Giulio Cesare Graziani
| Giulio Cesare Graziani | |
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Giulio Cesare Graziani negli anni cinquanta
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| 24 gennaio 1915 - 23 dicembre 1998 | |
| Nato a | Affile, Lazio |
| Morto a | Roma |
| Cause della morte | cause naturali |
| Dati militari | |
| Nazione servita | |
| Forza armata | Regia Aeronautica Aeronautica Cobelligerante Italiana Aeronautica Militare |
| Specialità | pilota di bombardieri ed aerosiluranti |
| Anni di servizio | 1936 - 1975 |
| Grado | generale di squadra aerea |
| Ferite | ferita al collo riportata a Porto Sudan |
| Comandanti | Carlo Emanuele Buscaglia |
| Guerre | seconda guerra mondiale |
| Comandante di | 132º Gruppo 36ª Brigata Aerea Interdizione Strategica |
| Decorazioni | vedi qui |
| Pubblicazioni | Con bombe e siluri fra le cannonate: avventure di guerra dal Mar Rosso al Mediterraneo |
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Fonti citate nel corpo del testo |
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Giulio Cesare Graziani (Affile, 24 gennaio 1915 – Roma, 23 dicembre 1998) è stato un generale e aviatore italiano. Pilota di aerosiluranti e bombardieri durante la seconda guerra mondiale, venne decorato con la Medaglia d'oro al valor militare. Dopo la guerra proseguì la carriera militare raggiungendo il grado di generale di squadra aerea. Il 70º Stormo dell'Aeronautica Militare è stato intitolato alla sua memoria.
Indice |
Biografia [modifica]
Nato ad Affile da madre sammarinese il 24 gennaio 1915, Giulio Cesare Graziani visse la sua giovinezza a San Marino. Si interessò molto presto all'aviazione, riuscendo a conseguire il brevetto di pilota nell'ottobre 1934 su Caproni Ca.100 presso l'aeroporto di Rimini, grazie anche all'interessamento del parente Rodolfo Graziani, uno dei più influenti gerarchi del regime fascista, che fece inoltrare la sua domanda fuori tempo massimo.[1] Comunque, per tutta la sua carriera bellica Graziani cercò di affrancarsi da questa ingombrante parentela.[2] Terminati gli studi liceali, si arruolò nella Regia Aeronautica come allievo del corso REX dell'Accademia Aeronautica l'8 settembre 1936.
Il 14 marzo 1939 ottenne il brevetto di pilota militare con il velivolo addestratore IMAM Ro.41. L'11 agosto dello stesso anno venne promosso sottotenente in servizio permanente e destinato al 54º Stormo Caccia Terrestre. Qui prestò servizio fino al marzo 1940, quando venne trasferito al 4º Stormo Caccia Terrestre e quindi alla 412ª Squadriglia, conseguendo nell'aprile dello stesso anno la promozione a tenente.
Seconda guerra mondiale [modifica]
Africa Orientale [modifica]
Pochi giorni prima dello scoppio della guerra, venne aggregato alla 10ª Squadriglia del 28º Gruppo bis su Savoia-Marchetti S.M.81 ed inviato presso l'aeroporto di Gura,[3] Quartier generale dell'aviazione italiana vicino a Decamerè, ed a Massaua, in Africa Orientale Italiana.[4]. Fino al dicembre 1940 operò con questa unità in azioni di bombardamento contro convogli avversari in navigazione nel Mar Rosso e compiendo anche missioni di danneggiamento delle infrastrutture di trasporto e portuali nemiche. Nello stesso periodo operò la transizione al Savoia-Marchetti S.M.79, che divenne il principale velivolo da lui pilotato durante le ostilità. Nel settembre 1940 gli venne conferita la prima medaglia d'argento al valor militare.