Goffredo V d'Angiò

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Goffredo V d'Angiò

Goffredo d'Angiò detto il Bello o Plantageneto, in francese Geoffroy V d'Anjou dit le Bel ou Plantagenêt (1113Château-du-Loir, 7 settembre 1151) fu Conte di Angiò e del Maine dal 1129 alla sua morte e poi Duca di Normandia, per diritto di conquista, dal 1144 al 1150.

È considerato il fondatore della casata degli Plantageneti, così detta dal ramo di ginestra (planta genista fr. genêt) con cui soleva ornarsi il copricapo e che divenne il suo simbolo.

I possedimenti del conte d'Angiò verso l'anno 1150

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era figlio del Conte di Angiò e futuro re di Gerusalemme, Folco il Giovane e dell'erede della contea del Maine Eremburga (? - † 14-1-1126), figlia del conte del Maine, Elia I e di Matilde, signora di Château-du-Loir.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Blasone di Goffredo V d'Angiò.[1]

Nel 1119, sua sorella Matilde, per porre termine ai frequenti conflitti tra la contea d'Angiò e il ducato di Normandia, sposò[2] l'erede del ducato e della corona d'Inghilterra, Guglielmo Adelin, figlio del re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc, ma la morte[3] del cognato, nel 1120, vanificò il tentativo di pacificazione.

Nel giugno del 1128, a Le Mans Goffredo sposò la sorella di Gugliemo Adelin, Matilda, rimasta l'unica discendenza legittima del Re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc e di Matilde di Scozia[4], figlia del re di Scozia Malcolm III e della moglie, Margherita, sorella di Edgardo Atheling, ultimo discendente del Casato dei Wessex e pretendente alla corona d'Inghilterra. Matilda aveva circa dieci anni più di Goffredo ed era vedova dell'Imperatore Enrico V e per questo ci teneva ad essere chiamata imperatrice.
Nel 1127, Matilde era divenuta ufficialmente l'erede di Enrico I che infatti convocò un grande concilio con tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra cui suo cognato, Davide I di Scozia, suo nipote, Stefano di Blois, e il suo primogenito (illegittimo), Roberto di Gloucester e a tutti fece giurare[5] che avrebbero accettato Matilda come regina.

Quando il re di Gerusalemme, Baldovino II dovette scegliere un marito per la figlia primogenita, Melisenda (1101 - † 1161), che, in mancanza di eredi maschi, aveva dichiarato sua erede, suo padre Folco V il Giovane fu scelto, con il consenso dei signori del regno di Gerusalemme. All'inizio del 1129, Folco il Giovane lasciò dunque i suoi feudi francesi ai figli Goffredo ed Elia, e si trasferì a Gerusalemme, sposando Melisenda, il 2 giugno 1129.

Dal matrimonio di Matilde ed il ragazzino, Goffredo, inizialmente tormentato da incompatibilità reciproche, nacquero solo dopo alcuni anni tre figli, di cui il primo fu Enrico, nato il 5 marzo 1133, per cui Enrico I, in quello stesso anno, visitò la Normandia, per vedere il suo giovane nipote. Ma, ben presto, iniziarono discussioni, per questioni territoriali, tra Enrico I e la figlia e il genero, conte d'Angiò e del Maine[6]. Queste dispute ed alcune ribellioni, forse ispirate da Goffredo, costrinsero Enrico I a trattenersi in Normandia dove morì all'improvviso, si dice per avvelenamento da cibo per via di una lampreda avariata, nel dicembre 1135 a Saint-Denis-le-Fermont.

Alla morte del suocero di Goffredo, Enrico I, nel 1135, mentre i baroni anglo-normanni, ritenendosi svincolati dal giuramento, nel quale era stata posta come condizione, non rispettata dal re, l'approvazione preventiva di tutta la nobiltà su un eventuale matrimonio di Matilda, sembravano orientati ad eleggere re Tebaldo, conte di Blois e conte di Champagne, l'altro cugino di Matilde, il fratello minore di Tebaldo, Stefano, impossessatosi del tesoro reale, a Winchester, il 26 dicembre 1135, si fece incoronare re a Westminster. Sembra che il debole carattere di Stefano avesse fatto sì che molti nobili preferissero lui all'energica Matilde, descritta spesso di carattere astioso e difficile.
Anche Tebaldo accettò la nomina del fratello a re d'Inghilterra e duca di Normandia e a, nome di Stefano, concordò una tregua tra Angiò e Normandia, con Goffredo Plantageneto.

