Presidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana.

I presidenti del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, dalla sua proclamazione sino ad oggi, sono stati 27 e hanno presieduto complessivamente 63 governi.

Alcide De Gasperi è il politico che ha presieduto per più volte un governo (8 governi, dei quali il primo insediatosi ancora in epoca monarchica e quindi repubblicano solo nella seconda parte del mandato, cioè dopo la proclamazione della Repubblica), seguito da Giulio Andreotti (7 governi) e Amintore Fanfani (6 governi).

La Democrazia Cristiana è il partito che ha annoverato la maggior parte dei Presidenti del Consiglio (16).

Partiti:
      Democrazia Cristiana       Partito Liberale       Partito Socialdemocratico       Partito Repubblicano       Partito Socialista       L'Ulivo/Partito Democratico       Democratici di Sinistra       Forza Italia/Il Popolo della Libertà       Indipendente

Composizione di governo:
      Comitato di Liberazione Nazionale       Monocolore Democristiano       Centrismo       Centro-sinistra "organico"       Pentapartito       Centro-sinistra (L'Ulivo/L'Unione)       Centro-destra (Polo delle Libertà/Polo del Buon Governo/Casa delle Libertà/Il Popolo della Libertà)       Governo tecnico

N. Ritratto Nome
(Nascita-morte)
Mandato Partito Governo e composizione Legislatura Presidente della Repubblica
Inizio Fine
1 Alcide de Gasperi 2.jpg Alcide De Gasperi
(1881–1954)
14 luglio 1946 2 febbraio 1947 Democrazia Cristiana De Gasperi II[1] Comitato di Liberazione Nazionale
DC-PSI-PCI-PRI
AC
(1946)
Enrico De Nicola
De Nicola ritratto.jpg
(1946-1948)[2]
2 febbraio 1947 1 giugno 1947 De Gasperi III Comitato di Liberazione Nazionale
DC-PSI-PCI
1 giugno 1947 24 maggio 1948 De Gasperi IV Centrismo
DC-PSLI-PLI-PRI
24 maggio 1948 27 gennaio 1950 De Gasperi V I
(1948)
Luigi Einaudi
Luigi Einaudi.jpg
(1948-1955)
27 gennaio 1950 26 luglio 1951 De Gasperi VI Centrismo
DC-PSLI-PRI
26 luglio 1951 16 luglio 1953 De Gasperi VII Centrismo
DC-PRI
16 luglio 1953 17 agosto 1953 De Gasperi VIII DC II
(1953)
La durata del mandato di Alcide de Gasperi rimane un punto di riferimento della longevità politica di un leader nella moderna politica italiana. Durante i suoi governi l'Italia divenne una Repubblica (1946), firmò il trattato di pace con gli Alleati (1947), divenne membro della NATO (1949), ed alleato degli Stati Uniti, contribuendo a rilanciare l'economia italiana attraverso il Piano Marshall. Negli stessi anni, l'Italia divenne anche membro della CECA. Uno dei suoi successi più eclatanti della politica estera fu il Contratto di Gruber-De Gasperi con l'Austria nel settembre 1946, che stabilì il sud Tirolo come regione autonoma. Quando la DC non ottenne la maggioranza assoluta nelle elezioni del 1953, De Gasperi fu costretto a dimettersi.
2 Pella.jpg Giuseppe Pella
(1902–1981)
17 agosto 1953 18 gennaio 1954 Democrazia Cristiana Pella DC-I
con l'appoggio esterno di PNM e PLI
Pella fu a capo di un governo provvisorio.
3 Amintore Fanfani 1983-04-14.jpg Amintore Fanfani
(1908–1999)
18 gennaio 1954 10 febbraio 1954 Democrazia Cristiana Fanfani I DC
Questo governo non riuscì ad ottenere l'approvazione del Parlamento, risultando così uno dei governi più brevi nella storia italiana.
4 Mario Scelba.jpg Mario Scelba
(1901–1991)
10 febbraio 1954 6 luglio 1955 Democrazia Cristiana Scelba Centrismo
DC-PSDI-PLI
Questo governo cercava forti relazioni con gli Stati Uniti e contribuì a risolvere le questioni in sospeso in tempo di guerra, come il recupero di Trieste. La caduta di Scelba fu opera del suo stesso partito.
5 Antonio Segni.jpg Antonio Segni
(1891–1972)
6 luglio 1955 19 maggio 1957 Democrazia Cristiana Segni I Centrismo
DC-PSDI-PLI
Giovanni Gronchi
Giovanni Gronchi.jpg
(1955-1962)
Durante il governo di Segni, vennero firmati il 25 marzo 1957 i trattati istitutivi della Comunità Economica Europea (CEE), di cui l'Italia era uno stato co-fondatore.
6 Adone Zoli.jpg Adone Zoli
(1887–1960)
19 maggio 1957 1 luglio 1958 Democrazia Cristiana Zoli DC
Zoli, antifascista, si è dimise quando fu chiaro che avrebbe avuto bisogno di fare affidamento sui voti del Movimento Sociale per formare una maggioranza. Venne convinto dal presidente Gronchi a rimanere in carica fino al naturale scioglimento del Parlamento.
Amintore Fanfani 1983-04-14.jpg Amintore Fanfani
(1908–1999)
1 luglio 1958 15 febbraio 1959 Democrazia Cristiana Fanfani II Centrismo
DC-PSDI
III
(1958)
Fanfani era stato uno dei principali promotori dell' "apertura al centro-sinistra".
Antonio Segni.jpg Antonio Segni
(1891–1972)
15 febbraio 1959 25 marzo 1960 Democrazia Cristiana Segni II DC
con l'appoggio esterno di:
PNM-PLI-MSI
Segni era un conservatore moderato contrario ad una "apertura al centro-sinistra", cioè a governi di coalizione tra il Partito Socialista e la Democrazia Cristiana.
7 Fernando Tambroni.jpg Fernando Tambroni
(1901–1963)
25 marzo 1960 26 luglio 1960 Democrazia Cristiana Tambroni DC
con l'appoggio esterno dell'MSI
Questo governo fu eletto con i voti del Movimento Sociale di estrazione post-fascista. Seguirono proteste e manifestazioni fermate dalla polizia. Ricevute numerose critiche dalla sinistra della DC e dall'opinione pubblica, Tambroni si dimise.
Amintore Fanfani 1983-04-14.jpg Amintore Fanfani
(1908–1999)
26 luglio 1960 21 febbraio 1962 Democrazia Cristiana Fanfani III DC
21 febbraio 1962 21 giugno 1963 Fanfani IV Centrismo
DC-PSDI-PRI
Fanfani guadagnò l'astensione benigna del leader Socialista Pietro Nenni, e sarebbe stato il garante del rapporto tra DC e PSI nei successivi governi Moro, ritenuto più idoneo a ricoprire un ruolo delicato.
8 Giovanni Leone.jpg Giovanni Leone
(1908-2001)
21 giugno 1963 4 dicembre 1963 Democrazia Cristiana Leone I DC IV
(1963)
Antonio Segni
Antonio Segni.jpg
(1962-1964)
Il suo governo "balneare" servì alla nascita della coalizione di centro-sinistra poi guidata da Aldo Moro.
9 Aldo Moro.jpg Aldo Moro
(1916–1978)
4 dicembre 1963 22 luglio 1964 Democrazia Cristiana Moro I Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI-PRI
22 luglio 1964 23 febbraio 1966 Moro II
23 febbraio 1966 24 giugno 1968 Moro III Giuseppe Saragat
Giuseppe Saragat.jpg
(1964-1971)
Il suo terzo Governo (1966-1968) è rimasto al potere per 833 giorni, un record per la cosiddetta prima repubblica.
Giovanni Leone.jpg Giovanni Leone
(1908-2001)
24 giugno 1968 12 dicembre 1968 Democrazia Cristiana Leone II DC V
(1968)
Si trattò di un governo di transizione.
10 D5150.jpg Mariano Rumor
(1915–1990)
12 dicembre 1968 5 agosto 1969 Democrazia Cristiana Rumor I Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI-PRI
5 agosto 1969 27 marzo 1970 Rumor II DC
27 marzo 1970 6 agosto 1970 Rumor III Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI-PRI
Durante i governi di Rumor fu approvato lo Statuto dei Lavoratori e furono create le nuove Regioni a statuto ordinario.
