Giuseppe Avitrano

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Giuseppe Antonio Avitrano (Napoli, ca 1670Napoli, 19 marzo 1756) è stato un compositore e violinista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da una famiglia di musicisti, Giuseppe Antonio Avitrano fu violinista presso l'orchestra della corte di Napoli dalla fine degli anni 1690 fino alla sua morte.

Le sue prime opere sono due serie di dieci sonate da chiesa a tre voci op. 1 e 2, che Avitrano dedicò à Marzio Carafa duca di Maddaloni (1650 - 1703).

Avitrano è conosciuto soprattutto per le sue sonate a quattro per tre violini e basso op. 3, pubblicate nel 1713, che si basano sul modello sviluppato a Napoli alla fine del Seicento da compositori come Pietro Marchitelli (1643 - 1729) e Giancarlo Cailò (ca 1659 - 1722). Con queste sonate, Avitrano ha contribuito in maniera significativa a questa forma maggiore di musica per violino. Nell’op. 3, le sonate più note sono la n° 1 L’aurora, la n° 2 L’Aragona, la n° 8 La Columbrano e la n° 10 La Maddaloni.

Le 12 sonate dell’op. 3 sono dedicate a Carlo Pacecco Carafa, e ognuna delle sonate porta il nome di una persona o di una famiglia imparentata con i Carafa o, comunque, socialmente o politicamente vicina, ad esempio Barberini, Borromini, Colubrano (ovv. Columbrano o Colobrano), Maddaloni o Pacecco[1].

Lavori[modifica | modifica sorgente]

  • 10 sonate a tre, 2 violini, violone, organo, op. 1 (Napoli, 1697)
  • 10 sonate a tre, 2 violini, violone, organo, op. 2 (Napoli, 1703)
  • 12 sonate a quattro, 3 violini, basso continuo, op. 3 (Napoli, 1713)
  • 7 cantate, per soprano e basso continuo
  • Te Mariam laudamus, per voci (S, S, A, T, T, B) 2 oboi, 3 violini, b.c., (Napoli, 1746)
  • Missa defunctorum, (Napoli, 1721)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pietro ANDRISANI, "Aurora Sanseverino mecenate: suo contributo allo sviluppo dell’Opera in Scuola Napoletana", in Fardella 1704 - 2004: Tracce di storia, a cura di Antonio Appella e Antonietta Latronico, Associazione Culturale ONLUS La Scalett, Fardella, 6 agosto 2004, pp. 79-100.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ulisse PROTA-GIURLEO, "Breve Storia del Teatro di Corte e della Musica a Napoli nei sec. XVII - XVIII", in Felice de Filippis, Il Teatro di Corte del Palazzo Reale di Napoli, Napoli, L’Arte tipografica, 1952, pp. 19–125.
  • Francesco DEGRADA: "Appunti critici sui Concerti di Francesco Durante", in : Chigiana, xxiv (1967), pp. 145–65.
  • Renato BOSSA, "Le Sonate a Quattro di Giuseppe Antonio Avitrano (1713)", in : La musica a Napoli durante il Seicento, Napoli, 1985, pp. 307–22.
  • Francesco COTTICELLI e Paologiovanni MAIONE, Le istituzioni musicali a Napoli durante il Viceregno austriaco (1707–1734) : Materiali inediti sulla Real Cappella ed il Teatro di San Bartolomeo, Napoli, Luciano Editore, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 34656546 LCCN: no2002067241