Matilda, non accettò e fece ricorso al papa Innocenzo II per il giuramento violato, inviando un suo vescovo a Roma; ma dopo circa due anni il papa, influenzato dal potente arcivescovo di Winchester, Enrico di Blois, fratello di Stefano, ritenne il giuramento fatto nullo perché appunto viziato dalla clausola del matrimonio celebrato senza il consenso della nobiltà inglese. Si aprì dunque in Inghilterra un periodo di guerre e contese, conosciuto come l'“Anarchia (o guerra civile) inglese”, mentre, nel contempo, Goffredo invase la Normandia.
Nel 1137, Stefano finalmente poté occuparsi della Normandia; i baroni normanni non vedevano di buon occhio l'ingerenza del conte d'Angiò, Goffredo. Però Stefano commise l'errore di affidare il comando del suo esercito anglo-normanno al suo amico, Guglielmo d'Ypres, un fiammingo, scontentando tutti i baroni normanni che cominciarono ad abbandonarlo e soprattutto suo cugino, Roberto di Gloucester, che abbandonò l'impresa. Stefano lasciò la Normandia, dopo nove mesi, senza essersene assicurato il completo controllo, anzi lasciando Roberto di Gloucester libero di riavvicinarsi e allearsi a Goffredo denunciando Stefano come usurpatore.

Goffredo, mentre la moglie, Matilda, col fratellastro, Roberto di Gloucester, nel 1139, portava la guerra in Inghilterra, continuò l'invasione della Normandia e, man mano che occupava il territorio del ducato normanno, grazie al suo buon governo, riusciva a persuadere gli abitanti a dimenticare il loro pregiudizio anti angioino e convincerli a sostenerlo nel nome del suo erede, il futuro duca Enrico II. Nel 1141, Goffredo aveva occupato la contea di Mortain[7], Falaise e Lisieux, nel 1142, il Cotentin e l'Avranches, alla fine del 1143, anche tutto il clero parteggiava per Goffredo e, nel 1144, il 23 aprile, finalmente cadde la capitale Rouen e Goffredo, assunto il titolo di duca, portò a termine la conquista. Nell'arco di cinque anni Goffredo si era impossessato del ducato di Normandia e il titolo gli venne riconosciuta dal Re di Francia, Luigi VII, che in contropartita ottenne da Goffredo il castello di Gisors. Nel 1145 solo il castello di Arques[8] era rimasto fedele a Stefano.
Goffredo governò la Normandia senza stravolgere il sistema di governo che era stato instaurato da Enrico I, i funzionari del governo normanno erano reclutati in Normandia e non nell'Angiò, ed inoltre dichiarò subito che agiva per conto del figlio, Enrico, e tutti i documenti che firmava lo faceva congiuntamente al figlio e, nel 1150, appena il figlio, Enrico, raggiunse l'età di diciassette anni, Goffredo abdicò dal ducato di Normandia, mantenendo i titoli di Angiò e Maine e si ritirò a vivere in Angiò.

Nel 1151, il figlio di Stefano, Eustachio, titolare della contea di Mortain, per l'abdicazione di sua madre, Matilde di Boulogne era diventato il conte di Boulogne, Eustachio IV e, nel mese di giugno, alleatosi col cognato[9], Luigi VII, attaccò il Caux (la zona dell'Alta Normandia compresa tra la Senna ed il mare), dove riuscirono a sconfiggere il nuovo duca di Normandia, Enrico II Plantageneto, sceso in campo col padre Goffredo Plantageneto, e proseguendo nella loro azione, in luglio, giunsero a Sées, che fu messa a fuoco.
Nel mese di agosto, mentre si preparavano a rientrare in Normandia con un nuovo e più grande esercito, Luigi VII si ammalò e le operazioni furono sospese. La pace che seguì obbligò i Plantageneti a consegnare al re di Francia, non solo Gisors, che non era stata ancora consegnata, ma anche tutto il Vexin, inclusa la parte normanna.

