Giudice Dredd

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Joseph Dredd
Copertina di Glenn Fabry da Batman Library 12 - Batman/Judge Dredd 02 (RW Edizioni)
Copertina di Glenn Fabry da Batman Library 12 - Batman/Judge Dredd 02 (RW Edizioni)
Lingua orig. Inglese
Alter ego

Judge Dredd
Joe Dredd
The Law
Justice Man
J.D.

Autori
Editori
1ª app. 5 marzo 1977
1ª app. in 2000 AD n. 2
Editori it.
Interpretato da
Voce italiana Ferruccio Amendola (in Dredd - La legge sono io)
Specie Umana
Sesso Maschio
Etnia Caucasica
Luogo di nascita Mega City One
Abilità
  • Inflessibile poliziotto
  • Formidabile tiratore
  • Esperto nel combattimento corpo a corpo
  • Veloce pensatore
  • Occhi bionici
  • Esperto nell'uso di qualunque arma ed esplosivi
  • Esperto di legge e criminologia
  • Eccellente pilota
« La legge sono io... »
(Giudice Dredd)

Giudice Dredd (in originale Judge Dredd), il cui nome completo è Joseph Dredd, è un personaggio dei fumetti creato da John Wagner (testi) e Carlos Ezquerra (disegni) (da un'idea originale di Pat Mills) nel 1977[1]. Viene pubblicato dal suo debutto sulla rivista britannica 2000 AD, attualmente di proprietà della casa di videogiochi Rebellion Developments[1].

Dredd è un ufficiale di polizia in una violenta città futuristica dove fa parte di un corpo d'elite denominato i Giudici. A loro vengono dati i poteri della polizia, della magistratura e del governo, potendo quindi arrestare, giudicare e persino giustiziare i criminali sul posto[1]. Questi tutori dell'ordine possiedono unifiormi e armamenti d'avanguardia in quanto rappresentano la massima espressione delle istituzioni e del Governo. In accordo con gli autori il personaggio nasce come satira della società contemporanea e come denuncia del continuo aumento di potere dei corpi di Polizia nello stato moderno democratico[1].

Oltre alla serie su 2000 AD, il Giudice Dredd è stato per breve tempo pubblicato dalla DC Comics in una serie durata 18 numeri (dal 1994 al 1995) e in alcuni cross-over con personaggi come Batman o Lobo.

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

Contesto e ideazione[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio viene creato dal duo Wagner-Ezquerra per il settimanale 2000 AD, pubblicato dalla casa editrice britannica IPC Publishing (poi divenuta Fleetway). Il debutto avviene sul n.2 dell'allora neonata pubblicazione e continua ancora nel 2014 ad essere presente sulle pagine dell'ormai storica rivista a fumetti del Regno Unito. L'idea alla base del personaggio la si deve a Pat Millis, redattore e autore assunto dalla IPC nel 1975 con lo scopo di lanciare un nuovo magazine a fumetti di carattere fantascientifico che sarebbe poi stato 2000 AD[1]. Tra i vari personaggi da inserire nelle strip settimanali della rivista, Pat comincia ad elaborare l'idea di creare un detective dell'occulto dal nome Judge Dread, il quale si trova ad indagare su crimini di natura sovrannaturale[1]. Le atmosfere però si adattano poco al genere Sci-fi su cui si devono basare le storie di 2000 AD e così l'idea passa nelle mani dello scrittore John Wagner. Questi crea di fatto un personaggio nuovo dal nome definitivo Judge Dredd, un giustiziere inarrestabile facente parte di una Polizia di Stato che opera in un futuro distopico[1]. A livello grafico viene concepito dall'artista spagnolo Ezquerra[1]. Nei primi anni di pubblicazione (su 2000 AD settimanalmante con storie di 6 pagine) il personaggio rimane uno sterminatore di criminali alquanto unidimensionale, proiettato su una società del futuro ancora poco abbozzata. Il cambio nella qualità e spessore delle storie avviene con l'arrivo ai testi dello scrittore Alan Grant il quale accentua la violenza, la critica anti-autoritaria e anche lo humour indispensabile nel presentare un personaggio estremo e parodistico come Dredd. Questo tono nell'affrontare le storie è rivoluzionario per una rivista che fino a quel momento è stata indirizzata principalmente ad un pubblico adolescenziale. Il successo ottenuto porta però la casa editrice a rivedere i suoi piani editoriali ponendo le basi per la realizzazione di fumetti più cupi e sovversivi, creando serie quali Nemesis the Warlock, Rogue Trooper e Strontium Dog.