11 Emilio-Colombo.jpg Emilio Colombo
(1920–2013)
6 agosto 1970 17 febbraio 1972 Democrazia Cristiana Colombo Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI-PRI
Questo governo tentò di arginare l'inflazione bloccando i prezzi per un determinato periodo.
12 Giulio andreotti.jpg Giulio Andreotti
(1919–2013)
17 febbraio 1972 26 giugno 1972 Democrazia Cristiana Andreotti I DC Giovanni Leone
Giovanni Leone.jpg
(1971-1978)
26 giugno 1972 7 luglio 1973 Andreotti II Centrismo
DC-PSDI-PLI
VI
(1972)
In questi due governi consecutivi, Andreotti rafforzò l'alleanza con la NATO.
D5150.jpg Mariano Rumor
(1915–1990)
7 luglio 1973 14 marzo 1974 Democrazia Cristiana Rumor IV Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI-PRI
14 marzo 1974 23 novembre 1974 Rumor V Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI
Rumor fu costretto a dimettersi a causa delle proteste di studenti e lavoratori in rivolta per la mozione di abrogazione del Referendum abrogativo sul divorzio.
Aldo Moro.jpg Aldo Moro
(1916–1978)
23 novembre 1974 12 febbraio 1976 Democrazia Cristiana Moro IV Centrismo
DC-PRI
12 febbraio 1976 29 luglio 1976 Moro V DC
Moro concluse il trattato di Osimo con la Jugoslavia, che definì la partizione ufficiale del Territorio Libero di Trieste. Nel 1976 fu eletto presidente del Consiglio nazionale della DC.
Giulio andreotti.jpg Giulio Andreotti
(1919–2013)
29 luglio 1976 11 marzo 1978 Democrazia Cristiana Andreotti III DC
con l'appoggio esterno del PCI
VII
(1976)
11 marzo 1978 20 marzo 1979 Andreotti IV
20 marzo 1979 4 agosto 1979 Andreotti V Centrismo
DC-PSDI-PRI
Sandro Pertini
Pertini ritratto.jpg
(1978-1985)
Andreotti fu chiamato a guidare il primo esperimento in direzione del cosiddetto "compromesso storico", promosso da Moro e Fanfani, che prevedeva la nascita di una coalizione tra DC e PCI: il suo nuovo governo, formato nel luglio del 1976, includeva solo membri Democristiani ma aveva l'appoggio indiretto di altri partiti, con l'eccezione del Movimento Sociale. Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito dalle Brigate Rosse e la situazione drammatica spinse il PCI a votare per il governo di Andreotti per il bene di quella che fu chiamata "solidarietà nazionale". Moro, che fu ucciso dalle BR nel maggio 1978, durante la sua prigionia scrisse una dichiarazione in cui espresse giudizi molto duri nei confronti di Andreotti, che evitò qualsiasi trattativa con i terroristi. Alcune importanti leggi sono state approvate in questo periodo, tra cui la riforma del Servizio Sanitario Nazionale.
13 Cossiga Francesco.jpg Francesco Cossiga
(1928–2010)
4 agosto 1979 4 aprile 1980 Democrazia Cristiana Cossiga I Centrismo
DC-PSDI-PLI
VIII
(1979)
4 aprile 1980 18 ottobre 1980 Cossiga II Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PRI
Durante il suo secondo governo, grazie all'apertura del suo partito nei confronti della nuova segreteria di Craxi nel PSI, si sono poste le basi per la nascita del Pentapartito.
14 Forlani.jpg Arnaldo Forlani
(1925– )
18 ottobre 1980 28 giugno 1981 Democrazia Cristiana Forlani Centro-sinistra "organico"
DC-PSI-PSDI-PRI
Dopo le sue dimissioni, la linea ininterrotta dal 1945 di Presidenti del Consiglio Democristiani si è conclusa.