[5] Il 19 novembre successivo effettuò una rischiosa ricognizione sull'aeroporto di Gedaref, sede di forze da caccia. Al fine di ingannare il nemico sul reale obiettivo della missione, fu deciso di imbarcare anche un ridotto carico di bombe e di procedere lungo una rotta che sorvolasse prima l'aeroporto da fotografare, per poi trovarsi sulla verticale della stazione ferroviaria, che venne bombardata. Malgrado l'intervento della caccia nemica, Graziani riuscì a rientrare indenne dalla missione. Il giorno successivo, grazie alle fotografie prese dal suo aereo, l'aeroporto venne attaccato in forze, con la distruzione a terra di 11 caccia nemici.[6] Infine, nel pomeriggio del 16 dicembre partì per un bombardamento su Porto Sudan, sostituendo all'ultimo momento un altro S.M.79 che aveva avuto un problema al decollo, ed eseguendo perciò la missione isolato dal resto della formazione. Subito dopo lo sgancio delle bombe, venne intercettato da due caccia Hawker Hurricane, che attaccarono ripetutamente l'aereo fino all'esaurimento delle munizioni. Il marconista Tullio Beltrame rimase ucciso subito durante lo scontro, mentre l'aviere scelto Guglielmo Bertoli, gravemente ferito, sarebbe spirato ore dopo nonostante i tentativi di soccorso dei compagni. Graziani venne gravemente ferito al collo e perse in seguito i sensi, mentre il secondo pilota sergente Anastasia, anch'esso ferito, non era in grado di condurre l'aereo, di cui persero quindi il controllo così che cadde repentinamente per circa 4.000 metri. Ripresosi dallo svenimento e nonostante avesse un timpano rotto, Graziani riuscì a portare l'aereo, ormai senza carburante a causa delle perdite dai serbatoi, ad un atterraggio di emergenza nel deserto. I superstiti furono ritrovati solo il giorno successivo da un Caproni Ca.133 e portati ad Asmara, dove si constatò che Graziani aveva un proiettile da 7,7 mm conficcato tra la 2ª e la 3ª vertebra cervicale. Dato che le attrezzature presenti nella colonia furono ritenute insufficienti per poter effettuare un intervento chirurgico, si dispose il rimpatrio dell'ufficiale. Una volta rientrato in Italia nel gennaio successivo, l'operazione venne tuttavia ritenuta troppo rischiosa, per cui Graziani rimase per il resto della vita con il proiettile nel collo, la cui mobilità fu parzialmente compromessa. Venne comunque inviato in convalescenza per qualche mese e durante questo periodo si recò a visitare le famiglie dei commilitoni caduti, come promesso a Bertoli in punto di morte.[7]
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Rientrato in servizio, il 15 aprile 1941 Graziani venne destinato ad un periodo di addestramento presso il 2º Nucleo Addestramento Aerosiluranti, dal quale raggiunse il 1º agosto 1941 la 281ª Squadriglia Autonoma Aerosiluranti, comandata da Carlo Emanuele Buscaglia. Già il 20 agosto, assieme al sottotenente Forzinetti, affondò una petroliera navigante verso la costa della Cirenaica.[8] Il 13 ottobre Graziani, assieme a Carlo Faggioni e Giuseppe Cimicchi, attaccò una formazione navale britannica composta da quattro incrociatori, dodici cacciatorpediniere e due navi da battaglia, la HMS Barham e la HMS Queen Elizabeth. Come poi raccontò lo stesso Graziani, egli si portò a una quota di 50 metri sopra il mare riuscendo, nonostante l'intenso fuoco nemico, a sganciare il siluro che il suo S.M.79 portava sotto la pancia, senza tuttavia colpire il bersaglio. Appena sorpassata la corazzata britannica, l'aereo di Graziani venne colpito all'ala destra, di cui venne asportato un grosso pezzo, inclinandosi sul corrispondente lato e avvicinandosi pericolosamente alla superficie marina. A questo punto il sergente motorista Scaramucci « ridusse la potenza al motore sinistro, dando invece il "più cento" al motore di destra », cosa che « equilibrò la minore portanza dell'ala destra e agevolò la rimessa in assetto orizzontale del velivolo ». Graziani tornò sano e salvo a Rodi, atterrando senza il carrello, malfunzionante a causa di un colpo di contraerea ricevuto.[9]
Il 5 febbraio 1942 Graziani, di nuovo assieme al gregario Cimicchi, decollò alle 14:30 da Rodi con a bordo il copilota maresciallo Riso, il marconista sergente Venuti e gli avieri Pavese, Galli e Di Paolo. Obiettivo della missione era una petroliera britannica diretta a Tobruch, avvistata verso le 17:00 con la scorta di quattro cacciatorpediniere. Graziani andò all'attacco, ma al momento dello sgancio il siluro non si staccò; inoltre il fuoco contraereo uccise il primo aviere Tommaso Di Paolo e ferì Galli al femore, Pavese perse due dita, Riso ebbe un polmone perforato e perse i sensi. Nonostante ciò, Graziani eseguì una stretta virata e si portò all'attacco dalla parte opposta, ma ancora una volta il siluro non partì. Sia i comandi di sgancio ad aria compressa, sia quelli meccanici, infatti, erano stati danneggiati dall'antiaerea dei cacciatorpediniere. Graziani fece quindi rotta per Rodi, preparandosi, in caso l'aereo non ce l'avesse fatta, ad atterrare nella neutrale Turchia. Nonostante i gravi danni, riuscì a raggiungere l'aeroporto di Gadurrà di Rodi con il siluro ancora attaccato. Una volta a terra e senza la tensione del volo, Graziani scoppiò in un pianto liberatorio. Il giorno dopo, esaminando l'aereo in cui aveva volato, notò che varie schegge erano entrate nel parabrezza anteriore e nel seggiolino, mancandolo di poco.[10] Lo stesso giorno venne trasferito alla 205ª Squadriglia del 41° Gruppo Aerosiluranti comandato da Ettore Muti, giunta a Rodi il pomeriggio precedente. Il 14 febbraio silurò una nave da trasporto, da lui sorpresa senza scorta in navigazione verso Alessandria d'Egitto.
Nell'aprile 1942 gli venne affidato il comando della 281ª Squadriglia, che entrava a far parte del 132º Gruppo Autonomo Aerosiluranti comandato da Buscaglia e nel giugno successivo venne promosso capitano. L'11 novembre partì assieme a Buscaglia, Faggioni e Ramiro Angelucci verso l'entroterra africano. Passate le montagne della Cabilia i tre aerosiluranti tornarono a puntare il muso verso il mare, giungendo quindi nella rada di Bugia, affollata da navi Alleate. Gli Spitfire del 154th Squadron si accanirono sull'S.M.79 di Angelucci, facendolo deflagrare in volo con la morte dei sei uomini di equipaggio. Graziani e Buscaglia sganciarono i rispettivi siluri affondando due piroscafi, riuscendo poi a tornare alla base di partenza assieme a Faggioni.[11] Il mattino dopo Buscaglia e altri piloti della Regia Aeronautica tornarono su Bugia, ma dall'azione non tornò proprio Buscaglia, creduto morto dai suoi gregari e invece sopravvissuto allo schianto del suo velivolo e fatto prigioniero.[12] A seguito dell'abbattimento del comandante, Graziani assunse il comando interinale del Gruppo, che mantenne fino alla firma dell'armistizio.
Il 20 novembre 1942 il nuovo comandante decollò dall'aeroporto di Castelvetrano alle 15:15, alla guida di altri sei aerosiluranti che riuscirono a distruggere un piroscafo e a danneggiarne gravemente altri due a Philippeville, in Algeria, raggiunta alle 17:50, quindi al crepuscolo data la stagione. Nel suo rapporto post-operazione Graziani scrisse:[13]
| « È stato il primo siluramento effettuato di notte dagli equipaggi del gruppo. [...] Il nemico è stato sorpreso dalla concezione audace di quest'azione condotta di notte dentro una baia, con il pericolo, per gli apparecchi attaccanti, di cozzare contro le montagne e tra di loro » |
Durante questo periodo, a seguito del brillante comportamento in azione, venne decorato con la medaglia d'oro al valor militare, sei medaglie d'argento al valor militare, una medaglia di bronzo al valor militare e tre croci al merito di guerra. Inoltre gli furono attribuiti due avanzamenti per merito di guerra. Anche l'alleato tedesco lo decorò con la Croce di Ferro di II classe.
