Girolamo Fracastoro
Girolamo Fracastoro (Verona, 1476-1478 ca.[1] – Affi, 6 agosto 1553[1]) è stato un medico, filosofo, astronomo, geografo e letterato italiano.
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[modifica] Biografia
Collega e amico di Copernico, Fracastoro fu anche professore di logica all'Università di Padova. Fu archiatra di papa Paolo III, al quale dedicò l'opera astronomica Homocentrica (1538). A lui è dedicato il cratere lunare Fracastoro.
[modifica] Contributi alla medicina
È uno dei fondatori della moderna patologia. Nello studio da scienziato fu il primo ad ipotizzare e verificare che le infezioni fossero dovute a germi portatori di malattia, con la capacità di moltiplicarsi nell'organismo e di contagiare altri attraverso la respirazione o altre forme di contatto. Nella sua bibliografia scientifica si nota "Syphilis sive de morbo gallico" (Sifilide, ossia sul "mal francese" - che da allora in poi sarebbe stato chiamato sifilide) sotto forma di poemetto in esametri (scritto nel 1521, ma pubblicato nel 1530) e il trattato "De contagione et contagiosis morbis" (Sul contagio e sulle malattie contagiose) nel 1546. Il trattato è all'origine della patologia moderna.
[modifica] Contributi astronomici
Come astronomo fu il primo a scoprire, con Pietro Apiano, che le code cometarie si presentano sempre lungo la direzione del Sole, ma in verso opposto ad esso. Nel 1538 descrisse uno strumento in funzione astronomica, poi realizzato da Galileo Galilei decine di anni dopo: il cannocchiale.
[modifica] Opere filosofiche
Fracastoro scrisse tre dialoghi filosofici: Naugerius sive de Poetica (dialogo di estetica del 1555), Turrius sive de Intellectione e l'incompiuto Fracastorius sive de Anima.
[modifica] Fracastoro da nobile a simbolo della rivalsa del popolo veronese
Una leggenda sul Fracastoro fa parte della storia popolare veronese. Una sua statua è posta su un arco alla fine di via Fogge, che da nord si innesta in piazza Dante. La statua rappresenta la sua figura intera con in mano il mondo, che il popolo del tempo ha ribattezzato la bala de Fracastoro, dove bala è il termine dialettale che indica palla. In quella strada vi era il passaggio per il vecchio tribunale da parte di giudici e avvocati ed era vicina a tutti i palazzi del potere di quel tempo. La bala è legata ad una profezia: cadrà sulla testa del primo galantuomo che passerà sotto. Finora non è mai successo. Il popolo di Verona usava questa storia per sbeffeggiare gli uomini del potere. Muore nella frazione di Incaffi del comune di Affi.
[modifica] Note
- ^ a b Enrico Peruzzi, «Fracastoro, Girolamo», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma (on-line)
[modifica] Curiosità
Girolamo Fracastoro, con il nome di Giroldano, viene incontrato da Dago in una delle sue avventure, per la precisione nel n. 10 anno XIV del mensile, proprio mentre questo interroga una prostituta in cerca di informazioni per il suo poema sulla sifilide.
[modifica] Bibliografia
- Questo testo proviene in parte, o integralmente, dalla relativa voce del progetto Mille anni di scienza in Italia, opera dell'Istituto Museo di Storia della Scienza di Firenze (home page), rilasciata sotto licenza Creative Commons CC-BY-3.0
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[modifica] Collegamenti esterni
- Enrico Peruzzi, «Fracastoro, Girolamo», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma (on-line)