15 Spadolini.jpg Giovanni Spadolini
(1925-1994)
28 giugno 1981 23 agosto 1982 Partito Repubblicano Italiano Spadolini I Pentapartito
DC-PSI-PSDI-PRI-PLI
23 agosto 1982 1 dicembre 1982 Spadolini II
Fu costretto a dimettersi a causa del Partito socialista e in particolare di Bettino Craxi, che sentendosi rafforzato sul territorio sfiduciò il governo per arrivare ad elezioni anticipate.
Amintore Fanfani 1983-04-14.jpg Amintore Fanfani
(1908–1999)
1 dicembre 1982 4 agosto 1983 Democrazia Cristiana Fanfani V Pentapartito
DC-PSI-PSDI-PLI
Fanfani continuò la sua politica di stretta relazione tra democristiani, socialisti e comunisti, guidando un esecutivo di transizione.
16 Bettino Craxi-1.jpg Bettino Craxi
(1934–2000)
4 agosto 1983 1 agosto 1986 Partito Socialista Italiano Craxi I Pentapartito
DC-PSI-PSDI-PRI-PLI
IX
(1983)
1 agosto 1986 17 aprile 1987 Craxi II Francesco Cossiga
Cossiga Francesco.jpg
(1985-1992)
Durante il mandato di Craxi, l'Italia è diventata la quinta potenza industriale mondiale superando Francia e Germania Ovest ed entrando nel G7. Per combattere l'inflazione fu eliminato il collegamento tra aumento di salari e prezzi noto come scala mobile. Come risultato delle sue politiche di spesa, il debito pubblico italiano salì alle stelle, giungendo al 100% del prodotto nazionale lordo. A causa dell'inchiesta Mani Pulite sugli scandali di corruzione nella coalizione di governo, e delle proteste della gente, fu costretto a dimettersi.
Amintore Fanfani 1983-04-14.jpg Amintore Fanfani
(1908–1999)
17 aprile 1987 28 luglio 1987 Democrazia Cristiana Fanfani VI DC-I
17 Giovanni Goria.jpg Giovanni Goria
(1943–1994)
28 luglio 1987 13 aprile 1988 Democrazia Cristiana Goria Pentapartito
DC-PSI-PSDI-PRI-PLI
X
(1987)
Goria si dimise a causa della non approvazione del parlamento del rendiconto annuale dello stato.
18 Ciriaco de Mita.jpg Ciriaco De Mita
(1928– )
13 aprile 1988 22 luglio 1989 Democrazia Cristiana De Mita Pentapartito
DC-PSI-PRI-PSDI-PLI
De Mita mantenne, in contemporanea alla presidenza, anche la segreteria del partito; unico caso nella prima repubblica. All'inizio del suo mandato, il 16 aprile 1988 a Forlì le Brigate Rosse uccisero il senatore Roberto Ruffilli, un consulente della DC, le cui proposte di riforma istituzionale vennero considerate troppo restrittive e radicali dalla sinistra extraparlamentare.
Giulio andreotti.jpg Giulio Andreotti
(1919–2013)
22 luglio 1989 12 aprile 1991 Democrazia Cristiana Andreotti VI Pentapartito
DC-PSI-PSDI-PRI-PLI
12 aprile 1991 28 giugno 1992 Andreotti VII Quadripartito
DC-PSI-PSDI-PLI
Alla fine della legislatura e in seguito agli scandali di corruzione (Mani Pulite) che vedevano coinvolti numerosi ministri del suo governo, Andreotti si dimise.
19 Amato2009.jpg Giuliano Amato
(1938– )
28 giugno 1992 28 aprile 1993 Partito Socialista Italiano Amato I Quadripartito
DC-PSI-PSDI-PLI
XI
(1992)
Oscar Luigi Scalfaro
Oscar Luigi Scalfaro 2.jpg
(1992-1999)
Durante quei dieci mesi, una serie di scandali di corruzione scosse l'Italia e spazzò via quasi un'intera classe di dirigenti politici. Amato non è mai stato implicato, nonostante fosse molto vicino a Craxi, una figura centrale nel sistema di corruzione. Come presidente del consiglio, vista la grave crisi finanziaria applicò svalutazioni della lira e tagliò il deficit di bilancio drasticamente.
