Giuseppe Morabito (boss)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« ...Ben più importante della cattura di Provenzano »
(Roberto Centaro, Presidente della Commissione parlamentare antimafia[1])
Giuseppe Morabito

Giuseppe Morabito (Africo, 15 agosto 1934) è un criminale italiano boss della 'Ndrangheta calabrese.

È stato per numerosi anni latitante in quanto capo della cosca Morabito. Giuseppe Morabito è noto anche come u tiradrittu (dal dialetto calabrese: spara dritto, buona mira), soprannome che eredita dal padre. Fu considerato il numero uno della 'ndrangheta, che secondo la commissione parlamentare antimafia è anche più importante dell'ex superlatitante Bernardo Provenzano capo di Cosa nostra[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1952 venne denunciato per occupazione arbitraria di immobili e danneggiamento, porto abusivo di armi, violenza privata e lesioni personali. Nel 1967 viene accusato di essere mandante della strage di Locri, accusa dalla quale è stato assolto. Con lui negli anni 70 nasce una sorta di alleanze per la gestione del narcotraffico tra i Barbaro di Platì, i Pelle di San Luca e i Pisano-Pesce-Bellocco di Rosarno del versante tirrenico. Negli anni '80, dopo la faida di Motticella, tra le cosche Morabito-Mollica e Speranza-Palamara-Scriva con oltre cinquanta morti, diventa capo della locale di Africo, "faida" in cui Giuseppe Morabito classe 34 non è stato giudiziariamente interessato. Fu mediatore della faida di Roghudi, ruolo questo smentito in sede giudiziaria.

La prima ordinanza di custodia cautelare risale al 1992 per associazione di tipo mafioso per traffico di stupefacenti.

Da allora Morabito ha continuato a interessarsi del traffico internazionale di droga con i suoi figli. Il fratello e il figlio Giovanni (omonimi) sono stati arrestati anch'essi per questo. L'altro figlio Domenico Morabito invece è morto a 39 anni ucciso dalla polizia. Morabito è stato arrestato il 18 febbraio 2004 dopo dodici anni di latitanza a Santa Venere, vicino Cardeto, un piccolo paese dell'hinterland aspromontano reggino, in un'operazione congiunta dei carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e dello Squadrone Eliportato Cacciatori.

Fu catturato nell'operazione anche il genero Giuseppe Pansera. Alla cattura il boss disse: "Trattatemi bene" e non oppose resistenza alcuna e aggiunse anche rivolgendosi ai carabinieri: Se non mi prendevate voi, non mi prendeva nessuno[2].

È nonno del calciatore Giuseppe Sculli.

Il 27 aprile 2010 viene arrestato suo figlio, Rocco Morabito di 50 anni, attuale capo della cosca[3][4].

Nel marzo del 2013 a Locri viene arrestato per associazione a delinquere e riciclaggio anche il genero Francesco (funzionario del Comune di Bruzzano Zeffirio e padre di Giuseppe) oltre di nuovo al figlio Rocco Morabito e al boss Rocco Aquino.[5][6][7]

Legami con Cosa nostra[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che avesse rapporti con i capi di Cosa nostra siciliana. Alcuni pentiti rivelarono anche della presenza ad Africo di Totò Riina durante la sua latitanza[8].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Colpo al cuore della 'ndrangheta arrestato il boss Morabito in Repubblica.it. URL consultato il 6 ottobre 2010.
  2. ^ a b Scacco alla mafia calabrese arrestato il re delle cosche in Repubblica.it.
  3. ^ Preso Tegano, boss della 'ndrangheta. In centinaia gridano: "È un uomo di pace" in Repubblica.it.
  4. ^ Catturato dal ROS Rocco Morabito, latitante, figli di "tiradrittu" in Nuova Cosenza.
  5. ^ ‘Ndrangheta, arrestato il padre di Sculli ilsecoloxix.it, 5 marzo 2013
  6. ^ ‘Ndrangheta, arrestato il padre del calciatore Sculli. Sequestri per 450 milioni ilfattoquotidiano.it, 5 marzo 2013
  7. ^ Arrestato il padre di Sculli in un'operazione contro la 'ndrangheta gazzetta.it, 5 marzo 2013
  8. ^ Un clan fra i più temuti in affari con i colombiani in Repubblica.it. URL consultato il 9 ottobre 2010.
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie