Giuditto Miele

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Giuditto Miele
all'età di 20 anni (1943)

Giuditto Miele (Boscotrecase, 15 gennaio 1923Roma, 12 agosto 2001) è stato un sindacalista e politico italiano.

Locandina della rappresentazione teatrale "Signore Avvocato"

Nato da una famiglia povera di Boscotrecase, in provincia di Napoli, in gioventù si distinse nell'attività filodrammatica di paese e fu autore di molte sceneggiate famose che interpretò anche come attor giovane: le serate in cui recitava assicuravano il pieno nel piccolo teatro del paese ed anche in teatri più importanti a Napoli; Giuditto fu anche un bravo cantante e suonatore di mandolino e chitarra oltre ad essere autore di alcune colonne sonore delle sue sceneggiate.

Tra le sceneggiate più note scritte da Giuditto ci furono “Canciello ‘e sposa” dalla lirica di Armando De Gregorio e Furio Rendine, “Zappatore “ tratto dalla canzone omonima di Libero Bovio, “Signore Avvocato” dalla canzone omonima di Arturo Gigliati e Enzo Barile.

La partecipazione alla filodrammatica gli consentì di conoscere e di innamorarsi di Giovanna Pelosio, bella e ricca figlia del cavalier Pelosio, quindi erede di una delle tre famiglie più ricche del paese. Giuditto sposò la giovanissima Giovanna (16 anni) dopo una fuga romantica che causò nei primi anni il rifiuto della famiglia di lei e scandalo nel paese. Ebbero tre figlie, Carla, Olga e Giovanna.

Registrazione presso la P.D.C.M. della rappresentazione teatrale "Signore Avvocato"

Giuditto cercò sin da ragazzo di distinguersi anche nel lavoro ed a soli diciassette anni divenne capoturno all'Italsider in una sezione assegnata alla riparazione delle reti antisommergibile.

Appena sposati Giuditto e Giovanna abitarono in Torre Annunziata e Giuditto si distinse per una equilibrata e matura attività sindacale, che a quel tempo ed in un contesto sociale come quello di Torre Annunziata comportava sicuramente enormi rischi sia dal lato imprenditoriale che da quello degli operai.

Giuditto Miele alla cerimonia di inizio lavori del complesso Corviale a Roma, riconoscibile con abito chiaro all'angolo più in alto del plastico

Per migliorare le sue condizioni economiche si trasferì a Savona dove divenne responsabile amministrativo di zona per l'Italsider e segretario generale della CISL e, completata la esperienza savonese, fu trasferito successivamente alla direzione di Roma dove fu responsabile amministrativo e responsabile della commercializzazione del settore degli acciai speciali. A Savona intanto la sera studiava e prese il diploma di ragioniere.

Onorificenza di Cavaliere al Merito del 2 giugno 1968
Biglietto da visita del Presidente del CEPROS

A Roma, Giuditto, partendo dalla rampa di lancio del sindacato e facilitato da una connaturata predisposizione alla politica oltre che da una sincera e profonda passione cominciò a farsi strada nel mondo politico, impegnandosi nel Partito Socialista Democratico Italiano prima e nel Partito Socialista Italiano poi.

Nel 1968 ottiene la nomina di cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana per il suo impegno nel lavoro in Italsider[1].

Fu quindi nominato nel 1973 primo aggiunto sindaco della XV Circoscrizione e fu uno degli sperimentatori delle politiche di decentramento a quei tempi ai primi passi[2][3].

Il successo in politica e nel lavoro consentirono a Giuditto di assicurare alla famiglia un periodo di serenità e tranquillità economica; avviò una agenzia di assicurazioni oltre ad alcune importanti rappresentanze nel settore siderurgico.

Nel 1975 fondò il Centro di Promozione Socio Culturale - Giacomo Matteotti (CEPROS), centro di riferimento politico e culturale del quartiere di cui fu presidente, fino al suo scioglimento, Sergio Pace.

Appoggiato da PSI, PCI, PSDI, PRI e PLI fu di nuovo eletto aggiunto sindaco nel 1981[4][5] (la prima elezione diretta da parte della cittadinanza della circoscrizione) e fu sempre attivamente al centro della politica della XV Circoscrizione[6][7][8][9].

Alle elezioni per la carica di Sindaco del Comune di Roma del 1985, si candidò alla carica di consigliere comunale, risultando il primo dei non eletti per pochissimi voti.

Proseguì la propria carriera politica in ambito locale fino alla morte, sopraggiunta poco dopo la sua elezione a consigliere circoscrizionale del XVI Municipio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi fotografia dell'attestato nella pagina
  2. ^ L'Unità del 14.5.1976 pag. 15 in http://archivio.unita.it/
  3. ^ L'Unità del 22.5.1976 pag. 10 in http://archivio.unita.it/
  4. ^ L'Unità del 26.11.1981 pag. 14 in http://archivio.unita.it/
  5. ^ Mensile "Portuense", dicembre 1981
  6. ^ L'Unità del 4.10.1983 pag. 12 in http://archivio.unita.it/
  7. ^ L'Unità del 17.11.1983 pag. 16 in http://archivio.unita.it/
  8. ^ L'Unità del 29.4.1984 pag. 14 in http://archivio.unita.it/
  9. ^ L'Unità del 18.10.1984 pag. 16 in http://archivio.unita.it/