Goffredo V d'Angiò

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Goffredo V
Goffredo V d'Angiò
Goffredo V d'Angiò
Duca di Normandia
In carica 1144-1150
Predecessore Stefano di Blois
Successore Enrico II
Conte d'Angiò (Folco V)
In carica 1129 –
1151
Predecessore Folco V detto "il Giovane"
Successore Enrico I
Conte del Maine (Goffredo I)
In carica 1129 –
1150
Predecessore Folco I detto "il Giovane"
Successore Elia II
Nome completo Goffredo detto il Bello o il Plantageneto
Altri titoli conte di Tours
Nascita Angers, 24 agosto 1113
Morte Château-du-Loir, 13 novembre 1143
Luogo di sepoltura Cattedrale di Le Mans
Dinastia seconda casa d'Angiò, fu capostipite dei Plantageneti[1][2]
Padre Folco V detto "il Giovane"
Madre Eremburga
Coniuge Matilda
Figli Enrico
Goffredo e
Guglielmo, legittimi
Hamelin d'Angiò
Emma e
Maria, illegittimi

Goffredo d'Angiò detto il Bello o Plantageneto, in francese Geoffroy V d'Anjou dit le Bel ou Plantagenêt (24 agosto 1113Château-du-Loir, 7 settembre 1151) fu Conte di Angiò e del Maine dal 1129 alla sua morte e poi Duca di Normandia, per diritto di conquista, dal 1144 al 1150.

I possedimenti del conte d'Angiò verso l'anno 1150

Origine[modifica | modifica sorgente]

L'arcivescovo, Guglielmo, della città di Tiro, nell'odierno Libano, nel suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum ce lo presenta come figlio maschio primogenito del conte d'Angiò e conte di Tours, conte consorte e poi conte del Maine ed infine reggente del Principato di Antiochia e re consorte del Regno di Gerusalemme, Folco il Giovane, e della contessa del Maine, Eremburga[2], figlia unica del conte del Maine, Elia I e di Matilde, come riporta nella sua Historia Ecclesiastica, Pars II, Liber IV del monaco e storico medievale, Orderico Vitale[3], signora di Château-du-Loir, figlia di Gervaso[3], signore di Château-du-Loir.
Folco il Giovane, come conferma Guglielmo di Tiro, nel suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum e anche secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, era figlio del Conte di Angiò e conte di Tours, Folco IV il Rissoso[2][4] e, come ci conferma la Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, dalla sua ultima moglie Bertrada di Montfort[5], figlia terzogenita del signore di Montfort, Simone I (1025 circa - 25 settembre 1087), citata per la verità dalla Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, come sorella del signore di Montfort, Amalrico (Bertrada era sorellastra di Amalrico II e sorella di Amalrico III)[5] e della sua terza moglie, Agnese d'Evreux.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Blasone di Goffredo V d'Angiò.[6]

I rapporti tra la contea d'Angiò ed il ducato di Normandia che da oltre 50 anni erano conflittuali, tali continuarono a essere tra suo padre, Folco il Giovane, ed il duca di Normandia e re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc, che cercava di rientrare in possesso del Maine, che suo fratello, Roberto II di Normandia aveva perso, nel 1069; secondo Orderico Vitale, però, nel febbraio 1113, nella località di Petra Peculata, vicino ad Alençon, fu trovata una soluzione diplomatica: Folco ricevette la contea del Maine da Enrico I, gli giurò fedeltà e fu concordato il matrimonio tra Guglielmo Adelin, erede di Enrico I e la sua primogenita di Folco, Alice[7], con l'accordo che Alice, alla morte della madre Eremburga, avrebbe ereditato la contea del Maine. Il matrimonio tra Alice, la figlia primogenita di Folco V d'Angiò, che, al momento del matrimonio, assunse il nome di Matilde, con Guglielmo, l'unico legittimo figlio maschio ed erede di Enrico I Beauclerc ebbe luogo a Lisieux, nel giugno del 1119[8].
Secondo le Chronicæ sancti Albini Andegavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou Goffredo nacque in quello stesso anno, 1113, il 24 agosto (MCXIII Gaufridus comes natus est, IX Kal Septembris) [9]

Suo padre, Folco il Giovane, garantita la pace col ducato di Normandia, nel 1120, si recò, in pellegrinaggio, in Terra Santa, accompagnato dalla moglie Eremburga e dai due figli maschi, Goffredo ed Elia[10]. Secondo Guglielmo di Malmesbury, però dovette rientrare nei suoi possedimenti a causa della morte del genero, Guglielmo Adelin[11]. Guglielmo Adelin era perito, il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno, a causa dell'urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca, come ci narra Guglielmo di Malmesbury, nel paragrafo 419[12]. La morte di Guglielmo vanificò il tentativo di pacificazione, riaprendo il contenzioso tra Folco il Giovane ed Enrico I, circa la dote di Matilde (Alice), la contea del Maine, come accenna Guglielmo di Malmesbury, nel paragrafo 419[12].

