Giulio De Luca
Giulio De Luca (Napoli, 3 aprile 1912 – Napoli, maggio 2004) è stato un architetto e urbanista italiano.
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[modifica] Biografia
De Luca nacque a Napoli nel 1912 da Luigi De Luca (Napoli, 1857 – Napoli, 1938), noto scultore napoletano e allievo dello scultore Stanislao Lista, Giulio dimostra di avere passione per le arti e soprattutto in architettura. Dopo la maturità classica si s'iscrive alla Real Scuola Superiore di Architettura di Napoli e qui entra in contatto con il nascente idealismo fascista partecipando inizialmente ai GUF, ma prese le distanze successivamente con il Fascismo.
Negli anni accademici diviene il pupillo di Marcello Canino, dal quale s'instaurerà tra i due ammirazione e amicizia, sempre in questi anni De Luca partecipa alle manifestazioni GUF del quale realizzerà alcune sculture in creta. Si laurea architetto nel 1933 e da questo momento intraprende una prolifica carriera da architetto che esplode nella ricostruzione post-bellica. In questi anni si occupa dei padiglioni della Mostra d'Oltremare insieme a figure di spicco del razionalismo italiano come Carlo Cocchia, Luigi Piccinato, Stefania Filo Speziale ed altri.
Contemporaneamente alla carriera professionale si affianca quella di collaboratore e professore, agli inizi era il collaboratore di Adriano Galli alla cattedra di Meccanica Razionale e Statica Grafica e successivamente collaboratore in Composizione Architettonica dove la cattedra appartenne ad Alberto Calza Bini, nel 1937 vinse il concorso nazionale alla cattedra di Composizione come collaboratore. De Luca esegue in quel periodo anche disegni di stampo ingegneristico come ponti o tecnologie da sviluppare nella realizzazione di edifici, così brevettò anche un nuovo metodo per realizzare le fondazioni. Con il progressivo distacco dal fascismo, De Luca è arrestato e deportato in Germania nel 1943.
Nel Dopoguerra partecipa ai concorsi universitari per l'assegnazione di cattedre universitarie come Elementi di Composizione Architettonica e Architettura e Composizione Architettonica, il suo contributo a poter riformare la facoltà di architettura di Napoli fu notevole e i suoi seminari svolti negli anni sessanta coinvolsero numerosi docenti e allievi. Diresse l’Istituto di Elementi di Architettura e Rilievo dei Monumenti. In questo periodo dopo la guerra si occupa insieme a molti altri architetti della ricostruzione di Napoli insieme a Cocchia, Piccinato, Francesco Di Salvo, Luigi Cosenza, Francesco Della Sala, Stefania Filo Speziale. Anni molto prolifici sono quelli che vanno dalla ricostruzione agli anni novanta.
[modifica] I Progetti
[modifica] Le case popolari: 1945-1970
Come già detto, l'attività di De Luca esplode nel secondo dopoguerra quando l'architetto partenopeo aderì all'Associazione per l'architettura organica (A.P.A.O.) di Bruno Zevi. I primi progetti di questa intensiva attività furono gli interventi di edilizia popolare, la partecipazione a concorsi di progetto per l'edilizia è notevole, i progetti redatti alla quale veniva poi realizzato il manufatto. Questo periodo più o meno dura fino agli anni settanta e Giulio De Luca risulta quasi spesso frequente, salvo alcuni interventi.
Qui sotto sono elncati alcuni dei quartieri popolari realizza da De Luca in collaborazione:
- Rione Mazzini, Napoli, 1946-47 (insieme a Francesco Di Salvo, Luigi Cosenza, Carlo Coen e Carlo Cocchia);
- Rione Stella, Napoli, 1951-53 (insieme a Carlo Cocchia);
- Rione La Loggetta, Napoli, 1953-56 (insieme a Michele Capobianco e Alfredo Sbrizolo);
- Complesso Soccavo-Canzanella, Napoli, 1957-62, (insieme a Marcello Canino e Mario Fiorentino);
- Complesso edilizio INA-Casa a Capodimonte, anni sessanta, (insieme a Raffaello Salvadori)
[modifica] Il Piano regolatore generale del 1972
Di notevole valore urbanistico è il piano regolatore del 1972 redatto da De Luca, Franco Iossa, Corrado Beguinot ed altri. Il piano regolatore generale mirava sullo studio delle nuove infrastrutture che si stavano realizzando in quel momento in città: le 167 di Scampia e Ponticelli, la Tangenziale di Napoli, il centro direzionale e la ricostruzione di via Marittima. Ma il punto più importante è il centro storico che metteva in risalto la riqualificazione dei quartieri storici della città, proteggendo anche i quartieri cnetali di più recente edificazione.
[modifica] Il progetto (mai realizzato) del Centro direzionale: 1975-1980
Quando il comune decise di costruire una nuova zona dedicata ad uffici nella zona compresa fra il carcere e la stazione di Napoli Piazza Garibaldi, il primitivo impianto del progetto (che verrà modificato più volte anche pesantemente fino all'approvazione nel 1979) fu affidato a De Luca. Esso prevedeva un impianto base come quello attuale, sotto il quale furono individuate le strade di collegamento, mentre a livello rialzato furono poste le zone pedonali; la struttura urbanistica era composta da 3/4 di edifici a piastra mentre il quarto restante da edifici alti cento metri.
L'aspetto caratterizzante del progetto era l'individuazione di un asse verde teso a far recuperare ai passanti una dimensione "umana". De Luca progettò nel nuovo Centro Direzionale le torri ENEL con la collaborazione dei più importanti professionisti presenti a Napoli quali Michele Capobianco, Francesco e Renato Avolio De Martino e Massimo Pica Ciamarra.
[modifica] Altri progetti
- Stazione di Napoli Centrale, Napoli, 1954-60 (insieme a Pierluigi Nervi, Carlo Cocchia, Bruno Zevi ed altri);
- Ospedale Domenico Cutugno, Napoli, 1955-58;
- il terminale della Circumvesuviana, Napoli, 1972-75 (insieme ad Arrigo Marsiglia).
[modifica] Fonti e Bibliografia
- Giulio De Luca 1912-2004. Sperimentazioni, successi e fallimenti tra razionalismo e organicismo, tesi di lauera in Storia dell'architettura e della città, candidata Barbara Bertoli.