Giulio Laureati

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Giulio Laureati (Grottammare, 11 luglio 1877San Benedetto del Tronto, 23 dicembre 1943) è stato un aviatore italiano, protagonista durante la Prima guerra mondiale del celebre raid Torino-Londra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato a Pisa in Scienze Agrarie, si dedica presto e con passione alla costruzione di aeromobili: Vittorio Luce in un articolo sulla "Rivista Marchigiana Illustrata" del 12 agosto 1911 scrive «un signore marchigiano ha quasi ultimato un aeroplano di sua speciale struttura.»

M. Cobianchi (Pionieri dell'Aviazione in Italia, Roma 1943) riferisce che Giulio Laureati costruì nel 1909 un biplano battezzato "Veleggiatore Laureati" e dallo stesso provato nel 1910 a Centocelle. Dopo quelli di Corazza, Bertelli, Calderara, Forlanini e Antoni, fu questo il nono apparecchio della sua categoria a volare in Italia.

Prima della grande guerra[modifica | modifica wikitesto]

Chiamato come soldato di leva l'8 giugno 1897, fu posto in congedo illimitato (3°cat.). Richiamato, l'11 gennaio 1912 viene nominato sottotenente nell'Arma del Genio, ed assegnato al Battaglione Specialisti del Genio per il servizio di Prima Nomina. Il 1º agosto 1912 è destinato al Campo di Aviazione di Pordenone ed il 9 ottobre dello stesso anno vi consegue il suo 1° Brevetto di Pilota. Il 1º maggio 1913 viene incaricato dell'impianto del Campo di Aviazione di Centocelle. Quindi viene inviato in missione Speciale alle Officine Hotchkiss di St. Denis, quindi al balipedio di Nettuno dove dirige esperienze di tiro contro palloni, assieme al Cap. Poggi.

Il 2 novembre 1913 compie da solo il raid Roma-Bracciano-Civitavecchia- Roma e si brevetta ”Pilota Militare” (2° brevetto); viene destinato all'11ª Squadriglia nel Campo di Centocelle, poi alla Malpensa, poi in Carnia.

La grande guerra[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 7 settembre 1915 ed il 4 novembre 1916 compì più di 1.600 ore di volo (rif. 1ª Squadriglia Aeroplani Squadriglia Caproni c/o Ufficio Storico dell'Aeronautica). Indi fu trasferito alla Direzione Tecnica della Aviazione Militare di Torino. Il 18 febbraio 1916 prende parte ad un'azione area su Lubiana, meritandosi la Medaglia d'Argento al Valor Militare, conferitagli sul campo dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, con la seguente motivazione:

"Pilota d'Aeroplano, durante un'azione offensiva sul nemico, spezzatosi uno dei motori del suo apparecchio, mentre eseguiva lancio di bombe compiva ugualmente il suo mandato dopo aver provveduto, con ammirevole sangue freddo, ad eliminare un incendio a bordo. Con lunga e difficilissima navigazione, seppe poi, ricondurre al campo il velivolo, che progressivamente perdeva quota, sotto l'efficace ed intenso fuoco d'artiglieria nemica".

Partecipa in agosto al bombardamento su Fiume, meritandosi una Medaglia di Bronzo (Battaglione Squadriglie Aviatori). Il 15 agosto 1917 compì, da solo, il volo Torino-Napoli-Torino, senza scalo.

Nel settembre 1917 fu promosso al grado di Capitano.

Il 24 settembre 1917, partendo dal campo volo di Mirafiori a Torino compì, con a bordo il meccanico Caporale Angelo Tonsa, il volo Torino-Londra senza scali nel tempo record di 7 ore e 22 minuti. Giunto nella capitale britannica venne ricevuto da Re Giorgio V, che gli conferì l'Ordine Reale Vittoriano.[1]

Fu 1° Pilota nella 181ª Squadriglia (Com.te Magg. Carnevali Luigi) e dal 19 giugno 1918 Comandante della 182ª Squadriglia e fu alla Sezione Tecnica Militare di Milano.

Il 10 gennaio 1918 si costituisce la 121ª Squadriglia su velivoli Caproni CA 42, al cui comando risulta il Magg. Pilota Luigi Carnevali ed il capitano Laureati viene assegnato come il più anziano dei piloti; arriva al campo pilotando l'Aeroplano 5969, decollato da Brescia.

Il 19 giugno del 1918 viene posto al comando della 182ª Squadriglia.

Dall'agosto al settembre del 1919 effettuò il volo Milano-Lione-Parigi-Bruxelles-Amsterdam-Londra con un triplano Caproni.

Si congedò nel 1919.

Dopo la grande guerra[modifica | modifica wikitesto]

Richiamato in servizio dal 1924 al 1927 e comandato quale Osservatore Industriale. Nel 1919 elaborò un piano di volo dall'Italia al Brasile che fu inoltrato alla Direzione dell'Aeronautica in Roma dal suo superiore tenente colonnello Cristoforo Ferrari, Direttore Tecnico dell'Ufficio di Milano, prevedendo una rotta di 8.460 km. Il Ferrari "apprezza i nobili intendimenti e lo spirito di iniziativa del Laureati, ma ritiene prematura l'iniziativa perché l'apparecchio previsto della SIA non ha ancora offerto garanzie di sicure prestazioni. Ad ogni modo il suo progetto verrà tenuto presente appena si avrà possibilità di esaminare il Raid Atlantico".

Nel 1927 se ne ebbe una prima conferma quando il Gen. De Pinedo, suo amico, vola in Brasile ed in Argentina utilizzando l'idrovolante S 55 della SIAI.

Con il grado di Maggiore dirige a Gallarate i Cantieri Agusta, dove si trasferisce.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il volo umano in Museo Laureati, http://209.227.209.119/presentazione.html. URL consultato il 12 set 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M.Cobianchi. Pionieri dell'Aviazione in Italia. Roma, 1943.