I rapporti tra Angiò e Normandia, per via del Maine, divennero nuovamente tesi, ma, dopo alcuni anni di tensioni, i rapporti tra Folco il Giovane ed Enrico I si appianarono in seguito ad un nuovo accordo di fidanzamento[13], nel 1127, seguito poi, nel giugno del 1128, a Le Mans, dal matrimonio tra Goffredo detto il Bello, il figlio di Folco il Giovane con la figlia di Enrico, Matilda (la sorella di Guglielmo Adelin), rimasta l'unica discendenza legittima del Re d'Inghilterra e duca di Normandia[14], Enrico I Beauclerc e di Matilde di Scozia, come ci confermano sia Orderico Vitale, nel libro XII del suo Historia Ecclesiastica[15], che l'arcivescovo, Guglielmo, della città di Tiro, nell'odierno Libano, nel suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum[2].
Matilde di Scozia (7 febbraio 1080 – 1º maggio 1118), che, prima delle nozze si chiamava, Edith, ma, per ingraziarsi i baroni normanni, il giorno del matrimonio, aveva preso il nome di Matilde, era figlia del re di Scozia Malcolm III e della moglie, Margherita, sorella di Edgardo Atheling, ultimo discendente del Casato dei Wessex e pretendente alla corona d'Inghilterra. Matilda aveva circa dieci anni più di Goffredo ed era vedova dell'Imperatore Enrico V (secondo la Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel,Tome I, Matilda era stata fidanzata e consegnata ad Enrico V, nel 1110[16], confermato anche dagli Ex Annales Winchecumbensibus, che citano anche il matrimonio, nel 1114[17]) e per questo ci teneva ad essere chiamata imperatrice.
Nel 1127, Matilde era divenuta ufficialmente l'erede di Enrico I che infatti aveva convocato un grande concilio con tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra cui suo cognato, Davide I di Scozia, suo nipote, Stefano di Blois, e il suo primogenito (illegittimo), Roberto di Gloucester e a tutti fece giurare che avrebbero accettato Matilda come regina[18]. La maggior parte accondiscese ma non gradì la soluzione e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico trattava il matrimonio della figlia, col figlio del nemico storico dei normanni, il conte d'Angiò[18].

Quando il re di Gerusalemme, Baldovino II dovette scegliere un marito per la figlia primogenita, Melisenda (1101 - 1161) che, in mancanza di eredi maschi, aveva dichiarato sua erede, Folco fu scelto, con il consenso dei signori del regno di Gerusalemme, per il fatto che già conosceva la Terra Santa, perché lo avevano visto combattere ed infine perché vantava una quasi ventennale esperienza nel governo di Angiò e Maine[19], come ci conferma anche Guglielmo di Tiro[20].
All'inizio del 1129, Folco il Giovane lasciò dunque i suoi feudi francesi al figlio Goffredo e si trasferì a Gerusalemme[15], sposando Melisenda[15], il 2 giugno 1129. Goffredo quindi divenne conte d'Angiò e del Maine, anche se Elia reclamava per se la contea del Maine e molto spesso, come ci conferma la Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, ne fece richiesta al fratello[21].

Dal matrimonio di Matilde ed il ragazzino, Goffredo, inizialmente tormentato da incompatibilità reciproche, nacquero solo dopo alcuni anni tre figli, al primo dei quali, nato il 5 marzo 1133, fu posto il nome del nonno, Enrico[18]. Enrico I, in quello stesso anno, visitò la Normandia, per vedere il suo giovane nipote, ma, ben presto, iniziarono discussioni, per questioni territoriali, tra Enrico I e la figlia e il genero, Goffredo, conte d'Angiò e del Maine[22]. Queste dispute ed alcune ribellioni, forse ispirate da Goffredo, costrinsero Enrico I a trattenersi in Normandia dove morì all'improvviso, si dice per avvelenamento da cibo per via di una lampreda avariata, nel dicembre 1135 a Saint-Denis-le-Fermont[22].