Dopo l'armistizio [modifica]
Dopo l'armistizio Graziani decise di servire con l'Aeronautica Cobelligerante. A tale scopo, contravvenendo all'ordine dei superiori e scampando alle raffiche di colpi sparate dai Carabinieri di sentinella, il giorno 14 settembre si impossessò di un velivolo S.M.79 presso l'aeroporto di Fano, sul quale il 9 settembre era stato rischierato il Nucleo Addestramento Aerosiluranti di Gorizia. Ai comandi di tale apparecchio, si trasferì all'aeroporto di Catania in Sicilia,[14] divenuto importante base aerea alleata, portando con sé il capitano Prati, il tenente Pulzetti e un paio di avieri. Portato per qualche giorno in Tunisia, fu interrogato dagli ufficiali alleati che nutrivano dubbi sul suo conto, anche per la sua già citata parentela con Rodolfo Graziani. Al termine degli interrogatori, gli alleati imposero perciò alle autorità italiane di porlo sotto discreta ma continua sorveglianza.[15] Graziani seppe della cosa dopo qualche mese, dopo che gli alleati si furono convinti della sua lealtà, operando nel frattempo quale pilota di voli di collegamento disarmati. Fugati i dubbi, fu inviato il 4 giugno 1944 in Egitto, nella zona dei Laghi amari, assieme al capitano Gerardi e al tenente Roberto Crespi per l'addestramento sul bombardiere bimotore medio Martin Baltimore, tornò in Patria dopo circa un mese di corso quale istruttore del velivolo. Con questi aerei forniti dagli alleati l'aeronautica del sud formò il 1º luglio lo "Stormo Baltimore", inquadrato nella Balkan Air Force, sul 28º e 132º Gruppo, quest'ultimo costituito prevalentemente con equipaggi del disciolto 132º Gruppo aerosiluranti.[16] Dopo la morte del comandante, maggiore Massimiliano Erasi, abbattuto durante una missione sull'Istria il 21 febbraio 1945, il 132º Gruppo passò agli ordini di Graziani,[17] che operò con esso fino al termine del conflitto. Il 26 e 27 febbraio seguenti, ad esempio, guidò i suoi uomini a bombardare una linea ferroviaria presso Zenica e il porto dell'isola di Arbe.[18] Sotto il suo comando il Gruppo, che precedentemente era già nelle prime posizioni, si collocò al primo posto della speciale graduatoria mensile che la Balkan Air Force stilava sulla base degli obiettivi colpiti e dell'efficienza dei reparti, posizione che mantenne fino alla fine delle ostilità.[19] Durante tutto il periodo post-armistiziale effettuò 78 missioni di bombardamento.[20] Venne promosso maggiore per merito di guerra il 5 maggio 1945.
Carriera post-bellica [modifica]
Conseguito il titolo di dottore in Scienze Politiche presso l'Università "La Sapienza" di Roma, Graziani prestò servizio dal 1946 presso lo stato maggiore dell'Aeronautica Militare italiana. Venne promosso tenente colonnello nel 1951 e colonnello nel 1956, occupandosi principalmente, con diversi ruoli, di missili e bersagli radio-guidati, e assumendo quindi il comando del Reparto Sperimentale di Volo nel 1957.
Fu promosso generale di brigata il 31 dicembre 1960, e, dopo aver frequentato negli U.S.A. i necessari corsi, assunse il comando della 36ª Aerobrigata Interdizione Strategica di Gioia del Colle[21] dotata di missili PGM-19 Jupiter armati con una testata nucleare all'idrogeno da 1,5 megatoni (fino al 15 settembre 1962). Nel gennaio 1966 fu promosso generale di divisione aerea, ricoprendo diversi incarichi nel settore logistico dell'aeronautica. Nel dicembre 1969 fu promosso generale di squadra aerea e ricoprì tra il luglio 1972 e il febbraio 1975 il comando della 2ª regione aerea assistito dall'aiutante di volo colonnello Pier Giuseppe Jacopozzi. Venne collocato a riposo nel 1975.
Nel 1978 pubblicò un'autobiografia, intitolata "Con bombe e siluri fra le cannonate: avventure di guerra dal Mar Rosso al Mediterraneo"[22] in piccola tiratura, con una seconda edizione nel 1982, dedicata alla memoria dei suoi compagni d'equipaggio Beltrame, Bertoli e Di Paolo. Basandosi su questa, a cura del figlio Fulcieri Graziani, è stata data alle stampe nel 2009 una riedizione riveduta ed integrata intitolata "Dal primo all'ultimo giorno - 10 giugno 1940 - 5 maggio 1945", dalle Edizioni Rivista Aeronautica.[23]
Il nome di Graziani apparve negli elenchi della loggia P2 al numero 503:[24] sottoposto ad indagine, nulla gli fu mai addebitato.