In una serie di carattere fantascientifico e post-apocalittico bisogna anche menzionare le influenze che hanno portato alla creazione di Mega City One, la megalopoli post-atomica dove Dredd amministra la legge del suo Governo. Wagner e Ezquerra la presentano come una visione futuristica di New York dove i cittadini vivono ammassati in quartieri chiamati Cityblocks; enormi torri di cemento armato che ospitano fino a 60000 abitanti[1]. Ognuna di queste zone deve fornire i servizi minimi necessari per l'intero arco di vita di un essere umano: dalla nascita in ospedale al forno crematorio[1]. In una città con un tale sovraffollamento sembrerebbe quasi naturale la creazione di un corpo d'elite specializzato nell'eliminazione di chi non rispetta le regole. A questo scopo sono istituiti i Giudici in cui Joseph Dredd entra a far parte. L'ispirazione per una città di questo tipo parte dalla situazione metropolitana reale di molte città britanniche del dopoguerra[1]. Infatti il Governo inglese, in risposta all'aumento della popolazione tra gli anni cinquanta e sessanta cominacia a dare il via alla costruzione di enormi grattaceli di cemento che soprattutto a Londra e Glasgow sembrano ancora oggi desolati monoliti dell'era moderna[1]. Già negli anni settanti infatti il piano edilizio post-bellico mostra i suoi limiti, creando un paesaggio urbano inquietante, con un addensamento di cittadini (spesso provenienti dalle fasce più povere della popolazione) difficilmente controllabile dalle forze dell'ordine[1].

L'apporto creativo di Wagner e Grant[modifica | modifica sorgente]

La trasformazione di Dredd in un fumetto più cupo e attento alle contraddizioni della società inglese (e per estensione quella occidentale) lo si deve alla collaborazione creativa tra John Wagner e Alan Grant[1]. Wagner, pur essendo il creatore del personaggio ne prende il controllo creativo solo con la storyline Robots, dove i testi e la storia cominciano a denuniciare i limiti di una società fortemente autoritaria come quella in cui opera Dredd[1]. Viene inoltre deciso che il personaggio deve subire un normale processo di invecchiamento che segue il tempo reale in cui vengono pubblicate le sue storie. Quindi per ogni anno nella vita reale, Dredd deve invecchiare un anno nei fumetti (attualmente però dovrebbe avere sui settant'anni)[1]. Questa scelta viene operata per dare uno sviluppo (o forse declino) psicologico al personaggio e permettere di conseguenza di dare una continuity a tutte le vicende che lo riguardano[1]. La prima vera grande epopea sul Giudice prende il nome Apocalypse War (divisa in 25 parti) ed è incentarta su una guerra nucleare tra Mega City One e la città sovietica Est-Meg One. In questa storia Dredd si rende responsabile di un genocidio di mezzo miliardo di persone in quanto rispedisce ai sovietici una testata nuclerae diretta alla sua città. La questione però sembra non procurargli nessun senso di colpa in quanto indottrinato a rispondere ad un'etica limitata e nazionalista[1]. Le conseguenze di questa sua azione si ripercuoteranno però nei trent'anni successivi della sua esistenza[1] e gli strascichi di Apocalypse War si avvertono ancora nella soryline Day of Chaos, pubblicata nel 2012.

Nel corso degli anni ottanta il crudele fascismo di Dredd diviene ancora più ovvio[1] ed emerge prepotentemente nella storyline America[1], dove il Giudice viene visto e raccontato attraverso gli occhi di una giovane immigrante che si unisce ad un gruppo di attivisti pro-democratici[2]. Questi vengono subito etichettati come terroristi dal Governo e perseguitati dai Giudici[2]. Sarà proprio Dredd ad uccidere la protagonista che muore simbolicamente sotto la Statua della Libertà[2], ponendo fine ad ogni tipo di sogno di uno Stato democratico e ribadendo definitivamente che tipo di Legge impartisce Dredd e l'ordine che lui rappresenta[1]. La deriva fascista e dispotica dei Giudici raggiunge il suo apice con le storie di Alan Grant il quale porta Dredd a combattere coloro che commerciano lo zucchero perché fa ingrassare, ogni tipo di droga compresa la caffeina perché nociva, e persino i fumetti perché sono messi all'indice come letteratura sovversiva[1].