Alla morte del suocero di Goffredo, Enrico I, nel 1135, mentre i baroni anglo-normanni, ritenendosi svincolati dal giuramento del 1127 (ripetuto nel 1131[22]), nel quale era stata posta come condizione, non rispettata dal re, l'approvazione preventiva di tutta la nobiltà su un eventuale matrimonio di Matilda, sembravano orientati ad eleggere re Tebaldo, conte di Blois e conte di Champagne[22], l'altro cugino di Matilde, il fratello minore di Tebaldo, Stefano, impossessatosi del tesoro reale, a Winchester, il 26 dicembre 1135, si fece incoronare re a Westminster[23]. Sembra che il debole carattere di Stefano avesse fatto sì che molti nobili preferissero lui all'energica Matilde, descritta spesso di carattere astioso e difficile.
Anche Tebaldo accettò la nomina del fratello a re d'Inghilterra e duca di Normandia e a, nome di Stefano, concordò una tregua tra Angiò e Normandia, con Goffredo Plantageneto[23].

Matilda, non accettò e fece ricorso al papa Innocenzo II per il giuramento violato, inviando un suo vescovo a Roma; ma dopo circa due anni il papa, influenzato dal potente arcivescovo di Winchester, Enrico di Blois, fratello di Stefano, ritenne il giuramento fatto nullo perché appunto viziato dalla clausola del matrimonio celebrato senza il consenso della nobiltà inglese[23]. Si aprì dunque in Inghilterra un periodo di guerre e contese, conosciuto come l'“Anarchia (o guerra civile) inglese”, mentre, nel contempo, Goffredo invase la Normandia.
Nel 1137, Stefano finalmente poté occuparsi della Normandia; i baroni normanni non vedevano di buon occhio l'ingerenza del conte d'Angiò, Goffredo. Però Stefano commise l'errore di affidare il comando del suo esercito anglo-normanno al suo amico, Guglielmo d'Ypres, un fiammingo, scontentando tutti i baroni normanni che cominciarono ad abbandonarlo e soprattutto suo cugino, Roberto di Gloucester, che abbandonò l'impresa. Stefano lasciò la Normandia, dopo nove mesi, senza essersene assicurato il completo controllo, anzi lasciando Roberto di Gloucester libero di riavvicinarsi e allearsi a Goffredo denunciando Stefano come usurpatore[24].
Secondo Orderico Vitale, dopo che Stefano, nel maggio 1137, aveva ricevuto l'investitura del ducato di Normandia dal re di Francia, Luigi VI[25], Goffredo, con le sue truppe, entrò in Normandia[25], iniziandone la conquista, con la condiscendenza del nuovo re di Francia, Luigi VII[26].

Goffredo, mentre la moglie, Matilda, col fratellastro, Roberto di Gloucester, nel 1139, portava la guerra in Inghilterra, continuò l'invasione della Normandia e, man mano che occupava il territorio del ducato normanno, grazie al suo buon governo, riusciva a persuadere gli abitanti a dimenticare il loro pregiudizio anti angioino e convincerli a sostenerlo nel nome del suo erede, il futuro duca Enrico II. Nel 1141, Goffredo aveva occupato la contea di Mortain[27], Falaise e Lisieux, nel 1142, il Cotentin e l'Avranches, alla fine del 1143, anche tutto il clero parteggiava per Goffredo e, nel 1144, il 23 aprile, finalmente cadde la capitale Rouen (secondo Matteo di Parigi, gli abitanti di Rouen avevano acclamato Goffredo duca di Normandia alla fine del 1143[28]) e Goffredo, assunto il titolo di duca, portò a termine la conquista[29]. Nell'arco di cinque anni Goffredo si era impossessato del ducato di Normandia e il titolo gli venne riconosciuta dal Re di Francia, Luigi VII[30], che in contropartita ottenne da Goffredo il castello di Gisors[31]. Nel 1145 solo il castello di Arques[32] era rimasto fedele a Stefano[30].
Goffredo governò la Normandia senza stravolgere il sistema di governo che era stato instaurato da Enrico I, i funzionari del governo normanno erano reclutati in Normandia e non nell'Angiò, ed inoltre dichiarò subito che agiva per conto del figlio, Enrico, e tutti i documenti che firmava lo faceva congiuntamente al figlio e, nel 1150, appena il figlio, Enrico, raggiunse l'età di diciassette anni, Goffredo abdicò dal ducato di Normandia, mantenendo i titoli di Angiò e Maine e si ritirò a vivere in Angiò[30].
Per ciò che concerne il Maine, dopo che Goffredo in nome della moglie Matilde aveva conquistato, nel 1144, il ducato di Normandia, Elia, nel 1145, si ribellò apertamente, ma Goffredo lo sconfisse e, sempre secondo la Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, lo imprigionò, tenendolo in carcere in Turenna per parecchio tempo[21].
Solo, dopo essere stato liberato, Elia entrò in possesso della contea del Maine, come Elia II[33], anche se nel documento n° XIV, datato verso la fine del 1150, del del Recueil des actes de Henri II roi d´Angleterre et duc de Normandie, Tome I. suo nipote, il Duca di Normandia, Enrico II, lo cita come (Helias frater ducis) fratello del duca, Goffredo[34].

