Gospatric

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Gospatric (... – dopo il 1073) fu Conte di Northumbria e della Bernicia e più tardi fu detentore di vaste proprietà nella zona di Dunbar. Benché le sue origini familiari siano incerte, i suoi discendenti detennero la contea di Dunbar, poi conosciuta come il Contea di March, nel sud-est della Scozia fino al 1435.

Le origini misteriose[modifica | modifica wikitesto]

Delle origini di Gospatric, il cui nome in cumbro significa Servo di San Patrizio non si conosce molto, la sua data di nascita e ignota e il poco che si sa è che era bis-nipote di Etelredo II d'Inghilterra, sua figlia Ælfgifu sposò infatti Uchtred l'Ardito da cui ebbe a sua volta una figlia, Ealdgyth che sposò Maldred, fratello di Duncan I di Scozia e dalla loro unione nacque, appunto, Gospatric[1]. Tale genealogia non è comunque universalmente accettata. Maldred avrebbe dovuto essere uno dei figli minori di Crinan di Dunkeld (morto 1045), ma in pochi sono disposti ad attribuirgli come madre la legittima moglie di Crinan, Bethoc, figlia di Malcolm II di Scozia, ma a pensarlo come il frutto di un'altra unione o addirittura di un omonimo[2]. Se questa ipotesi fosse vera i discendenti di Gospatric avrebbero avuto ben pochi motivi per competere nella Grande causa successiva alla morte di Margherita di Scozia, mentre è noto che uno dei suoi discendenti, Patrick IV, conte di March (1242-10 ottobre 1208, prese parte alla corsa. Altri storici lo vogliono figlio di Uchtred l'Ardito, mentre altri lo credono il nipote nato dalla prima moglie ripudiata di Uchtred, tale Ecgfrida, che avrebbe avuto una figlia in seconde nozze con tale Kilvert e che venne chiamata Sigrida[3]. Quali che fossero i suoi natali Gospatric fu sempre una figura importante sia in Northumbria che nella Cumbria il che attesta che in qualche modo era davvero legato alla famiglia di Uchtred. Nella Vita di Edoardo il Confessore commissionata da sua moglie Edith del Wessex vi sono riferimenti a un pellegrinaggio a Roma compiuto dal conte Tostig del Wessex e secondo il racconto durante il viaggio vennero attaccati da un gruppo di briganti che finirono per avventarsi su un uomo chiamato Gospatric poiché il lusso degli abiti e l'aspetto fisico suggerivano che fosse lui il vero conte. Inganno che probabilmente riuscì perché Tostig si era mantenuto a una relativa distanza di sicurezza, se il Gospatric in questione fosse davvero il futuro conte di Northumbria o un omonimo è incerto, ma l'accadimento pare suggerire che viaggiasse al seguito di Tostig più come ostaggio che come ospite[4].

La dubbia fedeltà al sovrano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1066 Guglielmo il Conquistatore sconfisse Aroldo II d'Inghilterra prendendogli il regno e poco dopo nominò Conte di Bernicia tale Copsi (morto 1067) che era stato alleato di Tostig e che con lui era stato esiliato nel 1065 dopo che si erano rivoltati contro Aroldo. Il contado di Copsi durò poche settimane, venne infatti ucciso da Oswulf II di Bamburgh (morto 1067), uno dei nipoti di Uchtred l'Ardito, che prese il contado per sé. Nemmeno il suo governo fu durevole: meno di sei mesi dopo, morì vittima di un attentato ad opera di banditi[5]. A quel punto Gospatric sembrò un erede plausibile per il contado date le sue probabili connessioni famigliari con la famiglia del defunto conte offrendo al re una grande somma di denaro in cambio del contado di Bernicia. Guglielmo che stava cercando disperatamente di raccogliere denaro in tasse accettò[4]. Nei primi mesi del 1068 una serie di rivolte interne aggravate dai tentativi di invasioni esterne posero Guglielmo di fronte a una serie di minacce concrete. Fra i promotori della rivolta oltre a Gospatric si trovarono anche Edgardo Atheling insieme a Edwin, conte di Mercia (morto 1071) e suo fratello Morcar (morto dopo il 1087). La rivolta venne ben presto soppressa e il re si occupò di privare i possidenti rivoltosi dei loro beni donandoli invece ai propri cavalieri Normanni che si riversevano in Inghilterra dalla Normandia. Per Gospatric questo significò la perdita del contado a favore di Robert Comines (morto 1069 circa) e l'esilio in Scozia. L'autorità di Guglielmo si andò rafforzando e a parte alcuni problemi con pochi nobili riottosi come Hereward il Fuorilegge e Eadric il selvaggio il suo potere si estese per tutta l'Inghilterra[6]. Gospatric dal canto suo si unì alle armate invasori capitanate dai Dani, dagli Scozzesi e dagli inglesi comandanti di nuovo da Edgardo Atheling nel corso dell'anno seguente. Benché sia lui che i suoi alleati vennero poi sconfitti dalle truppe del sovrano, fu in grado di raggiungere dei termini di tregua con Guglielmo grazie alla proprietà che deteneva sul Castello di Bamburgh, tanto che poté restare indisturbato nelle proprie terre fino al 1072.

L'esilio e la morte[modifica | modifica wikitesto]

In quell'anno Guglielmo lo privò definitivamente del contado di Bernicia e Northumbria donandoli a Waltheof, conte di Northumbria uno dei figli di Siward, conte di Northumbria. Gospatric riparò di nuovo in Scozia e da lì si diresse nelle Fiandre, quando tornò in Scozia gli vennero donate diverse proprietà nel Merse da Malcolm III di Scozia, il contado che non aveva un vero e proprio nome divenne con il tempo noto come Contado di Dunbar. Secondo il cronista Ruggero di Hoveden Gospatric non sopravvisse molto al nuovo lustro e morì lasciando almeno quattro figli avuti da una moglie di cui non si conosce il nome:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anderson, A.O. (1990) Early sources of Scottish history, A.D. 500 to 1286, Vol. 2 Paul Watkins Medieval Studies
  2. ^ Anderson, Alan O., MA Edin., Scottish Annals from English Chroniclers AD500 to 1286, London, 1908, p.96
  3. ^ Forte, Angelo, Oram, Richard, & Pedersen, Frederik, Viking Empires. Cambridge: Cambridge University Press, 2005
  4. ^ a b Fletcher Richard, Bloodfeud: Murder and Revenge in Anglo-Saxon England. London: Penguin, 2003
  5. ^ Higham, N.J., The Kingdom of Northumbria AD 350-1100. Stroud: Sutton, 1993
  6. ^ Stenton, Frank M., Anglo-Saxon England. Oxford: Oxford University Press, 1973.