Per anni, una volta a riposo, ricoprì la carica di presidente dell'Associazione Arma Aeronautica[25].
Si spense il 23 dicembre 1998, all'età di 83 anni.
Attività politica [modifica]
Una volta posto in congedo si dedicò all'attività politica. Aderì alla "Costituente di destra per la Libertà" creata dal Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale con personalità esterne al partito. Il 20 gennaio 1977 fu uno dei quattro fondatori del partito Democrazia Nazionale - Costituente di Destra e fece parte della segreteria nazionale del partito [26]
Dopo la fine nel 1979 dell'esperienza di Democrazia Nazionale, Graziani si candidò nel 1985 allla Regione Lazio nella lista "Alleanza Pensionati" e fu eletto consigliere regionale[27][28].
Dediche e riconoscimenti [modifica]
Gli è stata dedicata una via di Roma ed una sua statua bronzea a grandezza naturale, opera della scultrice statunitense Paula B. Slater, verrà posta nel Museo storico dell'Aeronautica Militare.[29]
In onore e memoria di Giulio Cesare Graziani, l'Aeronautica Militare, il 14 marzo 2009, ha dedicato il 70º Stormo di stanza a Latina,[30] precedentemente intitolato alla memoria di Enrico Comani.[31][32] Il suo medagliere, donato dalla famiglia, viene ora conservato presso l'Ufficio Comando dello Stormo.
Onorificenze [modifica]
Dati tratti dall'Istituto Nazionale del Nastro Azzurro.[33]
| Medaglia d'oro al valor militare | |
| «Giovane capo equipaggio di apparecchio da bombardamento, partito in volo, isolato dalla sua formazione, per un’azione su una munita base navale nel Mar Rosso, veniva attaccato, prima di raggiungere l’obiettivo da numerosi caccia avversari. Pur avendo avuto, nell’impari lotta, l’aereo ripetutamente colpito, due specialisti dello equipaggio feriti mortalmente e lui stesso gravemente ferito alla regione cervicale, incurante del dolore, portava a compimento la missione. Nella rotta di ritorno, nuovamente attaccato, riusciva con ardita brillante manovra a sfuggire al nemico e, nonostante si trovasse in condizioni fisiche menomate per l’irrigidimento del collo e del busto, eseguiva per perdita di carburante un brillante atterraggio di fortuna in zona desertica lontana dalla propria base. Impaziente di riprendere a combattere, otteneva con reiterata insistenza, in anticipo sul suo completo ristabilimento in salute, la dichiarazione di idoneità al volo, e si faceva assegnare alla specialità siluranti, in pieno giorno, a poche miglia da Alessandria, nonostante la violentissima reazione contraerea, attaccava, primo della sua squadriglia, una formazione navale lanciando il siluro contro una grossa unità. Ancora una volta rientrava alla base col velivolo seriamente colpito dopo un volo di seicento chilometri su mare aperto, confermando le sue qualità, di perizia e di audacia senza limiti. Cielo del Mar Rosso, 16 dicembre 1940; Cielo del Mediterraneo Orientale, 13 ottobre 1941.» — 1941[34] |
| 6 Medaglie d'argento al valor militare | |
| Medaglia di bronzo al valor militare | |
| Croce al merito di guerra (3 volte) | |
| Croce di Ferro di II Classe | |
| Promozione per merito di guerra | |
| Avanzamento per merito di guerra (2 volte) | |
Galleria di immagini [modifica]
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La foto scattata, a distanza estremamente ravvicinata, dall' S.M.79 di Graziani, durante l'attacco alla nave da battaglia HMS Barham.
Note [modifica]
- ^ Graziani 1982, p. 14
- ^ Pagliano 1969, p. 187
- ^ Situato a sud di Decamerè, nella vasta piana di Gura, l'omonimo aeroporto fu il quartier generale dell'aviazione italiana durante la guerra d'Etiopia, nonché il più grande aeroporto italiano in Africa. Nei pressi si trovava un complesso di officine aeronautiche chiamate "Capronia". Cfr. Guida dell'A.O.I. 1938, p. 268.
