Giuseppe Perovani

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Giuseppe Perovani (Brescia, 1765Messico, 1835) è stato un pittore italiano, esponente del neoclassicismo accademico. Svolse prevalentemente la sua opera nelle Americhe. È l'autore del celebrato ritratto in piedi di George Washington..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Perovani, alias José Perovani, nacque a Brescia nel 1765, si formò nell'ambito del neoclassicismo accademico. Della sua formazione e della sua attività in patria tacciono le fonti nonostante avesse già acquisito una buona preparazione prima di tentare la fortuna nelle Americhe.

Stati Uniti d’America[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di George Washington (1796, museo della R.A.B.A.S.F., Madrid)

Nel 1795 arrivò a Filadelfia, città in pieno fermento edilizio e culturale, con Giacinto Cocchi, architetto, pittore, scultore, con cui aprì uno studio. Insieme affrontarono un periodo di intenso lavoro, durante il quale il Perovani si fece apprezzare come ritrattista, paesaggista, decoratore sia con la tecnica ad olio che ad affresco, mentre il Cocchi realizzava lavori nei teatri, negli enti pubblici, negli ornamenti.

Nel 1796 Giuseppe Perovani dipinse il ritratto in piedi di George Washington che fu la sua opera più rappresentativa negli Stati Uniti, tanto da farlo riconoscere dalla moderna critica come l'iniziatore in America del filone pittorico di impronta neoclassica. Il ritratto in piedi di George Washington gli fu commissionato dal ministro Josef de Jaudenes y Nebot, dell'ambasciata spagnola di Filadelfia che lo rivendette a Manuel Godoy (1767-1851). Il dipinto oggi si trova nell'Accademia di San Fernando a Madrid, infatti anni dopo lo stesso Josef de Jaudenes, riacquistò l'opera da Godoy e la portò a Madrid per esporla nelle sale dell'Accademia di San Fernando.

Perovani suscitò l'ammirazione della scettica critica americana dell'epoca con le sue decorazioni del salone di rappresentanza dell'ambasciata spagnola a Filadelfia e addirittura l'entusiasmo popolare di quella città organizzando una mostra di statue aventi per soggetto Minerva in adorazione del busto di George Washington.

Sull'onda di questo successo ottenne l'incarico di eseguire le scene per l'anfiteatro di New York, raccogliendo ancora una volta consensi. Il sodalizio con Giacinto Cocchi ebbe termine questo stesso anno. Giacinto Cocchi, in un anno imprecisato dopo il 1796, tornò in Europa dove a Palma di Maiorca è documentata la sua presenza dal 1802 al 1806, periodo in cui progettò i cimiteri dell'isola per ordine del cardinale Antonio Despuig y Dameto[1].

Cuba[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1802, dopo cinque anni di intensi successi in Nord America, troviamo Perovani a Cuba dove arriva su invito del potente vescovo Espada[2] che gli affida la decorazione della Cattedrale de L’Avana dove dipinge ad affresco la triade "La consegna delle chiavi", "L’ultima Cena" e "L’Ascensione"[3].

Per il vescovo Espada, il pittore-scultore Giuseppe Perovani dipinse il "Giudizio Universale"[4] nella cappella del cimitero Espada appena costruito dove realizza anche "Il Tempo e l’Eternità" e a lato "La religione e la Medicina"; il cimitero fu inaugurato il 2 febbraio 1806. Ritrasse i membri delle famiglie più facoltose de L'Avana. Altre sue opere si trovano nell'Ospedale di Paula, nella chiesa dello Spirito Santo e nella cappella di Santa Teresa a L'Avana.

Perovani fu il primo ad avvertire l'esigenza di aprire un'Accademia di Belle Arti a Cuba. Non trovando ascolto presso le autorità aprì a sue spese un laboratorio-scuola di disegno che in pratica precorse la costituzione nel 1818 della Accademia di San Alessandro dell'Avana il cui organizzatore fu il più giovane pittore francese Jean Baptiste Vermay de Baumè (1786-1833)[5].

