Joséphine de Beauharnais

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Joséphine de Beauharnais, Imperatrice dei Francesi
Joséphine de Beauharnais, Imperatrice dei Francesi

Joséphine de Beauharnais (Les Trois-Îlets23 giugno 1763 – Parigi29 maggio 1814) fu la prima moglie di Napoleone Bonaparte; sua figlia Hortense fu madre di Napoleone III.

Indice

[modifica] Primi anni

Maria Josèphe Rose Tascher de la Pagerie nacque a Les Trois-Îlets, nel territorio francese della Martinica, da Giuseppe-Gaspard di Tascher, signore della Pagerie e tenente di fanteria nella marina, e Rose-Claire des Vergers de Sanois. I Tascher erano una famiglia di proprietari terrieri e possedevano piantagioni di zucchero.

Nel 1766, in seguito alle devastazioni delle loro proprietà provocate da violenti uragani, la famiglia si trovò improvvisamente in difficoltà finanziarie. Edmée, zia paterna di Joséphine e amante del visconte di Beauharnais, stava preparando il matrimonio di sua nipote Catherine-Désirée con il figlio del visconte, Alessandro; unione che avrebbe portato evidenti benefici economici alla famiglia Tascher, mettendo i soldi dei de Beauharnais nelle loro mani. Quando la dodicenne Catherine morì, il 16 ottobre 1777, nei disegni di Edmée essa fu sostituita dalla sorella maggiore Joséphine.

Nell'ottobre del 1779, Joséphine andò in Europa con suo padre, e sposò Alexandre de Beauharnais il 13 dicembre 1779 a Noisy-le-Grand. Nonostante la loro unione non fosse felice ebbero due figli: Eugène de Beauharnais (17811824), e Hortense de Beauharnais (17831837), che sposò Luigi Bonaparte (fratello di Napoleone) nel 1802.

Il 2 marzo 1794, durante il periodo del Terrore, il Comitato di Sicurezza Generale ordinò l'arresto di Alessandro, che fu rinchiuso nella prigione di Carmes. Considerando Joséphine troppo vicina ai circoli finanziari contro-rivoluzionari, il Comitato ordinò il suo arresto il 19 aprile 1794. L'ordine di arresto fu pubblicato il 2 Fiorile, anno II° (21 aprile 1794), e Joséphine fu arrestata e detenuta nella prigione di Carmes fino al 10 Termidoro, anno II° (28 luglio 1794). Suo marito Alessandro, accusato di non aver difeso Magonza nel 1793, e considerato un aristocratico "sospetto", fu condannato a morte e ghigliottinato il 23 luglio 1794, insieme al fratello Augustin, in Piazza della Rivoluzione (Place de la Concorde) a Parigi.

Il 27 luglio 1794 (9 Termidoro), Tallien organizzò la liberazione di Thérèse Cabarrus, e poco dopo quella di Joséphine. Nel giugno del 1795, grazie ad una nuova legge, le fu concesso di recuperare i possedimenti di Alessandro.

[modifica] L'incontro con Napoleone

Dopo la morte del marito, e prima di conoscere Napoleone, a Joséphine vennero attribuite relazioni sentimentali con diverse figure politiche importanti, fra cui Paul François Jean Nicolas Barras.

Incontrò il Generale Napoleone Bonaparte, più giovane di lei di sei anni, nel 1795. Nel dicembre, in una appassionata lettera, lui le scrisse: "Mi sveglio inebriato di te. La tua immagine e il ricordo dei piaceri ubriacanti dell'ultima notte non mi lasciano pace".

Nel gennaio 1796, Napoleone chiese la sua mano e i due si sposarono il 9 marzo 1796. Fino all'incontro con Napoleone, aveva sempre usato il nome 'Rose', ma Napoleone iniziò a chiamarla 'Joséphine', che da quel momento rimase il suo nome. Subito dopo le nozze, Napoleone partì per guidare l'esercito in Italia ma non mancò di mandarle lettere d'amore per tutto il tempo della sua assenza. Lei, meno romantica, rispose più raramente. Molte delle lettere di Napoleone a Joséphine sono rimaste conservate sino ai nostri giorni.