Ambientazione[modifica | modifica sorgente]

Le storie di Dredd sono ambientate in un futuro distopico in cui la civiltà umana è sopravvissuta all'olocausto nucleare delle "Gurre Atomiche" (chiamate Atomic Wars nelle pubblicazioni originali) e la maggior parte degli abitanti si ritrova a vivere ammassata in enormi città chiamate Mega-City[3]. Al di fuori di queste zone urbane esistono terre desolate, contaminate da materiale radioattivo e inquinanti di ogni genere. Prendono il nome di The Cursed Earth e sono in preda a tribu di esseri umani (talvolta mutati) che vivono al di fuori di ogni legge e ordine sociale.

Il luogo in cui Dredd presta servizio come Giudice è Mega-City One, situata sulla costa est degli Stati Uniti ma dallo stesso nome è chiaro da subito che non si tratta dell'unica metropoli sopravvissuta[3].

Le altre Mega-Cities[modifica | modifica sorgente]

In ordine di apparizione cronologica, la seconda metropoli ad essere creata visivamente sui fumetti si trova sulla Luna e prende il nome di Luna-1[3]. Appare a fine 1977 su 2000 AD quando Dredd ci viene mandato per prestare servizio per un breve periodo. In questa storia si accenna anche all'esistenza di altre mega-cities nordamericane: Mega-City Two e Texas City[3]. Queste due, insieme a Mega-City One hanno compiti di governo e giurisdizionali su Luna-1[3]. Dopo questa prima permanenza sulla città lunare, Dredd vi ritorna per altre avventure tra le quali le due scritte da Rob Williams: una nel 2005 intitolata Breathing Space e nel 2012 con Saudade[3].

Nel 1978 durante la storyline Cursed Earth ci viene presentata Mega-City Two, ma solo in un breve sequenza per poi apparire anche nella pagina di apertura della storia Shok! (dove non compare Dredd) all'interno di Judge Dredd Annual del 1981[3]. Il primo artista che la disegna è Mike McMahon che però non gli dona nessun tratto distintivo rispetto alla Mega-City One concepita da Carlos Ezquerra[4]. La metropoli è situata nell'attuale California e copre cinquemila miglia quadrate, quindi una superficie abbastanza ridotta per una mega-city del fuuro[4]. Questa città della costa ovest rimane inutilizzata per diverso tempo nelle storie dei Giudici ma viene inserita da John Wagner e Colin MacNeil nella storia Song of the Surfer (1989-1990), e da Garth Ennis e Gregg Staples in Babes in arms (anche se solo per poche pagine) nel 1992[4]. Poco dopo questi eventi, Ennis realizza la storyline Judgement Day in cui la Terra è sopraffatta da orde di zombie e cinque mega-cities sono irrimediabilmente dominate dai morti viventi riportati in vita dal criminale chiamato Sabbat the Necromagus. Queste cinque metropoli, tra cui Maega-City Two vengono distrutte da ordigni atomici per decisione dello stesso Dredd[4]. Siamo nell'anno 2114 secondo la cronologia ufficiale dell'universo di Dredd. Nella storia Supersurf 13, pubblicata nel 1995 ci viene mostrata una Mega-City Two che è stata rifondata come una colonia di Hondo City, ma questa versione della ciità verrà ufficialmente cancellata dalla continuity e non viene più mostrata o menzionata[4]. Nel 2011 gli autori Michael Carroll e Ben Willsher realizzano la storia California Babylon in cui ci mostrano dei spravvissuti alla distruzione di Mega-City Two e nel 2013 nelle storie Wolves e The Forsaken si narra della deportazione di alcuni immigranti ex-sovietici nella zona dove prima si trovava la metropoli californiana, mettendo le basi per una sua possibile rifondazione[4]. Dal punto di vista editoriale la più ampia descrizione e rappresentazione di come doveva essere Mega-City Two prima della sua distruzione in Judgement Day ci viene data dai disegni di Ulises Farinas per i testi di Douglas Wolk nella miniserie Judge Dredd: Mega-City Two, pubblicata dalla casa editrice statunitense IDW nel 2014. La storia qui narrata si svolge circa vent'anni prima della distruzione della città e vede un Dredd ancora abbastanza giovane recarsi in missione nella matropoli della costa ovest[4]. L'idea alla base della miniserie è supportata sia da Chrys Ryall (editor della IDW) e Matt Smith (editor della britannica 2000 AD)[4]. Dati i pochi resoconti e le rappresentazioni scarse della seconda Mega-City, Farinas si ritrova carta bianca nel ricreare questa metropoli del futuro. Le fonti di ispirazione a cui attinge sono eterogenee e includono: i video hip hop degli anni ottanta, i Cyberpunk Manga, la Mega-City rappresentata nel film con Sylvester Stallone degli anni novanta (di cui è un grande sostenitore), il fumetto Love and Rockets dei fratelli Hernandez, il libro Slouching Towards Bethlem della scrittrice Joan Didion e la canzone California Earthquake della cantante Cass Elliot[4].