Nel 1151, il figlio di Stefano, Eustachio, titolare della contea di Mortain, per l'abdicazione di sua madre, Matilde di Boulogne era diventato il conte di Boulogne, Eustachio IV e, nel mese di giugno, alleatosi col cognato[35], Luigi VII ed Eustachio, attaccarono il Caux (la zona dell'Alta Normandia compresa tra la Senna ed il mare), dove riuscirono a sconfiggere il nuovo duca di Normandia, Enrico II Plantageneto, sceso in campo col padre Goffredo Plantageneto, e proseguendo nella loro azione, in luglio, giunsero a Sées, che fu messa a fuoco[36].
Nel mese di agosto, mentre si preparavano a rientrare in Normandia con un nuovo e più grande esercito, Luigi VII si ammalò e le operazioni furono sospese. La pace che seguì obbligò i Plantageneti a consegnare al re di Francia, non solo Gisors, che non era stata ancora consegnata, ma anche tutto il Vexin, inclusa la parte normanna[37].

Secondo la Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel,Tome I, Goffredo morì all'improvviso, il 7 settembre 1151[38] (anche secondo il Chronicon Vindocinense, Goffredo il Bello morì lo stesso anno del fratello Elia, nel 1151,[39]), Château-du-Loir (nel Maine attuale dipartimento de Sarthe), non ancora quarantenne, per via di una febbre che lo colpì[30], dopo aver fatto un bagno nella Loira. Gli successe, nelle contee di Angiò e del Maine, il figlio primogenito Enrico[30], già duca di Normandia e futuro primo re inglese della famiglia dei Plantageneti (secondo la Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel,Tome I, che conferma la successione di Enrico II, al figlio secondogenito, Goffredo, diede quattro castelli[38]).
Goffredo fu tumulato nella cattedrale di Le Mans[40].

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Goffredo da Matilde ebbe tre figli[40][41]:

Goffredo ebbe anche tre figli illegittimi, da una oppure tre amanti diverse[40][41]:

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Goffredo V d'Angiò Padre:
Folco V d'Angiò
Nonno paterno:
Folco IV d'Angiò
Bisnonno paterno:
Goffredo II , Conte di Gâtinais
Trisnonno paterno:
Ugo di Perche, Conte di Gâtinais
Trisnonna paterna:
Beatrice Macon
Bisnonna paterna:
Ermengarda detta Bianca d'Angiò, Duchessa di Borgogna
Trisnonno paterno:
Folco III Nerra o "il Nero"
Trisnonna paterna:
Ildegarda di Sundgau
Nonna paterna:
Bertrada di Montfort
Bisnonno paterno:
Simone I di Montfort
Trisnonno paterno:
Amalrico I di Montfort
Trisnonna paterna:
Bertrada di Gometz
Bisnonna paterna:
Agnese d'Evreux
Trisnonno paterno:
Riccardo, conte d'Evreux
Trisnonna paterna:
Godehilde
Madre:
Eremburga del Maine
Nonno materno:
Elia I del Maine
Bisnonno materno:
Giovanni di Baugency, Signore de la Flèche
Trisnonno materno:
Lancelin I de Baugency, Signore de la Flèche
Trisnonna materna:
Haberge (possibile)
Bisnonna materna:
Paule del Maine
Trisnonno materno:
Eriberto I del Maine
Trisnonna materna:
Paule de Preuilly (possibile)
Nonna materna:
Matilda di Château-du-Loir
Bisnonno materno:
Gervais II, Signore di Château-du-Loir
Trisnonno materno:
Robert Brochard, Signore di Château-du-Loir
Trisnonna materna:
Elisabeth
Bisnonna materna:
Eremburga
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
Mathilde

I Plantageneti e la leggenda di Artù[modifica | modifica sorgente]

La dinastia dei Plantageneti tentò di recuperare, a fini politici, la leggenda della Tavola Rotonda stabilendo un legame con Artù. Robert Wace nel suo Roman de Brut, scritto verso la metà del XII secolo, e dedicato alla duchessa d'Aquitania Eleonora, fa riferimento alla leggenda, riprendendo ciò che aveva scritto Goffredo di Monmouth nella sua Histoire des Rois de Bretagne, scritta verso il 1138 e dedicata a Roberto di Gloucester.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Goffredo V d'Angiò è considerato il fondatore della casata dei Plantageneti, così detta dal ramo di ginestra (planta genista fr. genêt) con cui soleva ornarsi il copricapo e che divenne il suo simbolo.
  2. ^ a b c d e f g (LA) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, liber XIV, caput I
  3. ^ a b (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber VIII, cap. X, col. 591
  4. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium. anno 1095, pag 803
  5. ^ a b (LA) Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, pag.140
  6. ^ Goffredo ottenne dal suocero, Enrico I Beauclerc, il permesso di usare i leoni o gattopardi normanni nel suo stemma.
  7. ^ (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XI, cap. XXI, col. 846
  8. ^ (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XII, cap. V, col. 863
  9. ^ (LA) Chronicæ sancti Albini Andegavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou, anno 1113, pag. 32
  10. ^ (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XII, cap. XV, col. 893
  11. ^ (LA) Guglielmo di Malmesbury, Gesta Regum Anglorum, par. 419, pag. 498
  12. ^ a b (LA) Guglielmo di Malmesbury, Gesta Regum Anglorum, par. 419, pagg. 495 -498
  13. ^ Goffredo detto il Bello, erede delle contee d'Angiò, del Maine e della Turenna, nel 1127, fu fidanzato con la figlia di Enrico I, Matilda, erede del ducato di Normandia e del regno d'Inghilterra.
  14. ^ Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 718.
  15. ^ a b c (LA) Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XII, cap. XXIII, col. 922
  16. ^ (LA) #ES Chronique de Robert de Torigny, Vol. I, pag. 137
  17. ^ (LA) #ES Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XVI, Ex Annales Winchecumbensibus. anni 1110 e 1114, pag 481
  18. ^ a b c William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80.
  19. ^ Charles Lethbridge kingsford, "Il regno di Gerusalemme, 1099-1291", cap. XXI, vol. IV, pag. 762.
  20. ^ (LA) Historia Rerum in partibus transmarinis gestarum, liber XIV, caput II
  21. ^ a b (LA) Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, pag.155
  22. ^ a b c d William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 81.
  23. ^ a b c William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 82.
  24. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 85.
  25. ^ a b (LA) #ES Orderici Vitalis, Historia Ecclesiastica, tomus unicus, pars III, liber XII, cap. XXIII, col. 956
  26. ^ Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 719.
  27. ^ La contea di Mortain era del figlio del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Stefano di Blois, Eustachio.
  28. ^ (LA) #ES Matthæi Parisiensis, Monachi Sancti Albani, Chronica Majora, Vol. II, anno 1143, pag. 177
  29. ^ William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pagg. 92 e 93.
  30. ^ a b c d e William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 93.
  31. ^ Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 721.
  32. ^ Il castello di Arques fu conquistato l'anno dopo, nel 1146.
  33. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà dell'Angiò - HELIE d'Anjou
  34. ^ (LA) Recueil des actes de Henri II roi d´Angleterre et duc de Normandie, Tome I, doc. n° XIV, pag. 20
  35. ^ Nel 1140, Matilde di Boulogne, moglie del re d'Inghilterra e duca di Normandia, Stefano di Blois, riuscì a combinare il matrimonio tra suo figlio Eustachio e la sorella del re di Francia, Luigi VII, Costanza, figlia di Luigi VI di Francia, stabilendo così un'alleanza col regno di Francia.
  36. ^ Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 723 e 724.
  37. ^ Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 724.
  38. ^ a b (LA) #ES Chronique de Robert de Torigny, Vol. I, pag. 256
  39. ^ (LA) #ES Cartulaire de l´abbaye cardinale de la Trinité de Vendôme, Tomes IV, Chronicon Vindocinense, pag 494
  40. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà dell'Angiò - GEOFFROY d’Anjou
  41. ^ a b (EN) #ES Genealogy: The House of Anjou 2 - Geoffroy V Plantagenet
  42. ^ (LA) #ES Gesta Regis Henrici Secundi Benedicti Abbatis, The Chronicle of the reigns of Henry II and Richard I 1169-1192, known commonly under the name of Benedict of Peterborough, pag. 80
  43. ^ (LA) #ES Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptires, tomus XII, De Origine Comitum Andegavensium, pag. 536

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • Charles Lethbridge kingsford, "Il regno di Gerusalemme, 1099-1291", cap. XXI, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 757–782.
  • Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del mondo medievale, 1999, pp. 705–739
  • William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 56–98.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte d'Angiò Successore
Folco il Giovane 11291151 Enrico I
Predecessore Conte del Maine Successore
Folco il Giovane 11291150 Elia II
Predecessore Duca di Normandia Successore
Stefano I 11441150 Enrico I

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