Giustino I

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Tremissis di Giustino I.
Le persecuzioni degli eretici, durante il regno di Giustino I.

Giustino I (Tauresio, 450Costantinopoli, 1º agosto 527) è stato un imperatore bizantino dal 518 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giustino fece carriera tra i ranghi dell'esercito dell'Impero Bizantino e divenne infine imperatore, nonostante il fatto che fosse analfabeta e avesse quasi settant'anni all'epoca della sua ascesa al trono. Il suo regno è importante perché vide la fondazione di una dinastia che comprese il suo eminente nipote Giustiniano I e che portò a leggi che tolsero enfasi all'influenza della vecchia nobiltà bizantina.

Giustino nacque nella provincia romana dell'Illyricum, da parenti umili, nel 450[1]. Da adolescente sfuggì con due compagni ad un'invasione degli Unni e trovò rifugio a Costantinopoli. Giustino ben presto entrò nell'esercito, e a causa della sua abilità, salì nei ranghi fino al grado di generale e comandante della guardia di palazzo, sotto l'imperatore Anastasio I, dopo quasi cinquant'anni di carriera. Grazie alla sua posizione (era il comandante delle uniche truppe della città) e a doni in denaro, Giustino fu in grado di assicurarsi l'elezione a imperatore nel 518.

Militare di carriera, con poca conoscenza della conduzione dello stato, Giustino, saggiamente, si circondò di consiglieri fidati. Il più importante di questi fu, naturalmente, suo nipote Flavius Petrus Sabbatius, che egli aveva adottato come suo figlio e a cui diede il nome di Giustiniano. Oggi è comune dire che in questo periodo Giustiniano governò l'impero in nome dello zio, grazie ai resoconti dello storico Procopio, ma esistono molte prove del contrario. Fu certamente per iniziativa di Giustino se nel 521 furono destituiti alcuni funzionari della Zecca di Costantinopoli accusati di malversazione. Giustiniano non venne nominato come successore se non a meno di un anno dalla morte di Giustino.

Nel 525, Giustino abrogò una legge che in pratica proibiva ai membri della classe senatoriale di sposare una donna di classe sociale inferiore, comprese le attrici di teatro, che all'epoca erano considerate scandalose. Questo editto permise a Giustiniano di sposare Teodora, una ex attrice di mimo (secondo Procopio di Cesarea), e alla fine risultò in un grosso colpo assestato alla vecchia distinzione in classi della corte imperiale.

Dal punto di vista delle lotte religiose, che tanto influenzavano la vita politica e sociale dell'Europa, una sua dura persecuzione contro ariani e monofisiti, sebbene andasse incontro alle scelte del patriarca d'Occidente (il papa romano), causò le ire di Teodorico, che iniziò una dura persecuzione contro i cristiani del credo niceno-efesino nei territori italiani controllati dagli Ostrogoti.

Gli ultimi anni del suo regno vennero segnati dalla lotta dell'impero con gli Ostrogoti e i Persiani. Nel 526, la salute di Giustino iniziò a declinare ed egli nominò formalmente Giustiniano come co-imperatore e suo successore il 1º aprile 527. Il 1º agosto dello stesso anno, Giustino morì e gli succedette Giustiniano.

La città di Anazarbus venne ribattezzata Giustinopoli in suo onore nel 525.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Norwich, p. 70

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Anastasio I 518-527 Giustiniano I