Girolamo Simoncelli (cardinale)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Girolamo Simoncelli
cardinale di Santa Romana Chiesa
Cardinalbishop.svg
Nato 1522, Orvieto
Creato cardinale 22 dicembre 1553
Deceduto 22 febbraio 1605, Roma

Girolamo Simoncelli (Orvieto, 1522Roma, 22 febbraio 1605) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pronipote di Giulio III (la madre Cristofora era figlia di Baldovino Ciocchi del Monte, fratello del Papa) venne proclamato cardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano dallo zio all'età di soli 31 anni nel Concistoro del 22 dicembre 1553; fu poi cardinale prete di Santa Prassede e, nel 1598, di Santa Maria in Trastevere. Essendo stato creato cardinale in giovane età, ed avendo avuto una vita relativamente lunga, Simoncelli fu cardinale per 52 anni; fu pertanto «protopresbitero», cioè il cardinale presbitero nominato da più tempo, e condivide con il cardinale Giacinto di Pietro di Bobone (Cardinal Orsini) il singolare record di partecipazione a conclavi (ben dieci, per le elezioni di papa Marcello II, papa Paolo IV, papa Pio IV, papa Pio V, papa Gregorio XIII, papa Sisto V, papa Urbano VII, papa Gregorio XIV, papa Innocenzo IX e papa Clemente VIII).

Sempre Giulio III il 25 giugno 1554 lo nominò vescovo di Orvieto, sua città natale; dimessosi nel 1562, ne riprese il governo come amministratore, e lo mantenne fino alla morte. Il 21 febbraio 1600 divenne vescovo della sede suburbicaria di Albano, dalla quale poco tempo dopo (24 aprile 1600) fu trasferito alla sede suburbicaria di Frascati, da cui il 16 giugno 1603 passò alla sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina.

La storia tramanda alcuni dati biografici sconcertanti su Girolamo Simoncelli. Francesco Cancellieri riferisce dell'abitudine del Simoncelli di far incendiare di nascosto i carri di fieno, «per impaurire i villani», per poi pagare i danni causati[1]. L'ambizione del Simoncelli, desideroso evidentemente di ascendere al soglio pontificio, è alla base del falso noto come «Profezia sui papi» attribuito a San Malachia ma redatto invece dai partigiani del Simoncelli attorno al 1590. Nel testo "profetico" 111 pontefici, a partire da papa Celestino II (XII secolo), sono designati con un breve motto. Quello del pontefice successore di papa Urbano VII (pontefice per soli 13 giorni nel 1590) avrebbe dovuto essere "De antiquitate Urbis"[2], con allusione a Orvieto, città natale del Simoncelli detta in latino «Urbs Vetus»[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Cancellieri, Il mercato, il lago dell'acqua vergine ed il palazzo panfiliano nel Circo Agonale detto volgarmente Piazza Navona descritti da Francesco Cancellieri con un'appendice di XXXII documenti ed un trattato sopra gli obelischi, Roma : per Francesco Bourlié, 1811, p. 127 e p. 285
  2. ^ Arnould Wion, Lignum vitae, ornamentum, & decus Ecclesiae, in quinque libros diuisum. In quibus, totius sanctiss. religionis diui Benedicti initia, Auctore d. Arnoldo VVion, Accessit dilucidatio, quomodo principes Austriaci, originem ducant ex Anicia Romana familia, quae erat diui Benedicti. Cum duplici Indice. Venetiis : apud Georgium Angelerium, 1595
  3. ^ «Profeta». In: Gaetano Moroni, Dizionario Op. cit, Vol. LV, p. 287 (on-line)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie