i successivi due album degli Airplane, Bark e Long John Silver, in un clima di progressivo affievolimento dell’entusiasmo che aveva contraddistinto i momenti iniziali della carriera del gruppo ora sulla via della dissoluzione[30].

I Jefferson Starship e oltre[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Jefferson Starship.
Gli Starship nel 1976: la Slick in primo piano, in seconda fila da sinistra Sears, Chaquico, Freiberg e Barbata, sullo sfondo Kantner e Balin

Nel salotto della sua casa di San Francisco vide il nascere di una nuova formazione che prese il nome di Jefferson Starship[31]. Per questo nuovo progetto Kantner reclutò il batterista John Barbata, il tastierista Pete Sears, il bassista David Freiberg, e saltuariamente vi fece parte il violinista Papa John Creach. Al drappello si aggiunse Balin, rientrato per l’occasione, e successivamente Craig Chaquico alla chitarra solista. Col nuovo gruppo la Slick partì in tournée, durante la quale strinse un forte legame affettivo con Skip Johnson, il nuovo direttore delle luci[32]. Nel 1978 effettuò un altro tour europeo con i Jefferson Starship, ma durante la tournée Grace Slick arrivò al punto di saturazione per un complesso di elementi che l’aveva ormai sfiancata artisticamente ed emotivamente, e perciò prese la decisione di piantare in asso il gruppo[33].

Musicista nata, adesso senza più una formazione con cui comporre ed esibirsi, Grace Slick cominciò allora a lavorare al progetto di un album solista, (aveva già realizzato un album come solista nel 1974, Manhole[34]) che si concretizzò in Dreams, inciso nel 1979 per la RCA, disco che l’artista ritiene il migliore della propria produzione da solista e in cui per la prima volta fa breccia una vena intimistica. Ma agli inizi degli anni ottanta, lusingata da Paul Kantner, si riunì ai Jefferson Starship, e il successivo abbandono di Kantner la fece diventare l’unico elemento rimasto degli originali Jefferson Airplane[35].

Nel 1989, su sollecitazione di Paul Kantner, si ebbe una temporanea riunione dei membri che formavano i Jefferson Airplane dell’epoca d’oro; l’unico assente per motivi di salute era Dryden che venne sostituito da Kenny Aronoff, e il tour che accompagnò e chiuse la ricostituzione del gruppo (e la carriera musicale della cantante) fu per Grace motivo di soddisfazione e di piacere nel ritrovarsi sul palco insieme ai vecchi amici dopo tanti anni[36].

Nonostante le precedenti, reiterate dichiarazioni di non volere tornare a esibirsi dopo il ritiro dalle scene[37], l’ultima apparizione della Slick fu a un festival rock a Long Beach, California, a cui la cantante partecipò a seguito degli avvenimenti dell’11 settembre 2001 sventolando la bandiera americana e precisando che essa andava intesa non come simbolo di repressione ma come vessillo di libertà[38].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dal 1967, mentre si dedicava a musica, arte e architettura, il rapporto col marito Jerry Slick andò spegnendosi a causa dei differenti campi di interesse, e nonostante il divorzio fosse avvenuto nel 1971, già da quattro anni la Slick si sentiva di fatto separata. Questa libertà le dette modo di vivere brevi avventure – una delle quali con Jim Morrison nel 1967 durante il tour europeo – dapprima con Paul Kantner e poi con Spencer Dryden, al quale dedicò la canzone Lather, e con il quale si trasferì in un appartamento sotto quello in cui vivevano Kaukonen e la moglie. Coltivò anche un’intensa amicizia umana e professionale con Janis Joplin[39].

Il 13 marzo 1971, Grace Slick rimase ferita seriamente in un incidente d'auto quasi mortale: la sua auto colpì un muro in un tunnel vicino al Golden Gate Bridge a San Francisco[55] Il suo completo recupero richiese alcuni mesi, il che costrinse i Jefferson Airplane ad annullare la maggior parte dei loro concerti e impegni in tour del 1971.

In un’occasione ebbe modo di dare prova del proprio spirito ribelle e provocatorio. Lontana compagna al Finch College di Tricia Nixon (figlia del presidente statunitense, allora in carica), Grace Slick ricevette l’invito a partecipare a un tè alla Casa Bianca. Infischiandosi della prudenza che l’evento avrebbe dovuto richiedere, si fece accompagnare da Abbie Hoffman, un notissimo attivista della sinistra radicale americana, e cercò di penetrare all’interno dell'appartamento presidenziale con l’intento di versare della polvere di acido lisergico nella teiera; all’ingresso fu però riconosciuta da un addetto alla security, fermata e poi allontanata poiché risultava negli elenchi dell’FBI, e perciò un “pericolo per la sicurezza”[40].

Conclusa la relazione con Dryden, la Slick tornò a vivere con Paul Kantner in una lussuosa villa di fronte all’oceano Pacifico a Bolinas, a circa venti chilometri a nord di San Francisco. Nel 1970 assieme a Kantner concepì una creatura, ma durante la gravidanza continuò coraggiosamente a esibirsi con il suo gruppo nascondendo la pancia sotto un caffettano orientale. La bimba nacque il 25 gennaio dell’anno successivo e venne battezzata China in omaggio alla comunità cinese di San Francisco. Grace Slick aveva cominciato ad appassionarsi alla cultura e alla filosofia dell’Estremo Oriente e all’equilibrio fisico e spirituale che le trasmettevano, tanto da prendere persino sporadiche lezioni di kung fu[41].