20 Ciampi ritratto.jpg Carlo Azeglio Ciampi
(1920- )
28 aprile 1993 10 maggio 1994 Indipendente Ciampi DC-PSI-PDS-PSDI-PRI-PLI-FdV
Ciampi guidò un governo sostenuto dalla maggior parte dei partiti in Parlamento, continuando le riforme per adottare l'Euro. Viene considerato l'ultimo Presidente del Consiglio della cosiddetta "prima repubblica".
21 Silvio Berlusconi (2010).jpg Silvio Berlusconi
(1936– )
10 maggio 1994 17 gennaio 1995 Forza Italia Berlusconi I Polo delle Libertà-
Polo del Buon Governo
FI-LN-AN-CCD-UdC-FLD
XII
(1994)
Berlusconi lanciò una massiccia campagna di pubblicità elettorale sulle sue reti televisive. Il suo mandato fu breve a causa delle contraddizioni insite nella sua coalizione: la Lega Nord era un partito regionale oscillante tra posizioni federaliste e separatiste, mentre Alleanza Nazionale era un partito di stampo nazionalista pur avendo rinunciato alle proprie radici neo-fasciste. Dopo aver perso la maggioranza, fu costretto a dimettersi.
22 Lamberto dini pl.jpg Lamberto Dini
(1931– )
17 gennaio 1995 17 maggio 1996 Indipendente Dini Governo tecnico
con l'appoggio esterno di:
PDS-PPI-PSI-FdV-Rete-CS-LN
Pur non essendo un esponente della sinistra, Dini ricevette il voto di fiducia dai partiti di sinistra (tranne Rifondazione Comunista) e dalla Lega Nord, mentre all'opposizione andarono i partiti della coalizione di centro-destra che avevano vinto le elezioni nel 1994.
23 Romano Prodi in Nova Gorica (2c).jpg Romano Prodi
(1939– )
17 maggio 1996 21 ottobre 1998 L'Ulivo Prodi I L'Ulivo
PDS-PPI-UD-FdV-RI-SI
XIII
(1996)
Prodi continuò il lavoro di ripristino della salute economica del paese, al fine di portare il Paese entro i rigidi parametri del sistema monetario europeo e permettergli di aderire all'Euro, riuscendoci in poco più di sei mesi. Il suo governo cadde quando il Rifondazione Comunista ritirò il suo sostegno. Secondo alcuni giornalisti D'Alema avrebbe deliberatamente progettato il crollo del governo Prodi per sostituirlo.
24 Massimo D Alema - Prato 1 - resize, head.jpg Massimo D'Alema
(1949– )
21 ottobre 1998 22 dicembre 1999 Democratici di Sinistra D'Alema I L'Ulivo
DS-PPI-RI-SDI-FdV-PdCI-UDR, Rete
22 dicembre 1999 25 aprile 2000 D'Alema II L'Ulivo
DS-PPI-Dem-UDEUR-
SDI-FdV-RI-PdCI-UV
Carlo Azeglio Ciampi
Ciampi ritratto.jpg
(1999-2006)
D'Alema fu il primo ex comunista a governare un paese della NATO. Partecipò ai bombardamenti NATO della Jugoslavia nel 1999, sostenuto da Berlusconi e l'opposizione di centro-destra, ma criticato dall'estrema sinistra.
Amato2009.jpg Giuliano Amato
(1938– )
25 aprile 2000 11 giugno 2001 L'Ulivo Amato II L'Ulivo
DS-PPI-DEM-FdV-PdCI-UDEUR-RI-SDI
Amato promosse competitività economica e protezione sociale. Oltre alle riforme economiche, spinse avanti le riforme politiche e istituzionali.
Silvio Berlusconi (2010).jpg Silvio Berlusconi
(1936– )
11 giugno 2001 23 aprile 2005 Forza Italia Berlusconi II Casa delle Libertà
FI-AN-LN-UDC-NPSI-PRI
XIV
(2001)
23 aprile 2005 17 maggio 2006 Berlusconi III
Il suo secondo Governo è il più lungo nella storia della Repubblica. Approvò riforme per intraprendere la semplificazione fiscale, burocratica, economica, per ridurre la criminalità e restringere l'immigrazione clandestina. A capo di una coalizione eterogenea e disunita, tentò senza successo la riforma dell'assetto istituzionale. Alcuni provvedimenti controversi causarono l'opposizione di giornalisti e del centro-sinistra. In politica estera perseguì una forte linea filo-americana contribuendo alla guerra in Iraq e in Afghanistan.
