Giuseppe Longhi

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Giuseppe Longhi (Monza, 13 ottobre 1766Milano, 2 gennaio 1831) è stato un incisore e pittore italiano, esponente del Neoclassicismo.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Busto di Giuseppe Longhi
Milano, Palazzo dell'Accademia di Brera

Nato a Monza nel 1766 da Carlo Francesco, commerciante di seta e antiquario, e da Cecilia Caronni, è avviato agli studi in seminario, dapprima in quello bergamasco di Celana, poi in quelli di Monza e di Milano.
Tra i suoi insegnanti è il futuro rettore della Biblioteca Ambrosiana Antonio Mussi che ne nota le precoci capacità nel disegno e lo incoraggia a svilupparle copiando i lavori dei grandi maestri.
Al termine dei suoi studi umanistici nel 1786 Longhi decide di dedicarsi da autodidatta alla tecnica dell’incisione su rame.

Qualche anno più tardi, nel 1790, presso l’Accademia di Brera viene istituita la Scuola d’incisione sotto la direzione di Vincenzo Vangelisti. La scuola era dotata di borse di studio e il Longhi ne ottiene una; divenuto economicamente indipendente si trasferisce a Milano presso Giuseppe Appiani, il principale restauratore di Brera. A Brera è allievo di Giuliano Traballesi e lega una grande amicizia con Andrea Appiani, primo pittore di Napoleone in Italia.
Giocondo Albertolli, professore di ornato all’Accademia, commissiona al giovane allievo un’incisione a bulino, sua prima opera pubblicata poi nel 1792 e subito apprezzata per la naturalezza del tratteggio.

Sul finire dello stesso anno si reca a Roma per un viaggio di studio: frequenta Raffaello Morghen e compie anche studi di anatomia sotto la guida di un chirurgo dell’ospedale di S.Spirito. Ritornato a Milano si dedica anche a perfezionare e innovare la tecnica e gli strumenti per l’arte dell’incisione.

Ha ormai raggiunto una padronanza tecnica tale da riceverne comuni riconoscimenti.
Studia assiduamente la maniera di Rembrandt dedicandosi in particolare all’uso, sulla stessa lastra, dell’acquaforte, del bulino e della puntasecca.
Si dedica anche assiduamente al disegno e alla miniatura ritrattistica che gli procura buon successo economico.

Nel 1796 conosce personalmente Napoleone Bonaparte di cui, l’anno seguente, su incarico del pittore francese Gros, esegue un ritratto a ricordo della battaglia di Arcole. Per la fama di questo ritratto viene incaricato nel 1798 della cattedra d’incisione a Milano che da lui riceve nuovo impulso.
Nel 1801 fa parte dei Comizi di Lione convocati da Bonaparte Primo Console. L’anno successivo si reca a Parigi in compagnia di Giuseppe Bossi e di Francesco Rosaspina: vi soggiorna per due mesi allacciando contatti con i più noti artisti quali David, Gérard, Gros , l’incisore Wille e visitando i principali musei milanesi.

Quando Napoleone giunge a Milano per l’incoronazione a Re d’Italia, Longhi è fra gli ospiti della cerimonia di incoronazione e viene incaricato d’incidere i primi sei pezzi dei Fasti che l’Appiani aveva nel frattempo dipinto nel Palazzo Reale. Nello stesso 1806 esegue un piccolo ritratto di profilo di Napoleone, basato sul disegno dal vero durante il soggiorno a Lione, e che verrà inserito nel frontespizio dell’edizione del Codice Civile italiano dello stesso anno.

L’attività dell’artista ha ormai raggiunto una notorietà tale da procurargli innumerevoli commissioni. Nonostante il carico di lavoro conduce anche lavori di propria ispirazione; nel 1813 giunge così a terminare il rame della Galatea a cui lavorava da diversi anni. Negli anni 1818-1819 si dedica esclusivamente alla grande lastra di rame dello Sposalizio della Vergine , che pubblicherà nel 1820.
Il suo interesse si applica alla resa incisoria di dipinti raffaelleschi e leonardeschi; in omaggio al suo maestro e amico Appiani ne traspone su lastra l’autoritratto che l’artista aveva dipinto ad olio qualche anno prima.

