Giudice popolare

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Il giudice popolare, in Italia, è un cittadino iscritto a un apposito albo, detto albo dei giudici popolari, previa richiesta al comune di residenza o d'ufficio, che viene chiamato a comporre le Corti di assise italiane e le Corti di assise d'appello.

Requisiti e nomina[modifica | modifica sorgente]

Tale ufficio è a carattere obbligatorio. La nomina avviene mediante sorteggio ed è subordinata ad alcuni requisiti necessari: cittadinanza italiana, età compresa tra i 30 e i 65 anni, godimento dei diritti civili e politici, buona condotta morale, possesso di licenza media inferiore (per la Corte d'assise) o di scuola media superiore (per la Corte d'assise d'appello).

Sono esclusi di diritto i magistrati e i funzionari in servizio all'ordine giudiziario, gli appartenenti alle forze di polizia e i membri di culto e religiosi di ogni ordine e congregazione.

Funzioni[modifica | modifica sorgente]

Egli, insieme ai due giudici togati (presidente e giudice a latere) partecipa alle udienze e alle decisioni contenute nelle sentenze.

Altri giudici popolari possono partecipare alle udienze in qualità di supplenti, subentrando eventualmente ai titolari in caso di loro impedimento.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Legge 10 aprile 1951 n. 287 ("Riordinamento dei giudizi di Assise")

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]