Giuseppe D'Avanzo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce o sezione potrebbe soffrire di recentismo.
Nel modificarla, considera gli eventi recenti in una prospettiva storica e verifica se questi argomenti, in tutto o in parte, non siano più adatti a Wikinotizie.
Per favore non rimuovere questo avviso se la voce corre ancora il rischio di presentare esempi di recentismo. |
Giuseppe D'Avanzo (Napoli, 10 dicembre 1953) è un giornalista italiano, che attualmente scrive sul quotidiano La Repubblica.
Indice |
[modifica] L'attività giornalistica
Laureato in filosofia e giornalista professionista, dopo aver lavorato al Corriere della Sera, nel 2000 è approdato a La Repubblica. Ha curato con il giornalista Carlo Bonini, suo decennale collaboratore, i principali scoop investigativi nei quali la cronaca nera s'è incrociata con la politica, soprattutto estera e militare.
[modifica] Le inchieste
- Il "Nigergate" - che vide approdare nel discorso sullo Stato dell'Unione di George W.Bush la falsa notizia del tentativo di Saddam Hussein di acquistare uranio del Niger, tipo "yellowcake" - fu da lui ricollegato ad un dossier costruito a Roma in ambienti contigui ad ambasciate africane ed al Sismi, il servizio d'intelligence militare italiano.
- Il rapimento di Abu Omar fu da lui ripetutamente ricollegato non solo ad un'attività clandestina della CIA in territorio italiano, ma a una vera e propria operazione congiunta degli statunitensi con il Sismi: la pubblicazione di indizi in tal proposito si valse delle prime indagini condotte dalla Procura di Milano, ma parve anche indirizzarle in un feed-back alquanto inusuale, accennando alla possibilità che la rilevazione satellitare delle utenze di telefonia mobile dei rapitori indicasse che sul luogo del rapimento vi fossero anche agenti italiani.
- La strada così aperta condusse all'individuazione della sinergia illecita tra il cosiddetto "tiger team", una squadra di esperti informatici della Telecom-Italia e Sismi, che si sarebbe svolta sia per depistare le precedenti indagini, sia per mettere sotto controllo una serie di personaggi pubblici italiani. L'indagine in proposito è ancora in corso, ma le notizie sul "centro d'ascolto" di via Nazionale si sono arricchite nel 2006 della notizia che lo stesso D'Avanzo sarebbe stato tra gli intercettati.
[modifica] Le critiche sulle fonti
Spesso, le inchieste del team Bonini-D'Avanzo hanno fatto discutere. Probabilmente per reazione a tale ricca messe informativa, s'è più volte affacciata l'ipotesi[1] che D'Avanzo e Bonini abbiano fonti direttamente nel mondo degli agenti segreti.
Tale "fisiologico" precipitato delle rivalità tra testate ha registrato un'impennata dopo la scoperta (nel caso Telecom-Sismi) che il giornalista Renato Farina era a "libro paga" del Sismi. Farina, allora vice direttore del quotidiano Libero, venne difeso da Giuliano Ferrara, che si offrì di assumerlo nel quotidiano da lui diretto, Il Foglio, nel caso fosse stato licenziato da Libero.[2]
Il vicedirettore del Corriere della Sera, Pierluigi Battista il 9 luglio 2006 scrive un articolo in cui critica l'operato di Farina [3]chiedendosi, con quella che appare essere una domanda retorica, se questi e Ferrara avrebbero difeso allo stesso modo anche un eventuale Marco Travaglio che fosse stato scoperto a collaborare con la Procuratore nazionale antimafia o Giuseppe D'Avanzo eventualmente scoperto a collaborare con il capo della polizia (allora Giovanni De Gennaro):
| « E un'altra domanda, a Ferrara e a Farina. Se per pura ipotesi, tanto per dire, un giorno si dovesse accertare un qualche rapporto di remunerazione tra Marco Travaglio, a Ferrara e Farina assai inviso, e la Procura antimafia, Ferrara e Farina difenderebbero quel passaggio di denaro nel nome della «superiore» lotta alla mafia? E se, sempre per paradosso, anche Giuseppe D'Avanzo venisse scoperto a percepire una «giusta mercede» dal capo della Polizia nella guerra al crimine, Libero e Il Foglio sparerebbero a zero, oppure farebbero mostra di comprendere quanto penosa e irta di contraddizioni sia la sfida alla malavita che ha visto arruolarsi il loro giornalista-nemico? C'è da dubitare della seconda ipotesi. » | |