Goffredo morì all'improvviso, il 7 settembre 1151, Château-du-Loir (nel Maine attuale dipartimento de Sarthe), non ancora quarantenne, per via di una febbre che lo colpì dopo aver fatto un bagno nella Loira. Gli successe, nella contea del Maine il fratello, Elia II, liberato dalla prigionia, e nella contea d'Angiò, il figlio Enrico, già duca di Normandia e futuro primo re inglese della famiglia dei Plantageneti.
Goffredo fu tumulato nella cattedrale di Le Mans.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Matilde a Goffredo diede tre figli:

Goffredo ebbe anche tre figli illegittimi, da una oppure tre donne diverse:

I Plantageneti e la leggenda di Artù[modifica | modifica sorgente]

La dinastia dei Plantageneti tentò di recuperare, a fini politici, la leggenda della Tavola Rotonda stabilendo un legame con Artù. Robert Wace nel suo Roman de Brut, scritto verso la metà del XII secolo, e dedicato alla duchessa d'Aquitania Eleonora, fa riferimento alla leggenda, riprendendo ciò che aveva scritto Goffredo di Monmouth nella sua Histoire des Rois de Bretagne, scritta verso il 1138 e dedicata a Roberto di Gloucester.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Goffredo ottenne dal suocero, Enrico I Beauclerc, il permesso di usare i leoni o gattopardi normanni nel suo stemma.
  2. ^ Il matrimonio ebbe luogo a Lisieux, nel giugno del 1119.
  3. ^ Guglielmo Adelin perì, il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno, a causa dell'urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca
  4. ^ Matilde di Scozia, prima delle nozze si chiamava, Edith, ma, per ingraziarsi i baroni normanni, il giorno del matrimonio, prese il nome di Matilde
  5. ^ La maggior parte accondiscese ma non gradì la soluzione e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico trattava il matrimonio della figlia, col figlio del nemico storico dei normanni, il conte d'Angiò.
  6. ^ Per la verità la contea del Maine avrebbe dovuto toccare a suo fratello minore, Elia, ma Goffredo se ne impossessò e quando, nel 1145, Elia si ribellò, Goffredo lo sconfisse e lo imprigionò. Solo alla morte di Goffredo Elia entrò in possesso della contea del Maine, come Elia II.
  7. ^ La contea di Mortain era del figlio del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Stefano di Blois, Eustachio.
  8. ^ Il castello di Arques fu conquistato l'anno dopo, nel 1146.
  9. ^ Nel 1140, Matilde di Boulogne, moglie del re d'Inghilterra e duca di Normandia, Stefano di Blois, riuscì a combinare il matrimonio tra suo figlio Eustachio e la sorella del re di Francia, Luigi VII, Costanza, figlia di Luigi VI di Francia, stabilendo così un'alleanza col regno di Francia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Louis Alphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V (Il trionfo del papato e lo sviluppo comunale) della Storia del mondo medievale, 1999, pp. 705–739
  • William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 56–98.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Goffredo V d'Angiò Padre:
Folco V d'Angiò
Nonno paterno:
Folco IV d'Angiò
Bisnonno paterno:
Geoffroy II, Conte di Gâtinais
Trisnonno paterno:
Geoffroy I, Conte di Gâtinais
Trisnonna paterna:
Beatrice Macon
Bisnonna paterna:
Ermengarde d'Angiò, Duchessa di Borgogna
Trisnonno paterno:
Folco III d'Angiò
Trisnonna paterna:
Hildegarde de Sundgau
Nonna paterna:
Bertrada di Montfort
Bisnonno paterno:
Simon I de Montfort
Trisnonno paterno:
Amaury I de Montfort
Trisnonna paterna:
Bertrade de Gometz
Bisnonna paterna:
Agnès d'Évreux
Trisnonno paterno:
Riccardo d'Évreux
Trisnonna paterna:
Godehildis
Madre:
Eremburga del Maine
Nonno materno:
Elia I del Maine
Bisnonno materno:
Jean de la Flèche
Trisnonno materno:
Lancelin I, Signore di Beaugency
Trisnonna materna:
Haberge (possibile)
Bisnonna materna:
Paule del Maine
Trisnonno materno:
Eriberto I del Maine
Trisnonna materna:
Paule de Preuilly (possibile)
Nonna materna:
Matilda di Château-du-Loir
Bisnonno materno:
Gervais II, Signore di Château-du-Loir
Trisnonno materno:
Robert Brochard, Signore di Château-du-Loir
Trisnonna materna:
Elisabeth
Bisnonna materna:
Eremburga
Trisnonno materno:
?
Trisnonna materna:
Mathilde


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte d'Angiò Successore
Folco il Giovane 11291151 Enrico I
Predecessore Conte del Maine Successore
Folco il Giovane 11291151 Elia II
Predecessore Duca di Normandia Successore
Stefano I 11441150 Enrico I

Controllo di autorità VIAF: 268196411 LCCN: n90697027