Nonostante si accenni a Texas City già nel 1977, la metropoli texana viene creata visivamente solo a partire dal 1992 su Judge Dreed Magazine (Vol.2). Questa appare nel serial Texas City Sting in cui lo stesso Dredd vi si reca in missione[3]. Bisogna sottolineare che la versione texana di Mega-City One appare sporadicamente e non accuratamnete in alcune storie prima del 1992 ed è la zona di origine della Angel Gang[3].

La città storicamente antagonista di Mega City One è Est-Meg One, la città sovietica costruita sul luogo dove si trovava Mosca nel periodo precedente alle Guerre Atomiche. Analogamente a quanto avviene in Nord America anche in Russia e altri paesi sovietici sono nate delle metropoli chiamate Sov-Cities[3]. Il primo accenno a queste avviene nel 1979 durante la storyline Battle of the Black Atlantic e il conflitto continuo tra le Mega-Cities americane e quelle sovietiche porterà alla cataclismatica storyline Apocalypse War in cui Dredd si macchia di genocidio e le cui conseguenze si risentiranno in tutta la continuity di Dredd fino alle ultime storie pubblicate[3].

La situazione geopolitica della Terra nel futuro distopico di Dredd viene esplorata in maniera più ampia a apertire da metà degli anni ottanta[3]. Nel 1986 nella storyline Atlantis si ha modo di vedere i Giudici di Brit-Cit e di avere maggiori descrizioni sulla metroipoli che prende il posto di Londra (anche se l'esistenza della mega-city britannica viene accennata gìà qualche anno prima)[3]. Sempre negli anni ottanta si comincia ad esplorare il Giappone del futuro grazie a storie quali Our Man in Hondo, Shimura e Hondo City Justice. La più importamte mega-city giapponese viene quindi individuata in Hondo City[3]. Nel 1991 Mark Millar ambienta la storyline Red Razors alcuni decenni avanti rispetto alla continuity di Dredd e ha modo di descrivere una sua visione del futuro della Russia e i polpoli che la abitano[3]. Nello stresso anno Garth Ennis e Steve Dillon su 2000 AD portano Dredd in Irlanda nella storyline Emerald Isle in cui l'isola ci viene mostrata come un'enorme parco a tema[3]. In una storyline del 1993 intitolata Book of the Dead, Grant Morrison, Mark Millar e Dermot Power creano la mega-city egiziana Luxor dove si reca Joe Dredd[3]. A questa farà seguito (tra il 1993 e il 1996) la creazione di diverse altre mega-citires africane, introducendo anche i Pan-African Judges, cioè un corpo di Giudici avente giurisdizione in Africa[3]. Le storie ambientate in questo continente sono disegnate in gran parte (e talvolta scritte) dall'artista di origine nigeriana Ajibayo Akinsiku (detto anche Siku)[3].

Team-up[modifica | modifica sorgente]

A metà degli anni ottanta comincia a nascere l'idea di far incontrara Dredd con personaggi di altri universi fumettistici o quantomeno di realizzarne delle storie al di fuori della rivista 2000 AD[5]. Nel 1986 si comincia a discutere di un possibile team-up con Batman della statunitense DC Comics[5]. La realizzazione del progetto sarebbe dovuta ricadere su Alan Moore ai testi (il quale pare abbia realizzato un soggetto) e Brian Bolland ai disegni, ma l'opera non viene realizzata[5]. Nel 1988 c'è un piano per realizzare una graphic novel su Judge Dredd/Batman scritta da John Wagner e Alan Grant (all'epoca ai testi della serie Detective Comics) e disegnata da Alan Davis e Paul Neary[5]. Anche quest'opera rimane però incompiuta[5]. L'incontro tra Batman e Dredd è però solo rimandato di qualche anno perché nel 1991 esce l'albo Batman/Judge Dredd: Judgement on Gotham disegnato da Simon Bisley con ai testi il duo Wagner-Grant[6]. L'opera ha un grande successo e rientra tra gli inter-company comics cross-overs, cioè quelle storie a fumetti in cui due editori realizzano un incontro tra personaggi del loro universo fumettistico e che sono quindi editorialmente rivali. In questo caso abbiamo Dredd (personaggio della britannica Fleetway) che incontra Batman (della DC Comics). Tra l'altro questa storia risulta essere in continuity con quanto accade a Dredd nelle sue pubblicazioni originali. Infatti nella sua storia successiva che cronologicamente è Judge Death: The True Story, il Giudice è tenuto in custodia in quanto viene catturato da Judge Anderson alla fine di Judgement on Gotham.

Il duo Grant-Wagner si mette subito al lavoro per un nuovo team-up tra il Cavaliere Oscuro e il Giudice Dredd. Ai disegni viene chiamato Glenn Fabry, divenuto celebre per i suoi disegni delle storie di Slàine su 2000 AD[5]. L'opera subisce però un notevole rallentamento nella sua realizzazione, soprattutto per la lentezza di Fabry nel completare le sue tavole dipinte. Viene ultimata e pubblicata solo nel 1998 come miniserie in due parti con il titolo Batman/Judge Dredd: Die Laughing. Fabry viene supportato nei disegni da altri due artisti quali Jason Brashill e Jim Murray[5]. Nonostante il ritardo nell'uscita, la storia è ancora messa in continuity con le vicende di Dredd, infatti qui viene ucciso un personaggio secondario ma importante e viene portata avanti la storyline che riguarda i Dark Judges[5]. Nel frattempo Alan Grant e John Wagner realizzano altri intercompany cross-overs con la DC. Si tratta di Batman/Judge Dredd: Vendetta in Ghotam (del 1993), Batman/Judge Dredd: The Ultimate Riddle (del 1995) e del primo team-up di Dredd che non sia con Batman cioè Lobo/Judge Dredd: Psycho Bikers Vs. Mutants from Hell[7]. Questo albo ha come co-protagonista Lobo, uno degli anti-eroi di maggior successo per la DC negli anni novanta.

Nel 1997 comincia la collaborazione tra la Fleetway e la Dark Horse Comics che porta al primo incontro-scontro tra Dredd ed un personaggio appartenente ad un universo cinematico, cioè il cacciatore alieno Predator di cui la Dark Horse detiene i diritti per le pubblicazioni a fumetti[5]. Nasce così la miniserie di 3 numeri Predator Vs. Judge Dredd realizzata da John Wagner (testi) e Enrique Alcatena (disegni). L'opera viene pubblicata negli Stati Uniti dalla Dark Horse e serializzata nel Regno Unito su Judge Dredd Magazine (contemporaneamente nel 1997)[5]. Nel 2003 Dredd affronta Alien, un altro personaggio cinematografico alieno facente parte dell'universo di Predator e pubblicato anch'esso dalla Dark Horse[5]. Si tratta di una miniserie in 4 parti dal titolo Judge Dredd Vs. Aliens: Incubus, realizzata da John Wagner e Andy Diggle (ex redattore di 2000 AD) ai testi e disegnata da Henry Flint. La storia è in continuity con le pubblicazioni settimanali inglesi di Dredd e porta a conclusione una sotto-trama sviluppata nell'arco narrativo Out of the Undercity introducendo un nuovo personaggio ricorrente dal nome Judge Sanchez[5].

Dopo quest'ultima miniserie passano 10 anni prima di un nuovo inter-company cross-over per Dredd e l'occasione comincia a materializzarsi quando la statunitense IDW prende i diritti per la ideazione e pubblicazione di nuove storie del Giudice Dredd (e altri personaggi di 2000 AD) negli USA. Da questa collaborazione nasce la miniserie Mars Attacks Judge Dredd, pubblicata nel 2013. L'opera vede Dredd affrontare gli invasori alieni marziani della serie di cards della Topps i cui diritti per la pubblicazione a fumetti sono (in questo periodo) della IDW[5]. Viene realizzata da Al Ewing ai testi (autore della storyline del 2012 di Dredd The Cold Deck) e disegnata da John McCrea, che ha già disegnato Dredd nel serial Chopper: Earth,Wind and Fire su Judge Dredd Magazine nel 1990[5].

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Sylvester Stallone nei panni di Dredd nel 1995.

Il personaggio di Dredd viene portato sul grande schermo per la prima volta nel 1995 col film Dredd - La legge sono io, diretto da Danny Cannon, dove nei panni di Dredd troviamo l'attore Sylvester Stallone; il film incassò 113 milioni di dollari a fronte di un budget di 90 milioni. L'opera si classifica all'80º posto (come incassi in USA) tra i film basati su opere a fumetti (realizzati dal 1978 ad oggi)[8].