Dedica i suoi ultimi anni all’ambizioso progetto di un lavoro su due lastre dedicato al Giudizio Universale di Michelangelo, lavoro del quale ci restano solo poche prove di stampa.

Ebbe numerosi allievi, molti dei quali si distinsero nell'arte dell'incisione. Lasciò numerosi scritti, il più importante dei quali è il trattato La calcografia ossia l'arte d'incidere in rame (1830).

L’artista muore il 2 gennaio 1831, colto da un attacco apoplettico.
I suoi funerali si svolsero nella chiesa di San Fedele dove, in rappresentanza dell'Accademia di Brera, gli artisti Longhena e Fumagalli tennero l'elogio in memoria. Giuseppe Longhi , oltre ad essere un "calcografo", fu anche uno dei principali ritrattisti della Milano neoclassica e docente di artisti come Giuseppe Molteni. Possedeva inoltre una delle maggiori raccolte d'arte presenti a Milano. Nelle sue mani passarono il San Francesco che riceve le stimmate del Bergognone ( Museo Diocesano di Milano) il San Sebastiano di Raffaello (Bergamo, Accademia di Carrara) e tantissime altre opere disperse nei principali musei milanesi e del mondo, opere che composero la collezione Longhi, ricostruita da Veronesi nel 2012.

Alcune opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Madonna col putto, da Parmigianino (1785)
  • Studio di testa d'aquila, da Albertolli (1792, suo primo lavoro pubblicato)
  • Il Genio della Musica, da Guido Reni (1794)
  • Ritratto di Turco, da Rembrandt
  • Ritratto di Etiope, da Rubens
  • Napoleone alla battaglia di Arcole, da Gros
  • Il trionfo di Scipione
  • Madonna, da Carlo Dolci
  • Deposizione, da Daniele Crespi
  • Filosofo in meditazione, da Rembrandt (1803)
  • Napoleone Re d'Italia
  • Ritratto di Napoleone I (1806)
  • Decollazione di San Giovanni Battista, da Gerrit Dou
  • Maddalena, da Correggio (1809)
  • Borgomastro olandese, da Rembrandt (1811)
  • I Fasti, da Andrea Appiani (1811 - 1817)
  • Ritratto di E.Beauharnais, da Gérard (1813)
  • Galatea , da Francesco Albani (1813)
  • Pan e Siringa
  • Ritratto di Rembrandt (1815)
  • Ritratto di Giorgio Washington (1817)
  • Lo Sposalizio della Vergine, da Raffaello (1820)
  • Ritratto di Vincenzo Monti
  • Ritratto di Carlo Porta (1821)
  • Le delizie materne (Ritratto di Lady Burghersh), da Lawrence (1822)
  • La Madonna del lago, da Marco d'Oggiono (1824)
  • Ritratto di Andrea Appiani (1826)
  • Vecchio cieco, da Rembrandt (1828)
  • San Gerolamo
  • La Madonna del velo, da Raffaello (sua ultima opera compiuta)

Le principali raccolte di sue stampe sono presso i Musei Civici di Monza e la Raccolta Bertarelli di Milano.

Suoi allievi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vallardi, Catalogo dei più celebri intagliatori, Milano, 1821
  • F.Longhena, Notizie biografiche di G.Longhi, Milano, 1831
  • A.Calabi, L'incisione italiana, Milano, 1931
  • A.De Witt, Incisione italiana, Ed. U.Hoepli, Milano, 1950
  • A.Bergomi, A.Ottolini, Giuseppe Longhi, incisore monzese, Università Popolare Monzese, 1984
  • A.Crespi, "Giuseppe Longhi e la scuola d'incisione dell'Accademia di Brera", Lions Club Monza Host, 1999
  • Longhi, Giuseppe, Dizionario Biografico degli Italiani, volume 65 (2005)
  • Victor Rafael Veronesi, La collezione Longhi ( tesi di laurea discussa all'Università degli Studi di Milano il 11.12.2012 relatore Maria Teresa Fiorio, co-relatore Rossana Sacchi) , voll. 2 (+ addenda ed errata corrige , p. p. 30) , 2012

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Longhi e Raffaello Morghen, L'incisione neoclassica di traduzione 1780-1840, Arengario di Monza, Aprile-Maggio 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 46753531 LCCN: nr2001026406 SBN: IT\ICCU\UBOV\547588