Gisella (figlia di Pipino il Breve)

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santa Isberga, o
Gisella di Chelles
Edificio dell'abbazia de Chelles, disegno del secolo XIX
Edificio dell'abbazia de Chelles, disegno del secolo XIX

Vergine

Nascita 757
Morte 30 luglio 810
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione antica
Santuario principale venerata da secoli nella zona di Arras Francia
Ricorrenza 21 maggio

Gisella (757Chelles, 30 luglio 810) principessa della casa regnante carolingia che fu badessa dell'abbazia di Chelles.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era figlia femmina primogenita del Maggiordomo di palazzo di Neustria e Burgundia[1], poi anche di Austrasia[2]ed infine re di tutti i Franchi[3][4], Pipino il Breve (che era figlio del Maggiordomo di palazzo di Austrasia[5] ed in seguito maggiordomo di palazzo di tutti i regni dei Franchi[6], Carlo Martello) e della moglie Bertrada di Laon, figlia del conte Cariberto di Laon (ca. 695 -ca. 750) e di Bertrada di Colonia. Quindi era la sorella di Carlo Magno[7] e Carlomanno I.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gisella nacque nel 757[8].

Eginardo, biografo di Carlo Magno, afferma che Gisella era stata destinata alla vita religiosa fin dall'infanzia; divenne quindi una monaca nell'abbazia di Chelles, dove infine venne nominata badessa. In qualità di badessa di Chelles ella supervisionava uno dei più importanti e prolifici scriptoria di suore attivo tra l'VIII e il IX secolo[9].

Nell'Annalium Angliae Excerpta, Gisella, figlia di Pipino, viene citata quando ricorda che il padre venne unto re dal papa Stefano II[10].
La storica Judith Herrin sostiene che Gisella, nel 765, fu fidanzata (il fidanzamento fu rotto l'anno dopo) al figlio dell'imperatore bizantino, Costantino V, Leone[11]

Secondo Eginardo, Gisella ebbe buoni rapporti con il fratello Carlo Magno, il quale «la trattava con lo stesso rispetto che dimostrava alla madre»[7].

Sempre secondo Eginardo, Gisella morì nell'810 nel convento dove aveva trascorso la maggior parte della sua vita, pochi anni prima di Carlo[7].

Carlo Magno e la moglie Ildegarda battezzarono la loro figlia con il nome di Gisella; la piccola Gisella potrebbe aver vissuto tra il 781 e l'808, ma della sua vita si conosce poco altro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus secundus: Cronicon Mossiacensis , Pag 292
  2. ^ (LA) Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars tertia, auctore anonymo austraso, CXVI
  3. ^ (LA) Annales Xantenses, pag 37
  4. ^ (LA) Annales Regni Francorum, anno 750
  5. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus tertius: Annales Francorum Ludovici Dufour , Pag 698
  6. ^ (LA) Fredegarii scholastici chronicum continuatum, Pars secunda, auctore anonymo austraso, CVII
  7. ^ a b c (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus secundus: Einhardi vita Karoli Magni , Pag 453
  8. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus primus: Annalium Petaviorum continuatio , Pag 11
  9. ^ McKitterick, Rosamond, Books, Scribes and Learning in the Frankish Kingdoms, 6th-9th Centuries, Ashgate Publishing Limited, Aldershot (Inghilterra), 1994, pp. 1–35, 1–43, ISBN 0-86078-406-1.
  10. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus XVI: Annalium Angliae Excerpta , Pag 480
  11. ^ Herrin, J. The Formation of Christendom (Princeton University Press and Basil Blackwell, 1987). Revised, illustrated paperback edition (Princeton University Press and Fontana, London, 1989), reissued by Phoenix Press, London, 2001

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • Christian Pfister, La Gallia sotto i Franchi merovingi. Vicende storiche in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 688-711.
  • Gerhard Seeliger, Conquiste e incoronazione a imperatore di Carlomagno in Storia del mondo medievale, Cambridge, Cambridge University Press, 1999, pp. 358-396.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]