Gonfienti

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Coordinate: 43°51′20″N 11°07′57″E / 43.855556°N 11.1325°E43.855556; 11.1325[1]

Area archeologica di Gonfienti
Scavi di Gonfienti
Camars 08.jpg
Civiltà etrusca
Utilizzo città
Epoca VII-V secolo a.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Prato-Stemma.png Prato
Dimensioni
Superficie 17 ha
Scavi
Data scoperta 1996

Nel 1996[2] in località Gonfienti, frazione di Prato, sono stati trovati i resti di un'antica città etrusca, estesa per circa 17 ettari vincolati[3][4] nella pianura pratese compresa fra il fiume Bisenzio, il torrente Marinella e i monti della Calvana, ai margini del bacino lacustre-fluviale Firenze-Prato-Pistoia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Risalente alla fine del VII secolo a.C., la città etrusca presso Gonfienti costituiva il baricentro dell'importante via di comunicazione tra l'Etruria centrale e l'Etruria padana ed aveva pianificato l'intera piana tra Firenze e Agliana. Abbandonata intorno alla fine del V secolo a.C. per ragioni ancora ignote, viene riconosciuta come una delle principali città etrusche dell'epoca arcaica, testimoniata dall'importanza dei reperti finora riemersi da scavi ancora nella sua fase iniziale, come le ceramiche attiche di grande pregio recuperate, fra le quali la kylix attribuita a Douris, artista greco attivo ad Atene, tra il 500 e il 475 a.C.

Una forte presenza etrusca nel territorio della piana pratese è testimoniata dai tanti reperti trovati in aree limitrofe: Carmignano, Comeana e nei territori comunali di Sesto Fiorentino e di Calenzano sui monti della Calvana. Già nel 1735, a pochi chilometri da Gonfienti, fu rinvenuto l’offerente bronzeo di Pizzidimonte, oggi conservato presso il British Museum di Londra.

Inoltre, non molto distanti da Gonfienti sorgevano le città etrusche di Artimino, Fiesole, nota dal IV secolo a.C. come Vipsul e, sulla via per Felsina, quella di Misa o Kainua, nel comune di Marzabotto, probabilmente fondata da coloni provenienti da Gonfienti.[5] Sull'Appennino Pistoiese è ricordato dal XVI secolo il Rio Gonfienti che scende da Gavinana per gettarsi nel torrente Limestre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Coordinate tratte da OpenStreetMap (way ID)
  2. ^ Giovanni Millemaci, Gabriella Pogges, Ceramica attica dall'abitato etrusco di Gonfienti, in Attische Vasen in etruskischem Kontext, Beihefte zum CVA, II, München, pp. 45-52.
  3. ^ Michelangelo Zecchini, La città etrusca di Gonfienti, la kylix di Douris e l’offerente di Pizzidimonte, in Prato Storia Arte, 109.
  4. ^ Si stima che l'estensione possa essere in realtà oltre i 30 ettari.
  5. ^ Il Capitano Francesco Ferrucci, Roma, 1891, p.111.

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