|
(Pierluigi Battista, Corriere della Sera, 9 luglio 2006[3])
|
Circa un mese dopo, il 2 agosto 2006, Francesco Cossiga, interpretando (o molto più probabilmente fingendo di interpretare) l'esempio portato da Pierluigi Battista come fosse una rivelazione giornalistica su possibili collaborazioni tra D'Avanzo e De Gennaro, ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'interno Giuliano Amato in cui si chiede se D'Avanzo e Travaglio siano con l'ex capo della polizia, in rapporto di giornalista-fonte, o se invece dal secondo ai primi vi sia stato passaggio di danaro, chiedendo se in questo caso non sarebbe stato più corretto assumerlo direttamente al SISDE:
| « Si chiede di sapere:
alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano "Corriere della Sera", se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita, se nell'interesse delle tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano a "libro paga", e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI; qualora l'ipotesi sia vera, se non si ritenga opportuno rendere permanente e più ampia la loro collaborazione, facendoli assumere come informatori occulti dal SISDE. » |
|
|
(Interpellanza del Senatore Francesco Cossiga al Ministro dell'Interno[4])
|
Il ministro Amato negherà il coinvolgimento dei due giornalisti con il ministero degli Interni e la polizia.[5]
È da notare che nello stesso giorno lo Cossiga aveva presentato diverse interpellanze sulle indagini effettuate nei confronti del personale del SISMI e sul Caso Abu Omar, in cui si evidenziava la sua contrarietà all'operato dei magistrati, tra cui un'interpellanza apertamente provocatoria, al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri, dell'interno e della difesa, in cui chiedeva se, dopo "lo smantellamento, tramite tempestivi arresti, della Divisione controspionaggio del SISMI" da parte della Porcura di Milano non sarebbe stato il caso di contrattare con Al Qaeda l'immunità per i cittadini e gli interessi italiani in cambio de "lo smantellamento di tutto l'apparato di sicurezza antiterrorismo dei Servizi di informazione e sicurezza, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza", chiedendo di nominare come ambasciatore per le trattative il sostituto procuratore della Repubblica di Milano Armando Spataro.[6]
[modifica] I libri
- Insieme a Carlo Bonini, ha pubblicato "Il mercato della paura. La guerra al terrorismo islamico nel grande inganno italiano"(Einaudi, 2006).
- Con il cronista siciliano Attilio Bolzoni, esperto di mafia, ha pubblicato "Il Capo dei Capi. Vita e carriera criminale di Totò Riina" (Rizzoli, 2007, decima edizione).
[modifica] Note
- ^ Senato della Repubblica, XIV Legislatura, Doc. IV-ter, n. 6-A: secondo il senatore Dini il suo "modo di fare giornalismo d’inchiesta, pieno di insinuazioni nei confronti della Farnesina e del Governo tutto, attingeva a un rapporto del 1999 che sarebbe stato redatto da elementi della residenza romana della CIA" (p. 3). Il relatore della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato concluse avvalorando il fatto anche se non il giudizio, visto che sostenne che "non è affatto deprecabile rivolgersi, per esigenze informative, a fonti segrete, e gli stessi Bonini e D’Avanzo lo ammettono in un articolo del 24 febbraio 2004 sul loro giornale (dichiarando, in riferimento al terrorismo, che una risposta ai quesiti che si pone l’opinione pubblica può derivare solo dalla raccolta dei dispacci trasmessi al Viminale dal Sismi e dal Sisde (il servizio d'intelligence civile), contenuti in fonogrammi riservatissimi)" (p. 4).
- ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, il Saggiatore, Collana Infrarossi, ISBN 88-428-1395-8, pag 264 e seguenti
- ^ a b La legge morale ha un prezzo, articolo de "Il Corriere della Sera", del 9 luglio 2006
- ^ Legislatura 15º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 030 del 02/08/2006, interpellanza 2-00045, dal sito del Senato
- ^ Quella calunnia "timbrata" dal Senato, articolo de "La Repubblica", del 24 luglio 2008
- ^ Legislatura 15º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 030 del 02/08/2006, interpellanza 2-00046, dal sito del Senato