Il 21 settembre 2012 esce un nuovo film tratto dai fumetti di Judge Dredd e intitolato semplicemente Dredd (conosciuto anche come Dredd 3D)[9]. La storia e i personaggi non hanno alcun legame con l'adattamento precedente e di fatti l'attore che interptreta Dredd è Karl Urban[9]. Il film è diretto da Pete Travis e prodotto dalla Lionsgate. Rispetto alla pellicola di Cannon l'opera viene accolta favorevolmente dalla critica che ne apprezza la violenza volutamente eccessiva contrapposta al tono autoironico di fondo e allo humor presente in diverse scene[9], ma si rivela un flop ai botteghini, dove incassa solamente 35 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte del budget di 50 milioni[10]. Nella classifica dei film basati su opere a fumetti (in relazione agli incassi USA dal 1978) si colloca solo al 103º posto[8]. Nonostante lo scarso successo negli incassi cinematografici, il film ha un grande successo nelle vendite in DVD e Blu-ray disc[11]. La versione per l'home video esce il 13 gennaio 2013 e debutta al primo posto per copie vendute secondo la classifica Nielsen VideoScan First Alert Sales, battendo il lungometraggio Frankenweenie della Walt Disney (secondo posto) e risollevando le aspettive per le potenzialità del franchise di Dredd al livello multimediale[11]. In seguito al rinato interesse per il personaggio negli USA, grazie anche alle serie della IDW Publishing, la casa editrice inglese Rebellion decide di realizzare il sequel del film in una storia a fumetti dal titolo Dredd: Underbelly (movie sequel) One-Shot[12]. Si tratta di un albo unico con la peculiarità di essere il primo fumetto britannico su Dredd ad essere pubblicato nel classico formato dei comics statunitensi (32 pagine a colori, spillato)[12]. Viene distribuito a partire da gennaio 2014 attraverso i comic stores (o fumetterie), nel formato per Kindle Fire, nook e 2000 AD iPadd App[12].

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Oltre al cinema, Dredd è stato protagonista di videogiochi, romanzi, giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi di carte collezionabili e radio drama.

Inoltre la band Thrash metal Anthrax ha preso spunto del fumetto per la canzone "I Am the Law" dell'album Among the Living.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Gavin Lees in Gaze into the Fist of Dredd!, in AA.VV., Bleeding Cool n.1, Avatar Press Inc., Rantoul (Illinois), novembre 2012, pp.51-55
  2. ^ a b c John Wagner (testi) e Colin MacNeil (disegni), Judge Dredd: America, Magic Press (edizione italiana), Ariccia(RM), 1999
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Douglas Walk in Dredd's Comportment: The Other Mega-Cities, in Douglas Walk (testi) e Ulisses Farinas (disegni), Judge Dredd: Mega-City Two n.1, IDW Publishing, San Diego (California), gennaio 2014, p.23
  4. ^ a b c d e f g h i Douglas Walk in Dredd's Comportment: Going West, in Douglas Walk (testi) e Ulisses Farinas (disegni), Judge Dredd: Mega-City Two n.2, IDW Publishing, San Diego (California), febbraio 2014, p.23
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n Douglas Walk in Dredd's Comportment: Crossing Over, in Al Ewing (testi) e John McCrea (disegni), Mars Attcks Judge Dredd n.1, IDW Publishing, San Diego(California), settembre 2013, p.21
  6. ^ Alan Grant-John Wagner (testi) e Simon Bisley (disegni), Batman/Judge Dredd: Judgement on Gotham, DC Comics, New York, 1991
  7. ^ Alan Grant-John Wagner (testi), Val Semeikis (matite), John Dell III (chine), Lobo/Judge Dredd: Psycho Bikers Vs. Mutants from Hell n.1 (albo unico), DC Comics, New York, 1995
  8. ^ a b Comic Book Adaptation: classifica degli incassi USA dal 1978. URL consultato il 27-11-2013.
  9. ^ a b c (EN) Dredd 2012. URL consultato il 26-11-2013.
  10. ^ (EN) Incassi, Box Office Mojo. URL consultato il 26-11-2013.
  11. ^ a b (EN) Dredd buries Frankenweenie in Home Video Sales. URL consultato il 09-12-2013.
  12. ^ a b c (EN) 2000 AD makes history with Dredd:Underbelly. URL consultato il 10-12-2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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