Google Cina

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Google Cina
Logo Google Cina.png
URL http://www.google.com.hk/
Tipo di sito Privato
Proprietario Google Inc.
Creato da Google
Lancio 2005
Stato attuale Attivo

Google Cina (谷歌, pinyin: Gǔgē) è un sito web controllato da Google Inc., il più grande motore di ricerca aziendale. Google Cina è il secondo motore di ricerca più usato nella Repubblica Popolare Cinese dopo Baidu. Il 22 marzo 2010, Google ha iniziato a reindirizzare tutto il traffico di http://www.google.cn/ a http://www.google.com.hk/ aggirando in tal modo le autorità cinesi e consentendo una ricerca senza censure[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Google Cina è stato fondato da Google nel 2005 e guidata da Kai-Fu Lee fino al 4 settembre 2009.

Nel tardo 2009 Google è stata oggetto di un attacco informatico, chiamato Operazione Aurora, che ha avuto origine nella Repubblica Popolare Cinese.

La sede iniziale di Google Cina era situata nella Torre NSC a Pechino e più tardi si trasferì allo Tsinghua Science Park. La nuova sede è in uso dal 2006.

Il 23 marzo 2010 alle ore 03.00, Google ha iniziato a reindirizzare tutte le ricerche da Google.cn a Google.com.hk.

Business[modifica | modifica wikitesto]

A Luglio 2009 Google Cina ha servito al mercato orientale più di 300 milioni di utenti cinesi.

Il più grande rivale di Google Cina è Baidu, spesso chiamato "Google Cinese" a causa della sua grande somiglianza con Google. Per contrastare Baidu, Google Cina ha lanciato un servizio molto simile ad iTunes chiamato Google Music.

Secondo Analysis International Google Cina ha una quota di mercato del 29%.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Redazione online, Google via dalla Cina. Pechino: «Nessuna ripercussione nei rapporti con gli Usa», Corriere della Sera, 22 marzo 2010. URL consultato il 13 agosto 2010.
    « [...]dopo due mesi di braccio di ferro con Pechino seguiti a un violento attacco hacker, la società di Mountain View ha deciso di non sottostare alla censura imposta dal regime. E, almeno per il momento, ha trovato, come detto, un modo per aggirarla: reindirizzando il traffico al sito di Hong Kong, Google.com.hk, che offre risultati non filtrati in cinese, almeno non direttamente dalla società americana. »
    (Redazione del Corriere della Sera)

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