Goliarda Sapienza

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Goliarda Sapienza

Goliarda Sapienza (Catania, 10 maggio 1924Gaeta, 30 agosto 1996) è stata un'attrice teatrale, attrice cinematografica e scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Sicuramente voi che leggete state pensando che la mia conquista comportava di necessità qualcosa di molto sgradevole: dormire con un essere menomato, se non mostruoso molto brutto. Il fatto è che voi la leggete questa storia, e mi anticipate, mentre io la vivo, la vivo ancora. »
(L'arte della gioia)

Figlia di Giuseppe Sapienza e Maria Giudice (sua madre è stata la prima dirigente donna della Camera del Lavoro di Torino), Goliarda crebbe, per volere dei genitori, in un clima di assoluta libertà da vincoli sociali: il padre ritenne opportuno non farle nemmeno frequentare la scuola, per evitare che la figlia fosse soggetta a imposizioni e influenze fasciste.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A sedici anni si iscrisse all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica di Roma, dove si era trasferita nel frattempo la sua famiglia. Per un periodo intraprese anche la carriera di attrice teatrale, distinguendosi in ruoli di protagoniste pirandelliane. Lavorò saltuariamente anche nel cinema, spinta inizialmente da Alessandro Blasetti ma in seguito si limitò a piccole apparizioni da figurante, spesso non accreditate, come in Senso di Luchino Visconti. Si legò sentimentalmente al regista Citto Maselli, ma sposò poi, anni dopo, lo scrittore e attore Angelo Maria Pellegrino.

Negli ultimi anni della sua vita fu docente di recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Lasciò la carriera di attrice per dedicarsi alla scrittura. Il suo primo romanzo fu Lettera aperta (1967), che raccontava l'infanzia catanese, seguito da Il filo di mezzogiorno (1969) resoconto della terapia psicanalitica con il medico messinese Ignazio Majore.

Nel 1980 finì tuttavia in carcere, per un furto di oggetti in casa di amiche. Sempre in carcere, ma anche successivamente, continuò l'opera di scrittrice pubblicando però molto poco, fatta eccezione per alcune sue opere come L'università di Rebibbia e Le certezze del dubbio, pubblicato grazie all'incontro con il conterraneo poeta ed editore Beppe Costa, che si batté a lungo per lei: tentò senza successo di farle assegnare il vitalizio della Legge Bacchelli, né riuscì a ottenere la ristampa delle sue opere. Sapienza riuscì comunque a pubblicare, con la sua casa editrice Pellicanolibri, Le certezze del dubbio, 1987, e fu premiata successivamente in occasione del Premio Casalotti 1994.

Il suo romanzo più celebre, L'arte della gioia, fu pubblicato postumo per intero da Stampa Alternativa nel 1998, per la cura di Angelo Maria Pellegrino. Soltanto la prima delle quattro parti che lo compongono, aveva visto la luce durante la vita dell'autrice, nel 1994, nella collana Millelirepiù diretta da Marcello Baraghini. Ripubblicato da Einaudi nel 2008, ebbe successo di critica e di pubblico. Einaudi sta ora pubblicando anche l'opera inedita dell'autrice. Sono già usciti postumi il romanzo Io, Jean Gabin (2010) e una selezione di pensieri tratti dai diari della scrittrice, raccolti nel volume Il vizio di parlare a me stessa (2011), e in La mia parte di gioia (2013).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanna Providenti, La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza, Catania, Villaggio Maori Edizioni, 2010
  • Quel sogno d'essere di Goliarda Sapienza, a cura di Giovanna Providenti, Roma, Aracne, 2012
  • Appassionata Sapienza, a cura di Monica Farnetti, Milano, La Tartaruga edizioni, 2012
  • Manuela Vigorita, Loredana Rotondo, "L'arte di un vita", Rai Educational 2000, documentario

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]