Romano Prodi in Nova Gorica (2c).jpg Romano Prodi
(1939– )
17 maggio 2006 8 maggio 2008 L'Ulivo;
Partito Democratico
Prodi II L'Unione
DS-DL/PD-PRC-RnP-PdCI-IdV-FdV-SDI-RI- UDEUR-SI-DCU-LAL-SD-LD-MRE
XV
(2006)
Giorgio Napolitano
Presidente Napolitano.jpg
(2006-)[3]
Prodi introdusse una nuova linea in politica estera, promettendo di ritirare le truppe italiane dall'Iraq e criticando il conflitto. Ebbe un ruolo chiave nella creazione di una forza di pace multinazionale in seguito al conflitto tra Israele e Libano del 2006. Il Governo fu indebolito dalle tensioni interne alla coalizione e dopo due anni perse la già precaria maggioranza in Senato.
Silvio Berlusconi (2010).jpg Silvio Berlusconi
(1936– )
8 maggio 2008 16 novembre 2011 Il Popolo della Libertà Berlusconi IV Centro-destra
PdL-LN-MpA-CN-PT-FdS-DC
XVI
(2008)
Disponendo di un'ampia maggioranza, l'esecutivo riuscì ad attuare politiche incentrate sul contenimento della spesa pubblica e sull'eliminazione degli sprechi. La riorganizzazione del sistema scolastico fu criticata dall'opposizione. Dovette affrontare il disastro del Terremoto dell'Aquila del 2009. Nel luglio 2010 una parte del PdL, guidata dal Presidente della Camera Fini, in opposizione al suo operato, abbandonò il governo e il partito. Nel 2011 il governo, immobilizzato a causa della esigua maggioranza dovuta dalla scissione e in seguito a scandali sessuali attribuiti a Berlusconi, non riuscì a prevenire la grave crisi finanziaria causando un peggioramento delle condizioni economiche del paese. Berlusconi rassegnò le dimissioni.
25 Mario Monti - Terre alte 2013.JPG Mario Monti
(1943– )
16 novembre 2011 28 aprile 2013 Indipendente Monti Governo tecnico
con l'appoggio esterno di:
PdL-PD-UdC-FLI-ApI
Monti guidò un governo tecnico introducendo misure di austerità di emergenza destinate ad arginare il peggioramento delle condizioni economiche e a ripristinare la fiducia dei mercati. Si dimise dopo aver perso la maggioranza a causa del PdL.
26 Enrico Letta 2013.jpg Enrico Letta
(1966– )
28 aprile 2013 22 febbraio 2014 Partito Democratico Letta Grande coalizione
PD-PdL/NCD-SC-UdC-PI-RI
XVII
(2013)
Dopo settimane di stallo dovuto alle elezioni del 2013, Letta accettò di formare un esecutivo di grande coalizione, con il sostegno del PD, del PdL (poi scissosi in Forza Italia, che lasciò il governo, e Nuovo Centrodestra), e di Scelta Civica, garantendo la stabilità politica dell'Italia e iniziando un processo di riforme della legge elettorale e dell'assetto istituzionale dello stato. A seguito delle tensioni con il segretario del suo partito Renzi, rassegnò le dimissioni.
27 Matteo Renzi Portrait.png Matteo Renzi
(1975– )
22 febbraio 2014 Partito Democratico Renzi PD-NCD-SC-UdC-PI
Renzi guida il governo attualmente in carica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Governo De Gasperi I fu nominato, alcuni mesi prima del referendum istituzionale del '46, dal Luogotenente del Regno Umberto II di Savoia, ancora in epoca monarchica.
  2. ^ Fino al 31 dicembre 1947 come Capo provvisorio dello Stato.
  3. ^ Secondo mandato dal 22 aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]