Girolamo Fracastoro

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Girolamo Fracastoro

Girolamo Fracastoro (Verona, 1478Incaffi, 1553) è stato un medico, filosofo, astronomo, geografo, teologo e letterato italiano.

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[modifica] Biografia

Fu collega e amico di Copernico, lavorò anche come professore di logica all'Università di Padova. Fu archiatra di papa Paolo III, al quale dedicò l'opera astronomica Homocentrica (1538).

È uno dei fondatori della moderna patologia. Nello studio da scienziato fu il primo ad ipotizzare e verificare che le infezioni sono dovute a germi portatori di malattia, con la capacità di moltiplicarsi nell'organismo e di contagiare altri attraverso la respirazione e altre forme di contatto. Nella sua bibliografia scientifica si nota "Syphilis sive de morbo gallico" (Sifilide, ossia sul mal francese - che da allora in poi sarebbe stata chiamato sifilide) sotto forma di poemetto in esametri (scritto nel 1521, ma pubblicato nel 1530) e il trattato "De contagione et contagiosis morbis" (Sul contagio e sulle malattie contagiose) nel 1546. Il trattato è all'origine della patologia moderna.

La statua a lui dedicata in Piazza dei Signori (Verona)

Come astronomo fu il primo a scoprire, con Pietro Apiano, che le code cometarie si presentano sempre lungo la direzione del Sole, ma in verso opposto ad esso. Nel 1538 descrisse uno strumento in funzione astronomica, poi realizzato da Galileo Galilei decine di anni dopo: il cannocchiale.

Fracastoro scrisse tre dialoghi filosofici: Naugerius sive de Poetica (dialogo di estetica del 1555), Turrius sive de Intellectione e l'incompiuto Fracastorius sive de Anima.

Il cratere Fracastoro sulla Luna porta il suo nome.

[modifica] Fracastoro da nobile a simbolo della rivalsa del popolo veronese

Una leggenda sul Fracastoro fa parte della storia popolare veronese. Una sua statua è posta su un arco alla fine di via Fogge, che da nord si innesta in piazza Dante. La statua rappresenta la sua figura intera con in mano il mondo, che il popolo del tempo ha ribattezzato la bala de Fracastoro, dove bala è il termine dialettale che indica palla. In quella strada vi era il passaggio per il vecchio tribunale da parte di giudici e avvocati ed era vicina a tutti i palazzi del potere di quel tempo. La bala è legata ad una profezia: cadrà sulla testa del primo galantuomo che passerà sotto. Finora non è mai successo. Il popolo di Verona usava questa storia per sbeffeggiare gli uomini del potere.

[modifica] Bibliografia

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