Giuseppe Bova

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Giuseppe Bova
Giuseppe Bova.jpg

Presidente del Consiglio regionale Calabria
Durata mandato 2005 –
2010
Predecessore Luigi Fedele
Successore Francesco Talarico

consigliere regionale Regione Calabria
Durata mandato 1990 –
in carica

Dati generali
Partito politico PCI, PDS, DS, PD

Giuseppe Bova (Reggio Calabria, 29 ottobre 1943) è un politico italiano, dal 2005 al 2010 fu Presidente del Consiglio regionale della Calabria.

Indice

[modifica] L'attività politica

Reggino, ha una lunga militanza nella politica e nel sindacato. Dal 1969 al 1971 ricopre l'incarico di responsabile regionale della FGCI; in seguito, dal 1971 al 1973 fa parte della segreteria provinciale del Partito Comunista Italiano e, nel 1985, in una difficile situazione politica, viene chiamato a ricoprire l'incarico di segretario.

È per molti anni membro della segreteria regionale quale responsabile dei problemi istituzionali e della lotta alla mafia e ricopre incarichi nazionali.

Nel 1990 viene eletto per la prima volta in Consiglio Regionale e, nel corso della legislatura, viene nominato assessore regionale alla Forestazione. Rieletto nel 1995, a livello istituzionale è capogruppo consiliare del Partito Democratico della Sinistra e in seguito vicepresidente e assessore al Bilancio e alla Programmazione nella Giunta regionale guidata da Luigi Meduri; a livello politico viene nominato segretario regionale dei Democratici di Sinistra.

Nel 2000 viene rieletto e, durante la legislatura, svolge il ruolo di vicepresidente del Consiglio Regionale e di vicepresidente della Commissione per l'Autoriforma della Regione Calabria.

Dal 2005 siede tra i banchi del Consiglio Regionale per la quarta legislatura, svolgendo il ruolo di Presidente del Consiglio Regionale della Calabria.

All'indomani del delitto di Franco Fortugno, promuove l'istituzione, a Locri, di un forum per la resistenza e la verità (Fo.Re.Ver.), che ospita una radio che trasmette ogni giorno tre edizioni di un giornale radio antimafioso.

È stato promotore della legge regionale n. 16/2005, cosiddetta "anti-parentopoli", attraverso cui si vieta per legge che i politici regionali assumano nelle proprie strutture parenti o affini entro il terzo grado.

Nel 2007 indice la Convenzione calabrese delle autonomie locali "Istituzioni: doveri e diritti". Sulla scorta degli impegni assunti in quella sede, Bova avvia un processo di riduzione dei costi della politica regionale, con un taglio ai costi delle strutture politiche pari a 6 milioni di euro annui. Le somme risparmiate vengono impiegate in parte per finanziare l'attivazione dei nuovi organi statutari (tra cui il Consilgio regionale delle Autonomie, il Consiglio Regionale dell'Economia e del Lavoro e la Consulta statutaria). Attraverso l'attivazione di tali organi di rango statutario e costituzionale viene completato l'assetto istituzionale della Regione Calabria. Tre milioni di euro ogni anno, inoltre, vengono destinati a finanziarie stage biennali per giovani laureati calabresi meritevoli, selezionati con meccanismi automatici sulla scorta dei titoli posseduti e dei curricula universitari.

In tema di trasparenza delle istituzioni e lotta alla 'ndrangheta, dota il Consiglio Regionale (unico caso in Italia) di un nuovo regolamento "etico" assai rigoroso, in base al quale i consiglieri raggiunti anche solo da un rinvio a giudizio per reati di associazione di stampo mafioso (art. 416 bis c.p.) decadono di diritto da ogni incarico consiliare.

Nel 2007, viene indicato al movimento "Ammazzateci tutti" quale responsabile di una strumentalizzazione politica dei ragazzi di Locri, i quali lamentano la stasi del Fo.Re.Ver., dovuta ad una presunta "occupazione" del forum da parte dei militanti del partito di Bova, che viene criticato in quanto presidente di un Consiglio Regionale con oltre il 50% di componenti inquisiti, rinviati a giudizio o condannati. Alla polemica seguirà una querela nei confronti del portavoce del movimento, querela poi archiviata dall'autorità giudiziaria.

Nel 2008 è promotore di un bando regionale che inserisce in un circuito professionale 500 laureati calabresi con il massimo dei voti, esperienza poi riproposta, in base al quale il Consiglio Regionale offre ai giovani laureati due anni di contratti lavorativi.

Nel 2009 promuove una legge che istituzionalizza le "primarie" per la scelta del candidato alla carica di Presidente della Regione, prevedendo che i vari schieramenti possano organizzare delle apposite consultazioni di cui saranno tenuti a rispettare l'esito. Il Consiglio Regionale approva una norma che fa slittare l'applicazione della legge alla legislatura seguente, tuttavia il Partito Democratico decide di organizzare ugualmente delle consultazioni primarie, che si svolgono il 14 febbraio 2010: Bova, sfidando il presidente uscente Agazio Loiero, è stato uno dei candidati.

Nel 2010 viene candidato e rieletto consigliere regionale per la quinta legislatura consecutiva, nelle liste del Partito Democratico. Dopo la seduta d'insediamento della nuova legislatura, Bova ha lasciato polemicamente il gruppo del PD e si è autosospeso dal partito, iscrivendosi al Gruppo misto. Sempre nel 2010, ha suscitato alcune polemiche la decisione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale di garantire a Bova un rimborso spese pari a oltre 210 mila euro per gli spostamenti effettuati con il proprio automezzo[1] [2]. Nel 2011 alle elezioni comunali di Reggio Calabria si candida per la carica di Sindaco, a capo di uno schieramento di cinque liste, ottenendo un terzo posto con il 9,61% dei voti[3].

[modifica] Vicende giudiziarie

Come membro dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale nella legislatura 2000-2005, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire l'erario perché risultava inserito l'acquisto di gadgets natalizi da distribuire ai consiglieri (penne e agende firmate) tra le spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio Regionale. La Corte ha ritenuto responsabili, per un quinto ciascuno dell'ammontare, l'allora presidente del Consiglio Regionale Luigi Fedele e i membri dell'Ufficio di presidenza Giuseppe Bova, Domenico Rizza, Antonio Borrello e Francesco Pilieci.

[modifica] Note

  1. ^ http://www.repubblica.it/rubriche/piccolaitalia/2010/10/27/news/bova_il_politico_a_chilometri_zero-8502319/?ref=HREC1-11
  2. ^ http://download.repubblica.it/pdf/2010/390.pdf
  3. ^ http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/elezioni/comunali/reggio_di_calabria.html

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Presidente del Consiglio Regionale della Calabria Successore: Coat of arms of Calabria.svg
Luigi Fedele 2005 - 2010 Francesco Talarico
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