Grace Slick nel 2008

Nel 1974 intraprese una relazione con Skip Johnson, direttore delle luci del gruppo, che venne allontanato dalla formazione. La relazione con Kantner si era logorata, e così la Slick decise per la separazione, il che favorì lo sviluppo del nuovo legame con Johnson che la cantante sposò alle Hawaii nel novembre del 1976[42]. Ma poco dopo anche il rapporto con Johnson rischiò di incrinarsi, dato che Grace Slick stava attraversando una fase difficile, segnata da droghe e alcol. La minaccia da parte delle autorità del ritiro della patente la costrinse a seguire corsi di disintossicazione[43].

Negli anni ottanta i suoi interessi si allargarono alla causa animalista e la Slick studiò con passione e impegno i rapporti riguardanti la vivisezione e i test chimici sugli animali[44]. Il deperimento del rapporto con Skip Johnson le lasciò strascichi psicologici e fece emergere problemi cardiaci[45].

Dal 1990, ormai ritiratasi dalla scena musicale e ripresa una vita regolare, quieta e ordinaria, si dedicò alle sue passioni giovanili: disegno, pittura, scrittura, meditazione e lettura[46]. A metà degli anni novanta cominciò a occuparsi professionalmente di arti visive, esordendo come pittrice in una mostra nel 2000 a Fort Lauderdale, nel sud della Florida. Da quel momento ha partecipato a un centinaio di rassegne tenute nelle più prestigiose gallerie d’arte europee e americane[7]. Fra le sue opere pittoriche rientrano i ritratti di Janis Joplin, Jimi Hendrix e Jerry Garcia[4].

Nel 2006, a seguito delle complicazioni dopo un intervento all’intestino, ha subito due operazioni e una tracheotomia, con coma indotto. Attraverso la riabilitazione ha recuperato la deambulazione, riacquistando subito il suo spirito attivo e grintoso[47].

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album da solista
Album Studio:
Compilation:
con The Great Society
con Jefferson Airplane
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Jefferson Airplane.
con Jefferson Starship
con Starship
con Paul Kantner
Album in cui è ospite

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Bruce Eder, Grace Slick - Biography, Allmusic. URL consultato il 2 settembre 2011.
  2. ^ (EN) Grace Slick, spsLIMELIGHTagency. URL consultato il 1º settembre 2011.
  3. ^ Gleason, op. cit., p. 168.
  4. ^ a b c (EN) Greg Gildersleeve, Grace Slick, Jefferson Airplane Official Website. URL consultato il 2 novembre 2011.
  5. ^ Slick, op. cit., p. 12.
  6. ^ Slick, op. cit., pp. 12, 17, 32-3.
  7. ^ a b (EN) Grace Slick Biography, Area Arts. URL consultato il 1º settembre 2011.
  8. ^ Slick, op. cit., p. 67.
  9. ^ Slick, op. cit., pp. 73-8.
  10. ^ Slick, op. cit., pp. 70-1.
  11. ^ Slick, op. cit., pp. 78-9.
  12. ^ Slick, op. cit., pp. 81-2 e 90.
  13. ^ Slick, op. cit., pp. 101-8.
  14. ^ Slick, op. cit., p 104.
  15. ^ (EN) The Band, Jefferson Airplane Website. URL consultato il 1º settembre 2011.
  16. ^ Slick, op. cit., pp. 109-10.
  17. ^ Slick, op. cit., pp. 123-6.
  18. ^ Slick, op. cit., pp. 151-6.
  19. ^ Slick, op. cit., p. 131.
  20. ^ «Fu qualcosa che si era formata dall’invisibile coscienza collettiva [...]. Woodstock rappresentò la rottura fra gli anni cinquanta da cui provenivamo e ciò che stavamo diventando». Slick, op. cit., pp. 135-42.
  21. ^ Slick, op. cit., pp. 145-9.
  22. ^ Slick, op. cit., pp. 161-8.
  23. ^ Gleason, op. cit., p. 79.
  24. ^ Slick, op. cit., p. 169.
  25. ^ (EN) 1 P.M., International Movie Database. URL consultato il 2 settembre 2011.
  26. ^ Slick, op. cit., p. 179.
  27. ^ Slick, op. cit., p. 184.
  28. ^ (EN) David Crosby - If I Could Only Remember My Name, Allmusic. URL consultato il 2 settembre 2011.
  29. ^ Slick, op. cit., pp. 209-12.
  30. ^ Slick, op. cit., pp. 222-8.
  31. ^ Slick, op. cit., pp. 234-5.
  32. ^ Slick, op. cit., pp. 241-8.
  33. ^ Slick, op. cit., pp. 261-4.
  34. ^ (EN) Grace Slick - Discography, Allmusic. URL consultato il 2 settembre 2022.
  35. ^ Slick, op. cit., pp. 280-90.
  36. ^ Slick, op. cit., pp. 323-6.
  37. ^ Slick, op. cit., p. 350.
  38. ^ (EN) Gary Susman, Rhythm Nations, Entertainment Weekly.com. URL consultato il 1º settembre 2011.
  39. ^ Slick, op. cit., pp. 114-21.
  40. ^ Slick, op. cit., pp. 190-3.
  41. ^ Slick, op. cit., pp. 203-9.
  42. ^ Slick, op. cit., pp. 248-58.
  43. ^ Slick, op. cit., pp. 271-2.
  44. ^ Slick, op. cit., pp. 303-5.
  45. ^ Slick, op. cit., pp. 324-5.
  46. ^ Slick, op. cit., pp. 349-50.
  47. ^ (EN) Sue Kovach Shuman, Counterculture Meets Mall Culture for Grace Slick, The Washington Post. URL consultato il 1º settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Ralph J. Gleason, The Jefferson Airplane and the San Francisco Sound, New York, Ballantine Books Inc., 1969.
  • (EN) Grace Slick, Somebody to Love? – a Rock-and-Roll Memoir, New York, Warner Books Inc., 1999, ISBN 978-0-446-60783-4.

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