Gormenghast (trilogia)

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Gormenghast è una trilogia di romanzi fantasy composta da Tito di Gormenghast (1946), Gormenghast (1950) e Via da Gormenghast (1959), tutti scritti da Mervyn Peake

Genere e stile[modifica | modifica wikitesto]

La trilogia di Gormenghast è di solito inquadrata nel genere fantasy, nonostante nel corso della storia non compaiano mai alcuni degli elementi che lo caratterizzano, come la magia e la presenza di razze diverse da quella umana. Un'altra classificazione valida potrebbe essere quella che si rifà al luogo in cui si svolge la storia - il castello di Gormenghast appunto - che ha marcate influenze gotiche e surrealiste.

In particolare i primi due romanzi, pur avendo come protagonista Tito de Lamenti, possono essere considerati corali. L’elemento che davvero li accomuna è il luogo in cui le vicende si svolgono. Gormenghast è meno incentrato su un protagonista centrale di molti romanzi: anche se Tito e Ferraguzzo sono spesso considerati i personaggi principali, essi condividono la narrazione con molti degli altri abitanti del castello. In un certo senso, il personaggio principale potrebbe essere visto come la stessa impostazione, con il castello e la struttura sociale di Gormenghast che assumono un ruolo centrale ed unificante nella storia.

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Gormenghast è una città-castello collocata in una regione remota e isolata, e governata da tempo immemorabile dalla nobile famiglia de Lamenti. Nei romanzi non è mai chiaro se si trovi sulla Terra o in qualche altro mondo. La città prende nome dall’omonimo monte che si staglia a ridosso di essa e che a sua volta contribuisce a isolare il castello dal mondo esterno. Gormenghast è circondata da regioni inospitali e inabitate su ogni lato. A nord ci sono desolate terre paludose, a sud le paludi grigio sale (e presumibilmente poi l'oceano), ad est sabbie mobili e il mare senza maree, ad ovest pietre e rocce all’infinito.

L’enorme castello di Gormenghast, circondato da possenti mura, è posto al centro della regione e ha un’estensione talmente ampia che molti dei suoi abitanti non si sono mai avventurati al di fuori di esso. Il castello viene descritto nei romanzi come una immensa isola di pietra dove ad est svetta, più alta di tutte le altre, il Torrione delle Selci, abitato da un gran numero di gufi. Fuori dal castello, raggruppate sotto le mura del nord, vi è un miscuglio di abitazioni di fango abitate dagli Scultori radiosi, il cui unico scopo è quello di ritagliare elaborate statue in legno colorato che vengono presentate una volta l’anno alla famiglia de Lamenti in una apposita cerimonia. La vita del castello e dei suoi abitanti è scandita da riti millenari di cui si sono ormai persi origine e significato.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'arco narrativo si sviluppa nel corso di tre romanzi.

Tito di Gormenghast[modifica | modifica wikitesto]

La storia inizia con la nascita di Tito, l'erede al trono del Casato de' Lamenti, e termina poco più di un anno più tardi con la sua investitura formale a settantasettesimo Conte di Gormenghast, dopo la prematura e misteriosa morte di suo padre Sepulcrio. In questo primo romanzo Tito è solo un bambino in fasce ed interpreta un ruolo minore. La trama segue quindi gli abitanti del Castello e in particolare racconta l'ascesa al potere di Ferraguzzo, un ragazzo senza passato che, grazie ad astuzie ed inganni, partendo come sguattero in cucina riesce ad assumere un ruolo importante nella vita di Gormenghast. In questo primo volume vengono inoltre narrate le vicende di Fucsia, sorella di Tito, del medico di corte Floristazio, delle due zie paterne di Tito (le contesse Cora e Clarice), del fedele servitore di corte Lisca e del cuoco Sugna. Il libro si conclude con la morte del conte Sepulcrio, settantaseiesimo conte Gormenghast e padre di Tito, reso pazzo dall’incendio che distrugge la sua amata biblioteca.

Gormenghast[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo libro segue Tito a partire dall'età di sette anni fino ai 17. Come settantasettesimo conte e signore di Gormenghast, Tito deve presidiare lo svolgimento dei rituali del castello, funzione che riesce a sopportare sempre meno. Il suo desiderio di libertà è risvegliato in particolare dalla vista della sua sorella di latte, conosciuta con il solo nome "La Cosa", una bambina selvaggia che vive nei boschi fuori dal castello di Gormenghast e che terrorizza gli Scultori radiosi che abitano le case di fango al di fuori delle mura. Sarà la sua vita fatta di selvaggia libertà a far capire a Tito che è possibile un’esistenza diversa dalla formale rigidità del castello. Nel frattempo, Ferraguzzo continua la sua ascesa al potere uccidendo Barbacane, il Maestro del Rituale, e subentrando al suo posto, ma viene alla fine smascherato e riconosciuto come un traditore e assassino. Nell’ultima parte del romanzo il castello è invaso da un terribile temporale che lo sommerge d’acqua, e in un duello fatto di strategie e guizzi di coraggio Tito uccide Ferraguzzo, guadagnando così la gloria e fama tra i suoi sudditi. Tuttavia, il suo desiderio di lasciare Gormenghast è ormai schiacciante e fugge via dal castello contro il volere di sua madre, rinunciando al trono di Gormenghast.