Famiglia a Cuba[modifica | modifica wikitesto]

A Cuba Giuseppe Perovani sposò Juana Gordon Balduari che aveva aperto una scuola di lingue. Dal matrimonio nacque il 30 dicembre 1802 Josè Eduardo Perovani Gordon, battezzato nella Cattedrale de L’Avana il 16 gennaio 1803. Da Josè Eduardo discenderanno i Perovani di Cuba.
Tra il 1824 e il 1827 nacque la figlia Elvira che vide la luce a Guamutas nella provincia di Matanzas.[6]

Messico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1818 circa, preso atto che la sua esperienza a Cuba era finita, Giuseppe Perovani emigrò in Messico dove la sua attività principale di ritrattista itinerante non è stata documentata e dove nel 1835 la morte lo colse, vittima del colera, da tutti dimenticato.

Solo di recente la critica, soprattutto americana, lo sta rivalutando.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • George Washington ritratto in piedi, olio su tela - 1796
  • Salone di rappresentanza dell'ambasciata spagnola a Filadelfia, decorazioni - 1796
  • Anfiteatro di New York, decorazioni
  • a L'Avana dal 1802 al 1818
  • "La consegna delle chiavi"
  • "L’ultima Cena"
  • "L’Ascensione"
  • "Giudizio Universale"
  • "Il Tempo e l’Eternità"
  • "La religione e la Medicina"
  • Ospedale di Paula
  • Chiesa dello Spirito Santo
  • Cappella di Santa Teresa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Opus Habana, Vol.I 1997

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacinto Cocchi è documentato sull’isola dal 1802 al 1806. Ignoriamo le circostanze del suo arrivo. Intervenne in una serie di opere e si suppone che la Società Economica non tentò neppure di assegnargli la cattedra di architettura a causa delle progressiva decadenza dell’Accademia accelerata dal 1803 Fonte: "La institucionalizacion de la enseñanza artistica en Mallorca: la Academia de Nobles Artes (1778-1808)" pag.293 nota 59
  2. ^ Don Juan Josè Diaz de Espada y Fernandez de Landa, nato a Alava, nominato vescovo di L'Avana, giunse in quella città il 25 febbraio 1802, essendo consacrato nella cattedrale dal vescovo cubano don Luis de Peñalver y Cardenas. Colpito dalla febbre gialla poco dopo il suo arrivo a Cuba, Espada fece il voto di costruire il cimitero che da lui prese nome. Il cimitero Espada, fu inaugurato e benedetto il 2 febbraio 1806
  3. ^ Gli affreschi dipinti nella cattedrale dell'Avana ci sono pervenuti in cattivo stato avendo perso la loro bellezza originaria. Soltanto "L'Ascensione" ancora oggi conserva intatta l'impronta del Perovani
  4. ^ Il "Giudizio universale" dipinto nella Cappella del cimitero Espada de L'Avana, ispirò al poeta Manuel Zequeira y Arango (1760-1840) questi versi elogiativi:
    "Prima del suono rovinoso della tromba
    Fai che si aprano i gelidi sepolcri;
    anima le ceneri, e i morti
    che amarono la virtù dipingi con la loro
    pompa di splendore ricoperti".
  5. ^ Jean Baptiste Vermay fu chiamato a Cuba dal vescovo Espada perché portasse a termine le opere che il Perovani aveva lasciate incompiute. A questo proposito non è chiaro il motivo per cui Giuseppe Perovani lasciò L'Avana nel 1818 circa anche se si può ipotizzare che fossero sorti contrasti con il vescovo Espada proprio in concomitanza dell’arrivo del rivale a Cuba
  6. ^ La figlia di Giuseppe Perovani, Elvira Perovani y Gordon, sposò Andres de la Torre y Armenteros, membro di una delle più antiche famiglie di origine spagnola de L'Avana, da cui ebbe sei figli, quattro femmine e due maschi

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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