Gog e Magog

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Miniatura persiano del XVI secolo che illustra la costruzione di un muro allo scopo di tenere lontane Gog e Magog dalle popolazioni civilizzate

Gog e Magog sono leggendarie popolazioni dell'Asia centrale, citate nella tradizione biblica e poi in quella coranica, quali genti selvagge e sanguinarie, fonte di incombente e terribile minaccia.

In varie epoche furono identificati con sciti, goti, mongoli, tartari, magiari, khazari, russi, tedeschi, cinesi o indiani. Anche la collocazione territoriale delle popolazioni Gog e Magog venne fantasiosamente definita in varie opere cartografiche dell'antichità, come la mappa di Ebstorf e la mappa di Hereford.

La tradizione di Gog e Magog (ebraico גוג ומגוג; arabo يأجوج و مأجوج) ha inizio nella Bibbia ebraica con riferimento a Magog, figlio di Jafet, nella Genesi e continua in una serie di profezie criptiche nel Libro di Ezechiele, che trovano eco nell'Apocalisse di Giovanni e nel Corano. La tradizione è molto ambigua così come la vera identità dei personaggi è differente da una fonte all'altra. Essi vengono presentati come uomini, esseri soprannaturali come giganti o demoni, gruppi etnici o territori. Gog e Magog appaiono sia nella mitologia che nel folklore.

La prima citazione di "Magog", nella Bibbia ebraica, è nella tavola delle Nazioni in Genesi 10, dove Magog è il capostipite di un popolo o di una nazione, ma può anche essere il nome della nazione, ovvero la terra di Gog; infatti Dio ripete varie volte ai personaggi "sarai una nazione". "Gog" viene citato invece nel primo libro delle Cronache 5, 3-4 come discendente di Ruben (primo figlio di Giacobbe). Nel Milione di Marco Polo Gog e Magog sono regioni del Tenduk. La prima è abitata da una tribù chiamata "Gog", la seconda dai Tartari.

Il nome "Gog" è stato anche identificato come crittogramma di Babele o di Babilonia.

Il nome MAGOG è anche criptico interno, cioè con radice MA e con la ripetizione enfatica GOG, e indica il perdurare, la costanza, ed ha come simbolo la fenice[senza fonte]. Alcuni studiosi ritengono tale popolazione antenata dei Magi[senza fonte].

"Gog e Magog" è anche il titolo di un libro di racconti chassidici scritto dal filosofo austriaco Martin Buber.

"Gog" è il personaggio che dà titolo al romanzo di Giovanni Papini che, infatti, usa come introduzione la seguente citazione dall'Apocalisse per presentare l'ambiguo figuro che darà voce alla narrazione:

"Satana sarà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni, Gog e Magog...."

Apocalisse, XX, 7.