Giulio di Alessandro de' Medici

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Ritratto di Giulio de' Medici, figlio del Duca Alessandro

Giulio de' Medici (Prato, 1527 o 1532Pisa, 1600) è stato un ambasciatore e ammiraglio italiano, figlio illegittimo del Duca Alessandro de' Medici e di una suora.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Non è chiaro se la sua nascita risalga al 1527 o al 1532. Il padre morì quando egli era appena un bambino e fu affidato alle cure di Alessandro Vitelli e del Cardinal Cybo. Venne escluso da qualsiasi ipotesi di successione in favore di Cosimo I de' Medici, che all'epoca aveva diciassette anni. Vi erano dei pregiudizi troppo forti su Giulio infatti: figlio illegittimo di un figlio illegittimo, quale Alessandro, troppo piccolo (si sarebbe comunque aperto il problema della reggenza) e dopo la pessima condotta politica del padre si preferì cercare qualcuno altrove a succedergli come Duca di Firenze.

Dopo aver scoperto che i tutori allevavano Giulio come futuro pretendente al Ducato fiorentino, Cosimo decise di prendere sotto la sua diretta protezione il fanciullo, tenendo sempre sott'occhio questo scomodo, lontano cugino, almeno fin quando non ottenne dall'Imperatore Carlo V la dichiarazione di esclusione di tutti gli altri rami della famiglia Medici, come borghesi o non capaci, comprendendo anche tutti i rami per via femminile.

Quando fu chiaro che il giovane Giulio riconosceva l'autorità di Cosimo, egli lo nominò primo cavaliere dell'Ordine di Santo Stefano (1562), fondato dal granduca per combattere i pirati e i Mori nel mar Mediterraneo. In qualità di Ammiraglio dell'Ordine (dal 1563 al 1566) venne inviato ad aiutare i Cavalieri Ospitalieri durante l'Assedio di Malta (1565).

Ricoprì anche il ruolo di ambasciatore: a Mantova nel 1565, a Roma nel 1571, quando accompagnò Cosimo all'incoronazione come Granduca, e di nuovo nel 1573.

Si sposò con Angelica Malaspina ed ebbe una figlia, Caterina (m. 1634), monaca benedettina nel monastero della Santissima Annunziata o forse delle Murate di Firenze.

Ebbe inoltre due figli illegittimi: Cosimo, a sua volta Cavaliere di Santo Stefano e Giuliano. Fu sepolto nella chiesa di San Frediano a Pisa, che apparteneva ai Cavalieri.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]