Gloria Grahame

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Gloria Grahame, pseudonimo di Gloria Hallward (Los Angeles, 28 novembre 1923New York, 5 ottobre 1981), è stata un'attrice cinematografica e televisiva statunitense.

Vinse il premio Oscar alla miglior attrice non protagonista nel 1953 per la sua interpretazione ne Il bruto e la bella.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di una nota attrice teatrale e insegnante di recitazione, Gloria Grahame non ebbe difficoltà a intraprendere una prestigiosa carriera di attrice sui palcoscenici di Broadway[1]. Nel 1944 firmò un contratto in esclusiva con la MGM e si mise in evidenza con ruoli di bionda e sensuale tentatrice, capace di irretire con il suo fascino anche personaggi maschili miti come il George Bailey (James Stewart) de La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra[1]. L'anno dopo ottenne la prima nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista per il ruolo di Ginny Tremaine in Odio implacabile (1947), ma a vincere fu Celeste Holm per Barriera invisibile.

Gloria Grahame nel ruolo di Rosemary nel trailer de Il bruto e la bella (1952), film che le vice vincere l'Oscar nel 1953

Il film che la mise in luce fu però il noir Il diritto di uccidere (1950), diretto dall'allora suo marito Nicholas Ray, con cui inaugurò una lunga galleria di personaggi di "bad girls" con drammatici conflitti interiori, che l'attrice interpretò durante gli anni cinquanta[1]. Per Il bruto e la bella (1952) vinse un Oscar alla miglior attrice non protagonista per il ruolo di Rosemary Bartlow, la volubile e civettuola moglie di uno scrittore. Nello stesso anno interpretò la bellissima Angela, un'artista circense, ne Il più grande spettacolo del mondo e l'ambigua Irene in So che mi ucciderai. L'anno dopo offrì l'indimenticabile interpretazione della vulnerabile e disperata prostituta Debbie nel noir Il grande caldo (1953) di Fritz Lang[2], il cui volto viene sfigurato e rappresenta la doppia natura del personaggio, una donna perduta che si riscatta per amore del poliziotto interpretato da Glenn Ford[1].

Nel successivo La bestia umana (1954), sempre diretto da Fritz Lang, la Grahame diede un'altra grande prova nei panni di un'equivoca seduttrice, ruolo che era già stato di Simone Simon ne L'angelo del male (1938) di Jean Renoir[2]. Il suo ultimo vero grande personaggio fu quello di una moglie nevrotica nel melodramma La tela del ragno (1955) di Vincente Minnelli, mentre la partecipazione al musical Oklahoma! (1956) chiuse praticamente la stagione d'oro dell'attrice[1].

Dagli anni sessanta la carriera della Grahame fu discontinua e complicata da alterne vicende personali[1], aggravate da trascurati problemi di salute che la portarono alla morte nel 1981, all'età di cinquantotto anni.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Gloria Grahame nel ruolo della ballerina Angela ne Il più grande spettacolo del mondo (1952)
Gloria Grahame nel trailer de Il diritto di uccidere (1950)

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Premi e candidature[modifica | modifica sorgente]

Premio Oscar:

Golden Globe:

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, pag. 488
  2. ^ a b Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. I, pag. 210

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar alla miglior attrice non protagonista Successore
Kim Hunter
per Un tram che si chiama desiderio
1953
per Il bruto e la bella
Donna Reed
per Da qui all'eternità

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