Giuseppe Gioeni

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Scultura bronzea-lapide commemorativa dedicata alla memoria di Giuseppe Gioeni (1841) sita sulla facciata di Palazzo Gioeni d'Angiò a Catania.

Giuseppe Gioeni d'Angiò (Catania, 12 maggio 1743[1]Catania, 6 dicembre 1822[1]) è stato un naturalista e vulcanologo italiano[1].

Iniziò ad interessarsi di vulcanologia dopo la lettura degli studi condotti sui Campi Flegrei da Sir William Hamilton[1], ambasciatore inglese alla corte dei Borboni di Napoli[1].

Cominciò quindi la raccolta di minerali e di specie zoologiche allo scopo di creare un museo personale[1]. Nel 1870 gli venne conferita la cattedra di Storia naturale e Botanica dall'Università degli Studi di Catania[1].

In suo onore, nel 1824[1], venne fondata a Catania l'Accademia Gioenia di Scienze Naturali, un'istituzione ancor oggi attiva, dopo aver goduto di una lunga e prestigiosa vita[1].

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • Relazione d'una nuova pioggia..., "Philosophical Transactions", 1782
  • Descrizione di una nuova famiglia e di un nuovo genere di testacei trovati nel litorale di Catania, Napoli, s.n.t., 1783
  • Relazione della eruzione dell'Etna nel mese di Luglio 1787..., Catania per Francesco Pastore, 1787
  • Saggio di litologia vesuviana, Napoli, Stamperia Simoniana, 1790.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i *G. Buccieri, «GIOENI, Giuseppe», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, (on line)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]