Joséphine, inizialmente meno innamorata di Napoleone, cominciò nel 1796 una relazione con Hippolyte Charles, un aristocratico noto dongiovanni. Napoleone ricambiò prendendo come amante Pauline Bellisle Foures, moglie di un giovane ufficiale, che divenne nota come la "Cleopatra di Napoleone" (la relazione ebbe inizio durante la campagna d'Egitto del 1798).

[modifica] Imperatrice dei Francesi

Napoleone e Joséphine furono incoronati imperatore e imperatrice dei Francesi nel 1804 nella cattedrale di Notre-Dame.

Quando apparve chiaro che non poteva più avere figli, accettò dolorosamente il divorzio (dicembre 1809), in modo da permettere a Napoleone un matrimonio che potesse dargli un erede.

[modifica] Gli ultimi anni

Dopo il divorzio, visse gli ultimi anni della sua vita nel castello di Malmaison, vicino a Parigi. Rimase in buoni rapporti con Napoleone (che una volta le disse che la sola cosa che li accomunava erano i debiti).

Nella sua dimora di campagna Joséphine continuò la sua opera di restauro e di abbellimento sia dell'edificio che del parco. Ella era insoddisfatta delle rose che a quel tempo erano disponibili, le quali erano piccole e fiorivano solo per pochi giorni. Fece quindi piantare nei giardini della tenuta oltre duecento varietà di rose provenienti dalla Persia, dalle quali venne isolata prima la Rosa tea e, successivamente, la Ibrida perenne, dai fiori doppi e rifiorenti e dalla quale discendono molte delle rose che oggi occupano i nostri giardini[1].

Alla sua morte, avvenuta nel 1814, fu seppellita non lontano da Malmaison, nella chiesa di Ss. Pietro e Paolo a Rueil. La figlia Hortense fu in seguito sepolta accanto a lei.

[modifica] Discendenza

Il figlio di Hortense divenne Imperatore dei Francesi con il nome di Napoleone III. Sua nipote Josephine, figlia di Eugène, sposò il re Oscar I di Svezia. Attraverso loro, Joséphine è diretta antenata delle attuali case reali di Belgio, Svezia, Danimarca, Grecia, Norvegia, Lussemburgo, Liechtenstein, e Portogallo. Un'altra nipote, Amélie Auguste Eugénie Napoléone, figlia di Eugène, divenne Imperatrice del Brasile.


[modifica] Curiosità

  • A dispetto delle numerose relazioni extraconiugali, del divorzio, e del nuovo matrimonio, le ultime parole dell'Imperatore sull'isola di Sant'Elena furono "Francia, l'esercito, il comando dell'esercito, Joséphine".
  • Joséphine Bonaparte aveva un carlino chiamato Fortuna, che veniva da lei usato per mandare a Napoleone messaggi privati. Si dice che nella prima notte di nozze Napoleone rifiutò di permettere a Fortuna di dormire con loro nel letto, e Fortuna lo morse. Joséphine disse "se il carlino non dorme nel nostro letto, neanch'io!" Da allora, Napoleone condivise il suo letto con Joséphine e il suo carlino.
  • La cantante Tori Amos ha scritto un canzone intolata Joséphine, basata sulla figura dell'Imperatrice, inclusa nell'album To Venus and Back.

[modifica] Note

  1. ^ Christine Sutherland. L'amante di Napoleone.Cles (TN), Oscar Storia Mondadori, 2002. ISBN 88-04-50093-X

[modifica] Altri progetti

Predecessore: Imperatrice dei Francesi Successore:
nessuna; Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena come Regina di Francia e di Navarra 2 dicembre 1804 - 10 gennaio 1810 Maria Luisa d'Austria I
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