Giulio Rucellai
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Giulio Rucellai (1702 – 1778) è stato un politico italiano, facente parte della famiglia fiorentina dei Rucellai.
Fu professore dell'Università di Pisa di diritto civile dal 1727 al 1731, divenne poi Segretario Regio di Diritto.
Ottenuto l'incarico di ministro del Granduca Pietro Leopoldo, fu tra gli ispiratori di numerose delle riforme liberali che portarono la Toscana ad essere lo stato europeo più all'avanguardia nel XVIII secolo.
Per esempio le riforme ecclesiastiche, sulle quali scrisse un Memorandum sui diritti della Nunziatura apostolica, dell’Inquisizione e sul diritto di asilo ecclesiastico, nonché sulla necessità e possibilità di diminuire il numero di chierici e di monaci, fu alla base dei decreti del 1769 che abolirono il diritto ecclesiastico di asilo, e che istituirono l'exequatur granducale per ogni atto o documento emesso da istanze estere, Vaticano compreso, con il beneplacito del nuovo papa Clemente XIV che non protestò. Poco dopo venen anche imposta la sorveglianza dei tribunali civili delle prigioni conventuali (ne esisteva una per esempio a Santa Maria Novella, in pessime condizioni igienico sanitarie). In seguito furono prese le prime misure anche per la soppressione degli istituti monastici senza ruoli caritatevole o assistenziale.
Sposò una nobildonna russa, Lysina, la quale riportò in grande auge i ritrovi settimanali della nobiltà e dell'alta borghesia, che si tennero con grande successo a Palazzo Rucellai. A queste riunioni, oggetto frequente di articoli di giornale, vi parteciparono tra gli altri Gabriele D'Annunzio, che vi veniva apposta dal suo ritiro a Settignano, o Harold Acton, il proprietario di Villa La Pietra, autore delle Memorie di un'esteta dove ricordava con humor e nostalgia queste riunioni, quando lo loro stagione era ormai già scomparsa. A Lysina Rucellai fu dedicato anche il libro Souvenir d'une cosaque, opera di uno degli stessi Rucellai.