- ^ Graziani 1982, pp. 22-35
- ^ Pagliano 1969, p. 188
- ^ Graziani 1982, pp. 40-41
- ^ Graziani 1982, pp. 42-50
- ^ Graziani 1982, p. 64
- ^ Molteni 2012, pp. 105-106.
- ^ Molteni 2012, pp. 192-194.
- ^ Molteni 2012, pp. 268-269.
- ^ Molteni 2012, pp. 269-272.
- ^ Molteni 2012, pp. 273-274.
- ^ Molteni 2012, p. 435
- ^ Graziani 1982, pp. 199-201
- ^ Lazzati 1975, p. 92.
- ^ Molteni 2012, pp. 563-564; Lazzati 1975, pp. 93-94.
- ^ Molteni 2012, p. 564.
- ^ gen. Carlo Podrini (novembre 2006). L'ultimo volo del maggiore Massimiliano Erasi. Aeronautica (Roma: Associazione Arma Aeronautica) (11): p. 12.
- ^ Graziani 1982, p. 241
- ^ Lazzati 1975, p. 309.
- ^ Con bombe e siluri fra le cannonate: avventure di guerra dal Mar Rosso al Mediterraneo. Google Books. URL consultato in data 24 aprile 2013.
- ^ Catalogo Edizioni Rivista Aeronautica Anno 2012 in aeronautica.difesa.it. URL consultato in data 8 maggio 2013.
- ^ Lista ad oggi conosciuta in ordine per fascicolo in loggiap2.com. URL consultato in data 24 aprile 2013.
- ^ Graziani 1982, Note biografiche
- ^ Raffaele Delfino, Prima di Fini, Gastogi, 2004, pp. 117-120.
- ^ Eventi a cui ha partecipato Giulio Cesare Graziani in radioradicale.it. URL consultato in data 17 maggio 2013.
- ^ Raffaele Delfino, Prima di Fini, Gastogi, 2004, p. 72.
- ^ Sito web della scultrice Paula B. Slater. URL consultato in data 8 maggio 2013.
- ^ 70° Stormo in aeronautica.difesa.it. URL consultato in data 24 aprile 2013.
- ^ 70° Stormo, 207° Gruppo in giorgiociarini.com. URL consultato in data 30 aprile 2013.
- ^ Alessandro Cornacchini (2000). Il 70° Stormo. Rivista Aeronautica (Roma: Ministero della Difesa) 76 (6): p. 60. ISSN: 0391-6162.
- ^ Antonio Daniele (maggio-giugno 2009). Medaglie d'Oro eccellenti: Giulio Cesare Graziani. Il Nastro Azzurro (Roma: Istituto del Nastro Azzurro) 48 (3): p. 15.
- ^ Medaglia d'oro al valor militare di Giulio Cesare Graziani in quirinale.it. URL consultato in data 23 aprile 2013.
Bibliografia [modifica]
- AA.VV., Guida dell'Africa Orientale Italiana, Milano, Consociazione Turistica Italiana, 1938. (ISBN non esistente).
- Giulio Cesare Graziani, Con bombe e siluri tra le cannonate, 2a ed., Roma, Edizioni Graziani, 1982. (ISBN non esistente)
- Giulio Lazzati, Stormi d'Italia - Storia dell'aviazione militare italiana, Milano, Ugo Mursia Editore, 1975. ISBN 978-88-425-4079-3
- Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012. ISBN 978-88-6288-144-9
- Franco Pagliano, Aviatori Italiani, Milano, Longanesi & C., 1969. (ISBN non esistente)
- Giovanni Sozi, Giulio Cesare Graziani. Il più temerario degli aerosiluratori del gruppo Buscaglia, Edizioni Associate, 2002
Voci correlate [modifica]
- Regia Aeronautica
- Aeronautica Cobelligerante
- Aeronautica Militare
- Savoia-Marchetti S.M.79
- Stormo Baltimore
Collegamenti esterni [modifica]
- Generali italiani
- Aviatori italiani
- Nati nel 1915
- Morti nel 1998
- Nati il 24 gennaio
- Morti il 23 dicembre
- Morti a Roma
- Aviatori italiani della seconda guerra mondiale
- Medaglie d'oro al valor militare
- Medaglie d'argento al valor militare
- Medaglie di bronzo al valor militare
- Croci di guerra al valor militare
- Politici di Democrazia Nazionale
- Appartenenti alla P2