Via da Gormenghast[modifica | modifica wikitesto]

La storia segue Tito mentre viaggia lontano da Gormenghast e trova un mondo futuristico di industriali e tecnologie avanzate (in qualche modo assimilabile al genere steampunk). Questa terza parte della trilogia è meno strutturata delle precedenti, la narrazione è articolata secondo più tracciati, in modo casuale e senza un unico protagonista.

Personaggi della serie[modifica | modifica wikitesto]

L'immaginario di Peake è popolato da un vasto cast di personaggi. Di seguito i principali:

Tito de' Lamenti[modifica | modifica wikitesto]

Tito è il personaggio principale della serie, assume il titolo di settantasettesimo Conte di Gormenghast dopo la morte di suo padre Sepulcrio mentre è ancora un bambino. Crescendo, Tito svilupperà sentimenti ambivalenti verso la sua casata, restando combattuto tra l'orgoglio del suo lignaggio e il desiderio di fuggire dal castello e le sue tradizioni. Finirà per abbandonare Gormenghast scoprendo un mondo diverso e lontano dove il castello e i suoi abitanti sono sconosciuti.

Sepulcrio de' Lamenti[modifica | modifica wikitesto]

Settantaseiesimo conte di Gormenghast, padre di Tito e marito della contessa Gertrude, Sepulcrio è un uomo malinconico che – come Tito - si sente incatenato dai suoi doveri di signore di Gormenghast, anche se a differenza di suo figlio non si è mai posto domande sulla sua condizione né tantomeno ha mai pensato di sfuggirle. La sua unica via di fuga è la lettura.

La contessa Gertrude[modifica | modifica wikitesto]

Settantaseiesima contessa di Gormenghast, moglie di Sepulcrio e madre di Tito, Gertrude è un immenso donnone con lunghi capelli rosso intenso che trascorre la maggior parte del suo tempo nelle sue stanze circondata dai suoi amati gatti bianchi e uccelli di ogni tipo. I suoi animali sono l’unica cosa verso cui sembra dimostrare affetto, per il resto si disinteressa quasi completamente della vita del castello. Tuttavia, dopo la morte di suo marito il suo animo cambia, prende consapevolezza del suo ruolo di regnante ed assume il ruolo di leader durante l’allagamento del castello.

Fucsia de' Lamenti[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di Sepulcrio e Gertrude e sorella di Tito, Fucsia è una ragazza impaziente e immatura. In un primo momento non accetta la nascita di suo fratello Tito, ma ben presto finirà per sviluppare un legame profondo con lui. Fucsia è la persona con cui Tito svilupperà un legame più profondo e sincero. Fucsia matura anche un legame molto stretto, ma di breve durata, con il padre Sepulcrio, che avrà il suo apice durante l’esplodere della sua pazzia a seguito dell’incendio della biblioteca. In età più matura si avvicinerà sentimentalmente a Ferraguzzo, salvo poi scoprire la sua vera natura malvagia.

Temi principali[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto diversi tra loro per stile e narrazione, i tre romanzi che compongono la trilogia hanno dei temi comuni costantemente richiamati nel corso della storia e declinati di volta in volta alle esigenze della trama.

Libertà contro la tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Il topos eterno della libertà personale contro il dovere sociale e la tradizione è il tema principale del romanzo. Questo si evolve principalmente attraverso il personaggio centrale del libro, Tito de Lamenti, che anela ad essere libero e seguire il suo corso nella vita, ma è legato a Gormenghast come l'erede al trono della Casa de Lamenti e alle antiche leggi e tradizioni del castello. In misura minore le sue frustrazioni sono condivise da sua sorella Fucsia. La maggior parte degli altri personaggi del libro sono invece apparentemente ignari del mondo esterno, oppure sono fieri sostenitori delle leggi millenarie del castello.

Il seguito della trilogia[modifica | modifica wikitesto]

L'autore aveva progettato di continuare la serie, ma ciò gli fu impedito dall'avanzare della sua malattia (la sindrome di Parkinson).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]